AIR ITALY, IN PISTA BLUE AIR, BRITISH AIRWAYS E EASY JET

Blue Air, British Airways e EasyJet. Le tre compagnie aeree, molto diverse tra loro, sono in pista per rilevare parti di Air Italy. Parti e non tutta.

A far gola alle tre compagnie sarebbero innanzitutto gli slot e la base di Olbia.

E non ci voleva uno scienziato per comprenderlo, solo dei trogloditi suicidi potevano pensare che altre destinazioni potessero essere il business di una compagnia aerea che per 40 anni ha retto grazie al mercato sardo!

E ora che sul tavolo dei due commissari liquidatori ci sarebbero tre manifestazione d'interesse si comprende il vero business della compagnia, mortificato da quattro barabba in trasferta!

Il rapporto che sarebbe in mano ai liquidatori parla chiara: nessuna delle offerte riguarderebbe l'intera azienda, ma solo parti di essa, come i suoi slot e la base ad Olbia, in Sardegna.

Nell'interesse delle tre compagnie ci sarebbero anche i dipendenti, considerati da tutti come tra i più qualificati, da sempre sottoposti a corsi di aggiornamenti e crescita professionale.

E non è un caso che i piloti sono già in giro per il mondo, in attesa di soluzioni stabili e certe per la compagnia nata sarda e morta lombarda!

In queste ore i due liquidatori hanno affidato anche importanti consulenze giuridiche e finanziarie mettendo in campo NCTM e White & Case con due consulenti di primo piano.

White & Case mette in campo Maria Cristina Storchi, un avvocato italiano con oltre 25 anni di esperienza nei settori corporate e M&A, private equity, ristrutturazione e mercati dei capitali con una notevole esperienza come consulente di società quotate in operazioni di fusione e acquisizione di grandi dimensioni italiane e transfrontaliere.

NCTM schiera Carlo Grignani esperto di Diritto Commerciale e Societario, con grande esperienza in materia contrattuale, inclusa una specifica competenza relativamente a contratti nei settori del TMT, dell'energia, in materia di responsabilità contrattuale e diritto dei consumatori.

Due figure chiave e indicative dell'obiettivo dei liquidatori: fusioni, acquisizioni, vendite.

E in campo ci sono soggetti che potrebbero avere obiettivi diversi tra loro.

A partire da Blue Air,una compagnia aerea a basso costo rumena nata nel 2004. I suoi hub sono l'Aeroporto Internazionale di Bucarest Otopeni (OTP), l'Aeroporto Internazionale di Torino Caselle (TRN) e l'aeroporto Internazionale "George Enescu" di Bacau. Ha tentato più volte lo sbarco in Sardegna ma non è stata fortunata, scappata a gambe levate nonostante i rapporti stretti con i soci di F2I, proprietaria dell'aeroporto di Alghero.

La Brithish Airways è l'unica major della triplice offerta, probabilmente non ha interesse diretto sul mercato interno ma le rotte su Olbia e Regno Unito, con base nel cuore del Mediterraneo potrebbero fargli gola.

Easyjet potrebbe ambire a rafforzare la sua base operativa in Sardegna, nonostante la sua politica low cost. E' l'operatore che meglio di altri potrebbe applicarsi sia sulle rotte interne che su quelle internazionali.

E poi c'è il convitato di pietra: Air Italy ha chiuso il 2019 con una perdita di 230 milioni di EUR, pari a circa il 79% del fatturato stimato per lo stesso periodo.

Un disastro gestionale senza eguali. Un capitolo di cui nessun soggetto interessato alla compagnia potrà farsi carico, anzi.

Resta sempre un capitolo aperto: perchè è stato generato un tale debito gestionale? Quali erano le reali strategie di questo gruppo dirigente così spregiudicato da portare alla liquidazione di questa compagnia aerea?

Hanno agito da soli o all'interno di una strategia fallimentare più ampia?

Un tema sul quale la magistratura dovrebbe indagare, non foss'altro perchè di mezzo ci sono persone, lavoratori e territori interi devastati da questi quattro soggetti che ora tentano di uscire impuniti da questo disastro che hanno creato e forse voluto!