CASERME VERDI, AL TORIO

La nuova frontiera della presa in giro militare si chiama caserme verdi.

Per fare concorrenza al ministro dei Beni Culturali, che ha lanciato la campagna rifacciamo le facciate, il ministro della difesa non si è perso d'animo e in
un attimo ha infiocchettato la nuova strategica presa in giro del popolo sardo.

Con la prosopopea dell’antico ministero della cultura popolare di atavica memoria, il MinCulPop, generali e altisonanti ufficiali sono sbarcati ieri in pompa magna a Cagliari per lanciare l’ennesima offensiva contro la verità.

Armati di vernice e pennello, generali e ufficiali, hanno promesso di trasformare le caserme sarde, a partire da quella di Teulada in vere e proprie oasi verdi.

Una plateale occasione per instillare nell’opinione pubblica sarda l’ennesimo bluff in salsa militare.

Ovviamente fioccano titoli entusiastici su questa ennesima messa in scena di uno Stato che non si fa processare per i disastri ambientali ma che hai il coraggio di presentare in pubblica conferenza stampa l'ardita idea di trasformare in verde le proprie caserme!

A partire da quella Caserma Pisano, nel poligono militare di Teulada, il più inquinato e disastrato d'Europa.

Limitandoci nel contesto territoriale alla sola Europa solo perchè non è dato sapere di altri contesti militari così devastati sul piano ambientale.

Generali e ministri hanno avuto il coraggio di proporre "caserme verdi" nel luogo dove sono stati esplosi migliaia di missili al Torio che hanno devastato in maniera irreversibile uno dei prosceni ambientali più importanti della Sardegna.

Stellette e graduati non sono venuti a parlare della penisola interdetta di Capo Teulada e della sua bonifica ma si sono presentati armati di un modesto quanto ridicolo pennello verde, incapace di far fronte anche alla più penosa delle messe in scena di Stato.

Aver architettato a favore di telecamera questa ennesima farsa di Stato conferma il maldestro tentativo dei vertici militari di oscurare il già oscuro inquinamento dei poligoni militari Sardegna.

Non solo si nascondono, non solo mistificano la realtà, ma ora tentano la strada impervia della della vernice ambientalista utile solo alla più becera propaganda di Stato.

Ministri e generali, che niente hanno a che fare con l’ambiente, di cui sono i più fervidi detrattori, capaci di devastarlo a colpi di bombe e mortali.

Una campagna pubblicitaria degna del peggior regime militare, capace di vendere fischi per fiaschi.

La svolta ambientalista annunciata a favore di trionfalistici venditori di morte appare funzionale semplicemente al nuovo fronte militare: ingannare l'opinione pubblica per continuare a foraggiare l'industria bellica.

Solo stolti e allocchi possono cascare in questa ennesima presa in giro dei sardi.

Mi attendo applausi dai servi, parlamentari e non, capaci di esaltarsi dinnanzi ad un truffaldino colpo di pennello e soccombere, invece, miseramente davanti alla devastazione a colpi di missili radioattivi della indifesa terra sarda.