PILI: FERMA LA SPESA AGRICOLA, CENTINAIA DI MILIONI BLOCCATI

LA BUROCRAZIA REGIONALE E STATALE STA METTENDO IN GINOCCHIO L’AGROPASTORIZIA

DAI DATI DELLE MISURE DEL PIANO DELLO SVILUPPO RURALE: SPESO SOLO IL 7%

“Centinaia di milioni di euro fermi, bloccati da una burocrazia che costa a sua volta centinaia di milioni di euro con enti e società. Un dispiegamento milionario costosissimo che ha l’unico primato di bloccare tutto. Procedure studiate appositamente per complicare la vita al mondo delle campagne e soprattutto per rendere la burocrazia, a partire da quella che il ministero ha appaltato a società amiche, elemento centrale nella gestione del piano di sviluppo rurale della Sardegna. Le misure più importanti del piano 2014-2020 sono totalmente ferme. A mettere nero su bianco la realtà della spesa bloccata sono i tabulati tenuti segreti del riepilogo dei pagamenti emessi per misura e sottomisura. Il documento riservato è dell’organismo pagatore Agea, datato 22 gennaio. Si tratta di centinaia di milioni di euro fermi, che per cavilli, scuse di ogni genere, certificati antimafia, burocrazia romana e negligenze a tutti i livelli rischia di mandare gambe all’aria il già devastato settore agricolo. Su un miliardo e 308 milioni della spesa prevista per il 2014-2020 ad oggi sono stati spesi appena 92 milioni, appena il 7%”. Lo ha denunciato stamane il leader di Unidos Mauro Pili divulgando i dati della spesa del piano di sviluppo rurale dai quali emerge una situazione devastante. Pili ha anche presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo di rimuovere con urgenza e senza ulteriori inganni i limiti alla spesa di quei fondi.
“La prima misura nel tabulato è attribuita al sostegno ad investimenti nelle aziende agricole: misura 4.1. In questo caso a disposizione ci sono secondo il programma 259 milioni di euro da spendere per il periodo 2014-2020. Ad oggi la spesa di quei fondi secondo i tabulati è a zero! L’unica tabella è quella dei trascinamenti con una spesa di 21 milioni. Si tratta di fondi vecchi, della precedente programmazione 2007-2013. Del nuovo Piano di sviluppo regionale non risulta speso ed erogato nemmeno un euro! Altra botta al mondo agricolo arriva dalla misura 10 - Pagamenti agro-climatico-ambientali dove risultano stanziati 163 milioni. Anche in questo caso zero spesa! Risultano spesi solo 43 milioni tutti provenienti da trascinamenti della precedente programmazione 2007-2013. Dei 7.453 beneficiari nessuno ha ricevuto annualità 2014-2020. La misura 11 dell’agricoltura biologica con 78 milioni di euro disponibili ha speso un milione di euro con 2.120 destinatari. Le uniche risorse spese riguardano la misura 13 - Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici. Su 230.000.000 risultano spesi ed erogati 70 milioni di euro a fronte di 29.514 beneficiari. Ferma al palo sostanzialmente una delle misure che ha visto la massima mobilitazione dei pastori sardi, quella relativa al benessere animale, misura 14. A fronte di 225 milioni di euro risultano spesi solo 20 milioni di euro, mentre 32 risultano erogati con effetto trascinamento dalla precedente programmazione. Si tratta di un risultato devastante che di questo passo non solo comporterà un danno incommensurabile per il mondo delle campagne ma che rischia di avere ripercussioni devastanti sulla spesa europea. La mancata spesa ha sempre avuto gravi ripercussioni negli stanziamenti futuri e l’incapacità di spesa odierna rischia di avere effetti diretti nella futura programmazione. Chi non è in grado di spendere oggi, rischia di essere tagliato dai nuovi fondi domani. Tutto questo sta avvenendo nonostante già un anno fa avessi pubblicamente denunciato questi ritardi gravissimi. Si continua nella consunta divulgazione di notizie tranquillizzanti che hanno l’effetto della presa in giro reiterata visto che il mondo delle campagne da nord a sud dell’isola non ha percepito il minimo segnale positivo. Un disastro – ha concluso Pili - diretta conseguenza di una giunta regionale incapace e di un governo sempre proteso ad inutili e vergognose promesse preelettorali sempre naufragate il giorno dopo. Serve una reazione forte e non tarderà ad arrivare”.