5 MORTI SOSPETTE IERI A TEMPIO, L'ALLARME DENUNCIA DEI SINDACI - UN PAZIENTE POSITIVO IN CORSIA ALL'OSPEDALE DI TEMPIO

L'ospedale Paolo Dettori di Tempio sta diventando una polveriera. La denuncia messa nero su bianco e del sindaco di Tempio con tutti i primi cittadini del Nord Gallura.

Dopo la mia denuncia dei giorni scorsi sul trasferimento di un paziente da Nuoro a Tempio senza aver verificato attentamente la sua non positività nell'ospedale gallurese è scoppiato il caos.

E' lo stesso sindaco ad affermare che ha saputo tutto da facebook e che nessuna autorità lo ha informato di quello che stava succedendo!

Ma quel che è più devastante è l'affermazione del Sindaco di Tempio che scrive:

l'Ufficio di stato civile del Comune di Tempio Pausania riferisce e informa che in data di ieri 21/03/2020 sono decedute 5 persone nel territorio comunale, di cui: “3 in ospedale, 2 delle quali con la seguente causa di decesso: “POLMONITE BILATERALE - INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA IN PAZIENTE CON POLMONITE. TUTTI MORTI NEL REPARTO DI MEDICINA”, 1 in hospice 1 in abitazione"!

E' questa la drammatica notizia che il primo cittadino facente funzioni di Tempio riporta in tre pagine di denuncia forte e chiara in cui parla della situazione al collasso.

5 morti sospette a questo punto, per le quali nessuno si è premunito di fare i necessari tamponi per risalire alle reali cause del decesso visto che la patologia riscontrata era quella tipica del coronavirus.

Non ci sono tamponi per nessuno - dicono i Sindaci - e sopratutto nel reparto di medicina c'è in isolamento un caso di coronavirus.

Impossibile fare tamponi ad altri pazienti e all'intero personale.

Una situazione esplosiva che rischia di trasformare la Gallura del nord in un vero e proprio focolaio.

L'allarme dei sindaci è massimo. E pubblico integralmente la loro lettera denuncia, trasmessa anche alla Procura di Tempio.

Scrivo a nome dell'Amministrazione comunale che rappresento, della Cittadinanza e di tutta la popolazione del Territorio, quindi non solo come Vice Sindaco, ma nella mia qualità di massima

autorità sanitaria del Distretto sanitario di Tempio Pausania, e anche in nome e per conto dei Sindaci dell'Unione dei Comuni Alta Gallura che, insieme a me, sottoscrivono la presente in ragione della altissima preoccupazione che tutti viviamo per l'intera popolazione di questa parte del Territorio.

E' con il massimo allarme che segnalo la situazione venutasi a creare nell'Ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania che, prima per il caso del reparto di Ortopedia, ora per ciò che sta

accadendo nel reparto di medicina, rischia di diventare un vero e proprio focolaio per la diffusione del virus.

Arrivano all’attenzione dello scrivente le richieste di intervento da parte di medici e operatori sanitari che indicano la presenza di un paziente positivo nel reparto di medicina in isolamento che non

è possibile trasferire nella sezione COVID-19, né possono essere dimessi o spostati gli altri pazienti ricoverati perché non sono disponibili tamponi da eseguire su di loro.

Orbene, a fronte di tale dato accertato, risulta al sottoscritto che

il reparto non è stato chiuso, non è stato sanificato, i pazienti sono tuttora ricoverati, i medici e il personale paramedico, gli OSS, oltre agli addetti dei vari servizi collaterali quali quello di pulizia, non sono stati sottoposti ad alcuna misura di sicurezza per limitare il contagio, non sono stati sottoposti a test con i tamponi rinofaringei, non sono stati isolati o messi in quarantena ma gli è stato detto di limitarsi agli spostamenti casa-ospedale per continuare il proprio lavoro.

Il reparto di ortopedia, invece, dove si è registrato il primo caso di positività di un paziente trasferito dall'ospedale di Nuoro, è stato sottoposto a sanificazione ma i medici e gli operatori non sono stati tutti sottoposti a tampone e continuano a frequentare gli ambienti ospedalieri.

