BANCO DI SARDEGNA & COMBRICOLA

Il Pd protegge lo scandalo del Banco di Sardegna e dei suoi compagnetti di merenda ma quel che sorprende è che i 5 stelle si astengono!

Ovvero, dinanzi alla mia denuncia risoluzione proposta poco fa alla Camera sulla gestione scandalosa del Banco di Sardegna, sul furto di tre miliardi di euro di risparmi dei Sardi trasferiti nelle casseforti della banca popolare dell'Emilia Romagna, il pd vota contro e i 5 stelle si astengono!

La Banca che sta portando allo sfascio il sistema economico della Sardegna dall'agropastorizia alle imprese gode dunque della copertura dei compagni e del silenzio dei penta stellati.

Domani pubblicherò i voti dei singoli.

Per adesso pubblico la risoluzione per far comprendere il livello di irresponsabilità e complicità del sistema politico a tutti i livelli.

----Messaggio originale---- Da: mauropili2014@libero.it
Data: 10-gen-2017 12.10
A:
Ogg: Risoluzione pili su mozione brunetta

Grazie per la firma e la presentazione

RISOLUZIONE PILI SU SISTEMA BANCARIO

La Camera dei deputati, premesso che:

alla base della grave situazione di numerose banche italiane vi è un’evidente responsabilità della governance che il più delle volte risulta legata a nomine di espressione diretta di partiti, con incarichi sia nelle fondazioni che nella stessa struttura gestionale delle banche;

vi sono casi di diretta emanazione di partiti politici con indicazioni che riguardano esponenti di partiti che vengono nominati direttamente ai vertici di fondazioni e banche;
è il caso del Banco di Sardegna e della sua Fondazione Sardegna;

in questo caso si registra un fatto di una gravità inaudita perché, come emerge dai bilanci del Banco di Sardegna, ben tre miliardi, versati negli sportelli del Banco di Sardegna , sono finiti nella disponibilità degli sportelli della capofila, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna;

si tratta di risorse sottratte all’economia della Sardegna e messi a disposizione delle strutture finanziarie e politiche dell’Emilia Romagna;

la stessa banca Popolare dell’Emilia Romagna, di seguito Bper, ha presentato un’offerta per l’acquisto di Banca Etruria;

un’azione economico finanziario che mette in posizione ancor più subalterna l’intero sistema creditizio sardo già abbondantemente svuotato di potere e governance;

secondo il bilancio semestrale del Banco di Sardegna, ben tre miliardi, 3.000 milioni di euro, raccolti in Sardegna sono finiti direttamente nelle casse emiliane;
a questo si aggiunge che la Fondazione del Banco di Sardegna, ora Fondazione Sardegna, ha convertito i propri i crediti verso la Bper, derivanti dall’acquisto del 51% del Banco di Sardegna mai saldato, proprio in azioni Bper;

azioni della BPER che hanno perso in pochi mesi quasi il 50% del valore;

sono stati di fatto persi da parte della Fondazione oltre 30 milioni di euro;

si tratta di una vera e propria lobby politica bancario affaristica che sta mettendo sotto ricatto la Sardegna e sta sostenendo operazioni finanziarie tutte esterne al contesto sardo;

una situazione di una gravità inaudita per la quale sarebbe stato auspicabile l’intervento non solo del governo ma anche della banca d’Italia;

risulta, infatti, che la Bper abbia pagato i suoi debiti con la fondazione Sardegna con titoli che hanno perso il 49% del loro valore a fronte di denaro vero, quello che doveva essere restituito ai sardi, attraverso la Fondazione;

il banco di Sardegna nel primo semestre del 2016 ha dichiara un utile di 58 milioni, si tratta di dati fuorvianti in quanto i dati operativi sono tutti in perdita, e l’utile è dovuto alla sola cessione della Banca di Sassari;

il fatto più preoccupante della gestione del Banco di Sardegna e il rischio conseguente sulla stabilità della stessa banca, è legato ai circa 3 miliardi di euro che costituiscono crediti verso “istituzioni creditizie”, ossia finanziamenti quasi esclusivamente alla capogruppo, come si legge nella Relazione al Bilancio del 1° semestre dell’anno in corso;

