PILI A MATTARELLA: VITTIME URANIO, SERVE ATTO DI COSCIENZA DELLO STATO

DOPO LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE SUBITO INDENNIZZO AUTOMATICO PER LE VITTIME DELL’URANIO

RISPETTO E GIUSTIZIA PER MILITARI E CIVILI VITTIME DELL’URANIO

“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella deve proporre alle Camere un atto morale e civile dello Stato per restituire dignità e giustizia alle vittime militari e civili dell’uranio impoverito. Dopo la sentenza esplicita della Cassazione che inchioda il ministero della Difesa alle proprie responsabilità non resta che un’assunzione di piena coscienza civile e morale dello Stato che impone una sanatoria definitiva di un periodo buio e nefasto dello Stato. A farsi carico di questa azione deve essere il Capo dello stato non solo per la responsabilità di oggi ma soprattutto per quelle di ieri. Del resto la Suprema Corte ha detto con chiarezza: “condividendo tra l'altro i giudizi espressi dalle costituite commissioni mediche ha ritenuto esistente non solo il collegamento causale tra l'attività espletata in missione dal militare e l'evoluzione della patologia tumorale obiettivamente diagnosticata rappresentante la causa primaria del decesso ma anche il nesso causale tra il comportamento colposo dell'autorità militare (mancata informazione adeguata del personale militare in servizio, mancata pianificazione e valutazione degli elementi di rischio, mancata predisposizione e consegna delle misure di protezione individuale atte almeno a ridurre il rischio da affrontare) e la detta patologia”.

Dunque non c’è possibilità di appello. La Sentenza della Suprema Corte per rilievo e merito costituisce un obbligo dello Stato attivare ogni conseguente azione legislativa in tal senso. Dopo questa decisione inappellabile deve essere il Capo dello Stato ad indicare la via maestra per porre fine al calvario di migliaia di famiglie di militari e civili colpiti dall’irresponsabilità dei Sistema Difesa dello Stato Italiano.

Ora, dopo la sentenza esistono tutti gli elementi scientifici, giuridici e giudiziari per perseguire una soluzione definitiva che costituisca una grande azione di credibilità e responsabilità dello Stato in grado di sancire il riconoscimento del nesso causale automatico per le vittime dell’uranio impoverito e per quelle malattie generate da nanoparticelle e fattori simili contratti in teatri di guerra o aree addestrative.

Tale soluzione deve essere pubblicamente auspicata e avanzata dal Presidente della Repubblica a cui si sottopone la richiesta di inviare in tal senso un messaggio alle Camere proprio alla luce della sentenza della Cassazione.

Si tratta di un atto in grado di sanare un contenzioso grave che lede il patto di lealtà tra lo Stato e i suoi uomini più esposti. Tale atto deve costituire un segno di rispetto verso le vittime e le loro famiglie, ben sapendo che non può esistere un problema economico a tale soluzione considerato il sempre crescente e immotivato aumento della spesa militare.

Ai militari e personale civile che hanno operato in teatri di guerra e/o in poligoni di esercitazione, dove sono state usate munizioni all’uranio impoverito o similari, deve essere riconosciuto automaticamente il nesso causale tra uranio impoverito e il decesso, infermità invalidanti, patologie tumorali e connesse. Per questo motivo vanno abolite tutte quelle procedure tese solo ed esclusivamente a negare il diritto al riconoscimento del nesso causale e al conseguentemente adeguato risarcimento. In questa direzione non c’è tempo da perdere e occorre evitare in tutti i modi che le famiglie siano sottoposte ad ulteriore calvario giudiziari. Negare questo diritto sarebbe come negare il diritto alla cittadinanza. Serve un decreto legge urgente del governo sulla materia senza ulteriori tentativi di affossare questo sacrosanto diritto dei civili e dei militari vittime di irresponsabilità di Stato ancor prima dell’uranio impoverito. E’ ora di cancellare omertà, sotterfugi, menefreghismo. Questa proposta di legge presentata stamane ribalta i vecchi meccanismi e fissa in modo indelebile i diritti delle vittime”.

Lo ha detto il leader di Unidos Mauro Pili rivolgendosi con una lettera al Capo dello Stato perché prenda atto della Sentenza della Cassazione sul Caporal maggiore Salvatore Vacca e, proprio alla luce del riconoscimento della colpa del ministero sulle cause scatenanti dei tumori, proponga una norma di sanatoria sui risarcimenti ai militari colpiti dall’uranio impoverito e non solo negli scenari più variegati dell’azione militare.

“Si deve dire basta ad uno Stato che sfugge dalle sue responsabilità, le omette e le occulta. Il nesso causale – sostiene Pili - deve essere riconosciuto automaticamente quando personale civile e militare ha operato in aree definite a rischio”.

“Il capo dello Stato deve invocare una norma chiara al Parlamento che abbia in seguenti obiettivi:

  1. disciplinare il riconoscimento automatico del nesso causale tra l’esposizione a particolari fattori di rischio connessi per militari e civili all’attività militare di ogni genere, all’interno e all’esterno dei confini nazionali e il decesso, infermità invalidanti, patologie tumorali e connesse;

  2. Definire le aree e le attività soggette a tale automatico nesso causale con particolare riferimento ai poligoni di tiro e siti di stoccaggio di munizionamento di metalli pesanti, e/o all’Uranio Impoverito e suoi effetti conseguenti sulla salubrità ambientale, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura effettuate comprese quelle fuori i confini nazionali, per le particolari condizioni ambientali e operative.

  3. Definire adeguati indennizzi a favore di civili e personale militare italiano.

Le relative coperture finanziarie devono essere individuate nei capitoli di bilancio del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Economia, in riduzione dai capitoli di spesa destinati all’acquisizione dei sistemi d’arma. Meno soldi alle industrie belliche, più giustizia e diritti alle famiglie delle vittime dell’uranio impoverito” – ha concluso Mauro Pili.