ANELLO AL NASO E MINISTRI DI STATO

Non passa giorno che non ne arrivi uno. Boschi, Franceschini, Calenda, Del Rio, Giannini, Poletti. Tutti in fila indiana come i Re Magi a dispensare regalie, incenso e birra. Fumo a buon mercato nella colonia di Sardegna. Se sommassimo ciò che hanno millantato in queste ultime giornate la Sardegna diventerebbe presto il Bengodi. Pensano di ingannare con quattro cialtronerie di Stato quella che considerano una tribù con l'anello al naso. Non hanno pudore. A partire dal loro capocomico fiorentino che ogni giorno ne spara una più di tutti. In realtà questa calata di ministri ottiene esattamente l'effetto contrario: lo capisce anche un cretino che vengono in Sardegna con il solo tentativo di strappare qualche voticino per la riforma delle lobby e degli affari. E queste smargiassate in chiave renziana ottengono l'effetto esattamente contrario.

Sono talmente goffi, privi di qualsiasi grazia e rispetto istituzionale, che quelle gratuite promesse in chiave referendaria hanno l'effetto del niente.

Del resto questi signori ci hanno abituato a queste sveltine di Stato! Vengono, convocano un pò di stampa, rilasciano due dichiarazioni ad effetto, un pò di milioni e poi decollo/fuga.

Chi ci casca ci casca! Poi, ovviamente, tutto resta come prima.

Basti guardare quanto è accaduto in Gallura.

Lo scenario spettrale di Monte Pinu è un frame immobile dal 18 novembre del 2013. Tre anni fa, in quell'alveo, morirono tre persone. La strada travolta dalla furia di quell'alluvione rimase devastata, ponte sradicato con sopra due macchine.

Oggi su quell'alveo tutto è rimasto come allora. Sulla strada nessun intervento e la voragine è rimasta intatta come tre anni fa. Nessun intervento. Quella sottospecie di ministro delle infrastrutture arriva in Gallura almeno una volta ogni dieci giorni. Promette ogni volta qualcosa. Puntualmente arriva niente. E' il caso dell'arteria viaria di Monte Pinu di connessione tra Tempio e Olbia. L'intervento sulla strada provinciale era stato preannunciato sin dal giorno dopo l'alluvione. I presidenti dell'Anas in persona accompagnati di volta in volta dal ministro di turno non hanno mai dispiegato tante parole a vuoto come per l'arteria stradale di Monte Pinu. Mille giorni di niente. Con le carcasse delle auto ancora adagiate sul letto del fiume a segnare il totale menefreghismo di Stato e non solo. Una regione prona che fiancheggia senza pudore uno Stato ladrone, che tenta di carpire a suon di promesse voti e prebende.

Il caso di Monte Pinu è la dimostrazione evidente degli imbrogli di Stato. Vengono, promettono e fuggono. Un rituale che va avanti da tre anni. In questo lembo di terra di nessuno non si leva una sola voce di indignazione. I finanziamenti annunciati sulla carta, sono restati solo carta straccia.

Ognuno faccia quel che crede.

Nessuno, però, potrà chiudere gli occhi dinanzi a queste immagini. Sono l'emblema degli imbrogli di Stato.

Chi vuole farsi eternamente fregare vota Sì, chi è libero e non crede a questa farsa vota NO.