ABBANOA, CHI PAGA IL DISASTRO? REVOCATE SUBITO I VERTICI, SCONGIURATE LO SPETTRO DELL'ACQUA PRIVATA

Commissariatela, senza perdere altro tempo. Azzerate vertici e dirigenza. Il tira e molla su chi deve convocare l'assemblea dei soci è roba da non credere. C'è chi gioca sulla pelle di utenti e lavoratori solo per mantenere inalterato il potere di quella società.

Le regie occulte e i padroni delle fondazioni se ne fregano del disastro economico gestionale messo in atto da chi dirige quella società con risultati che non sono più occultabili con ridicole conferenze stampa o demenziali comunicati.

E ogni giorno che passa aumentano i danni e le responsabilità di chi persegue questo misfatto nel governo di una società con 750 mila utenti.

I dati di bilancio, quelli veri, non quelli sbandierati da chi non sa leggere e scrivere la differenza tra entrate e uscite, dicono che se fossimo in un regime privatistico la società sarebbe da tempo saltata per aria.

Qui, invece, solo perchè i soldi sono pubblici, nessuno fa niente per arginare il tracollo. Anzi.

C'è una sola strada per affrontare la situazione, per non esserne complici: mettere in mora gli amministratori e il direttore generale che sino ad oggi hanno generato numeri da capogiro.

Per essere più chiari: mettere in mora significa applicare il codice civile.

L'azione di responsabilità contro gli amministratori è promossa in seguito a deliberazione dell'assemblea, anche se la società è in liquidazione, lo dice il codice civile.

L'azione di responsabilità può anche essere promossa a seguito di deliberazione del collegio sindacale, assunta con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Dubito lo faranno, visto che sino ad oggi si sono astenuti dal prendere atto di quanto sta avvenendo dentro la società. Avrebbero fatto bene anche loro a dimettersi, per evitare le conseguenze del caso.

La deliberazione dell'azione di responsabilità - secondo il codice civile - comporta la revoca dall'ufficio degli amministratori contro cui è proposta, purché sia presa col voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. In questo caso l'assemblea stessa provvede alla sostituzione degli amministratori.

La Regione sarda ha il 70,99% delle quote, molto più del quinto del capitale sociale.

Ma nonostante questo, dopo un anno, ancora non è successo niente. Cosa sta aspettando?

Dentro Abbanoa si continuano a gestire assunzioni, appalti, fallimenti gestionali, si tengono fermi investimenti per centinaia di milioni di euro.

Serve la revoca. Senza se e senza ma. Non il demansionamento di qualcuno. Altrimenti non si risolve alla radice il tema del rilancio della gestione dell'acqua pubblica.

Come è possibile che i regolamenti per le assunzioni siano ancora quelli che prevedono valutazioni soggettive da far accapponare la pelle a chi ha un minimo di pudore del diritto?

Come è possibile che il sistema della bollettazione, cuore pulsante del sistema attivo di una società come questa, sia in tilt da anni con danni incalcolabili?

C'è da domandarsi perchè, come ho denunciato più volte, nessuno paghi le multe milionarie inflitte ad Abbanoa dall'antitrust?

Per quale motivo sta aumentando il costo dell'acqua anzichè diminuire? Per quale motivo i responsabili di quelle politiche aggressive non vengono chiamati a risponderne personalmente?

Chi tace acconsente, ed è complice.

Tutto il vertice della società va rimosso, senza perdere altro tempo e per quota a parte vanno chiamati a rispondere del disastro.

Chiamati in tribunale, non in uno spuntino di paese!

L'azione sociale di responsabilità è soggetta al termine quinquennale di prescrizione. Si sta facendo passare troppo tempo.

Ogni giorno che passa sono danni erariali che non si possono recuperare. La Regione ha il potere, ha il peso societario, e non può tergiversare.

L'azione di responsabilità comporta l'automatica revoca degli amministratori solo se approvata con il voto favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. La Regione può e deve farlo!

Abbanoa sta veleggiando da tempo in cattive acque. Non lo dico io. C'è scritto nelle relazioni e nei bilanci.

Ci sono centinaia di milioni di euro di bollette che sono prescritte da tempo e per le quali uno stuolo di avvocati, tutti legati al giro di Abbanoa, intenta azioni inutili e pagate a caro prezzo.

Per dirla in italiano: un contenzioso artatamente messo in piedi per alimentare un giro di denaro pubblico, nonostante tutti sappiano, perchè lo scrivono nelle relazioni, che la stragrande maggioranza di quelle somme sono da tempo inesigibili.

Fermateli prima che sia troppo tardi, non fate affondare l'acqua pubblica.

Qualcuno ne sarebbe felice. Più di uno, in Sardegna, in Italia e in Spagna spera nel fallimento, magari da rilevare a quattro soldi.

Non chiudere per sempre questo misfatto significa perseguire un disegno criminoso che punta a privatizzare l'acqua in Sardegna.

Fermateli, prima che sia troppo tardi.