PILI: CAGLIARI, PRIMO CARICO DI BOMBE PER IL NUOVO ANNO

ALLERTA NOTTURNA NEL PORTO CANALE CON LA SCORTA DAI VIGILI DEL FUOCO

“Non si fermano i carichi di morte dalla Sardegna. A niente sono valse le denunce anche internazionali della vigilia di natale. L’allerta per il nuovo carico esplosivo è scattata il giorno dopo capodanno. Ieri sera, martedì 2 gennaio, poco dopo le 19.00 la squadra dei vigili del fuoco, come documentano le immagini allegate, hanno fatto ingresso al porto Canale di Cagliari per presidiare un nuovo inquietante carico di materiale esplosivo. Si è trattato del primo blitz dell’anno, con un carico di bombe stivate nei container caricati dentro la nave che ha lasciato gli ormeggi del porto terminal poco prima delle 21.30. Ancora una volta un carico festivo e notturno con il chiaro intento di continuare a nascondere questo perenne traffico di morte che parte dal porto canale di Cagliari. Un’alternanza sistematica di approdi e porti funzionale a depistare le informazioni ma anche i vari destinatari di questi carichi. E’ chiaro che stanotte, 3 gennaio, la nave giungerà al porto di marina di Carrara e da lì le strade potrebbero essere diverse. Raggiungere qualche deposito italiano, francese, oppure verso il fronte balcanico. Di certo a nulla sono valse le denunce anche recenti e di livello internazionale perché si evince che lo stato italiano sta avvallando in tutti i modi questo trasbordo anche verso Stati in guerra in violazione di tutte le leggi ordinarie e costituzionali. Il Governo continua attraverso la Farnesina e il ministero della difesa ha raccontare il falso e coprire questo scandalo indecente che sta generando migliaia di morti in molte parti del mondo. Le leggi italiane e la stessa costituzione ripudiano la guerra e vietano la vendita di armi a stati che siano in conflitto. A questo si aggiunge che l’Arabia Saudita continua una guerra condannata a più riprese da tutti gli organismi internazionali a partire dall’Onu. L’avallo del governo italiano è illegale sotto ogni punto di vista e non si comprende come questo commercio verso paesi in guerra non venga interrotto senza ulteriori gravi violazioni che stanno provocando migliaia di vittime a partire dallo Yemen”.

A denunciare il nuovo carico con la documentazione di quanto è accaduto al porto canale di Cagliari è stato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha trasmesso in diretta sul suo profilo facebook il nuovo carico di bombe.

“Ho detto più volte che se il governo e la regione non si fanno carico di garantire, anche attraverso piani di bonifica ambientale specifici, la ricollocazione del personale impegnato in quella fabbrica di morte significa che sono complici ulteriormente di quanto sta avvenendo in violazione di norme fondamentali. Il grado di compromissione di Pinotti, Alfano e dello stesso Gentiloni è gravissimo proprio perché continuano a tacere, negare o omettere la realtà dei fatti. E’ inspiegabile come lo stesso parlamento europeo abbia invocato lo stop a quelle vendite mentre questi signori continuano ad avallare questo insulso commercio di morte. Un commercio che finirà, purtroppo, per ripercuotersi gravemente, in termini di flussi migratori, verso l’occidente e l’Italia in particolar modo, incrementando i rischi di reazioni terroristiche verso il paese”. “ Tutto questo – ha concluso Pili – deve cessare, senza che altre vittime e altre stragi siano alimentate da un governo connivente con uno Stato in guerra contro le popolazioni civili dello Yemen”.