LA FINE DEL PORTO CANALE, BOMBA DI GAS E ARIA FRITTA

Diciamo le cose come stanno: mettere un rigassificatore dentro un porto canale è come far entrare un elefante in un negozio di cristalleria!

Incompatibili. Lo capirebbe chiunque che l'operazione che si sta mettendo in campo ha un solo obiettivo, tentare di rimpiazzare la chiusura del Porto Canale con una funzione impropria, pericolosa e per nulla strategica.

Cancella centinaia di posti di lavoro e non ne creerà alcuno!

Tutto questo con la complicità di molti, dal comune di Cagliari alla Regione.

Non conta niente, nell'uno nell'altra.

Basti pensare che il Comune di Cagliari (Zedda) ha trasmesso come osservazione al progetto la petizione dei cittadini chiedendo con mezza paginetta l'individuazione di un sito alternativo.

Osservazione cestinata. Niente all'orizzonte con la nuova giunta comunale, succube evidentemente, anch'essa alle logiche delle coop rosse, e poco o per niente preoccupata dalla vicinanza della bomba all'asse urbano.

Affermare che tanto il progetto è già approvato è da dilettanti allo sbaraglio. Il progetto può e deve essere bloccato. Altrimenti si è complici!

La Regione, invece, ha fatto mandare da un dirigente una nota in cui sostiene che il progetto non rientra nei piani regionali e che pertanto deve essere sospesa la valutazione.

Cestinata! Non contano niente e sopratutto sono complici.

E poi ci sono le parti politiche. Il progetto è stato approvato dalla commissione di valutazione ambientale del ministero retto da un cinque stelle, tale Costa.

E' lui l'artefice di questa approvazione! Il progetto deve ancora passare al vaglio del ministero dello sviluppo economico, forse Di Maio. Dipende da quel che succederà nelle prossime giornate. Di certo ci sono le complicità di ieri e di oggi.

Ma è giusto che si dicano le cose come stanno.

Il progetto del gassificatore è totalmente incompatibile con il Porto Canale di Cagliari, non solo perchè costituisce una bomba ciclopica alle porte di Cagliari.

In questi giorni, confrontandomi con i massimi esperti del settore a livello internazionale,ho chiesto loro di esprimere una valutazione meramente tecnica sul progetto del gassificatore all'interno del porto canale.

Sintetizzo la posizione.

Un rigassificatore ha due componenti l'opera di presa a mare e l'impianto di lavorazione a terra.

Come per le raffinerie e gli impianti di stoccaggio petroli le due componenti devono essere il più possibile distinte per questioni di sicurezza e di disaster recovery.

Un secondo elemento è che la natura del business richiede il più possibile la separazione di questi impianti dalle operazioni commerciali portuali.

Nel MONDO non vi sono esempi di nuovi progetti inseriti dentro un porto commerciale.

Mettere il rigassificatore dentro il porto canale vuol dire pregiudicare l'operativita di qualsiasi attività portuale confinante, tanto più se si tratta di contenitori o navi ro-ro.

Questo perchè una LNG (Liquefied Natural Gas) è una potenziale bomba che mal si coniuga con manovre portuali di altre navi.

Sarebbe come voler mettere una fabbrica di fuochi d artificio in piazza Yenne oppure un termovalorizzatore dentro un centro commerciale!

Domanda: ma non è che il porto canale sia stato fatto morire per poter far sembrare il progetto del rigassificatore opportunamente tenuto nel cassetto come la nuova ancora di salvezza?

Tutti dormono o stanno in silenzio. Non sono distratti, sono complici.