PILI: DISCARICA SARDEGNA, RIFIUTI CAMPANI DESTINATI NEL PORTO DI ORISTANO

87 MILA KG DI SCARTI METALLICI DESTINATI NEL PORTO MENO CONTROLLATO DELLA SARDEGNA

MAXI SEQUESTRO NEL PORTO DI SALERNO

                                                                                                                              #### LA NAVE CHE DOVEVA CARICARLI LASCERA’ SALERNO MA NON PASSERA’ NEL PORTO SARDO 

DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA BLOCCA TRAFFICI ANALOGHI A CIVITAVECCHIA

“La nave rossa, la Seven Star, battente bandiera bulgara lascerà in serata il porto di Salerno ma non giungerà nel porto previsto di Oristano. Il carico imponente di 87.000 kg di materiali ferrosi inquinati e speciali destinato alla Sardegna resterà nel porto campano: sotto sequestro della magistratura. Un nuovo agguato all’isola è stato sventato dalla capitaneria di porto di Salerno, supportata dall’intervento del personale dell’agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania. Di certo, però, questo sequestro apre un capitolo ancora più inquietante sul traffico di rifiuti che riguarda la Sardegna, compresi i rifiuti metallici che difficilmente potranno essere utilizzati nell’isola se non per lo smaltimento. Si tratta a tutti gli effetti di traffico illecito di rifiuti e conseguente spedizione. Non certo solo “rottami di ferro e acciaio”, ma anche rifiuti pericolosi, ed in particolare: vetture pressate con tappezzeria, parti di impianto elettrico, plastiche, motori con filtro dell’olio, elettrodomestici ancora dotati di materiale cementizio, componenti plastiche ed elettriche, vari filtri olio motore. Tutto destinato alla Sardegna. Per fare cosa? E soprattutto chi gestisce questa attività nell’isola senza essere finito sotto i controlli dei soggetti preposti? E’ possibile accertare in Campania un traffico di rifiuti di questa portata verso la Sardegna senza alcun argine nell’isola? E come mai è stato scelto un porto di destinazione che per molti versi, come ho denunciato un anno fa per le navi cariche di grano ucraino, è privo di controlli adeguati e sufficienti? La Sardegna si conferma sempre più al centro di traffici di rifiuti senza alcun tipo di controllo così come ho documentato e denunciato nei mesi scorsi dal porto di Massa Marittima con centinaia di container carichi di materiale tossico e privo di qualsiasi verifica sia in partenza che in arrivo. Questo sequestro è per la Sardegna l’ennesimo campanello d’allarme di una terra considerata discarica, a quando di Stato a quando di traffici non certo trasparenti. Per questa ragione ho presentato una dettagliata interrogazione al ministro dell’ambiente per denunciare una situazione fuori controllo considerato che negli stessi porti vengono movimentati quantitativi infiniti di materiali e i controlli appaiono destituiti di ogni sufficiente supporto sia in termini di mezzi che di uomini”.

Lo ha detto poco fa il deputato di Unidos Mauro Pili che dopo aver accertato con la capitaneria di Salerno l’entità del sequestro e la destinazione della nave ha presentato un’interrogazione al ministro dell’ambiente per fare piena luce su questo inquietante sequestro.

“In Sardegna non risultano acciaierie e fonderie per la produzione di metalli mediante processo di recupero e le modalità di conservazione dei materiali sequestrati inducono a pensare a tutt’altro. E’ plausibile che la Sardegna fosse ritenuta area di discarica, e dunque destinazione finale, oppure di transito di questi materiali verso altri lidi. In questa direzione appare quantomeno singolare il coincidente traffico di rifiuti pericolosi metallici stroncato in queste ultime ore dalla DDA, Direzione Distrettuale Antimafia, nel porto di Civitavecchia dove è stato sgominato un cartello di imprese dedite al traffico internazionale di rifiuti metallici contaminati che spediti via mare su container da vari porti italiani e raggiungevano le destinazioni di Cina, Indonesia, Pakistan e Korea. In questo caso si trattava di materiale recuperato e "pronto forno" per un nuovo ciclo produttivo. In realtà i rifiuti, in Italia, subivano solamente una mera macinatura e, fortemente inquinati, venivano spediti via mare nelle destinazioni internazionali, senza nessuno scrupolo per la salute degli operatori in contatto con gli inquinanti. In questo quadro d’insieme non si può continuare ad ignorare questa vergognosa gestione ambientale dell’isola. Le autorità preposte devono rafforzare verifiche e controlli di ogni genere e a tutti i livelli. Ogni traffico di rifiuti verso la Sardegna va stroncato senza perdere altro tempo. Spero – ha concluso Pili – che il ministero dell’ambiente non perda nemmeno un giorno di tempo per dare risposte compiute a questa emergenza ambientale. Bisogna porre fine con decisione ad una terra come la Sardegna sempre più utilizzata come discarica di rifiuti per nome e per conto di faccendieri e delinquenti”.