Altro che tutto in regola. Per il caso fognopoli, il traffico di fanghi fognari dalla Puglia verso la Sardegna, sono in arrivo nuove sanzioni. E tra gli enti preposti al controllo il fango bollente induce a sollecitarsi a vicenda.

In molti, negli uffici provinciali e regionali del controllo ambientale, hanno capito che le troppe forzature e non solo su quella pratica rischiano di travolgere tutti indistintamente.

La Provincia di Oristano, che detiene il primato amministrativo sulla competenza per questa tipologia di impianti, non vede l'ora di chiudere la partita sanzionatoria nei confronti dei proprietari di quella sorta di insediamento di trattamento fanghi e rifiuti.

Il 6 dicembre scorso il funzionario della Provincia ha preso computer e connessione e ha inviato via pec una nota urgente direttamente all'Arpas, Agenzia regionale per la protezione ambientale della Sardegna, al dipartimento provinciale di Oristano, per sollecitare la trasmissione di tutta la documentazione inerente la contestazione ai responsabili delle violazioni amministrative al decreto legislativo 152/2006.

La provincia sta sollecitando la documentazione relativa al sopralluogo effettuato congiuntamente dal Corpo Forestale, Provincia, e la stessa Arpas per verificare tutte le irregolarità nell’impianto di trattamento fanghi e rifiuti di Magomadas.

È la provincia di Oristano che sollecita l'Arpas ad inviare i documenti necessari per quella che il funzionario responsabile dell'ufficio definisce “la gestione della relativa procedura sanzionatoria".

Che le irregolarità riscontrate nel sopralluogo dell'ottobre scorso non fossero finite era stato scritto esplicitamente nell'adozione dell'atto di sospensione dell'autorizzazione.

Nel primo atto sanzionatorio era stato previsto di demandare ad un successivo esame le ulteriori irregolarità, criticità e non conformità riscontrate in sede di sopralluogo che necessitano di maggiori ed ulteriori valutazioni sia da parte della Provincia di Oristano che da parte di ARPAS anche ai fini di eventuali conseguenti ed ulteriori provvedimenti da adottare;

Altro che tutto in regola!

Ma ci sono elementi ben più stringenti sulla questione fangopoli.

Bene farebbero le autorità competenti, dalla Giunta regionale alla Provincia, ad intervenire in sede di autotutela con la revoca di ogni tipo di autorizzazione.

basterebbe leggere le norme, tutte e ompararle con quello che è stato fatto, dove è stato fatto e sopratutto cosa non è stato fatto.

Chiunque abbia rilasciato autorizzazioni, mezzi nulla osta e dimenticato di verificare elementi fondamentali nella verifica autorizzativa deve agire urgentemente per ripristinare il rispetto di norme e l'ambiente sopratutto.

Dunque la Provincia di Oristano sollecita la messa nero su bianco delle "ulteriori irregolarità, criticità e non conformità riscontrate in sede di sopralluogo".

Il fango scotta e nessuno vuole più tenere in mano una pratica con molti troppi lati oscuri.

E non bastano le irregolarità "riscontrate" ma ce ne saranno tante altre, su più fronti.

Di una in particolare ve ne parlerò più tardi.

Vi conviene revocare l'autorizzazione, prima che sia troppo tardi!

E la conclusione è una sentenza:

DIFFIDA ai sensi dell'articolo 208, comma 13, del D. Lgs. 752/2006,la ditta Geco srl:
1) dal proseguire l'attività di raccolta, trattamento e riciclo di rifiuti non pericolosi relativa alla linea fanghi per la produzione di ammendante;
2) dal conferimento fuori dall'impianto di quanto prodotto dalla linea recupero fanghi;
La norma è chiara dopo la diffida e la contestuale sospensione dell'autorizzazione, scatta la revoca dell'autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazione di pericolo per la salute pubblica e per l'ambiente.

Nelle prossime ore, nei prossimi giorni, la pubblicazione del resto dei documenti!

Avete appeso male le chiavi! E adesso denunciatemi!

Con l'ambiente e la salute non si gioca, mai !