DISTRUTTO UN SOGNO, PERSEGUIRE I RESPONSABILI E TRACCIARE NUOVE SOLUZIONI PER I LAVORATORI

Una follia. Costruita nei minimi dettagli da una classe politica incapace e inetta, da un management societario totalmente inadeguato figlio di giochetti perversi che appartengono più al gossip che alla gestione di una compagnia aerea.

Il tracollo di Air Italy è la nefasta conclusione di una gestione spregiudicata e scellerata messa in campo da soggetti ben individuati e individuabili.

Alcuni sono stati cacciati via ma altri sono rimasti.

È rimasta soprattutto in piedi quella strategia distruttiva che voleva a tutti i costi portar via la compagnia dall'isola per esplorare lidi mondiali dove la concorrenza avrebbe certamente distrutto ogni più illusoria velleità internazionale.

Sin dal 2017 denunciavo, da solo, con attacchi violenti che mi venivano rivolti da sottospecie di manager, il maldestro tentativo di svuotare Meridiana e perseguire una rotta destinata a far schiantare tutti.

Quei manager sono stati coperti da assessori regionali, sindaci, adepti di partito e di setta.

Quando spiegavo che abbandonare la visione mediterranea di Meridiana per andare a solcare i cieli americani o orientali sarebbe stato un bagno di sangue senza precedenti venivo accusato di voler condannare alla sardità la compagnia aerea.

La scelta di abbandonare una visione moderna di una compagnia aerea nel cuore del Mediterraneo ha fatto il resto.

A questo si aggiunge una classe politica regionale che si è svenduta totalmente al Qatar, affidandogli immense risorse pubbliche per realizzare un ospedale nel cuore di Olbia, sottraendo denari alla sanità pubblica regionale, senza negoziare con gli emiri un piano strategico di investimenti per la Sardegna, a partire dal mantenimento nell'isola della compagnia aerea voluta e gestita dall'Aga Khan Karim.

Una compagnia nata per accrescere non soltanto lo sviluppo turistico della Sardegna ma per incentivare il turismo nel Mediterraneo, utilizzando la Sardegna come piattaforma strategica e base operativa di una grande compagnia aerea in grado di soddisfare le esigenze di mercati nuovi e inesplorati.

Ricordo ancora le accuse rivoltemi da tale Rigotti e soci, difesi da certa classe politica e non solo.

Il risultato è drammaticamente questo.

Non ci sono molti margini operativi, la liquidazione è un atto di non ritorno proprio per una decisione irreversibile assunta all'unanimità dei soci.

Appaiono ridicole, alla luce di questa decisione, le convocazioni ministeriali e della stessa giunta regionale sarda incapace di intendere e volere in politica dei trasporti.

Non porsi nemmeno lontanamente il problema della fine di Air Italy significa essere lontani anni luce dalle questioni fondamentali del trasporto da e per la Sardegna.

Si è atteso per convocare un vertice la decisione di chiusura.

Questo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno , della totale inadeguatezza del governo regionale e di quello italiano.

Ciarlatani di prim'ordine che con inettitudine ciclopica sono riusciti a distruggere un sogno costruito per una Sardegna aperta e non chiusa.

L'assenza di certezze, anzi la confusione assoluta, sul tema fondamentale della continuità territoriale ha contribuito a generare l'ennesimo fallimento.

Non resta che perseguire i responsabili e individuare, nel contempo,

con rapidità, soluzioni adeguate per consentire un futuro alle migliaia di lavoratori della compagnia aereo vittime di cialtroni senza pudore!