Sull'incendio disastro di Portotorres e su quel precedente inquietante nella stessa fabbrica vorrei dire:

1) sarà la magistratura a fare chiarezza su quanto è successo, sulle cause, sulle responsabilità, sull'eventuale dolo, sulle autorizzazioni e sulla catena dei rischi

2) i vigili del fuoco hanno svolto come sempre, mattina sera e notte, un lavoro rischioso e incessante per evitare il peggio. Sempre eroi!

3) la catena dell'allarme è stata confusa e ondivaga. Basta rileggere la sequenza delle comunicazioni di sindaco e arpas. Dal barricatevi in casa al non uscire, dall'uscire ma niente concerti, dal tutto a posto il vento è cambiato al ribarricatevi in casa!

4) è evidente che le precauzioni in questi casi devono essere massime e non ci può essere nessun tentennamento proprio perchè nessuno sapeva cosa conteneva quel capannone e sopratutto cosa stesse bruciando;

5) si tratta di polveri, potenziali nanoparticelle, di elementi inquinanti che posso provocare anche a distanza di anni ripercussioni gravissime sulla salute dell'uomo e del territorio

6) far entrare quelle sostanze nella catena alimentare o nel circuito naturale significa attentare alla salute pubblica

7) come è stato possibile che in quel capannone ci fossero sostanze pericolose, persino autorizzate in quantità di 500 tonnellate, e un incendio si sia potuto sprigionare con quella violenza senza che ci fossero le minime precauzioni automatiche?

8) l'autorizzazione per lo stoccaggio di quelle sostanze aveva valutato tutta la catena del rischio e dei pericoli?

9) e poi perchè non dire che c'erano stati dei precedenti di cui ancor oggi si tace senza porsi il problema che la lezione deve insegnare qualcosa?

10) nessuno se lo ricorda quel precedente della stessa fabbrica?

11) ve lo ricordo io! con la cronaca della Nuova Sardegna:

23 agosto 2001 - La Nuova Sardegna

"Dopo l'incendio ecco il sequestro Sigilli al capannone della Inversol (deposito di vernici)

PORTO TORRES. Capannone sotto sequestro. Botti e fiamme hanno allertato ieri pomeriggio, intorno alle 16,30, il servizio di sicurezza dello stabilimento Enichem che solo quando è arrivato con i suoi mezzi sul posto si è reso conto che in fumo stava andando un capannone separato dello stabilimento da una rete di recinzione, dove la «Inversol Italia» produce vernici, la «Inversol ecologia» che invece li raccoglie da mezza Sardegna e la «Sardaver» che molto probabilmente ha il compito di immagazzinarli. Proprio il tipo di lavorazione ha fatto scattare l'allarme rosso con i Vigili del fuoco che sono intervenuti con ben quattro unità, due da Porto Torres e altrettante da Sassari e che si sono aggiunti agli uomini del servizio antincendio dell'Enichem. Il Presidio Multizonale di Prevenzione della Asl 1 ha provveduto con il suo personale (era presente il direttore De Luca e il responsabile della sezione inquinamento ambientale, Furesi) alla verifica in aria di eventuale presenza di veleni della serie aromatica e acrilica ed altri, tipici della lavorazione, ma anche di metalli. Cosa certa è che il Pm presso la Procura della Repubblica di Sassari, Andrea Garau, ha posto sotto sequestro il capannone dove oltre a una grande quantità di prodotti altamente tossici e nocivi è stata rinvenuta una Fiat Uno appena riverniciata e prodotti provenienti dalla Cina. Praticamente inesistente l'impianto elettrico mentre risultava e fuori servizio quello antincendi. (A.B.)

12) stesso incendio, analogo, come 18 anni fa! Modalità analoghe, stessi mezzi, stessi rischi! com'è possibile che in una fabbrica deposito così delicati dopo 18 anni possa verificarsi la stessa funesta devastazione ambientale!

13) la magistratura farà chiarezza!

14) un dato è certo anche in queste ore c'è chi, servo tra i servi, cerca di minimizzare lo scampato pericolo, cerca di giustificare, cerca di emettere sentenze di assoluzione senza averne titolo e senza disporre dei minimi elementi

15) cosa c'era dentro quel capannone e perchè ha preso fuoco alle 5 del mattino? tutto il resto sono chiacchiere da bar!