IL SILENZIO DI STATO: FACCIA A FACCIA TRA MAURO PILI E CAVO DRAGONE

Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito

Resoconto stenografico

Seduta n. 78 di Giovedì 18 maggio 2017

esame testimoniale del Comandante del COI, Amm. Sq. Giuseppe Cavo Dragone

La parola all'on. Pili-

MAURO PILI. Vorrei capire dall'Ammiraglio con quali modalità si interfaccia con i suoi uomini in teatro. È una comunicazione informatica, ci sono comunicazioni per iscritto o fate riunioni operative?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Facciamo tutto. Quello che è il flusso informativo coi teatri operativi l'ho periodicamente tra una volta ogni 15 giorni e una volta al mese tramite videoconferenza classificata con i Comandanti in teatro e poi ci sono rapporti giornalieri, ovviamente telefonici, via chat, con la mia sala operativa, e sitrep – vengono chiamati sitrep, situazioni, report di situazioni – che coprono la routine.   Posso dirvi con assoluta certezza che sono sitrep molto essenziali su quello che è avvenuto durante la giornata. Eventualmente ci fosse qualcosa che esula dalla routine, ovviamente è oggetto di comunicazione, vengono fatti i cosiddetti rapporti ad hoc per segnalare determinate situazioni.

  MAURO PILI. Sul piano ambientale e della sicurezza, in queste riunioni, che lei ha presieduto – immagino – teleconferenze e altro, a memoria quali fatti le vengono in mente rispetto alla questione Pag. 10della sicurezza del personale? Ci sono stati dei fatti che in queste teleconferenze sono stati palesati?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. A mia memoria, no. A mia memoria, dal 1° luglio 2016, no. A mia memoria, no. Non ho la certezza che non sia avvenuto.

  MAURO PILI. Nelle riunioni che lei ha presieduto non è stato mai affrontato il tema della sicurezza del personale nei teatri.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Se lei mi dice se è stata presentata qualche criticità, le dico di no. Ribadisco il mio concetto.

  MAURO PILI. Non è stata presentata nessuna criticità.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. No, a mio giudizio, no. Che poi si sia trattato il tema ambientale su più vasta scala, questo a memoria direi di no, ma su questo non le posso dare certezza.

  MAURO PILI. Presiedeva lei queste riunioni?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Di massima, sì. La maggior parte sì, o il mio vicecomandante. C'è sempre un rappresentante del comando che parla con un rappresentante del comando in teatro.

  MAURO PILI. Qual è l'ultima missione di cui si è occupato in teleconferenza?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Temo di confondermi. Sono in dubbio se sia stato con il Libano o con... se sia stato Libano o Afghanistan. Ho un dubbio, ma eventualmente le posso dire.

  MAURO PILI. Nel mese. Questo mese che cosa avete fatto, per esempio?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Il mio dubbio... Glielo posso dire... Credo sia uno di quei due teatri, ma devo comunque avere certezza.   Attenzione, io ne faccio più di una al mese, nel senso che ogni settimana parlo con un teatro, però siccome i teatri sono di più...

  MAURO PILI. Qual è l'ultima che ha fatto?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Non glielo so dire. Devo documentarmi.

  MAURO PILI. L'ultima l'avrà fatta la settimana scorsa.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. No, la settimana scorsa non c'ero all'estero.

  MAURO PILI. Quindici giorni fa?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Non mi ricordo. Posso dirle... Potrebbe essere o il Libano o l'Afghanistan, ma è uno dei due credo. Comunque, le do risposta veramente a breve. Chiedo scusa, prendo nota della domanda.

  MAURO PILI. In una di queste riunioni lei si è occupato della Libia?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Da quando sono lì, senz'altro, sì sì.

  MAURO PILI. Su questo tema è emerso un fatto ambientale che è stato messo agli atti anche degli organi politici per fare valutazioni sulla presenza o meno a terra di militari italiani?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Mi scusi, l'ultima parte della domanda: per fare?

  MAURO PILI. Per valutare l'ipotesi di un impiego dei militari italiani a terra in Libia.

