CIRCOLARE CHOC DELLA REGIONE, IN CORSIA SENZA TAMPONI E PROTEZIONI

È una circolare shock, diramata poco fa a tutte le direzioni sanitarie della Sardegna.

La sintesi: il personale medico e sanitario deve continuare ad operare nonostante non abbia effettuato il tampone e che sia sprovvisto, come sta capitando ovunque, delle necessarie protezioni individuali.

Lo sconcerto per questa disposizione è palpabile in tutto il settore medico sanitario della Sardegna da nord a sud dell’isola.

Nonostante l’escalation che si sta verificando tra Sassari e Olbia la disposizione rischia di essere un ulteriore grave rischio per l’intero sistema sanitario del Nord Sardegna e non solo.

Ci sono centinaia di lavoratori dei presidi ospedalieri e dell'intero sistema sanitario sardo che attendono l’effettuazione del tampone dopo l'evoluzione del virus tra il personale ospedaliero.

Analisi interrotta per la scandalosa assenza di reagenti per lo screening di tutti soggetti potenzialmente a rischio contagio.

Nonostante questo, in queste ore, i direttori sanitari e conseguentemente gli operatori hanno ricevuto una circolare che detta le disposizioni: lavorate anche se asintomatici.

In tutta la Sardegna si registra non solo l’assenza dei dispositivi di protezione individuale, mascherine occhiali e tute, ma anche quelli indispensabili tamponi che consentirebbero di valutare la sicurezza dell'impiegno del personale nell’ambito sanitario.

Tamponi ovviamente non esaustivi ma argine importante e preventivo.

Senza tener in minimo conto quanto sta avvenendo in importanti presidi ospedalieri, vedasi il caso del Santissima Annunziata di Sassari, si dispone che

"gli asintomatici continuino l’attività lavorativa con le precauzioni raccomandate".

Già questa affermazione ha due fondamentali contraddizioni.

La prima: il fatto di essere asintomatici non esclude una potenzialità di rischio verso pazienti e gli stessi medici operatori sanitari. Anzi, in molti casi si è ritenuto che il soggetto asintomatico possa essere molto più subdolo di uno riconosciuto positivo.

La seconda grave contraddizione è legata a quel richiamo alle precauzioni raccomandate: è fin troppo evidente, e non c’è bisogno di sottolinearlo ulteriormente, che ovunque medici e operatori sanitari sono in rivolta proprio per l’assenza di queste precauzioni.

Pubblico integralmente la circolare della Regione perché ognuno possa valutarne autonomamente il suo contenuto.

Certo è preoccupante che gli operatori sanitari asintomatici "che siano stati posti in isolamento per contatto stretto a rischio e sottoposti a sorveglianza attiva possono essere richiamati in servizio qualora siano indispensabili per garantire l’attività assistenziale.

Domani a Sassari e ad Olbia, in due importantissimi presidi ospedalieri prenderanno servizio medici e infermieri che ancora, per assenza dei reagenti e del campionamento, non hanno la certezza di non aver subito il contagio.

Tutto questo in un ambiente dove i numeri dicono come estrema chiarezza l’elevatissimo tasso di contagio per il personale medico, superiore a qualsiasi altra realtà.

Nessuno vuole parlare per le minacce che si sono registrate in queste ultime giornate ma vi è un passaparola durissimo contro questa decisione definita dai più irresponsabile e totalmente incauta.

Non solo sarebbe necessario avere dotazioni certe per i dispositivi di protezione individuale ma sarebbe una corretta logica epidemiologica garantire lo svolgimento preventivo dei tamponi così come disposto per tutto il personale che risultasse coinvolto direttamente o indirettamente nel focolaio di Sassari e di Olbia.

Questo ragionamento vale anche per il resto della Sardegna.

Ovunque mancano i dispositivi di protezione individuale e risultano assenti di reagenti.

Siamo dinanzi ad un comportamento che non tiene conto della sicurezza dell’intero sistema sanitario e che sottopone ancora una volta medici e operatori sanitari ad obblighi non suffragati dalla logica che negano la tutela della salute dei pazienti da una parte e degli operatori sanitari dall’altro.

Si sospenda immediatamente questa circolare allegata alla delibera approvata il 17 marzo scorso dalla giunta regionale, pubblicata solo stasera, quantomeno sino al completamento dello screening dei tamponi bloccati per l’assenza dei reagenti.

Si eviti un ulteriore aggravamento della situazione e si coinvolgano in queste scelte coloro che in trincea stanno affrontando questa emergenza senza tutele e senza protezioni.