PILI: BLITZ A MASSAMA, ARRIVATI 36 CAPI MAFIA

ERANO TUTTI NEL REGIME DEL 41 BIS, IN POCHI GIORNI RIEMPITO UN BRACCIO INTERO

SARDEGNA SEMPRE PIU’ CAJENNA MAFIOSA

“Un blitz in piena regola. In gran segreto nei giorni scorsi il carcere di Massama, Oristano, è stato riempito con 36 capimafia. Uomini di primo piano a capo delle più efferate organizzazioni criminali. Capi mafia nel vero senso della parola, visto che tutti e 36 arrivano dal trattamento del 41 bis, declassati solo sul piano burocratico. Quel che è più grave sta nella decisione di destinare ad Oristano questi capimafia in una struttura nata come semplice carcere circondariale per reati comuni. Un vero e proprio abuso di Stato, con la Sardegna trattata come una vera e propria cajenna mafiosa. Un atteggiamento irresponsabile e di una gravità inaudita per tutti i rischi che sul piano delle infiltrazioni mafiose questo comporterà per l’isola. Una decisione tutta politica, proprio perché non esiste nessuna legge che individui la Sardegna come destinataria di oltre il 50% dei capi mafia. Il problema si pone sia dentro che fuori le carceri. Dentro il carcere di Massama mancano oltre 100 agenti, all’esterno della struttura penitenziaria il pericolo è, però, ancora più rilevante considerato che tutti gli esperti hanno parlato di gravissimo pericolo di infiltrazioni in tutta l’isola legato alla presenza dei familiari e accoliti di questi personaggi”.

Lo ha appena denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili con un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e dell’Interno.

“Due anni fa – sostiene Pili - denunciai l’intenzione del ministero, in questi ultimi giorni il Ministero della Giustizia è passato dagli intenti ai fatti. Un’ipotesi che si è trasformata in drammatica realtà con agenti sottoposti a turni massacranti e a ranghi ridotti. A Massama-Oristano il terzo piano accoglie, dunque, 36 capimafia in regime di As-1 (Alta sicurezza 1) provenienti dal 41 bis con il quale erano stati ristretti fino al trasferimento in Sardegna. Sono quasi tutti capi mafia e criminali di altissima pericolosità – ha spiegato il deputato di Unidos. Si tratta dell’ennesimo trasferimento di detenuti eccellenti, dopo le omertose dichiarazioni e le smentite dei mesi scorsi dei dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Dichiarazioni false, smentite prima dal documento ufficiale del ministero della Giustizia, e poi dai fatti di questi giorni”. “Credo non serva altro – ha aggiunto Pili – per capire in quale considerazione sia tenuta la Sardegna da questo governo e dallo Stato in genere. Una scelta scellerata frutto di una visione perversa della nostra isola come luogo sicuro per i detenuti. Il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata è palese ed è paradossalmente evidenziato anche nelle circolari del ministero della Giustizia che, nell’istituire l’alta sicurezza, sostiene che il pericolo maggiore di questi detenuti sia proprio l’infiltrazione esterna al carcere. Così – ha concluso il deputato – si è trasformata la Sardegna in una vera e propria discarica mafiosa. Una situazione inaudita con la complicità e il silenzio gravissimo di tutte le istituzioni che ignorano e sottovalutano la pericolosità per questa nuova colonia mafiosa nell’isola, in un’oasi tranquilla come la provincia di Oristano».