PILI: I CONTI SHOCK DI ABBANOA, 700 MILIONI DI EURO DI CREDITI

UNIDOS AI SINDACI: FERMATE IL BILANCIO ABBANOA, MAZZATA PER I SARDI

ANCHE I NEONATI SECONDO IL BILANCIO DI ABBANOA DEVONO 450 EURO ALLA SOCIETÀ

“Fermate il bilancio di Abbanoa. Chi lo approva se ne assume la responsabilità sotto ogni punto di vista. Non è concepibile che una società per azioni possa continuare a scaricare sui sardi la sua pessima gestione imponendo veri e propri agguati alle tasche delle famiglie sarde. Basta solo un dato per comprendere quello che è scritto nel bilancio che verrà esaminato domani dall’assemblea dei sindaci: Abbanoa vanta crediti totali verso clienti ad inizio esercizio per 710.459.414,00 , mentre al 31.12.216 la cifra è pari a 704.478.811,00. Si tratta di una cifra di una gravità inaudita: qualsiasi SpA con un credito di queste proporzioni sarebbe stata messa sotto inchiesta e sicuramente il management cacciato via senza perdere troppo tempo. Stiamo parlando di 1.000 euro che ogni utente dovrebbe dare mediamente ad Abbanoa considerate le 712.000 utenze. Se prendiamo in esame la popolazione sarda di 1.600.000 abitanti, ciascuno di questi (neonati compresi) sarebbe debitore di circa € 450 verso Abbanoa. E’ impossibile sapere di che crediti si parli e se tra questi sono contemplati per esempio i truffaldini conguagli pregressi già abbondantemente dichiarati illegittimi e per i quali si attende l’ammissione della stessa class action proposta di Unidos. Non si può approvare un bilancio senza che venga chiarito di cosa stiamo parlando. Chiunque lo approva si assume una responsabilità grave verso i propri concittadini. Votare un bilancio senza sapere di che crediti si tratta e qual è il piano di riscossione è da folli. Ad oggi si ignora la stessa certificazione di questi crediti e della loro certezza, della liquidità e della loro effettiva esigibilità”.

Lo ha denunciato il deputato di Unidos alla vigilia dell’assemblea dei sindaci per l’approvazione del bilancio della Spa dell’acqua. Pili ha anche chiesto ai Sindaci di bloccare questo bilancio osceno che rischia di trasformarsi in un grande salasso ai danni dei sardi.

“Ci sono voci in questo bilancio che lasciano dubbi e perplessità rilevanti. Come si può determinare un fondo di svalutazione crediti per il 2016 di € 244.045.967, dicasi 244 milioni! Con il loro voto i Sindaci potrebbero avallare questa scandalosa gestione e nel contempo indebitare i cittadini Sardi con debiti non contratti o comunque non dovuti. Tutti elementi che lasciano dubbi sulla trasparenza di questo bilancio visto che la partecipazione al capitale sociale da parte della RAS è stato notevolmente incrementato di € 142 milioni di euro tra il 2013 e il 2014, altri 20 milioni nel 2015, 15 nel 2016 e ancora 10 da erogare nel 2017, nonostante un tale importo di crediti da esigere. La conseguenza è semplice: i sardi stanno pagando due volte lo stesso servizio, il più delle volte inadeguato”.

“ A questo – prosegue Pili - si aggiunge un elemento gravissimo che denuncio da tempo. Il ruolo dei comuni è stato cancellato da operazioni scellerate che hanno affidato alla Regione un ruolo illegale e illegittimo. Se la Società avesse riscosso questi crediti (poco credibili e dei quali comunque si attende la richiesta certificazione), i Comuni non avrebbero dovuto vedere diminuita in maniera unilaterale le loro quote azionarie, in favore della RAS, perdendo di fatto il controllo sull’azienda e trovandosi in una situazione (da tre anni a questa parte) di semplici spettatori. Il tutto in contrasto con quanto previsto dall'art. 149 bis del D.Lgs 152/2006, nonché dall'ordinamento europeo, che pongono in capo alle Amministrazioni Comunali la titolarità esclusiva del capitale sociale. E le decisioni di AGCM e ANAC sull'argomento sono evidentissime”.

“Il Collegio dei Sindaci revisori, l'Organismo di Vigilanza e l'Organismo di Revisione Contabile, devono pronunciarsi con chiarezza e assumersene fino in fondo la responsabilità sulla legittimità o meno di una votazione del bilancio di esercizio 2016 con oltre il 68% del capitale sociale in possesso della RAS, la quale non risulta essere nè il soggetto concedente, nè il soggetto cui il servizio idrico viene fornito. Siamo all’illegalità totale. Staremo a vedere chi coprirà questo misfatto già condannato dall’autorità per l’Anticorruzione e dalla stessa Autorità sulla concorrenza”.

“I Sindaci devono porre con forza la questione della Riscossione coattiva – ha proseguito Pili - mediante ruolo per capire i risultati dell’utilizzo di uno strumento altamente coercitivo e aggressivo nei confronti dell'utenza. Nella nota integrativa al bilancio emerge un livello inaudito di contenzioso. Abbanoa ha contro tutti, dagli utenti interni e a quelli esterni: Amministrazioni Comunali, EGAS, Associazioni dei Consumatori, dipendenti, RAS, Consorzi Industriali, Amministrazione Finanziaria, AGCM, AEEGSI. L'AGCM e la recente sentenza del Consiglio di Stato, hanno confermato che Abbanoa ha posto in essere, senza attenuanti, pratiche commerciali scorrette e aggressive nei confronti degli utenti infliggendo una sanzione di 680.000 euro. Non possono far pagare i cittadini, devono pagare i cosiddetti manager che hanno generato quella sanzione sommando anche i costi che l’azienda dovrà sostenere per rimediare alle pratiche commerciali scorrette utilizzate nei confronti degli utenti. Provvedimenti che vanno trasmessi alla corte dei conti”.

“ E poi c’è il grande bluff delle opere pubbliche. Ad ottobre 2014 l’Amministratore Unico Ramazzotti e l’ex Ass. ai LL.PP. Maninchedda, annunciavano in pompa magna il programma cosiddetto “sbocca cantieri”, con il quale si sarebbe abbattere la durata dell’iter burocratico da 900 gg. a 600 gg. Tutte balle. Questa diminuzione di un terzo dei tempi procedurali avrebbe dovuto riguardare 538 interventi, di cui:

179 cantieri in corso per 306 milioni di euro

51 appaltati da cantierare per 204 milioni di euro

37 in fase di progettazione per 145 milioni di euro

272 con progettazione da avviare per 148 milioni di euro

A quanto si può rilevare dal sito dal sito aziendale, - prosegue Pili - non avendo altre informazioni dirette, dal 2014 sono stati appaltati interventi di opere pubbliche per circa 70 milioni di euro, non si hanno notizie circa il loro cantieramento. A parte i proclami da osteria quei programmi sono rimasti bufale a buon mercato. In questa direzione considerato che alcuni degli stanziamenti risalgono a POT 2004/2006, sarebbe doveroso conoscere quale è stata la spesa sostenuta da ABBANOA per la progettazione delle opere, ovviamente dettagliando costi interni e costi di esternalizzazione dei servizi di ingegneria. Visto il continuo ricorso a professionisti esterni. Fermate questo scandalo, - ha concluso Pili - non fate pagare ai cittadini sardi il malgoverno di questi signori dell’acqua”.