SANITA' SARDA, ARRIVA MISTER "EL CULO SU DO SCAGNI"

UN VENETO A GOVERNARE LA SARDEGNA, 60 GIORNI PER APPROVARE LA RIFORMA SANITARIA E LA LEGGE ISTITUTIVA DELLA ASL UNICA

Mi perdoneranno i cultori della buonagrazia se userò, per uno solo attimo, lo stesso stile letterario gretto dei nuovi padroni padani.

Userò l'artifizio delle parole nude e crude per evitare di non essere compreso ed evitare l'annosa piaga del non sapevo.

In tanti, in questa povera terra di Sardegna, hanno da tempo intrapreso l'audace indole a farsi prendere perennemente per il culo da chi arringa le genti sarde con fraseggi da trogloditi o da polentoni fattisi filosofi.

La designazione del nuovo manager della Sanità sarda arriva nel primo giorno utile dell'infernale agosto.

Nella speranza dell'ardore estivo, quando la maggior parte dei sardi è riversa nelle rigogliose tenute costiere della fu terra di Sardegna, la giunta regionale sardo-padana ha fatto la sua scelta per guidare la salute dei sardo-sudditi: un signorotto di Brendola che comanda, si dice la sanità veneta dal Canal Grande sino al Pò.

I compaesani del malvenuto hanno già sentenziato il suo modus operandi con un irriverente "Tegnìr el culo su do scagni".

Oso soffermarmi su cotanto "culo" e su cotanti "scagni" non per irriverente ironia ma per significarne l'eterna cialtroneria.

Non userò il curriculum di siffatto manager fattosi tale nelle caserme militari di non so dove per demolire l'ennesima scelta subalterna.
Del resto, ormai è chiaro, in quel di viale Trento si dipende in tutto e per tutto dalle centrali padane, una volta sui Navigli e l'altra sul Canal Grande.

Sarebbe troppo facile richiamare la causa pendente davanti alla Corte dei Conti sui famigerati titoli del malcapitato manager de "el culo su do scagni".

E' fin troppo evidente, però, che se dovesse risultar vero che il doge padano, giunto in Sardegna non certo per puro caso, non avesse avuto i titoli per accedere alla guida della sanità veneta crollerebbero in un attimo tutti gli atti che oserebbe semmai firmare anche in terra sarda.

Non voglio rinvangare l'uso improprio di auto, di incontri privati in pubblico hotel o di incidenti con periti troppo di parte. Ne parlano le cronache e non mi interessano più di tanto.

Mi interessa, invece, approfondire l'arte eccelsa e inconfessabile de "el culo su do scagni"!

Questo signore, che dal primo di agosto è il nuovo capo della sanità sarda, nominato dai padani alla guida della tormentata salute del popolo sardo, è, infatti, nel contempo anche capo della sanità veneta.

Addirittura segretario generale!

Or dunque, se non fosse per il gran culo, come potrebbe questo pasdaran di Alberto da Giussano occuparsi della salute sul Canal Grande e contemporaneamente di quella sulle arse rive del fiume Tirso?

Son forse uguali le rive del Po con quelle del Flumendosa?

Ecco! Non ci vuole uno scienziato per capire che l'operazione de "el culo su do scagni" nasconde ben altro.

Qualche insigne cultore della sodomizzazione perenne insiste sulla tesi: ma se è bravo, se è capace, se porta efficienza che problema c'è?

Il problema è semplice, basta non essere cultori della sottomissione a tutti i costi!

Il comunicato della giunta regionale che designa "el culo su do scagni" è chiaro e recita testualmente: "Nel corso della riunione, su proposta dell’assessore della Sanità, Mario Nieddu, la Giunta regionale ha nominato, per un periodo di 60 giorni, commissario straordinario dell’ATS, Azienda per la tutela della salute, il dott. Domenico Mantoan, regolarmente inserito nell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina, che ricoprirà l’incarico per il tempo strettamente necessario all’approvazione della riforma del sistema sanitario regionale e in particolare della legge istitutiva dell’Azienda unica, e comunque per un massimo di sessanta giorni".

Basterebbe questo comunicato ufficiale, per un normale cervello senza enfasi e senza sussulti, per comprendere che l'operazione di colonizzazione è compiuta, senza alcun alleviatore del dolore!

Questo signore, "el culo su do scagni", viene dunque qui in terra sarda per imporre in 60 giorni, dicasi sessanta, la riforma del sistema sanitario e la legge istitutiva dell'azienda unica.

