MOBY-TIRRENIA, MAZZATA FINALE SULLA SARDEGNA, DAL 1° GENNAIO AUMENTI DEL 25% PER IL TRASPORTO MERCI

LA NUOVA STANGATA COMUNICATA POCO FA AGLI AUTOTRASPORTATORI SARDI

IL MINISTRO E L'AUTORITA' FERMINO FERMI QUESTA ENNESIMA FOLLIA CONTRO LA SARDEGNA

"Nuova durissima mazzata di Tirrenia contro i trasporti da e per la Sardegna. Dal 1° gennaio 2020 scatta un nuovo gravissimo aumenti sul trasporto delle merci di almeno il 25 % sulle principali rotte da e per la Sardegna. A subirne l'effetto saranno gli autotrasportatori sardi che vedranno incrementati ulteriormente i costi del trasporto che già un anno fa aveva subito un altro aumento del 40%.

E' fin troppo chiaro che questo aumento ricade automaticamente sulle famiglie sarde e sull'intera economia dell'isola. Il costo di un rimorchio passerà in media dagli attuali 400 euro ai 500.

Gli incrementi saranno di circa 8 euro a metro lineare, da moltiplicare per 13,5 metri per rimorchio. Ovvero 108 euro in più per ogni rimorchio, che sino ad oggi costava in media 400 euro!

L'effetto sarà devastante per l'intera economia della Sardegna e soprattutto per quegli operatori che avevano già stipulato contratti a medio termine e che saranno costretti a fermare i propri mezzi per evitare di subire un tracollo senza precedenti.

Tutto questo è legato alla decisione che Onorato ha assunto per sopperire all'uso di navi vecchie e inadeguate che non sono state messe a regime tecnologico rispetto alla nuova direttiva comunitaria in materia di inquinamento.

Avendo navi non adeguate tecnologicamente all'abbattimento dello zolfo il risultato è l'incremento di costi a carico del trasporto merci vitale per un'isola. E nonostante la valanga di denari pubblici che Onorato si porta a casa con la convenzione statale, 73 milioni di euro all'anno, scarica i costi sull'economia della Sardegna.

Dal primo gennaio 2020 tutte le navi dovranno limitare le emissioni di zolfo al di sotto dello 0,5% m/m (massa per massa). Per molti operatori marittimi, questo regolamento rappresenta un cambiamento importante, dal momento che in quasi tutto il mondo il limite attuale è 3,50% m/m.

Per affrontare questo nuovo limite/traguardo gli operatori marittimi avevano tre opzioni: passare a combustibili con basso contenuto di zolfo, installare degli scrubber, oppure convertire le navi, o le flotte, all'utilizzo di gas naturale liquefatto (GNL).

Il mancato adeguamento delle navi porta ad una scelta obbligata: utilizzare combustibili a basso contenuto di zolfo che costa il triplo di quello attuale.

Tutto questo ovviamente comporta un ulteriore sabotaggio dell'economia sarda e degli operatori sardi che subiscono il monopolio finanziato da pubblico su rotte decisive come la Olbia Civitavecchia, la Cagliari – Livorno o la Cagliari - Civitavecchia.

Ed è proprio su queste rotte che si concentreranno gli aumenti che scatteranno dal 1° gennaio.

La nefasta decisione è stata comunicata poco fa agli operatori sardi.

Una scelta, quella di speculare ulteriormente ai danni della nostra isola, che dimostra ancora di più l'esigenza di revocare la convenzione con lo Stato sempre più disattesa nei servizi e nella missione di calmierare il mercato.

Questa nuova speculazione sarà possibile proprio perché la Regione sarda insieme al ministero non hanno vigilato sull'entrata in vigore di questa normativa ecologica che non poteva in alcun modo essere scaricata sui sardi.

A questo si aggiunge un trattamento discriminatorio e unilaterale di Tirrenia che continua ad attuare una politica non trasparente sulle tariffe, che non risultano certe e sono palesemente discriminatorie a seconda delle simpatie o delle convenienze.

Il ministro dei trasporti deve immediatamente intervenire per bloccare questo nuovo salasso ai danni dell'economia sarda impedendo aumenti dovuti a chiare responsabilità gestionali del concessionario pubblico.

È fin troppo evidente che Onorato stia tentando il colpaccio finale prima della cacciata di Luglio scaricando sulla Sardegna l'ennesima mazzata utile a coprire la montagna di debiti delle sue compagnie.

Ancora una volta, con il silenzio complice di tutti, si continua a fare cassa e cassetta sui sardi e sulla loro insularità.

Aumentare di un altro 25% le tariffe dei trasporti significa ancora una volta venir meno al rispetto di quella continuità territoriale necessaria per l'abbattimento del gap insulare, che in questo caso viene gravemente incrementato ulteriormente!

Lo ho detto poc'anzi il leader di Unidos Mauro Pili preannunciando una urgente comunicazione all'autorità garante per la concorrenza e il mercato.