CHI E' LA DOTTORESSA DI MATTEO CHE PROROGA LA CONVENZIONE DELLA TIRRENIA? DOMANI IN PROCURA

Se al Ministero dei trasporti esistesse davvero una certa dottoressa Di Matteo, autorizzata a prorogare di sua iniziativa la convenzione con la Tirrenia, saremmo dinanzi ad un reato grave e certamente di rilevanza penale.

In queste ultime ore alcuni sindacati hanno divulgato la notizia secondo la quale il ministero di Porta Pia avrebbe annunciato la volontà di prorogare la convenzione con la Tirrenia sino all'espletamento di un non ben precisato appalto pubblico.

Se tutto ciò fosse vero domani mattina mi recherò personalmente presso la Procura della Repubblica di Roma per reiterare la mia denuncia contro tutti coloro che si rendessero responsabili di una proroga alla Tirrenia.

Dal 20 luglio del 2012 tutti al ministero dei trasporti sapevano che la convenzione con Onorato sarebbe scaduta il 20 luglio del 2020.

Aver ritardato, senza alcuna motivazione, se non quella del favoreggiamento di Onorato e compagni, la predisposizione del nuovo appalto costituisce o costituirebbe un evidente tentativo di elargire al gruppo onorato altri 35 milioni di euro che risulterebbero indebiti arricchimenti di un soggetto privato.

Segnalerò personalmente la figura di tale dottoressa Di Matteo alla Procura perché possa essere sottoposta alle necessarie indagini per valutare se abbia realmente preannunciato ai sindacati la determinazione alla proroga della convenzione, se lo abbia fatto in nome e per conto del ministro o del direttore del ministero.

Prendere in considerazione anche solo come ipotesi l'elargizione ad Onorato di ulteriori 35 milioni di euro nonostante non abbia pagato le rate di competenza per l'acquisto di Tirrenia, per oltre 180 milioni, rappresenta un fatto di gravità inaudita che va perseguito penalmente.

Al ministero dei trasporti sanno anche le pietre che quella proroga è illegale.

Lo ha detto a chiare lettere l'Europa, l'ha messo nero su bianco l'autorità garante per la concorrenza e il mercato, l'ha ripetutamente affermato l'Autorità Anticorruzione, ne ha escluso la possibilità l'Autorità di regolazione dei trasporti.

Se qualcuno dovesse insistere su questa proroga significherebbe mettere in atto un favoreggiamento teso all'arricchimento di un privato con l'utilizzo illegittimo ed illegale di fondi pubblici.

Va perseguita anche la diffusione di notizie in tal senso perché funzionali a condizionare il mercato finanziario sia a livello nazionale che internazionale.

Quando un ente pubblico divulga notizie false o affida a terzi tale divulgazione commette un reato penale che va perseguito senza se e senza ma.

Se fosse vero che la citata dottoressa Di Matteo avesse preannunciato la proroga della convenzione di Tirrenia non si dovrebbe che prendere atto dell'inconsistenza politico istituzionale del ministro che, su una partita così rilevante, si fa dettare la linea da funzionari senza titolo e privi di qualsiasi autorizzazione.

Non voglio credere che, dinanzi alle inchieste di varie Procure sui finanziamenti di Onorato a varie fondazioni politiche, questo governo voglia non solo avallare quelle pratiche ma sia propenso a farle proprie nelle azioni preordinate, come la proroga.

L'estensione della convenzione è un atto illegale perché andrebbe contro un disposto di legge considerato che le stesse convenzioni sono state approvate con un provvedimento legislativo.

Se qualcuno volesse avanzare tale ipotesi dovrebbe farlo alla luce del sole con atto legislativo che faccia assumere al Parlamento tale nefasta ipotesi.

Di certo non starò a guardare.

Non mi preoccupano in alcun modo minacce dirette o sotterrane di taluni loschi figuri, so perfettamente che una proroga alla Tirrenia significherebbe un ennesimo schiaffo alla Sardegna e al popolo sardo.

Prendo atto dell'inconsistenza politico istituzionale della giunta regionale sarda, degli inesistenti Presidente e assessore, e mi preparo a contrastare per quel che potrò nelle aule dei tribunali gli atti illegali in itinere o già compiuti.

Come ho detto più volte la scusa dei tempi di una gara d'appalto è destituita di ogni fondamento perché non deve essere fatta nessuna procedura di gara in quanto la stessa commissione europea ha detto in maniera chiara e netta che occorre perseguire la

soluzione meno restrittiva sul piano e del servizio pubblico e dell'offerta di mercato di libera concorrenza.

L'Europa, se il ministro e i suoi funzionari non lo avessero ancora letto, ha messo nero su bianco il percorso per la nuova continuità territoriale che prevede un regime di obbligo di servizio pubblico imposto a tutti gli operatori del mercato in grado di consentire ai cittadini di scegliere la compagnia che reputano migliore utilizzando un bonus insularità a loro discrezione.

Un meccanismo già approvato per la Spagna e che deve essere reiterato per residenti e non residenti anche in Sardegna.

Come ho già spiegato più volte questo consentirebbe di evitare nuovi monopoli e di sviluppare una positiva concorrenza sul piano qualitativo e dell'offerta di trasporto.

Saranno i cittadini a scegliere la compagnia con la quale viaggiare utilizzando il bonus insularità da riconoscere alla Sardegna.

Tale proposta vale ovviamente anche per il trasporto delle merci.

Bandire una nuova gara significa voler perseguire la logica di nuovi monopoli e nel contempo elargire soldi pubblici ad Onorato.

Per questa ragione, non più solo in termini preventivi, ma anche fornendo nomi e cognomi, consegnerò un addendum alla mia denuncia alla Procura della Repubblica di Roma.

Basta con Tirrenia, basta con i soprusi e abusi di Onorato e compagni, basta con le regalie di Stato ad un privato che ha trattato la Sardegna e i sardi come una colonia da spremere per i suoi affari.