Posto che non ho mai visto il consiglio regionale lavorare né ad agosto e tantomeno a settembre è evidente che l'operazione sanità sarda sarà gestita oltre Tirreno, conti alla mano, accetta e motosega, tagli e chiusure, per evitare che la Sardegna costi troppo!

Per evitare soprattutto di essere un problema per la spesa storica, quella che il doge Zaia e il bauscia Fontana vorrebbero utilizzare a piene per farsi attribuire i fondi per la loro già ricca sanità!

Il gioco è semplice: ci mandano "el culo su do scagni" che taglia e chiude, dimostra che la sanità sarda può vivere con pochi soldi e che niente ha da pretendere. E il gioco è fatto: tolgono servizi alla Sardegna e li migliorano ancor più nel Veneto!

Una partita di giro per colonizzare, nel vero senso della parola!

A qualche suddito che si erge a difensore di questa nefasta scelta e contesta la definizione coloniale oso dire semplicemente: sei un cretino, se non lo sai informati!

Secondo voi "el culo" viene in Sardegna per rovinarsi il ferragosto?

E' possibile che sia venuto in questa sonnacchiosa terra per un alto gesto altruista al servizio di noi poveri sardi, per aiutarci?

Suvvia, svegliatevi!

Questo signore è uno che non ha saputo nemmeno programmare la gestione dei medici in una delle regioni più ricche d'Europa.

Gli mancano 1300 medici.

E' vero, mancano in tutta Italia. Ma una regione che si dice all'avanguardia nella sanità programma per tempo con le università, pianifica il turn over, gestisce le entrate e le uscite. E invece stanno facendo arrivare i medici dalla Bosnia, dalla Croazia, dalla Polonia!

E sapete cosa propone "el culo du do scagni" per recuperare medici un pò di qua e un po di là? Pagheremo stipendi più alti ai medici che vengono a lavorare nella sanità del Veneto.

Ma bravo! Complimenti! Uno scienziato. Il ricco che paga i medici con i dollari tra i denti, magari togliendoli a chi non ha nemmeno lire per piangere!

Ovvio, viene in Sardegna per le vacanze, taglia e fa risparmiare un pò di soldi alla sanità sarda, sulla pelle dei cittadini, ovviamente, e magari dei medici, abbassa le pretese della Sardegna e lui si spara il maxi stipendio per i medici veneti!

Ma non è finito, c'è poi il vizietto della sanità privata!

Le argomentate prolusioni riportate in rete ricordano a noi poveri affezionati della sanità pubblica, diritto per tutti e non per i ricchi, che "el culo su do scagni" ritiene la sanità privata fondamentale, da incrementare in lungo e in largo!

Bene, magari nel giro perlustrativo ferragostano, si potrà assistere alla stessa scenetta di sinistra memoria.

Qualche struttura prefallimentare, qualcun'altra privatizzabile, un facoltoso acquirente polentone e il gioco è fatto!

Dirindin del resto fece la stessa cosa, arrivò dall'altra sponda del Pò, consentendo in lungo e in largo l'approdo nella sanità sarda delle coop rosse e non solo!

Eccoci, il gran ritorno del déjà vu dell'eterna colonizzazione economica, culturale e politica della Sardegna.

Non lamentatevi, poi, che nessuno ve lo aveva detto!

Non fate riecheggiare l'antico adagio non c'è limite al peggio!

La Sardegna ha una sua dimensione, ha una sua conformazione sociale e antropica. La sanità qui costa di più perchè siamo in un'isola, perchè siamo un milione e seicentocinquamila abitanti, viviamo più a lungo e in un territorio vastissimo e senza strade.

Costi che lo Stato deve compensare, aggiungendo e non tagliando, riequilibrando non regalando!

Sia chiaro: non ci sarà mai il polentone o il bauscia di turno, bravo o non bravo che sia, in grado di capire cosa sia l'ospedale di Isili o Ghilarza, Muravera o Thiesi, cosa significa la Barbagia di Seulo, il Mandrolisai o l'entroterra dell'Ogliastra o del Barigadu, il Gergei o il Meilogu!

Non sono toponimi, sono comunità, senza strade e senza servizi! Che hanno diritto a dignità e rispetto.

"El culo su do scagni" di loro se ne fotte!

L'hanno mandato qui per una missione chiara, come quella di Moirano e Dirindin, per chiudere e tagliare.

Un servizietto estivo per riempire la pancia al nord e rendere sempre più povera la nostra terra!

E se credete agli asini che volano, fate pure.