BASTE BALLE SUI TURISTI DELLE ZONE ROSSE: DEVONO SUBITO LASCIARE LA SARDEGNA

Continuo a leggere e sentire falsità infinite sui turisti delle zone rosse giunti in Sardegna senza alcun controllo e senza alcun divieto.

Prima questione: questi signori non sono giunti qui il giorno della firma del decreto del presidente del Consiglio ma da almeno 15 giorni prima, quando la regione Lombardia chiedeva la zona rossa estesa a tutta la regione.

Non esiste nessuna fuga di notizie sul decreto: era obbligatorio che quel decreto fosse trasmesso anticipatamente alle Regioni per la concertazione.

Qualcuno, in Lombardia, aveva bisogno di creare il caos e ha divulgato il testo!

L'esodo di quella notte è stato, però, minimo rispetto a quello successo nei giorni e settimane prima.

La regione Sardegna, come ho detto e scritto, poteva e doveva bloccare quell'esodo dalle zone rosse, bloccando i voli aerei e gli sbarchi navali indiscriminati.

Solo due giorni fa il presidente della regione si è inventato, fuori tempo massimo, quella buffonata di chiedere la chiusura della Sardegna.

Peccato che fossero già tutti dentro l'isola. E ha cercato di scaricare le colpe della sua assoluta incapacità sul governo nazionale, che ha le sue responsabilità, ma non certo quella che era in capo solo ed esclusivamente al Presidente della regione.

Dopo quella di Conte è arrivata un'ordinanza del presidente della regione. Completamente nel pallone giuridico ha previsto di mettere in quarantena chiunque fosse arrivato in Sardegna da qualsiasi aeroporto d'Italia.

Una pagliacciata che dopo 24 ore ha dovuto modificare di sana pianta. Confusione su confusione.

Stasera ha annunciato di voler chiedere a Roma l'autorizzazione per fare quello che ha fatto la Toscana.

Siamo alla sudditanza psicologica e giuridica.

Possibile che non sappiano far niente senza chiedere a Roma?

Basterebbe una semplice ordinanza di poche righe. Gliela scrivo per non perdere tempo:

In ogni caso, al fine di evitare la diffusione del contagio da COVID-19 e, pertanto, di tutelare la salute pubblica, nonché garantire la corretta presa in carico da parte dei MMG o PLS, evitando, altresì, l’aggravio del sistema sanitario regionale in ordine alle procedure di sorveglianza connesse alla disposizione dell’isolamento fiduciario, i soggetti, giunti in Sardegna dalle aree oggetto di ordinanze di interdizione della cosiddette "zone rosse", di cui alle ordinanze richiamate, fatta eccezione delle casistiche specifiche, DEVONO FARE IMMEDIATO RIENTRO AL PROPRIO DOMICILIO O RESIDENZA,in conformità a quanto previsto dall’art.1, comma 1, lettera a) del DPCM 8 marzo 2020;

Suvvia non riuscirete mai a controllare seriamente le decine di migliaia di turisti giunti in Sardegna provenienti dalle zone rosse. Non perdete altro tempo. Piantatela con pantomime da avanspettacolo con richieste al palazzo di Roma.

Serve un minimo di buon senso, studio di poteri e competenze.

Prima che sia troppo tardi rispedite i turisti delle zone rosse a casa loro. Non per mancanza di ospitalità, ma perchè qui non sareste in grado di offrire nessuna assistenza.

Non siete in grado per i sardi, figuriamoci per coloro che giungono dalle zone rosse!!!