Sono riusciti a far fallire una modesta flotta di traghettini con appena 100 dipendenti, adesso vorrebbero metter su una flotta di aerei con 1500 dipendenti.

Lasciate perdere, per carità di Dio.

Già è stato drammatico far naufragare una compagnia marittima, figuriamoci farne precipitare una aerea!

La solo idea che per vaneggiare di fantomatiche compagnie aeree il presidente della Regione si prostri a suon di salamelecchi e turbanti al cospetto dell'emiro del Qatar fa rabbrividire!

Siamo al dilettantismo illimitato, senza pudore del ridicolo.

Non sono riusciti a gestire un modesto bando per la continuità territoriale figuriamoci una compagnia aerea!

L'annuncio del Presidente della Regione di voler incontrare Al Baker (amministratore di Qatar Airways) per proporre un ingresso della Sfirs, la finanziaria della Regione, come socio della compagnia aerea Air Italy rientra più nella stratosfera della comicità che in quella delle barzellette di paese!

Insomma, hanno iniziato a sparlarle grosse, a palle incatenate. A chi la fa esplodere più grossa!

Ci sarebbe da domandarsi perchè questo fantomatico interesse nasce adesso e non un anno fa quando anche un'analfabeta dei cieli avrebbe capito il disastro che si stava perpetrando ai danni della Sardegna e dei lavoratori di Air Italy.

Parlare di aerei con Sua Altezza Aerea Al BaKer è gossip da caviale e champagne. Pagliacciate da rolex e miliardi in libera uscita, sventolati al cospetto di ignari e incompetenti mestatori del niente.

Chi sarà mai questo Al Baker che si deve confrontare con Ciccio Formaggio sulla gestione di una compagnia aerea?

Partiamo da un presupposto, anzi da una domanda elementare: fareste mai una compagnia aerea con chi in due anni ha fatto precipitare Air Italy da 15 aerei a 6 e ha portato le perdite da 50 a 230 milioni di euro?

Ecco Al Baker, affidando la compagnia aerea a dilettanti allo sbaraglio, è riuscito a far peggio, molto peggio di tutti i peggiori predecessori!

E allora cosa potrà mai scaturire da un incontro spumeggiante tra Al Baker e Al Solinas? Danni, pericolosissimi danni!

Le due negatività non si annullano, si raddoppiano!

C'è per caso qualcuno che può pensare che il problema si possa risolvere con i soldi dei sardi messi a servizio di un buco nero infinitamente profondo?

Chiunque avesse una tale malaugurata idea finirà in mutande, se va bene! Di certo conoscerà i tribunali a vita, perseguito per malversazione, distrazione di fondi pubblici e reati connessi!

Vorrò proprio vedere chi sarà l'ardito aviere di viale Trento che vorrà dilapidare soldi pubblici per far volare quattro aerei insieme agli emiri del Qatar!

Gli stessi che hanno cancellato, calpestato, ignorato e buttato all’aria un patrimonio professionale e umano di primo piano, di competenze e know now su traffico e trasporto aereo.

Gli stessi che hanno azzerato un forte posizionamento in Sardegna per finire a gambe all'aria poco dopo.

Una compagnia aerea nata e cresciuta sul prodotto Sardegna, capace di vivere senza nessun debito per 40 anni proprio investendo sul prodotto sardo!

Il portaborse dell'emiro l’ha raccontata diversamente, solo per spostare l’asse sul nord Italia, dove “tanti” erano di casa. Hanno preferito trasferito cancellare la connotazione sarda della compagnia solo per avere la scaletta davanti a casa!

Il guaio è che qualcuno ci ha creduto. Dalla classe politica a certi parassiti del sistema.

Lo avevo denunciato apertis verbis, in modo forte e chiaro, proprio perchè nessuno restasse all'oscuro della truffa nominalistica che si stava infliggendo alla compagnia: spostare la compagnia da Olbia a Malpensa è una follia. Cancellerà l'unico vero core business di Meridiana, la Sardegna e il turismo. Detto fatto!

E' un problema di strategia, di visione del settore aereo e dei flussi di mercato.

Lo stato confusionale oggi è totale. E solo pensare di incontrare emiri e turbanti solo per qualche selfie di padana memoria appare la conferma della cronica pochezza al vento.

Come si può affrontare una questione così rilevante se per capire il dramma c'è voluto un anno? Come si può discutere senza un minino straccio di piano strategico, di dimensionamento, di dati, di informazioni? Cosa c'entra la partecipazione economica della regione in una compagnia aerea con la continuità Territoriale e 1500 posti di lavoro?

Ma davvero c'è qualche demente che può pensare che per affrontare questa partita basti semplicemente che entri la Sfirs nel capitale azionario?

Ma ce li vedete gli attuali assessori al Turismo e ai Trasporti elaborare un piano strategico sui punti di forza e sulle opportunità di una compagnia aerea sarda?

Non basteranno le mie preghiere per scongiurare le quotidiane elucubrazioni dei due. Serve una preghiera collettiva. Bisogna invocare il Signore come accade per le gravi carestie, dalle cavallette alla siccità!

Pregate perchè non facciano più danni di quanti ne hanno fatti sinora!

Non hanno la minima idea di che cosa sia una Compagnia Aerea, non hanno nessuna contezza di quel che è stato. Confrontarsi in queste condizioni equivarrebbe ad un suicidio, l'ennesimo.

In questa vicenda avete sentir mai parlare degli Aeroporti? Mai. Eppure senza l'apporto decisivo degli scali tutto si ferma.

Si sono convinti che una compagnia possa avere successo se a bordo serve caviale e champagne. Peccato che si siano dimenticati che serve un network ben dimensionato che dia ai Sardi la possibilità di muoversi come tutti gli Italiani e alla Sardegna la possibilità di diventare la destinazione turistica che merita.

Lo scoop dell'incontro tra emiri & emeriti ha fatto il suo tempo.

Non servono selfie da quattro soldi ma risposte concrete e tangibili.

Non servono turbanti, caviale e champagne. Occorrono testa e buon senso. In ballo c'è il futuro della Sardegna, il diritto universale alla mobilità uguale per tutti e 1500 professionisti seri e preparati.

Alla Sardegna e ai lavoratori servono risposte serie e concrete, progetti strategici e non l'ennesimo bluff da dilettanti allo sbaraglio!