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  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Le valutazioni le abbiamo fatte. Lei mi chiede se è stato fatto...

  MAURO PILI. Voglio sapere se c'è stata una valutazione di natura ambientale di sicurezza per i militari eventualmente impiegati in un teatro libico con presenza a terra.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Sì, l'ho gestita io la parte... Parliamo di «Ippocrate» a Misurata. L'ho gestita io. È stato fatto... Sono stati fatti tutti i rilievi, tutto quello che era previsto fare in fase preparatoria, con analisi, carotaggi e quant'altro, con la determinazione che la locazione che avevamo scelto, dove sarebbe stato impiegato il nostro personale, era idonea, era dal punto di vista ambientale idonea all'impiego.

  MAURO PILI. Lei conosce il tipo di armamenti utilizzati in Libia dagli alleati o presunti tali negli episodi degli sganciamenti aerei sull'area?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Periodo Gheddafi?

  MAURO PILI. Specialmente nel periodo Gheddafi.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Il tipo di armamento non lo conosco. Diciamo che la valutazione...

  MAURO PILI. Questo è un elemento importante. Lei ha detto prima che conosce tutto quello che gli alleati utilizzano nel teatro di guerra: lo presume, lo conosce perché ci sono fonti aperte è perché, evidentemente, avete rapporti... Adesso, non mi può dire che non lo conosce.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Ho anche specificato che analizzo il periodo dal 1° luglio 2016 a oggi. Si ricorda?

  MAURO PILI. Sì, ho capito. Siccome, però, mi ha detto che ha esaminato lo scenario della Libia e ha presieduto, è evidente che uno degli elementi cardine della valutazione è capire che cosa hanno utilizzato gli alleati su quello scenario precedentemente. Non è che lei fa la valutazione a prescindere se ci sia stata la bomba nucleare o meno in quel territorio.   Lei avrà come elemento cardine di partenza dell'esame del territorio la capacità di capire che cosa è stato utilizzato. Senza questo tipo di elemento, qualsiasi tipo di ricerca... Se lei cerca l'oro, non troverà certamente il petrolio, quindi bisognerà avere contezza di quello che realmente si deve cercare nelle indagini che le dice di aver fatto.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Secondo lei, quindi, mi devo fermare al 2011 o devo mandare indietro a vedere che cosa faceva Gheddafi in quella zona lì nel 2010, 2008, 2007, 2006?

  MAURO PILI. Io penso che debba fare una valutazione, intanto, di quello che hanno fatto gli alleati.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Io penso che, invece, fare la valutazione ambientale con le squadre che abbiamo mandato giù sia sufficiente per dire che l'ambiente è fruibile dal punto di vista operativo.

  MAURO PILI. Posso chiederle se lei è a conoscenza del tipo di missili utilizzati dagli alleati francesi e americani nel teatro libico?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Mi sa che siamo alla stessa domanda di prima. Prima del 2016, no. Ripeto che ho la contezza che l'ambiente sia fruibile dal punto di vista operativo in base agli esiti delle survey che ho mandato a fare.

  MAURO PILI. Non le risulta, quindi, un rapporto interno al COI dal quale si evince che, invece, l'utilizzo dei missili Tomahawk è stato compromettente per quanto riguarda Pag. 12 il territorio degli stessi alleati messo in campo?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Non mi risulta, ma mi documento sicuramente.

  MAURO PILI. Non c'è nessun documento. Lei può affermare con certezza che non c'è nessun documento interno arrivato al COI dove c'è il rilievo sui Tomahawk utilizzati in Libia? Deve dire sì o no. La mia domanda...

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Devo dire che non c'è dal 1° luglio 2016. Se vuole, posso approfondire.

  MAURO PILI. Lei mi sta dicendo che non ha verificato la sua struttura se prima è arrivata una comunicazione... È a compartimenti stagni datati: se è successo il giorno prima, voi non lo esaminate.

