APPALTO CENTRO MIGRANTI DI MONASTIR: LO SBARCO DEI SICILIANI, SOLO UNA IMPRESA SARDA SU DIECI

Più che lo sbarco dei migranti questa volta si registra lo sbarco dei siciliani.

Le imprese siciliane specializzate nella gestione dei centri di accoglienza non si sono fatte sfuggire l'appalto milionario per l’affidamento dell’appalto dei servizi di gestione e
funzionamento del centro di accoglienza della struttura
demaniale ex Scuola di Polizia Penitenziaria di Monastir.

Roba da circa 3 milioni di euro, 2.741.429 per l'esattezza per gestire per 12 mesi quella struttura che secondo le autorizzazioni dovrebbe contenere 150 migranti.

Delle dieci imprese ammesse alla gara solo una è sarda, di Sassari, tutte le altre sono concentrate nel perimetro siciliano e solo qualcuna da altre regioni.

Le imprese siciliane sbarcano in sardegna agguerrite e in solitudine. Passando dalla Cooperativa Servizi Sociali di San Piero Patti nella città metropolitana di Messina, alla Esse Quadro Cooperativa Sociale di Caltanissetta, la Freedom Cooperativa Sociale Onlus di Siracusa, la Sud Servizi s.c.s. di Palermo, il
Consorzio Umana Solidarietà s.c.s. di Palermo; Azione Sociale Cooperativa Sociale di Caccamo.

Tutte siciliane doc. Richiamate non si sa da quale vantaggio ma è semplicemente assurdo che per un appalto così rilevante arrivino ben il 60% dei concorrenti dalla Sicilia.

Il resto sono sparse: Medihospes Cooperativa Sociale Onlus di Bari,
Ors Italia srl di Roma, RTI ( raggruppamento temporaneo d'impresa ) costituendo Versoprobo s.c.s. di Vercelli e Luna s.c.s. di Vasto;

La Sardegna partecipa alla gara con la sola SDP Servizi Società Cooperativa Sociale di Sassari.

Tutto questo è surreale considerato che si tratta di un appalto gestito dalla Prefettura di Cagliari con procedure di evidenza europea ma nonostante questo le società ammesse sono solo 10, il 60% siciliane, solo il 10% una sarda!

L'oggetto dell’appalto non prevede la costruzione di una stazione spaziale!

La categoria è quella dei servizi di gestione e funzionamento del centro di accoglienza per migranti, di cui all’art. 11 del decreto legislativo n. 142/2015, presso la struttura demaniale di Monastir.

La base d’asta è imponente: €.2.741.429,00 escluso I.V.A. se dovuta.

Durata presunta dell’appalto: 12 mesi che dovevano decorrere dal 1° novembre 2019 ma adesso scatteranno dalla data di stipula, rinnovabili per non oltre 12 mesi.

Dunque un appalto potenziale di 5,4 milioni di euro!

Per quale motivo le imprese sarde non hanno partecipato? Qual era l'impedimento a concorrere ad una gara di tale portata?

Del resto i “Requisiti di Capacità Tecnica e Professionale” era ben circoscritti nel Disciplinare di gara: il concorrente deve aver eseguito nell'ultimo triennio un elenco di servizi analoghi di
valore almeno pari ad €. 600.000,00. Si chiede se per servizi analoghi sono intesi servizi gestiti con infermieri, educatori, operatori socio-sanitari, medici, psicologi, psicoterapeuti, ausiliari, direttori tecnici, direttori amministrativi, servizi pulizie, servizi ristorazione e servizi lavanolo all’interno di
strutture sanitarie residenziali di recupero di soggetti svantaggiati con disabilità psichiche anche senza fissa dimora.

Considerata la possibilità di raggruppamenti temporanei d'impresa resta davvero incomprensibile questa diserzione delle imprese sarde.

Ma resta un dubbio: per quale motivo tante imprese siciliane hanno partecipato?

Tutti quesiti ai quali bisognerà cercare di dare risposte.

La materia è delicata, gli appalti sono una cosa seria e non si può lasciare nessun dubbio su una presenza così invasiva di imprese che in teoria non avrebbero nessun vantaggio a venire in Sardegna a svolgere un lavoro che prevede soprattutto personale!

Qualcosa non torna e spero vivamente che chi è deputato al controllo si ponga il problema!