LE BOMBE SARDE IN GUERRA DAVANTI A CASA, IL 7 GENNAIO LA DECISIONE DI ERDOGAN

LE DUE FAZIONI CONTRAPPOSTE ARMATE DALLE BOMBE DELLA RWM

POTREBBE SCATTARE UN ESODO BIBLICO VERSO LE NOSTRE COSTE

Il sette gennaio, a due passi da casa nostra, potrebbe scatenarsi una guerra senza precedenti.

Il governo di unità nazionale libico che fa capo a Sarraj ha chiesto ufficialmente alla Turchia di supportare la guerra contro il generale Haftar che sta avanzando contro Tripoli.

Erdogan ha appena annunciato che il 7 gennaio il parlamento turco approverà la mozione interventista contro l'avanzata del generale Khalifa Haftare. Dal giorno dopo i caccia turchi saranno in azione a due passi da casa nostra, proprio sulla costa libica.

In campo, dunque, l'esercito, la marina e sopratutto l'aviazione turca dotata delle devastanti bombe MK82 prodotte e acquistate dalla Rwm, la fabbrica sardo tedesca con lo stabilimento a Domusnovas.

Uno scontro senza esclusione di colpi che prenderà di mira le forze del generale Haftar che vedono già schierate a suo favore le aviazioni degli Emirati Arabi e quelle dell'Arabia Saudita, entrambi dotate delle micidiali Mk 82 di produzione sarda!

Dunque, le bombe sarde si scontreranno in terra libica, da una parte con l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi e dall'altra con la Turchia.

Il disastro è comprensibile: genocidio su tutti i fronti con una potenziale fuga da quelle aree senza precedenti.

Un flusso migratorio biblico che si riverserà sui paesi prospicenti le aree di guerra, in questo caso la Sardegna potrebbe essere quella maggiormente colpita proprio perchè sarà difficile usare le coste libiche si preferiranno quelle della Tunisia e dell'Algeria più vicine alle nostre coste.

Un boomerang che nemmeno nelle peggiori previsioni rischia di trasformarsi in una catastrofe umanitaria.

Stamane il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato di avere ricevuto dal Gna di Sarraj una richiesta di intervento militare, in conseguenza della quale verrà presentata al Parlamento turco la mozione per l'invio di soldati in Libia.

"Presenteremo la mozione per l'invio di soldati in Libia alla ripresa dei lavori del Parlamento" il 7 gennaio, ha dichiarato Erdogan durante un discorso ad Ankara, aggiungendo che "se Dio vuole, potremo farla adottare l'8 o il 9 gennaio e rispondere così in modo favorevole all'invito del governo libico legittimo" di aiutarlo militarmente.

La Libia è, già gravemente dilaniata fra due poteri rivali: da una parte il Gna con sede a Tripoli e dall'altra un potere a est incarnato dal generale Khalifa Haftar, che ad aprile ha lanciato un'offensiva per conquistare la capitale.

Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, tutti rivali regionali della Turchia e di un altro alleato del governo di Tripoli, il Qatar.

"Loro sostengono un signore della guerra. Noi, invece, rispondiamo all'invito del governo libico legittimo, questa è la differenza", ha dichiarato Erdogan, che afferma che le forze di Haftar beneficiano anche del sostegno di una compagnia di sicurezza russa, Wagner, dando così credito a informazioni di stampa sulla presenza di mercenari russi in Libia, smentita da Mosca.

La guerra è alle porte! E' drammaticamente questione di ore e l'Italia sta a guardare!

I flussi migratori, figli di una guerra annunciata e foraggiata dall'Europa delle armi è, ormai, scoppiata.

L'unica soluzione di cui parlo da due anni, l'invio delle truppe Onu in Libia, ormai, appare tardiva e fuori tempo massimo.

Il nuovo anno inizierà drammaticamente con una guerra, combattuta con le bombe sarde, proprio davanti a casa nostra.

I nuovi migranti sono alle porte! Per colpa della guerra e di chi l'ha foraggiata!