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. No. Io ho sicuramente la responsabilità di vedere la situazione attuale, voglio dire. Quello che io propongo, quello che io... la zona che voglio che il mio personale va a interessare deve essere salubre, deve essere... Ci saranno stati i Tomahawk, non lo so. Se lei afferma questo, probabilmente qualcosa di concreto ci sarà scritto e andremo a vedere, ma i Tomahawk possono essere stati lanciati nel 2011 e ripeto qualcosa d'altro nel 2010: lei sa per caso se il Tomahawk ha una persistenza o quegli effetti collaterali generali hanno una persistenza di uno, due, tre, cinque anni? Perché uno deve andare ancora più indietro, allora?   Io credo che la mia responsabilità – su questo ci metto la mano sul fuoco – sia quella di garantire che il territorio che si accinge a interessare uno dei nostri contingenti sia, dal punto di vista ambientale, salubre e sia tutelato.   Detto questo, quello che è successo in passato, uno, due, tre, quattro o cinque anni prima, se non dà impatti ambientali, onestamente non è di interesse precipuo.

  MAURO PILI. Secondo lei, per le sue conoscenze professionali, i Tomahawk hanno un impatto sulla salute umana dei civili e dei militari impegnati in uno scenario di guerra?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Non ho questa conoscenza, come non ce l'ho di tante altre armi, comunque, non soltanto dei Tomahawk.

  MAURO PILI. Ha presieduto riunioni in questo frangente sulla presenza dei militari italiani in Kosovo?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Ho avuto videoconferenze con il Kosovo e ho contatti continui con il comandante di KFOR, che è italiano, un generale italiano. Sì, ho continui contatti.

  MAURO PILI. Su questo scenario sono stati ipotizzati, valutati pericoli legati all'utilizzo in quel territorio di armi contenenti uranio impoverito?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Nel periodo di mia competenza, no.

  MAURO PILI. Posso chiederle, sempre sul piano professionale, che contezza ha dell'uranio impoverito? È una sostanza che cessa la sua efficacia – chiamiamola così, con termine improprio – dopo che è stata sparata o ha una sua continuità sul territorio, sullo scenario, negli anni? Che contezza ne ha lei?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Da fonti aperte, da letture mie, per conoscenza personale, ha una persistenza sul territorio. Non mi ricordo quanto fosse, non ricordo quanto venga valutata, ma sicuramente non è limitata all'evento bellico a se stante.

  MAURO PILI. Questo non l'ha indotta, essendo questo il cuore del problema, intanto che riguarda la nostra Commissione, a valutare con più attenzione anche la presenza attuale dei militari in Kosovo, Pag. 13posto che il tema oggi è ancora di stretta attualità, per esempio per quanto riguarda i civili che utilizzano aree che sono state contaminate e sulle quali non si ha la contezza precisa della contaminazione?   Questo tema, quindi, non è stato affrontato da un punto di vista dell'abbigliamento, di tutta la struttura necessaria per fronteggiare questo tipo di presenza dei nostri militari? C'è stato da parte del COI un atteggiamento, un piano d'azione – considerate anche che l'opinione pubblica di questo ha contezza da anni – avete messo in campo delle misure cautelari, cautelative più insistenti rispetto al passato?

  GIUSEPPE CAVO DRAGONE, Comandante del COI. Non nel mio periodo di competenza, perché la situazione era riportata come fruibile. Posso, però, documentarmi se c'è stato, in qualsiasi frangente di tempo precedente al mio, un cambiamento, un aggiornamento delle procedure, un aggiornamento del corredo del personale in funzione di qualche evento, di qualche segnalazione.   Non so adesso a quanto risalga la conoscenza della pericolosità dell'uranio impoverito. Risale, penso, a più di dieci o quindici anni fa. Prima di quello, credo che nessuno sapesse quanto dannoso potesse essere, però nel mio periodo non c'è stata una variante significativa comportamentale delle direttive, che potessero aggiornare in maniera sostanziale l'approccio al problema in Kosovo. Potrebbe esserci stato in passato. Se vuole, mi documento e vedo se c'è stato questo cambiamento di rotta, mi passi il termine. Devo sapere se devo fare quest'analisi.

  PRESIDENTE. Sì.