PILI: DISASTRO AGRICOLTURA, SPESA BLOCCATA, NUOVI DEBITI CENTINAIA DI MILIONI SPESI OGNI ANNO IN BUROCRAZIA

• ZERO PAGAMENTI PER LA MISURA DEL PRIMO INSEDIAMENTO GIOVANI

• FERMA AL PALO LA MISURA 4,1 PER LE AZIENDE AGRICOLE

• FALLITA LA SPESA DEI PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA

“Dopo la sceneggiata degli Stati generali dell’agricoltura nei campi restano solo macerie. Tutti i progetti finalizzati al miglioramento e lo sviluppo delle aziende agricole sono bloccati. Le tre principali azioni di finanziamento del settore agricolo, escluse quelle automatiche per superficie, sono al palo, senza alcun pagamento emesso. Centinaia di aziende indebitate per l’acquisto di mezzi agricoli o miglioramenti aziendali che non hanno visto ancora un euro dei progetti presentati. Basti un solo dato: la tanto sbandierata misura di primo insediamento per i giovani registra su 1000 pratiche appena 35 risultano decretate. Stiamo parlando di stanziamenti per oltre 60 milioni di euro totalmente bloccati per un apparato burocratico che questa giunta regionale ha reso ancora più asfissiante nei confronti del mondo agricolo sardo. L’altra misura cardine degli investimenti agricoli è la 4.1, con uno stanziamento di 70 milioni di euro. 750 le pratiche ammesse in tutta la Sardegna e di queste solo qualche decina è stata decretata. Tutto questo comporta, ovviamente, un ulteriore indebitamento delle aziende agricole che nel tentativo di migliorare la propria attività hanno fatto investimenti contando su un pagamento in tempi certi delle misure comunitarie. I ritardi accumulati da questa fallimentare giunta regionale e da un assessore proteso alla mera inutile e inconsistente propaganda stanno mettendo in crisi la catena economica agricola, non solo le aziende ma anche strutture collaterali come i consorzi agrari.

Il fallimento di queste prime due misure fondamentali nel settore agricolo si deve aggiungere quella relativa ai tanto sbandierati Pif, progetti integrati di filiera, che risultano fallimentari proprio nella gestione burocratica della Regione.
Su oltre 40 milioni di euro stanziati nemmeno uno risulta speso, zero decreti emessi e progetti strategici bloccati per negligenza e incapacità politica”.

La denuncia è del leader di Unidos Mauro Pili che ha divulgato i dati della spesa agricola in Sardegna. Dati che contrastano con la propaganda di questi giorni sul settore agricolo sardo.
“Questa giunta regionale è incapace di gestire non solo i primi insediamenti agricoli, la spesa ordinaria del miglioramento agrario ma anche le azioni strategiche di filiera. Siamo dinanzi ad un fallimento senza appello di questo assessore e di questa giunta che a pochi mesi dalle elezioni regionali organizzano una carnevalata agricola con ulteriore spesa di denaro pubblico per gli Stati generali dell’agricoltura dove gli assenti sono proprio gli agricoltori e i loro rappresentanti.

I dati della spesa agricola sono ovviamente riferiti al periodo programmatorie 2014- 2020 ed evidente che a due anni dalla conclusione della programmazione europea si registra un ritardo incolmabile che rischia non solo di far perdere le risorse ma anche di provocare un disastro ulteriore nel settore agricolo sardo.

I dati forniti dall’assessore – sostiene Pili - sono ovviamente manipolati perché tentano di fare un calderone unico dei progetti di investimento con gli stanziamenti automatici assegnati in base alle superfici e comunque parametrati.A tutto questo va aggiunto che sono state dilapidate risorse ingiustificabili come 70 milioni di euro per la fibra ottica rurale, 65 milioni di euro per il Gal e 40 milioni stanziati per il terremoto, incomprensibilmente tolti all’agricoltura.
Da una parte si spendono centinaia di milioni di euro per foraggiarela burocrazia e dall’altra si blocca la spesa agricola destinata all’agricoltura ai progetti di miglioramento agricolo.

Si è voluto creare un meccanismo perverso di passaggi burocratici che hanno ulteriormente appesantito l’investimento agricolo in Sardegna. Bastino alcuni dati per comprendere quanto sta avvenendo nel sistema agricolo sardo: il contributo al funzionamento di LAORE é di 35 milioni annui, quello per AGRIS di 28 milioni, ARGEA di 20 milioni. Aggiungendo la spesa per il personale della regione distaccato nelle agenzie (13 milioni) abbiamo una cifra globale di 96 milioni di euro.
I consorzi di bonifica pesano sul bilancio regionale per 30 milioni di euro, i contributi vari alle associazioni agricole, APA e ARA circa 19 milioni di euro. Bisogna aggiungere al conto gli oltre 100 dipendenti dell’Assessorato Agricoltura e loro dirigenti. Inoltre, dentro il calderone delle spese sanitarie si trovano spese riferite ai servizi veterinari per circa 4,5 milioni e andrebbero computati i costi del personale del Servizio Sanità Animale.

Non dimentichiamo di aggiungere il costo dell’Istituto Zooprofilattico, contributo di bilancio per circa 25 milioni. La somma complessiva supera i 200 milioni di euro annui. I contributi agli agricoltori sono dentro il Piano di Sviluppo Rurale che vale circa 1.300 milioni divisi in sette anni, 190 milioni all’anno. La conclusione – sostiene Pili - è che si spende più per la burocrazia che per sviluppare e far crescere le attività agricole”.

“È indispensabile fermare questo disastro agricolo mettendo in campo procedure straordinarie urgenti per garantire entro l’anno il pagamento di tutte quelle misure strategiche per lo sviluppo del settore agricolo in Sardegna. Le chiacchiere di questi giorni sono solo perdite di tempo che non affrontano e non risolvono i problemi del mondo agricolo. Bene hanno fatto le organizzazioni categoria a segnare un netto distacco dalla propaganda regionale. In questa direzione ci faremo carico di promuovere iniziative di contrasto a questa inefficienza strutturale e politica di questa giunta regionale verso il settore agricolo. Non è pensabile – ha concluso il leader di Unidos Mauro Pili - continuare a buttare soldi in una burocrazia che non funziona e lasciare nel contempo abbandonata l’agricoltura sarda”.