COMBATTO A VISO APERTO, CONTRO GLI SCEMPI DELLA NOSTRA TERRA

L'accampamento che tratta i fanghi fognari di Magomadas ha preso fuoco. Nell'incendio divampato ieri sera intorno alle 22.15 sarebbero andati distrutti i generatori di corrente. Il comunicato ufficiale dei vigili del fuoco recita:

"Sono in corso le indagini per determinare le cause che hanno originato le fiamme".

In italiano l'affermazione "sono in corso" significa che si stanno svolgendo e che non esiste alcuna conclusione delle indagini.

Peccato che qualche servo tifoso della fogna altrui non abbia perso nemmeno un attimo per gridare all'attentato doloso. Qualche testata ha pure titolato con quella versione!

Roba da cialtroneria a buon mercato. Qualche indomito cretino che inneggia all'atto terroristico ha pure puntato il dito contro il sottoscritto reo di aver "armato" i criminali incendiari.

Partiamo dal primo assunto: le indagini diranno se è stato o meno attentato, se esiste o meno un atto doloso.

Di certo non ci vorrà molto tempo per saperlo visto che il proprietario dell'accampamento nei giorni scorsi aveva annunciato a tutta la Sardegna, in una farfugliante intervista degna di un'inserzione pubblicitaria, che tutta l'area era presidiata da decine di telecamere.

Non ci vorrà molto a scoprire se esiste un imbecille che dà fuoco ad una produzione industriale di puzza e miasmi, che maneggia con la destrezza di un "carrabusu" le deiezioni di milioni di cittadini pugliesi trasferite in Sardegna per nobilitare le nostre terre.

Se, dunque, esiste un costui che la notte di capodanno si avventura tra colibatteri fecali e miasmi da fogna a cielo aperto lo si sbatta in galera, senza perdere tempo. L'accusa è senza appello: stupidità! Un cretino, un esibizionista, visto che certamente sarà stato filmato nelle eleganti movenze e nel nobile gesto dalle telecamere da set cinematografico dispiegate intorno al protagonista dello spot di parfum de Dior!

Segnalatelo alla criminalpol: terrorista delle feci altrui!

Dunque che senso ha precipitarsi a gridare al complotto, all'attentato, al terrore che avrebbe tolto il sonno a lavoratori e proprietari?

Per quale motivo anticipare ancor prima dell'incendio stesso la causa dolosa dell'attentato?

Spero non ci sia qualche credulone imbelle che possa pensare di fermare la mia denuncia contro questo schifo accusandomi di alimentare attentati terroristi o stupidaggini simili.

Nella mia vita di queste pantomime ne ho viste fin troppe,figuratevi se mi impressiono per quattro commedianti da operetta fognaria !

Da che mondo è mondo questo tipo di traffici di fogne e rifiuti altrui il sottoscritto li combatte a viso aperto, senza mezze misure e senza timore alcuno!

Figuratevi se mi impressiona la minaccia di denuncia di qualche azzeccagarbugli dedito alla produzione di miasmi e puzza!

C'è qualcuno che può illudersi che i commercianti della fogna pugliese possano fermarmi con qualche menzogna degna dell'ambiente che frequentano?

Suvvia, non scherziamo!

Se fosse un atto doloso, e attendo l'esito delle indagini delle forze dell'ordine per affermarlo, non mi fermerei un attimo nel mio libero, determinato e incessante contrasto a questa fognopoli sarda!

Lo dico a viso aperto:

quell'attività deve essere fermata dalle autorità preposte, senza perdere altro tempo, non da un fantomatico fiammifero di fine d'anno.

Deve essere fermata per le gravissime e documentate carenze rilevate dall'Arpas: camion stracarichi di fango senza documenti identificativi, fanghi senza riconoscibilità e tracciabilità, impianti di monitoraggio inesistenti, spenti scrubber e filtri e non aggiungo altro!

Tutto messo nero su bianco dagli organi competenti e oggetto di sanzioni e provvedimenti compreso il fermo dell'attività!

Era così tutto in regola che gli è stata bloccata l'autorizzazione, sino a pagine e pagine di verbali con ogni genere di violazione!

Certo, la sceneggiata davanti alle telecamere era funzionale a trasformare fognopoli in un campo di fiori, con i teli appena comprati per coprire i cumuli di petali di rosa.

Peccato che la realtà fosse un'altra, scritta in documenti, con timbro e firma! Peccato che taluni giornalisti non ne abbiano fatto la minima menzione o ricerca!

Certo, stupisce che non ci sia ancora stato il provvedimento di totale chiusura di quella vergognosa attività che diffonde a piene mani miasmi e puzza fognaria, non foss'altro che esiste una violazione che chiunque può accertare: la distanza dal centro abitato.

Nessuno può continuare a chiudere tutte e due gli occhi dinanzi ad una violazione gravissima e insanabile: l'impianto per legge deve essere a 300 metri minimo dal centro abitato e 1000 dalla prima scuola.

La prima casa è ad appena 158 metri e la scuola a 600!

Non ci vuole uno scienziato, basto un metro per accertare la violazione.

E forse per qualche autorità competente nella salute pubblica e protezione ambientale è preferibile prevenire piuttosto che continuare a coprire. E' meglio la revoca in sede di autotutela che la complicità!

Sia ben chiaro per quanto mi riguarda sarà guerra, contro il traffico verso la Sardegna di rifiuti di ogni genere, a partire da quelli fognari che arrivano dal continente!

E' sarà guerra, a viso aperto e con tutti gli strumenti democratici e civili della denuncia e della critica dura e severa, contro coloro che fanno affari milionari sulla testa dei cittadini importando in Sardegna le fogne altrui!

Non ho grandi mezzi per contrastarvi, molti media si sono del resto apertamente mostrati molto più sensibili alle ragioni di questi signori che a quelle dei cittadini vessati da fogne e miasmi a cielo aperto.

Continuerò, come ho sempre fatto, a raccontare e denunciare fatti e misfatti sulla mia umile e modesta paginetta di facebook consapevole come sono che si deve rispondere sempre e solo alla propria coscienza!

Spero e combatto per la fine di fognopoli, la Sardegna non può e non deve diventare la discarica d'Italia.