PREFETTI, SINDACI E SUPREMAZIA DI STATO - 1000 MIGRANTI VERSO IGLESIAS

La prima volta che indossai la fascia da Sindaco avevo appena compiuto 27 anni. Ricevetti le chiavi del Municipio il 7 dicembre del 1993 da un Prefetto, o meglio da un commissario prefettizio. Un gentiluomo d'altri tempi, sardo e cortese. Di prefetti non ne vidi più per molto tempo, sino a quando un giorno ricevetti una missiva prefettizia: la S.V. è convocata in Piazza Palazzo per la vicenda relativa al retablo della chiesa di San Francesco.

Tra i destinatari dell'annosa convocazione tutto lo scibile di Stato, soprintendenti, carabinieri delle belle arti ect...

Mi accusavano di furto. Furto di un retablo! In realtà mi ero rifiutato di "restituire" il magnifico affresco del Mainas alla Soprintendente di Stato che affermava di esserne la depositaria. Del resto anche Totò sosteneva di essere proprietario del Colosseo.

Ascoltai le arringhe degli uomini e delle donne di Stato. Quel retablo, era la sostanza dei loro ragionamenti, è di proprietà dello Stato e deve ritornare nella pinacoteca di Cagliari.

Roba da non credere. Il retablo era stato affrescato dal Mainas per la chiesa di San Francesco di Iglesias e ora un funzionario di Stato pretendeva di farlo diventare orpello nella pinacoteca di casa sua.

Non mi scomposi più di tanto. Replicai: il Retablo è e resta al suo posto. Se avete il coraggio portatelo via con la forza. Ringraziai il Prefetto per la cortese convocazione e salutai.

Il Retablo ancor oggi è lì, dove lo riportai 70 anni dopo il furto di Stato.

Il Giubileo della Misericordia volge al termine, invoco la clemenza perchè non sia avara nei miei confronti, se non altro confido nell'assoluzione postuma almeno dei Frati minori conventuali corresponsabili del furto.

Non ho mai amato le cerimonie da salamelecchi e cortesi sorrisi di circostanza! Quando ho potuto ho evitato!

Dunque, a parte il Retablo, non ho molta frequentazione con il Palazzo Viceregio. Anzi, da quando i Prefetti sono tutti continentali non ci passo proprio.

L'ultimo che mandai a quel paese fu quello che voleva chiudere lo stadio di Is Arenas per la partita del Cagliari con il Milan. Roba da attentato all'ordine pubblico. Anche in quel caso la stoltezza di Stato dovette cedere il passo. E la partita si giocò.

Ora, a distanza di molti anni, mi ritrovo ad incrociare per le vie di Iglesias un Prefetto di Stato.

Una sorta di Viceré, fattosi agente immobiliare, che vaga alla ricerca di immobili per soddisfare l'ingordigia delle coop rosse e degli amici di renzi e compagni.

Le solite fonti ben informate, quelle che hanno le carte in mano, suggeriscono che il prefetto di Cagliari avrebbe sulla sua scrivania un dossier Iglesias!

I ben informati ammettono: ci sono stati i sopralluoghi e i vertici della prefettura hanno visionato 4 immobili nella città mineraria.

L'Ospedale Pediatrico F.lli Crobu, chiuso da una nefasta gestione della sanità sarda, l'ex istituto tecnico E.Fermi, in piazza Collegio, la monumentale Casa Serena a Serra Perdosa e il carcere, anch'esso chiuso per negligenza di Stato in loc. Sa Stoia.

Una botta da non meno di mille migranti. Tutti destinazione Iglesias!

Conosco i quattro immobili come le mie tasche, dagli scantinati ai tetti.

Strutture per le quali ho fatto guerre sante per tenerle in piena efficienza e non lasciarle nelle mani del degrado assoluto.

L'ospedale F.lli Crobu era un fiore all'occhiello della sanità a livello nazionale, l'80% dei bambini in cura proveniva da altre asl sarde e italiane.

Lo hanno chiuso per favorire lobby sanitarie e cancellare un'eccellenza.

Per non parlare di Casa Serena, un vero gioiello di accoglienza per anziani. Ridotto allo stremo da una gestione incompetente e inconsistente.

Tralascio il Fermi, la mia scuola. Spazio straordinario nel cuore della città, per la cultura e non per ghetti a buon mercato.

Del carcere ho già detto tempo fa.

Mi resta un dubbio: chi ha accompagnato la carovana prefettizia in questi sopralluoghi?

Il Sindaco è stato informato? E quale è stata la sua posizione?

Mi informerò! Per adesso mi limito ad affermare in linea di principio la mia totale contrarietà, non per partito preso, ma per lucida razionalità.

Queste strutture sono destinate a trasformarsi in ghetti! Incontrollabili e ingestibili. L'esatto contrario dell'accoglienza.

Oso sperare che giunga una ferma presa di posizione delle autorità locali. E' irresponsabile e da ignavi consentire un simile abuso di potere da parte di un Prefetto o di un ministro.

Abbiate il coraggio e la determinazione di respingere con garbo questa imposizione di Stato.

Quelle strutture devono essere valorizzate non trasformate in ghetti!

Un Sindaco nella propria città ha molto più potere di un Prefetto. Ha il mandato popolare, che vale molto di più di una qualsiasi imposizione!

A meno che il 4 dicembre non si approvi la schiforma costituzionale: in quel caso scatterebbe la clausola di supremazia nazionale.

Tradotto: se vince il Sì quegli stabili, come tanti altri ovunque, diventeranno ghetti di Stato in virtù di un presunto interesse supremo nazionale.

Farò la guerra in ogni caso. Ma meglio prevenire: voto No!