PILI: 154.000 FIRME CONTRO LE BOLLETTE MAGGIORATE DAI DEBITI DI CHI NON PAGA

PRESENTATA IERI ALL’AUTORITA’ ENERGIA L’OPPOSIZIONE DI UNIDOS

SCADUTI IERI I TERMINI PER OPPORSI ALLA DELIBERA

L’OPPOSIZIONE INTERVIENE DIRETTAMENTE NELLA FASE DI CONSULTAZIONE DELL’AUTORITA’ PER L’ENERGIA.

SE NON SARA’ ACCOLTA PRONTI ALLA CLASS ACTION

“154.201 firme raccolte in meno di cinque giorni contro la delibera dell’autorità dell’Energia che prevede bollette maggiorate dai debiti di chi non paga. Si tratta di un risultato rilevantissimo se si pensa che oltre 2/3 dei sottoscrittori sono sardi e che le firme sono tutte certificate dalla piattaforma internazionale Change.org. Abbiamo dovuto combattere contro disinformazione e bufale, per far capire che la delibera dell’Autorità era un atto reale e che, pur non conoscendo l’ammontare finale dell’onere, scaricava sugli onesti pagatori i debiti di chi non pagava. 154.000 firme costituiscono un traguardo significativo che deve pesare nella decisione finale dell’autorità che non può non tener conto dell’obbligatoria fase consultiva. Sarebbe davvero grave se una mobilitazione di questa portata non prevalesse nella valutazione di una proposta illegittima sul piano giuridico e irrazionale sul piano del buon senso. Per questa ragione attendiamo l’esito di questa fase obbligatoria per poi valutare di proporre una vera e propria class action per demolire un’eventuale atto finale”. Lo ha detto stamane il leader di Unidos Mauro Pili annunciando il risultato della mobilitazione che ha visto Unidos impegnato nella campagna di adesione all’opposizione contro la delibera “paga debiti degli altri”.
“Far pagare agli utenti onesti i debiti di chi non paga è un furto. Illegittimo, illegale irragionevole e irrazionale. Quello proposto dall’Autorità per l’energia elettrica e sottoposto a consultazione pubblica, i cui termini sono scaduti ieri, è un atto sprezzante del buon senso e in totale dispregio della Costituzione e del Codice civile. Con questo principio si autorizzano tutti a non pagare perché tanto quelli che pagano si sostituiranno ai morosi. Tutto ciò è semplicemente una follia che va cancellata senza perdere altro tempo. La petizione online lanciata stamane ha raccolto in poche ore migliaia di firme e ha una crescita esponenziale che vede adesioni da tutta Italia. Si tratta di una vera e propria rivolta che interviene direttamente nelle procedure di consultazione dell'Autorità per l'Energia elettrica e il gas. Basta ladrocini sulle bollette dei beni essenziali, dall’acqua all’energia elettrica. Siamo pronti a tutto pur di fermare questo ennesimo furto”. “Si è trattato di un’imponente mobilitazione sarda e non solo contro la delibera dell’autorità per l’energia che prevede appunto di scaricare su tutti gli utenti i debiti di chi non ha pagato il dovuto. 154.201 firme, tutte certificate sulla piattaforma internazionale: https://www.change.org/p/presidente-autorita-per-l-energia-elettrica-e-il-gas-no-alle-bollette-elettriche-con-i-debiti-dei-morosi “Si tratta – ha concluso Mauro Pili - di una mobilitazione giuridicamente incardinata nella procedura di consultazione e fondata su principi fondamentali del diritto civile e costituzionale. In questa direzione il pool legale che sta già assistendo Unidos in questa nuova battaglia ha già individuato gli elementi cardine per contrastare questo nuovo tentativo si saccheggiare le tasche delle famiglie”. Nella petizione sono indicate con precisione tutte le gravi violazioni di legge e l’irragionevolezza del provvedimento proposto.
Ecco il testo della Petizione di Unidos, proposta da Mauro Pili sulla piattaforma change.org:
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha avviato la consultazione 52/2018, ancora in corso (possono partecipare tutti, anche i singoli cittadini, scadrà il 26 febbraio), che si pone l’obiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità relative agli oneri di sistema lasciate dagli operatori insolventi nei confronti dei distributori di rete.
In pratica le bollette non pagate dai furbetti saranno pagate dai cittadini utenti che hanno sempre pagato.
Si tratta di una proposta inaudita che lede i più elementari principi del diritto, a partire dal rapporto contrattuale tra utente ed erogatore.
A questo si aggiunge la violazione del principio secondo il quale l'utente deve pagare solo ed esclusivamente ciò che ha consumato al costo pattuito contrattualmente senza unilaterali, irragionevoli e illegali incrementi di costo.
I mancati pagamenti da parte dei morosi non possono in alcun modo essere scaricati sugli utenti regolari perchè questo genererebbe automaticamente un invito ad uniformarsi alla regola del non pagare perchè tanto pagano gli altri!
I debiti dei morosi per 1,4 mld sono addebitabili ai consumatori domestici, i restanti 4,6 mld si riferiscono a utenti di altri usi e media tensione, principalmente PA, Partite Iva e soggetti diversi dal consumatore domestico.
Tutto questo è in capo alle società erogatrici che devono perseguire, semmai, il ristoro dei debiti proprio da chi non ha pagato e non paga.
L'obiettivo di questa petizione è quello di partecipare attivamente alla consultazione esprimendo la totale contrarietà alla deliberazione con il preannuncio dell' attivazione di un'apposita class action in caso di approvazione della stessa.
Le fonti di diritto di gerarchia superiore ai regolamenti dell’Authority fanno ritenere il provvedimento deliberato nullo.
Il provvedimento viola la Costituzione della Repubblica, in quanto secondo l’art. 23 “nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla Legge”.
L’Authority è un’autorità amministrativa indipendente, che può imporre nell’interesse pubblico, il pagamento dei cosiddetti “oneri di gestione” solo se tale potere impositivo è descritto in una norma di Legge.
E' in totale violazione del principio costituzionale di equità considerato che impone la ripetizione di una tassa in capo ad uno stesso soggetto.
E' palesemente in contrasto con il principio stabilito dal codice tributario che prevede che tasse ed imposte possono essere decise ed applicate solo ed esclusivamente con legge dello Stato.
E' fatto assoluto divieto di introdurre il principio illegittimo di retroattività – art. 3, L. 212/00 (cd. statuto dei contribuenti), considerato che le norme tributarie non hanno e non possono avere effetto retroattivo.
Costituisce palese violazione del codice civile in materia di contratti e diritti e le conseguenti obbligazioni che da esso sorgono.
E' palesemente violato il codice del consumo, in riferimento alla buona fede, correttezza, e informazione del consumatore nel contratto
Si chiede la non adozione e la conseguente revoca del disposto della delibera 52/2018 considerata la sua palese illegittimità e irragionevolezza
Si chiede di revocare ogni atto e proposta tesa a scaricare sui cittadini/utenti/onesti ogni ulteriore aggravio dei costi di sistema e riequilibrare i costi tenendo anche conto dei divari strutturali e infrastrutturali, compresi quelli insulari;