QUEL CAPODANNO A PORTOTORRES SALTO' IN ARIA LA GASIERA, IL DISASTRO ANNUNCIATO

E' bene non dimenticare, onde evitare l'annosa piaga del non sapevo o non ricordavo.

Si sappia, sin d'oggi, che tutti coloro che resteranno inermi e inetti dinanzi a questo scellerato progetto ne saranno responsabili per sempre.

Complici e artefici di una decisione folle per il futuro del porto canale e per la sicurezza della città capitale della Sardegna.n questi giorni leggo di strenui difensori della bomba a gas che vogliono realizzare dentro Cagliari, all'interno del porto canale

Ho già scritto sul piano tecnico e strategico la follia di tale progetto

Ora mi soffermo sulla memoria sopita.

Qualcuno ha detto che incidenti sono impossibili!

Siamo nel campo della stoltezza che si concatena all'imbecillità

Quella che pubblico è la storia di una delle tragedie più gravi legate a navi gasiere e terminali di scarico. E' il gennaio del 2004. Capodanno!"

L'incidente dall'altro capo del mondo? No, a Portotorres, con morti e distruzione.

Solo un miracolo ha evitato il peggio.

ecco la cronaca di allora del quotidiano sardo l'Unione Sarda

"Il primo gennaio 2004 la Sardegna si sveglia con la notizia dell'esplosione di una gasiera a Porto Torres, la Panam Serena che, con 15 marinai a bordo.

Uno di loro muore nell'incidente.

La nave gasiera Panam Serena, battente bandiera delle Bahamas, è ancorata a un pontile e sta scaricando benzene, destinato al vicino polo industriale Enichem.

All’improvviso avviene un'esplosione, poi uno squarcio nella fiancata. Il fuoco avvolge lo scafo e si sprigionano fiamme alte decine di metri e una densa nube di fumo nero si innalza nel cielo.

Il vento di maestrale prima spinge il fumo verso Alghero, poi verso Sassari, a quasi 20 chilometri di distanza, dove si avverte il boato.

Tredici dei quindici marittimi imbarcati nelle città delle repubbliche baltiche si salvano a nuoto o scappando su una scialuppa.

Tragedia per due di loro, un ucraino e un lettone: uno è morto, l’altro è disperso.

Il comandante marittimo della Sardegna Antonio Camboni decide la chiusura dello scalo di Porto Torres, mentre le navi da e per Genova vengono dirottate a Olbia".

Quella stessa tragedia è riportata nella mia osservazione/opposizione al ministero dell'ambiente.

Il silenzio assoluto. Il dio denaro non ammette sicurezza.

Ecco una delle parti dell'osservazione/opposizione tratta dall'opposizione presentata da Mauro Pili al progetto di rigassificatore al porto canale di Cagliari, praticamente dentro la città.

"Il 1° gennaio 2004 incidente rilevante si verificò a bordo della M/T cisterna Panam Serena, battente bandiera delle Bahamas, che stava ultimando le operazioni di scarico di benzine leggere presso la piattaforma “B”, attracco n.18, del pontile Syndial di Porto Torres.

Allo stesso pontile era attraccata in quel preciso momento, all’ormeggio n.13, una petroliera dell’Agip (non ancora in fase di scarico) che è stata prontamente allontanata.

Al molo ASI, 500 metri ad est, erano attraccati anche i traghetti Tirrenia e Grimaldi (della linea Porto Torres - Genova), fortunatamente senza passeggeri a bordo, che sono stati subito portati in rada. La capitaneria di porto ha disposto la chiusura del porto a qualsiasi attività di navigazione e commerciale;

Tutti incidenti non presi in considerazione dalla casistica progettuale e gestionale dei porti che si sono, invece, generando nel primo caso, Moby Prince, la più grande tragedia del mare in Italia e nel secondo caso, Porto Torres, rischiando una tragedia di dimensioni anche più gravi;

Tale valutazione della promiscuità industriale tra diverse funzioni portuali risulta non solo non presa in considerazione ma appare volutamente sottaciuta e ignorata;

Va, inoltre, rilevata la superficialità progettuale laddove si evidenzia che “Il valore dell’altezza delle onde secondarie generate dal transito della nave, dipende principalmente dalle caratteristiche dell’imbarcazione, dalla profondità del fondale e dalla velocità di spostamento dell’imbarcazione. La sua valutazione teorica è comunque, in generale, caratterizzata da un certo grado di incertezza e di solito la si associa a valutazioni sperimentali (misure in campo, modelli fisici, ecc.);

Elementi che confermano l’indeterminatezza di un vero e credibile piano di sicurezza interno ed esterno al porto;