Inoltre, il personale dell'ospedale continua a circolare liberamente in tutti i reparti, negli spazi comuni dell’ospedale, nel bar presente all'ingresso dello stesso ospedale, al quale peraltro, vi accedono anche i soggetti esterni, visitatori, familiari dei ricoverati e chiunque vi abbia accesso, senza alcuna
protezione.

Un numero incontrollabile di persone, quindi, potenzialmente esposto al contagio e allo stesso tempo potenziale trasmettitore del virus, che circola nella più totale assenza di misure precauzionali di sicurezza.

In questo modo la situazione di rischio non resta evidentemente circoscritta al solo presidio sanitario, ma da esso fuoriesce e dilaga al di fuori, diventando un vero e proprio pericolo per la salute pubblica.

Sembra superfluo evidenziare, infatti, che il personale finito il turno rientra nelle proprie abitazioni e incontra i familiari, e così accade per tutti gli altri soggetti che nell'ospedale abbiano
transitato.

A ciò si aggiunga che l'odierna comunicazione dell'Ufficio di stato civile del Comune di Tempio Pausania che riferisce e informa che in data di ieri 21/03/2020 sono decedute 5 persone nel territorio comunale, di cui:

“3 in ospedale, 2 delle quali con la seguente causa di decesso: “POLMONITE BILATERALE - INSUFFICIENZA RESPIRATORIA ACUTA IN PAZIENTE CON POLMONITE. TUTTI MORTI NEL REPARTO DI MEDICINA”, 1 in hospice 1 in abitazione.”

Alla gravità della situazione appena descritta, devo con dolore e dispiacere, sottolineare un altro fatto grave, inconcepibile e inammissibile date le circostanze.

Ho già avuto modo di segnalare più volte telefonicamente ai vertici dell'Azienda Sanitaria la totale assenza di comunicazione informativa istituzionale nei miei confronti, fatta eccezione, a
onor del vero, per due sole mail ricevute nella tarda serata di ieri, a firma del dirigente medico della direzione sanitaria del presidio sanitario di Tempio Pausania, peraltro dietro mia sollecitazione.

Tutte le notizie della situazione dell'Ospedale cittadino, compresa quella del trasferimento del paziente positivo dall'ospedale di Nuoro a quello di Tempio Pausania, le ho apprese ufficiosamente da altre persone che a loro volta le avevano apprese da Facebook.

Questo è stato dell'arte.

Già in una mia precedente nota del 16 marzo che allego, a seguito della presenza del paziente positivo in Ortopedia, si segnalavano all'Azienda Sanitaria le condizioni di estremo rischio nelle quali
encomiabilmente continuavano a prestare la loro opera, i medici, i paramedici e tutto il personale dell'Ospedale a causa della assoluta mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI), e si chiedeva di intervenire con estrema urgenza, fornendo guanti, mascherine, occhiali e ogni altro dispositivo indispensabile per continuare a prestare assistenza e cure in sicurezza. La richiesta è rimasta inascoltata oltre che priva di riscontro.

Ebbene, è noto a tutti che i comuni, a legislazione vigente, restano esclusi da responsabilità di gestione diretta del servizio sanitario, concorrendo solo con funzioni consultive e propositive o di intervento nei limitati casi previsti e circoscritti dalla legge (trattamento sanitario obbligatorio e accertamento sanitario), ma il Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria ha il diritto di essere informato di ciò che accade a livello sanitario nel proprio territorio, in quanto è su di lui che incombe il
dovere-potere di fronteggiare nei limiti dei confini della propria competenza, le emergenze igienico sanitarie che possono riguardare la popolazione locale e di proteggerla, sebbene in questa particolare circostanza la gestione dell'emergenza da COVID-19, sia di stretta competenza del Governo e della Regione.

