INCENDIO DI STERCOPOLI: DA TELECAMERE E VERBALI NESSUN ATTENTATO

La parola definitiva la dovranno pronunciare gli inquirenti e la magistratura. Come è giusto che sia.

Un fatto, però, è sempre più verosimile: a distanza di dieci giorni dall'incendio che ha distrutto i generatori di corrente nell'accampamento di Magomadas dedito al commercio di sterco fognario proveniente dalla Puglia appare sempre più certo che non ci sia stato nessun attentato e nessun atto doloso!

Se ci fosse stato un incendiario antisterco gli inquirenti lo avrebbero già schiaffato in galera e se ci fosse stata una minima prova l'avrebbero, comunque, messa nero su bianco.

In realtà non esiste ad oggi alcun elemento che possa ricondurre alle fantasie di chi ha gridato al lupo al lupo solo per tentare di avvelenare il già teso clima e passare per vittima di chissà quale terrorismo antisterco!

Lo scrivo perchè è giusto sgombrare il campo da falsi vittimismi e da congetture da avanspettacolo che hanno caratterizzato una vicenda davvero poco chiara, sopratutto, nella gestione mediatica di un incendio da subito etichettato come atto violento contro i signori dello sterco pugliese!

La magistratura farà il suo corso e avrà bisogno dei suoi tempi.

E' altrettanto vero, però, che l'informazione ha i suoi di tempi e che, da che mondo è mondo, le indiscrezioni, se autorevoli e incrociate con più fonti costituiscono un elemento di cui, comunque, rendere conto.

Ed è con questa regola, quella della fonte autorevole e dell'incrocio delle fonti, che mi permetto di rappresentare due elementi che sin dalle prime ore dopo l'incendio avevo sollecitato: telecamere e prove incendiarie!

Prima di tutto le telecamere: erano diverse sulla scena del presunto delitto antisterco. C'erano quelle tanto decantate dai signori dell'impavido commercio delle fogne pugliesi e quelle di qualche agricoltore/allevatore attrezzato di teleobiettivo a 360 gradi.

Gli inquirenti, secondo autorevoli fonti, hanno passato al microscopio tutti i fotogrammi di quelle registrazioni: zero di zero.

Nessun transito, nessun sospetto passaggio in zona, nessuna manomissione. Così dicasi per le videocamere delle campagne vicine. Dunque, nessun riscontro alle fantasie dell'attentato!

Riscontri che, ovviamente, adesso saranno già al vaglio della magistratura inquirente che dovrà mettere insieme tutti i tasselli della vicenda.

Uno di questi elementi è sicuramente la relazione dei vigili del fuoco di Macomer intervenuti in un batter d'occhio sulla scena del fuoco di capodanno.

Anche in quel caso la relazione è stringata. Poche parole ma chiare: nessun elemento riconducibile a dolo è stato rinvenuto nel luogo dell'incendio!

Ovvero: non è stata rinvenuta nessuna traccia relativa ad un atto doloso o incendiario!

L'uomo invisibile che appicca il fuoco con lo sguardo è arrivato dal cielo e dal cielo se n'è andato!

Peccato che, quasi il giorno prima dell'incendio, i signori dello sterco pugliese avessero già fatto un pubblico processo ed emesso una plateale condanna a carico del sottoscritto, reo di aver attizzato il fuoco contro l'accampamento.

Stupidaggini a buon mercato, millantate a favore di una propaganda vittimistica degna di una pantomima campano-pugliese!

Strano che nessuno sia tornato sul fatto. Strano che nessuno si sia posto, anche giornalisticamente, il sacro desiderio di verità sulla vicenda.

Approfondire, capire, indagare sui fatti sarebbe dovuto essere l'abc di una vicenda che per molti versi ha molte similitudini con altre parte d'italia.

E le fiamme nel mondo dei rifiuti sono una costante che costituisce letteratura criminale da enciclopedia pluriennale!

Sorprendente che si sia gridato al lupo senza alcuna prova e poi, quando emergono elementi di ben altra direzione, tutti tacciano.

Nessuno che abbia sentito il dovere di approfondire con gli inquirenti, raccogliere qualche indiscrezione, un seppur minimo indizio sulla realtà dei fatti.

Si vive di indiscrezioni e quando sono di un verso opposto ai desideri si tacciono!

Prima il processo sommario, il vittimismo sottovuoto spinto e poi il silenzio!

E le prove di quell'attentato incendiario? I filmati delle telecamere che dovevano controllare ogni secondo della vita dentro quell'accampamento che fine hanno fatto?

L'unico vero attentato da perseguire è quello all'ambiente, alla salubrità dell'aria, alla dignità della comunità di Magomadas costretta a rinchiudersi dentro casa dinanzi all'arroganza di chi vorrebbe commerciare sotto la finestra delle loro case lo sterco in vacanza dalla Puglia fino alle località turistiche della Sardegna.

Con quella sottospecie di pantomima vittimistica, a cui in molti hanno dato persino credito, si voleva mettere sotto accusa l'unica vera resistenza, fatta di documenti e denunce argomentate, contro quell'obbrobrio in terra sarda!

E ribadisco il concetto: quell'attività deve essere chiusa non con un fiammifero ma con un provvedimento di revoca immediata dell'autorizzazione per la palese violazione di norme che vietano esplicitamente quell'attività a distanza di 180 metri dalle case di Magomadas e a 600 metri dalla scuola di Tresnuraghes!

Ad un normale cittadino che avesse sbagliato di un centimetro la distanza gli avrebbero già fatto demolire l'abuso.

Ho la speranza che chi di dovere faccia presto, non foss'altro perchè i cittadini di quella comunità sono da mesi esasperati.

Un traffico di sterco pugliese che va fermato senza se e senza ma, per tutelare i sardi e la Sardegna!

E chi parla di attività economica fondata sulla melma fognaria pugliese è un povero cretino che offende la Sardegna e le sue potenzialità!

Si inizia con l'accettare la melma fognaria pugliese e si finisce per dire di sì alle scorie nucleari!

La Sardegna va difesa ad oltranza da profittatori e speculatori della peggior specie che pur di fare soldi farebbero arrivare in Sardegna di tutto e di più.

E ai Sardi Liberi, pochi o molti che siano, spetta il dovere e la libertà di impedire in ogni modo questo ennesimo sfregio alla nostra terra!