PILI: OGNI QUERELA DI ONORATO È UNA MEDAGLIA

“L’annunciata querela, l’ennesima, di Onorato è per me una medaglia. Pensare di minacciarmi con un’azione giudiziaria non solo non mi fa retrocedere nella mia battaglia ma mi induce a perseverare contro l’arroganza di certi personaggi abituati a volteggiare da una Leopolda all’altra a suon di contributi con molti zeri. Un dato è certo: io combatto a viso aperto la Tirrenia, il suo sistema, almeno dal 1999. Sono stato l’unico a votare contro la svendita di Tirrenia, ho votato contro le indicazioni di maggioranza e di partito, senza timore alcuno anche a scapito della mia stessa carriera politica. Non mi sono mai venduto a nessuno e tantomeno mi sono fatto intimorire da certi personaggi che pensano alla Sardegna come una colonia da sfruttare magari per soli due mesi all’anno.

Ho sistematicamente denunciato non solo le elargizioni illegittime di contributi di Stato alla compagnia Tirrenia ma il mancato pagamento di quanto dovuto per la vendita della stessa compagnia, gli abusi nella gestione della continuità territoriale e soprattutto la vetustà delle navi in servizio da e per la Sardegna.

Questa querela consentirà finalmente ai giudici di conoscere fatti e atti di cui in molti dovranno rispondere.

Sono ben felice di poter spiegare davanti ad un tribunale le vessazioni e il sistema di Onorato e compagni, dalla Leopolda in poi, compresi i finanziamenti elargiti a piene mani a fondazioni politiche e non solo.

Ad Onorato è probabilmente dispiaciuto il fallimento della propria petizione sulla piattaforma Change.org che, nonostante sia partita 15 giorni prima della mia, è stata doppiata con quasi 55.000 firme contro il sistema Tirrenia.

L’arroganza di questo signorotto dei mari, abituato ad avere tutti ai suoi piedi, è tale da pensare che basti una querela per impedirmi di denunciare il mancato pagamento allo Stato di 180 milioni di euro per l’acquisto di Tirrenia.

Saranno magari giudici a sentire le centinaia di passeggeri a bordo dei traghetti rimasti allo sbando in mezzo al mare con il black out totale nel panico generale.

Ai giudici presenterò anche la comunicazione interna che ho pubblicato stamane dove il responsabile alberghiero di Tirrenia minaccia licenziamento a causa dell’assenza di pulizia e ordine sulla nave.

Concludo con una rassicurazione, sono nulla tenente e pretendere 20 milioni di euro dal sottoscritto è pari alla remota possibilità di veder cancellato il proprio debito.

La minaccia di chiedermi 20 milioni di euro di danni non l’avrebbe pensata nemmeno Totò, del resto ognuno vive con i propri sogni compreso quello di veder sparire con una querela il proprio profondo rosso.

Se un giorno i Sardi dovessero decidere di chiedere i danni ad Onorato e soci non basterà l’intera dinastia per poterli pagare”.

L’ha dichiarato poc’anzi il leader di Unidos Mauro Pili replicando all’annunciata querela da parte del gruppo Tirrenia – Onorato.

“In riferimento a presunti sostegni alla mia petizione sono ben lieto di comunicare che tra miei sostenitori ci sono 55.000 liberi cittadini che in 20 giorni hanno firmato a viso aperto una mobilitazione senza precedenti per revocare una delle più grandi truffe ai danni dello Stato e della Sardegna. Nella mia vita politica e personale – ha concluso Pili - ho sempre combattuto in prima persona, senza secondi fini, con l’unico obiettivo di difendere la mia terra e il popolo sardo e non sarà di certo “mascalzone latino” a farmi desistere”.