ESCLUSIVO, ONORATO VENDE IN TURCHIA LE NAVI TIRRENIA NON PAGATE

Della guerra di Erdogan ai poveri curdi ad Onorato non frega niente.

Anzi, per l'ennesima operazione del secolo sceglie la lontana Turchia per tentare di passare sotto traccia.

L'operazione, com'è nello stile di Mascalzone Latino, doveva scorrere liscia come l'olio, senza che nessuno sapesse che, dopo aver fallito la vendita delle navi ipotecate della Moby, avrebbe tentato di vendere quelle della Tirrenia.

Il tentativo di tappare le falle, ormai, è una dissennata corsa contro il tempo, senza confini.

Gli servono 60/65 milioni subito, cache, senza perdere tempo, senza far sapere niente anzitempo a nessuno come e dove li recupera.

E come avevo anticipato l'obiettivo sarebbe ricaduto su una delle navi ammiraglie della Tirrenia.

L'ho scritto tre giorni fa, ma non avevo i documenti in mano. La mia era un'informativa riservata interna al gruppo Onorato: stiamo facendo vedere le navi Tirrenia a diversi acquirenti.

La soffiata era attendibile, come sempre.

Le persone interne più avvedute della compagnia capiscono che con la strategia del vendere le navi il padrone sta pensando solo a se stesso, perchè, una volta vendute le navi, per i lavoratori non ci sarà più alcun futuro.

Non ci vuole molto a comprenderlo!

La svolta è per questa sera.

Intorno alle 20 dalla Turchia la notizia è confermata: stiamo vendendo una nave Tirrenia, abbiamo divulgato i dati e i parametri di vendita, la nave è una classe Bithia, del 2001.

Ce ne sono due di quella classe varate nel 2001, la prima è la Bithia, la seconda è la Janas.

La terza è l'Athara varata nel 2003. Sono tutte e tre praticamente uguali, gemelle, unica differenza l'anno di varo.

Non ci vuole molto ad entrare nei canali informatici della società a cui Onorato ha affidato la missione di portare a casa milioni su milioni. E in fretta, molto in fretta.

I dettagli riportati nell'annuncio di vendita sono tutti riconducibili alla Bithia, la prima della classe composta da tre navi traghetto fast cruise ferry, in servizio per Tirrenia CIN, che operano prevalentemente sulle tratte da e per la Sardegna.

I nomi delle tre unità sono Bithia, Janas e Athara, tutte costruite dalla Fincantieri tra il 2001 e il 2003.

Fanno parte di una generazione di traghetti capaci di viaggiare alla velocità di 29 nodi e di trasportare 2700 passeggeri con 900 veicoli al seguito.

I traghetti, con una lunghezza di 214 metri e una larghezza di circa 26, raggiungono la stazza lorda di 36.500 tonnellate di stazza, entrando a far parte delle più grandi navi-traghetto d'Italia.

Ad occuparsi della vendita della nave o delle navi è la BST Management & Consulting con sede ad Istanbul, Turchia.

Un gruppo di navigati spedizionieri che, dopo aver abbandonato il mondo delle spedizioni aziendali, hanno avviato un riservatissima attività di intermediazione e finanza nella vendita di navi di ogni genere.

La BST Management & Consulting è considerata la prima società turca nei servizi all'industria marittima in Turchia, dalla vendita e acquisto (navi e yacht) alla Finanza marittima.

L'annuncio pubblicato sul sito ufficiale della BST

https://www.forsaleships.net/n/index.php?route=product/product&path=60&product_id=14465

propone anche la foto della nave o delle navi, perchè è fin troppo evidente che a questo punto Onorato non disdegnerebbe una duplice vendita e la furbizia di pubblicare una sola nave oscurata nel nome, dunque uguale per tutte e tre, ma con un anno di varo coincidente sia per la Bithia che per la Janas, lascia aperta l'ipotesi di doppia vendita.

In questo caso il malloppo sarebbe doppio.

La Bithia è quotata, secondo l'ultimo bilancio 39,6 milioni di euro,la Janas 39,1.

Dunque Onorato punta ad un colpo che potrebbe andare sopra i 40/50 milioni in caso di qualche plusvalenza vendendone una, raddoppiando nel caso riuscisse a venderne due.

C'è un però! Cosa stanno facendo i commissari liquidatori di Tirrenia?

Cosa stanno aspettando a difendere il patrimonio di Tirrenia considerato Onorato si è dimenticato di pagare ben 180 milioni di euro per l'acquisto della compagnia?

Hanno sollecitato la richiesta di sequestro preventivo o stanno dormendo?

E i giudici continuano a guardare tutto quello sta avvenendo senza intervenire a tutela dello Stato?

Non è da escludere che questa ulteriore mossa di Onorato sia una risposta diretta sia a Unicredit che alla stessa DfDs, lasciando intendere che ha altre strade da percorrere e che, quindi, le minacce bancarie o il disinteresse alle navi di Dfds, verrà bypassato con altre vendite!

In realtà, questa ennesima operazione su scala internazionale doveva anch'essa passare nel silenzio assoluto ma è evidente che anche questa volta è stato beccato.

Ed è evidente che il ministro dei trasporti non può stare più a guardare.

Qualcuno al ministero dei trasporti sta coprendo queste scorribande?

Tutto ciò non sarebbe in alcun modo accettabile e tollerabile oltre misura.

Anche per questa ragione, onde evitare l'annosa piaga del non sapevo, o del nessuno me lo ha detto, comunicherò ufficialmente alle procure di Roma e Milano questi ulteriori tentativi di vendita di un patrimonio pubblico mai pagato allo Stato con il gravissimo silenzio del governo!

Non si sa mai che qualcuno si svegli!