FOLLE VIETARE GLI ORTI IN SARDEGNA, REVOCATE IL DIVIETO E' FUORILEGGE

Questa giunta regionale non solo non risolve i problemi ma ha una rara capacità a crearli!

Con una disposizione campata per aria della direzione generale del corpo forestale viene vietata la conduzione hobbistica di orti, vigneti ed ortofrutticole in genere.

Una disposizione illogica, irrazionale, insensata. Vietare ai migliaia di sardi di coltivare le proprie campagne per produrre i beni di prima necessità ed essenziali è non solo destituito di logica ma non è previsto in nessuna disposizione statale.

Come farsi male da soli!

Un delirio! Non suffragato da nessuna norma e che non tiene conto del principio sacrosanto del rispettare le esigenze primarie, come se prodursi il mangiare fosse un divertimento.

Una disposizione che non tiene conto del fatto che la regione non può emanare nessuna disposizione restrittiva rispetto a quella nazionale e che danneggia un'economia primaria come quella delle produzioni agricole, che non viene mai distinta tra professionale o hobbistica!

Non si tiene conto in alcun modo del tessuto sociale ed economico della Sardegna, vietare il mantenimento degli orti in Sardegna è come dire accalcatevi tutti i giorni nei supermercati!

Una follia appunto che va revocata senza perdere altro tempo.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 marzo 2020 contenente misure urgenti per il contenimento della diffusione del virus agente del COVID-19 chiarisce, all’art.1, punto 4),che

“resta garantita, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie - l’attività agricola, zootecnica e di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi”.

Pertanto non sono previste particolari limitazioni al normale svolgimento delle attività agricole stagionali (preparazione dei terreni, semina, potatura e gestione degli impianti arborei) e di quelle relative agli allevamenti (conduzione superfici foraggere, pascolamento, distribuzione reflui, governo e cura dei capi zootecnici).

E non vi è nessuna specifica su chi debba essere il titolare del fondo, un agricoltore professionista o un hobbista!

Viene salvaguardata la funzione essenziale della produzione agricola a prescindere, senza alcuna limitazione.

Il decreto non prevede limitazioni allo svolgimento delle attività inerenti alle filiere agro-alimentari, assicurando quindi una continuità dei conferimenti e delle forniture, da parte delle aziende agricole alle imprese di trasformazione agro-alimentare, e il mantenimento dei flussi produttivi di alimenti.

Le disposizioni del decreto assicurano inoltre la conservazione delle relazioni commerciali con le imprese fornitrici di beni e servizi alle aziende agricole e agro-alimentari.

E' fin troppo scontato che anche in questo si devono applicare tutte le norme generali, dalle distanze e il divieto di assembramenti, protezioni e quanto previsto dalle disposizioni.

Il Decreto dell’11 marzo 2020, all’art. 1, comma 1 n. 4 assume a funzione vitale l’attività agricola e ne dispone la sua prosecuzione ed insieme a queste delle attività che sostengono a monte e a valle l’attività primaria.

In altri termini, è consentita la prosecuzione:

– delle attività agricole di cui all’art. 2135 c.c., comprese le attività connesse alla produzione agricola principale, intese esclusivamente come attività di produzione di beni derivanti dalla coltivazione dal fondo, dell’allevamento di animali e dalla silvicoltura;

– delle attività di fornitura di beni e servizi necessarie allo svolgimento dell’attività agricola (ad es. attività di fornitura di mangimi, concimi, piante, attrezzatue, di trasporto dei prodotti, di lavorazione dei medesimi e di tutte le attività che risultano essenziali allo svolgimento dell’attività agricola).

– alle medesime imprese agricole, quali fornitrici di beni e servizi verso altre imprese che esercitano attività agricole e per cui queste forniture risultano essenziali all’attività medesima (il caso frequente riguarda l’attività di contoterzismo); siamo nella situazione prospettata in larga parte nell’ambito delle attività agricole connesse di fornitura di servizi.

Cancellate subito quella disposizione, con quel divieto fuorilegge fate più danni che altro!