Non si può sottacere, infine, che l'emergenza coronavirus si ripercuote anche su quanti, pur non essendo contagiati, sono alle prese con gravi problemi di salute e come tali, non possono essere esposti al virus. Un mancato controllo delle attività preventive proprio all’interno del nosocomio, pone a rischio la salute della stessa comunità, che sebbene privata delle libertà costituzionali, ha accettato responsabilmente le misure di contenimento pur di sconfiggere il male. Lasciare, in un momento così delicato e critico per tutti noi, l’autorità sanitaria locale priva di ogni notizia fondamentale ai fini della tutela della salute dei cittadini, appare comportamento quanto meno inappropriato e privo di senso, oltre che irrispettoso delle norme.

Perciò non posso che concludere, che si affidano alle competenze e conoscenze dei destinatari in indirizzo, le conseguenze di tali condotte irresponsabili. La struttura sanitaria sta ponendo in essere azioni del tutto contrarie a quelle previste per contrastare l’epidemia nell’Isola, così come dettate dall’o.m.s.: isolamento dei casi, contenimento dei focolai, tamponi rinofaringei riservati ai professionisti della sanità, con priorità per il personale ospedaliero coinvolto nella gestione del Covid-19, ma anche
per i medici e gli operatori tutti dell’emergenza sanitaria.

Stiamo assistendo impotenti al fatto che la maggior parte dei casi di Coronavirus in Sardegna originano proprio nei luoghi di cura.

Tutto ciò non può essere tollerato in un Paese dove, in un lasso di tempo incredibilmente breve ci troviamo significativamente limitati in diritti che la nostra Costituzione sancisce, consacra e dichiara
inviolabili, irrinunciabili e indisponibili, stabilendo a quali condizioni, e da parte di quali autorità, essi possano subire eventuali limitazioni, adottate e motivate da casi di eccezionale gravità quale quello attuale.

I miei cittadini, come sopra riferito, rispondono all’ordine dell’autorità fidandosi e affidandosi, ma l’esempio deve partire dal concetto di Stato immanente in ciascuno di noi ognuno per la propria funzione e competenza.

A tutte le Autorità in indirizzo, ciascuna per la propria competenza esclusiva e responsabilità, chiedo, pertanto, insieme agli altri colleghi Sindaci, di adottare con estrema urgenza ogni misura idonea a mettere in sicurezza l'Ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania, e di agire con ogni strumento ordinario e straordinario messo a disposizione dell'ordinamento statutario speciale della Regione Sardegna per evitare il diffondersi del contagio prima all'interno della struttura e poi nella popolazione.
Chiedo soprattutto, insieme agli altri colleghi Sindaci, di sottoporre ai tamponi rinofaringei tutto il personale che ha operato nel reparto di Ortopedia dove si è registrato il primo caso di positività, e del reparto di Medicina dove è tuttora ricoverato il paziente positivo al virus, di adottare i protocolli di sicurezza previsti dalla legge e di vigilare sulla loro stretta osservanza.

Chiedo, rinnovando la richiesta già formulata, che tutto il personale dell'Ospedale venga rifornito di dispositivi di protezione individuale (PDI), quali guanti, mascherine, occhiali e ogni altro dispositivo indispensabile per continuare a prestare assistenza e cure in sicurezza.

Chiedo, infine, d'ora in poi, di essere tempestivamente e ufficialmente informato su ogni novità, circostanza, sviluppo della situazione legata all'emergenza sanitaria da diffusione del
coronavirus, che riguardi l'Ospedale cittadino di Tempio Pausania e di dare immediato riscontro sulla attuazione delle presenti richieste.

Il Vice Sindaco
Gianni Addis (firmato digitalmente)

Documento condiviso e firmato da
Il Sindaco di Aggius
Nicola Muzzu
Il Sindaco di Aglientu
Antonio Tirotto
Il Sindaco di Badesi
Gian Mario Mamia
Il Sindaco di Bortigiadas
Emiliano Deiana
Il Sindaco di Calangianus
Fabio Albieri
Il Sindaco di Luogosanto
Agostino Pirredda
Il Sindaco di Luras
Maria Giuseppina Careddu
Il Sindaco di Santa Teresa Gallura
Stefano Pisciottu

Il Sindaco di Trinità d'Agultu e Vignola
Gian Piero Carta
Il Sindaco di Viddalba
Vittorio Ara