SARDEGNA, REFERENDUM & SCORIE NUCLEARI - IO VOTO NO

Voglio essere chiaro come non mai: il 17 prossimo Renzi viene a prendere per il culo i Sardi.

Lo agevolano in questo drammatico assalto finale alla Sardegna l'inesistente e servile presidente della regione e il prono e inutile sindaco di Cagliari.

Tutte e due svendono la nostra terra a questo cialtrone di Stato in cambio di quattro denari inesistenti e millantati e che se avesse non ci darebbe mai.

Io non lo farei nemmeno entrare in terra di Sardegna.

Questa volta insieme alla scorta di centinaia di uomini delle forze dell'ordine, sottratte all'ordine pubblico, il giullare fiorentino ha chiesto di aggiungere anche 226 uomini e donne della protezione civile.

Il solito megalomane, lo stesso che sosteneva che la sua scorta sarebbero stati i cittadini.

In realtà sbarca in Sardegna con un solo obiettivo, recuperare voti per il fronte del si. E lo può fare solo imbrogliando!

I sondaggi gli hanno descritto uno scenario catastrofico in Sardegna, il niente di Pigliaru sommato al sotto zero di Deiana hanno l'effetto peggiore di un terremoto sopra la soglia di rischio.

Danni senza precedenti, distrutti alberghi, economia parallela rasa al suolo, senza tetto in ogni angolo di strada, gli unici turisti che si concedono lunghe sieste nelle piazze di Sardegna anzichè pagare vengono pagati dallo Stato.

Dunque per renzi e compagni bisogna tentare la carta dell'ennesimo grande imbroglio.

Un altro patto! Dopo quello inconsistente e farlocco per la Sardegna adesso alla vigilia del referendum si inventano il patto per Cagliari, che firmeranno in pompa e in magna, insieme ai cinesi compratori della zona franca e dell'aeroporto di Cagliari.

Soldi triti e ritriti. Soldi dei sardi spacciati per risorse dello Stato con due soggetti, Presidente della regione e Sindaco, incapaci di levare una sola parola di verità.

Staranno zitti e servi, come gli conviene!

Non possiamo stare zitti noi.

I sardi liberi hanno il dovere morale di dire quello che sta avvenendo e reagire.

Il bavaglio che cercano di metterci lo strapperemo con la forza delle idee e l'orgoglio di un popolo che non può stare inerme.

Voglio essere chiaro. La scampagnata di Renzie è un atto grave perchè rappresenta l'ennesimo tentativo di comprare i Sardi in cambio di un voto che condannerebbe per sempre la Sardegna alla sottomissione e alle imposizioni di stato.

L'ho spiegato più volte: questa riforma impone anche per la Sardegna la clausola di supremazia nazionale, art.117 comma 4. Ovvero, il governo decide di imporre e imporrà quello che vuole. Un articolo e un comma studiato appositamente per scavalcare e schiacciare la già modesta specialità della Sardegna.

I progetti per l'isola sono già sul tappeto: deposito unico delle scorie nucleari, migliaia di ettari agricoli espropriati e occupati da distese di pannelli solari di faccendieri e compagnetti di partito. E poi le perforazioni petrolifere, i rigassificatori delle coop rosse sulle coste, ect.

A questo si aggiunge che la Sardegna non potrà avere, come hanno spiegato i costituzionalisti, nessun rappresentante al Senato. Questo comporterà obbligatoriamente la modifica dello Statuto con la conseguenze che la regione sarda perderà tutte le flebili prerogative autonomistiche e speciali, dal governo dell'ambiente allo stesso paesaggio.

Emilio Lussu, parlando alla Camera dello Statuto Sardo, disse: appartiene alla famiglia dei felini, ma al cospetto di quello siciliano che è un leone, quello sardo è un gatto.

Con Pigliaru e Renzi diventerebbe un topo.

Dunque, non c'è tempo da perdere!

Personalmente sento il dovere morale ed etico di non lasciare niente di intentato per fermare quest'orda barbarica di compagnetti che hanno scambiato la Sardegna per terra di conquista.

Arriverà Renzi e noi, Sardi liberi, lo accoglieremo come si conviene ai nemici, con gli onori che si riservano agli impostori.

Dovremo fare una campagna di popolo, passa parola e porta a porta, ben sapendo che cercheranno in tutti i modi di metterci il bavaglio.

Per quanto mi riguarda da questo fine settimana sarò nei luoghi più esposti all'invasione di affaristi e cialtroni di palazzo, da Decimoputzu a Gonnosfanadiga, da Ottana a Porto Torres, passando per il Sulcis e le servitù militari. 100 piazze dall'entroterra alle coste.

Ognuno di noi ha il dovere di elevare il proprio orgoglio, farlo sentire forte e chiaro coinvolgendo più sardi possibili in questa sfida.

Non consentiamo ad un gruppetto di faccendieri di vendere la Sardegna a cinesi o arabi, non consentiamogli di trasformare la nostra terra in una terra di conquista.

Siamo giunti ad un punto di non ritorno, serve reagire. Il 4 dicembre ognuno di noi deve urlare un No forte e chiaro alle scorie nucleari, alle imposizioni di Stato, all'arroganza di poteri forti che vogliono mettere le mani sulla Sardegna.

Una sfida di libertà per il Popolo Sardo! Chi non c'è sta dall'altra parte, da quella dei nemici della Sardegna.