ESCLUSIVO - CACCIATO DA CASA SUA, ASSUNTO A CASA NOSTRA - ECCO CHI E' IL MECCANICO TEDESCO CHE DEVE TAGLIARE LA SANITA' SARDA

Cacciato da casa sua, assunto a casa nostra!

E’ la storia drammaticamente vera del nuovo manager supremo della sanità sarda. Ci eravamo indignati per la piemontese Dirindin, per il ligure Moirano, ma questa sottospecie di giunta regionale è andata oltre. E’ andata a pescare il nuovo devastatore della sanità sarda addirittura in Germania. Sì, un tedesco, con radici a Bolzano e una propensione a colonizzare il Sud.

Di questa nuova espressione di colonialismo allo stato puro ne hanno parlato i cosiddetti leader di maggioranza che supinamente hanno accettato l’indicazione del presidente leghista della Regione.

Non so come l’abbiano beccato ma di certo qualcuno l’avrà suggerito, magari negli ambienti dorati e papillon di qualche segreto conciliabolo.

Un dato è certo. Questo signore dal nome inconfutabilmente tedesco, Thomas Schael è stato sonoramente cacciato dal suo ultimo incarico con accuse di non poco conto: la scusa ufficiale e inchiodante fu la mancata assicurazione per tutto il personale ospedaliero, esposto dunque a rischi gravissimi.

La realtà, raccontano le cronache altoatesine, sono ben altre e l’assessore della più ricca regione d’Italia lo dice con poche ma chiare parole: abbiamo un’altra idea su come razionalizzare la sanità.

La sostanza: Schael usa l'accetta e la motosega, la giunta di Bolzano chiedeva buon senso e senso di responsabilità. Cacciato con oneri. La giunta di Bolzano per cacciare con due anni d’anticipo l’ingegnere con il papillon, a capo della sanità alto atesina, ha dovuto sborsare la bellezza di 184 mila euro.

Cacciato via a suon di ferie già maturate. In base all’accordo, sino alla scadenza concordata utilizzerà le ferie già maturate. A determinare la frattura tra la Giunta e Schael (il cui contratto sarebbe dovuto scadere a metà luglio del 2020) è stato come detto la vicenda del mancato rinnovo delle assicurazioni del personale. Fatto gravissimo che scatenò medici, infermieri, sindacati e politica.

Ma la provincia aggiunse: “La Giunta e Schael hanno una visione diversa su come raggiungere gli obiettivi assistenziali nella provincia”.

Un disastro gestionale che ha messo in ginocchio la sanità nonostante l’Alto Adige spenda 1 miliardo e 300 milioni di euro l’anno, vantando la spesa sanitaria pro capite più alta d’Italia.

Il 10 agosto del 2018 la cacciata.

A Bolzano sotto accusa c’è la chiusura di punti nascita, liste d’attesa cresciute a dismisura, rapporti con la sanità privata e soprattutto molte chiacchiere e poco arrosto. I lavoratori lo fanno a pezzi, i sindacati pure. E poi quelli che lo avevano nominato lo mettono sotto accusa per prosopopea e pochi risultati.

In Consiglio provinciale si elencano le liste d’attesa, nei due anni di Schael aumentano quasi ovunque. Il tedesco tenta di difendersi scaricando sul passato, ma dopo due anni la scusa non regge.

E poi il rifiuto di parlare in italiano, rigorosamente tedesco, in una conferenza stampa nel giungo dello scorso anno: http://altoadigenelcuore.it/il-direttore-generale-dellazienda-sanitaria-si-rifiuta-di-parlare-in-italiano-ai-giornalisti-urzi-aanc-denuncia-lassessore-stocker-annuncia-provvedimenti/.

Curriculum altisonanti, ma stringi stringi, poco poco.

Quello che più sorprende è la laurea: ingegnere meccanico! Consulenze di qua e di là ma nessuna che lasci il segno. Dei link richiamati nella sua pagina ufficiale http://www.schael.it/ nemmeno uno funziona: tutti inesistenti.

Dalla http://www.buteraepartners.it/ alla http://www.voicecomnews.it dalla http://www.bcsrl.org/ alla http://www.pharmaclickpuntosalute.it/.

Andando a ritroso c’è un’altra esperienza che lascia il segno, in Calabria.

Le manie di grandezza del tedesco si fanno imperialiste quando compra i lampadari per la Asl: tutti in cristallo di Murano, per 15 mila euro. Siamo nel 2005. A nominarlo capo della sanità crotonese era stato Doris Lo Moro, assessore regionale della Sanità, magistrato legata ai comunisti, nella giunta presieduta da Agazio Loiero, democristiano prima fondatore del Pd dopo, Ministro ai rapporti con il parlamento nel governo D’Alema.

Quello che stupisce è che già allora il meccanico ingegnere venne cacciato via. Nel 2005 il bilancio della sua Asl era stato chiuso dal suo predecessore con 24 milioni di disavanzo. Sotto la sua guida il tedesco, nel suo primo anno di gestione, riuscì ad arrivare ad una perdita di 34 milioni di euro. Riuscì a migliorarsi nelle perdite l’anno successivo nel 2007 il bilancio si chiuse con un segno meno di 51 milioni di euro.

In due anni era riuscito a raddoppiare il disavanzo!

L’8 agosto dello stesso anno, visto l’andamento dei conti, l’Agazio presidente lo cacciò con rescissione del contratto.

Il 7 dicembre dello scorso la ministra grillina Grillo lo nomina vice commissario della sanità calabrese. Si ignorano i motivi e soprattutto le ragioni politiche di quella nomina di stampo coloniale, anche in quel caso.

Il tagliatore sanitario questa volta si dimette di sua iniziativa: ragioni personali. Firma la lettera due giorni prima della pronuncia della Corte Costituzionale sul decreto di nomina impugnato dalla Regione Calabria.

Il tedesco, dunque, passa dalla nomina e cacciata del governo del Pd in Calabria (2005-2007), alla nomina e cacciata altoatesina leghista (2015-2018), dalla nomina grillina in Calabria ( 2018-2019) allo sbarco nella Sardegna colonia leghista.

Una bella carriera costellata da cacciate e disavanzi, da tagli a punti nascita e servizi, da liste d’attesa infinite a lampadari dorati per i propri uffici.

Non c’è che dire. Per il servilismo sadomaso della Sardegna è ciò che serve: un ingegnere meccanico per curare la sanità sarda. Non corsie ma catene di montaggio, non bisturi ma motoseghe, non sardi ma tedeschi.

E’ la colonizzazione che avanza. E tutti, dico tutti, stanno a guardare. Nessuno che si ponga il problema di capire se in Sardegna ci fosse un manager capace, con la testa e il cuore in questa terra.

Del resto i vigliacchi i killer li fanno venire sempre da fuori. Per tagliare e uccidere servizi, chiudere ospedali e negare diritti essenziali.

Povera Sardegna!