si tratta di soldi che il Banco di Sardegna raccoglie nell'isola e li mette nelle cassaforti dell'Emilia Romagna;

si tratta di risorse esportate e di fatto nascoste nelle pieghe del Bilancio Semestrale 2016 del Banco di Sardegna;

a pagina 91 del bilancio semestrale del Banco di Sardegna si scrive: il Banco ha crediti verso banche per circa 3 miliardi di Euro e a pagina 55 viene indicato che questa cifra è assorbita quasi interamente dalla “capogruppo” BPER ;

parte di questa cifra 341 milioni è relativa a obbligazioni emesse dalla BPERM;

è fin troppo evidente che il Banco di Sardegna sta sostenendo la liquidità della capogruppo e sottraendo finanziamenti nell’isola;

la gestione della finanza avviene a Modena ed è chiaro che gli interessi della capogruppo sono prioritari a quelli della Sardegna;

la capogruppo BPER decide la destinazione degli investimenti del Banco ( il Banco non ha praticamente autonomia nella gestione) questi fondi sono, nella pratica sottratti all’economia della Sardegna;

i crediti alla BPER sono di poco inferiori ai crediti alle imprese sarde (3,6 miliardi circa) e costituiscono il 40% circa dell’attività creditizia totale del Banco al 30/6/2016;

nei prossimi 5-6 mesi il Banco di Sardegna perderà non meno di 400 dipendenti, tra pensionamenti naturali ed esuberi (con trattamenti, pare, adeguati);

gli uscenti non verranno rimpiazzati con l’operatività del Banco che si ridurrà, a meno che gli uscenti non siano “nullafacenti”, cosa francamente poco credibile;

la Fondazione Sardegna “investe” nella BPER, trasformando il credito che aveva in quell’istituto a seguito della cessione delle quote del Banco, e ne acquista i titoli diventandone socio intorno al 2% e ottenendo nel 2015 “ben” 77mila Euro per un investimento di 78,5 milioni, ossia un ritornoridicolo che nemmeno a monopoli sarebbe stato così irrilevante;

a pagina 17 della Relazione al Bilancio al 30 settembre 2016, si legge che si è trattato di una “Partecipazione Strategica”! Partecipazione Strategica in un istituto di cui si è co-proprietari e non ci si preoccupa di quello che succede nel Banco di Sardegna;

la BPER ha perso il 49% del valore del titolo nel corso di quest’anno;

la grave situazione della Bper – “Il Documento di Registrazione, effettuato dalla BPER presso la Consob del 27 giugno 2016, contiene le informazioni sull’istituto e sul Gruppo rivolte agli investitori in previsione di sottoscrizione di azioni emesse dalla BPER a seguito della trasformazione della Banche cooperative in società per azioni;

a pagina 2 del documento sopra richiamato vengono riportati i rischi per gli investitori: in Italia è l’istituto in condizioni finanziarie peggiori degli altri istituti della sua categoria e presenta rischi maggiori;

il valore delle sofferenze è aumentato sensibilmente ed è continuato anche per l’anno in corso;

la Fondazione Sardegna fa “investimenti strategici” nella Bper sottraendo fondirilevantissimi all’economia sarda nonostante la nota situazione della Bper;

IMPEGNA IL GOVERNO

• a valutare per quanto di competenza la situazione legata alla Bper – Banco di Sardegna ed evitare che la grave situazione finanziaria richiamata ricada sui cittadini sardi risparmiatori;

• a valutare ed eventualmente segnalare agli organi di controllo l’utilizzo distorto dei depositi del Banco di Sardegna a favore della propria capofila;

• a valutare l’operazione di trasformazione dei crediti della fondazione del Banco di Sardegna in titoli della Bper già gravemente condizionati dall’andamento finanziario;

• a porre in essere ogni azione di controllo e monitoraggio ai fini della tutela dei risparmiatori e dei depositi dei cittadini sardi nelle casse del Banco di Sardegna;

Mauro Pili