SARDEGNA AL BUIO, CI COLLEGANO ALLA SICILIA

CHIUDONO LE CENTRALI ELETTRICHE SARDE PER COLLEGARCI ALLA SICILIA

ECCO IL PIANO DEMENZIALE APPROVATO DA TERNA E DALLA REGIONE SICILIA

Ci stanno riducendo ad una colonia, i servi tacciono

Sul metano solo balle, il governo non ha approvato niente

Partiamo da un primo elemento: non è stato approvato nessun piano di metanizzazione della Sardegna!

Spacciare l'approvazione di una valutazione di impatto ambientale per l'approvazione della metanizzazione dell'isola significa o non capire niente di procedure oppure essere in malafede!

Una commissione tecnica, che non c'entra niente con il governo, ha espresso una valutazione sull'impatto ambientale dell'eventuale dorsale sarda, chi deve approvare il piano di metanizzazione è il ministero dello sviluppo economico, che sino ad oggi ha espresso una contrarietà politica al metano!

A questo si aggiunge un altro elemento: quelle dorsali progettate sono dei "tubicini", inutili allo sviluppo di una vera metanizzazione dell'isola, incapace di produrre energia elettrica e sopratutto di fornire metano alle zone interne dell'isola.

Parlare di ripartenza dell'industria e dell'economia è affermazione ridicola e destituita di ogni fondamento tecnico e strategico, utile solo per qualche titolo, ma inutile nella sostanza pratica.

Non esiste ad oggi nessuna valutazione economica sul costo del metano perchè come dovrebbero sapere gli addetti ai lavori, che lo tengono nascosto, l'Autorità che regola i prezzi del metano ha stabilito che nell'eventualità si dovesse portare il gas nell'isola sarà stabilito un prezzo limitato alla Sardegna.

http://unidos.io/metano-per-i-sardi-costera-molto-di-piu-del-resto-ditalia/

Questo per un semplice motivo: vogliono far pagare i costi di realizzazione delle dorsali esclusivamente ai sardi e non suddividerli con il resto d'Italia, come sarebbe corretto.

Lo capisce chiunque che questo elemento è imprescindibile nell'attuazione o meno della metanizzazione: se i costi fossero a carico solo dei sardi l'operazione sarebbe a perdere perchè nessuno si allaccerebbe alla rete, altra cosa era il metanodotto che aveva una valenza regionale, nazionale e internazionale e nessun costo sarebbe stato a carico dei sardi!

Detto questo, per dovere di cronaca, veniamo all'altro progetto questo si in avanzato stato di realizzazione, spegnere le centrali elettriche della Sardegna per collegarci alla Sicilia con un cavo talmente irragionevole e irrazionale da appartenere a quelle stoltezze riservate a chi ha soldi da buttare.

In realtà si tratta di un regalo ai siciliani: e infatti l'accordo tra Terna, la società che gestisce la rete elettrica, di fatto sempre l'enel sotto falso nome, è stato sottoscritto con la regione Sicilia e non quella sarda.

Per due ordini di motivi, la classe politica sarda è inesistente e incapace, quella siciliana scaltra e opportunista.

Il risultato è quello riportato nel piano di terna, chiudere le centrali in Sardegna e farci arrivare l'energia elettrica con un cavo-guinzaglio elettrico, uno con il collegamento con la Sicilia, uno con la Toscana, e uno con il Lazio!

Insomma con un colpo solo ci spengono la luce e le poche fabbriche rimaste e ci collegano con cavi a destra e a manca!

Una scelta folle per una regione insulare che per codici di sicurezza deve avere la piena autonomia non solo per ciò che consuma ma anche per la sicurezza in caso di black out.

La Regione? dormono per incapacità e incompetenza, privi della più elementare autorevolezza continuano a subire schiaffi da chiunque.

E infatti TERNA per fare il collegamento con la Sardegna non firma accordi con la regione sarda ma con quella siciliana!

Follia!

Altro che riparte l'industria, siamo dinanzi a sparate da quattro soldi buttate lì per ingannare qualche povero credulone di turno.

Con questo scenario energetico elettrico non ripartirà nessuna attività industriale e si fermeranno quelle poche in esercizio, ma questo non bisogna dirlo per non spezzare il sonno di chi continua a dormire o farsi prendere in giro da certa gente!