MOBY-TIRRENIA: AKI & WONDER, ANDATA E RITORNO

Disfate le valigie, si torna ad Olbia. L'ordine impartito stamane al personale delle due imbarcazioni è perentorio: salite a bordo!

Il trasferimento danese per i traghetti Moby è saltato, si torna a lavoro, non si sa per quanto ma da giovedì la pacchia genovese finisce.

Le due ammiraglie di Onorato, Moby Aki e Moby Wonder, non solcheranno i mari del nord, ritorneranno in Costa Smeralda.

Da Giovedì riprenderanno il servizio sulla Livorno - Olbia.

L'operazione con la DfDs per la vendita delle due navi è saltata per aria per il diniego dell'Unicredit alla cancellazione delle ipoteche plurime sui traghetti che Onorato aveva già venduto, sulla carta, alla compagnia danese.

La guerra infinita con la banca e con i fondi internazionali ha indotto Moby a rimettere in linea le due navi, anche per tentare di arginare la gravissima emorragia di queste ultime settimane che ha visto i più importanti operatori della logistica sarda trasferirsi in blocco con la diretta concorrenza di Grimaldi.

Questo ennesimo passo falso di Onorato è costato caro con il passaggio di Nieddu prima e BRT dopo sul campo avverso spostando ulteriormente il mercato del trasporto merci in Sardegna.

Aver privato per due mesi la principale rotta di due navi primarie ha fatto registrare il netto sorpasso della concorrenza che oggi governa il 60% del trasporto merci senza un euro di contributo pubblico.

Tema questo che lascia alquanto perplessi visto che Onorato continua, illegittimamente, ad incassare 73 milioni di euro gestendo meno della metà del servizio che svolgeva nel 2012!

Un dato che la dice tutta sull'illegittimità evidente di quella regalia di Stato alle casse di Moby Tirrenia.

Dunque le due navi rientrano in servizio, anche perchè lo scontro pubblico tra Onorato e l'alta dirigenza di Unicredit non pare foriera di pace.

Qualche spiffero danese aveva riacceso la speranza per la riapertura della trattativa dopo la chiusura netta da parte della DfDs ma nei giorni scorsi giorni Onorato in persona si era esibito su facebook con un post da dare in pasto ai suoi accoliti per svelare, secondo lui, l'identità di chi bloccava la vendita delle navi.

Un'operazione tutta funzionale alla melodrammatica rappresentazione della vittima che incita le folle contro i vertici della banca che vorrebbero farlo fallire.

Le citazioni di Onorato in queste settimane si sono sprecate, dalla ridicola riproposizione della scena di Al Pacino su facebook per incitare il "suo" popolo alla guerra contro la disfatta e l'inferno all'irriverente citazione di Nelson Mandela che sogna di non aver mai mollato.

Di certo queste grottesche imitazioni lasciano emergere il palese tentativo di esasperare il vittimismo e scaricare vigliaccamente su altri i propri azzardi e non solo.

Azzardi che non sono finiti, perchè, ora la missione sembra essersi spostata tutta sulle navi tirrenia, sulle tre ammiraglie Bithia.

Una o due già segnalate in vendita da parte di un broker turco!

E anche in questo caso con la complicità del ministero dei trasporti che non solo ha pagato illegittimamente le rate della convenzione ma che continua ad ignorare il fatto che si stanno vendendo navi non pagate allo Stato (180 milioni di debiti da saldare) per poi mettere in linea navi carretta che si fermano in mezzo al mare come niente fosse!

Per il resto lo scontro con le banche sembra difficile da ricucire. La coperta per restituire i prestiti è troppo corta e il ruolo di Unicredit a cavallo tra pool di banche e fondi dei bond rende qualsiasi movimento impossibile o difficile.

E poi a giorni sono attese le determinazioni dell'Autority e dei tribunali: c'è in ballo la sanzione da 29 milioni di euro che deve essere rimodulata ma sarà difficile che subisca variazioni importanti, poi c'è la richiesta di sequestro preventivo di 180 milioni di euro da parte dei commissari liquidatori di Tirrenia.

Moby e Aki sono tornate in linea, ma il mare è in tempesta!