SARDEGNA - CORSICA ISOLATE, NESSUNA NAVE PER I COLLEGAMENTI - ESPOSTO DI UNIDOS PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO

DOPO LO SQUARCIO NELLA GIRAGLIA SI FERMA AD OLTRANZA IL COLLEGAMENTO TRA LE DUE ISOLE

“Ora basta con questo disastro nei collegamenti tra la sardegna e la Corsica. La regione rescinda il contratto con la Moby e la procura indaghi su incidenti e appalto. Dopo lo squarcio di 8 metri sulla nave Giraglia si fermano i collegamenti tra Santa Teresa di Gallura e Bonifacio. Nessuna nave disponibile per sostituire la carretta rimasta gravemente fuori uso dopo essere finita rovinosamente sugli scogli. Interrotti sine die i collegamenti per la Sardegna e la Corsica”.

Lo hanno denunciato il leader di Unidos Mauro Pili e il responsabile territoriale del Movimento Gianni Usai annunciando l’invio di un esposto alla Procura di Tempio per interruzione di pubblico servizio e verificare i rischi per la sicurezza della navigazione.

“Dopo il gravissimo incidente di ieri Moby non sarà in grado di fornire una nave sostitutiva in tempi rapidi interrompendo di fatto un servizio pubblico sovvenzionato a caro prezzo della Regione sarda. La notizia dell’assenza di qualsiasi nave capace di sostituire la vecchia carretta Giraglia, devastata dall’incidente di ieri, sta correndo da una sponda all’altra delle Bocche di Bonifacio. Le due navi candidate alla sostituzione della Giraglia sono ferme entrambe nel porto di Livorno per interventi di manutenzione per i quali si ignorano i tempi di conclusione. Si tratta di una situazione gravissima che determina un’ inadempienza contrattuale senza precedenti, tale da imporre alla Regione l’immediata rescissione del contratto con la Moby”.

“Le clausole contrattuali – proseguono Pili e Usai – prevedono, infatti, che l’interruzione del servizio debba avvenire solo ed esclusivamente in seguito a condizioni meteomarine gravi. L’incidente occorso ieri alla Giraglia mette in dubbio la stessa adeguatezza di quel traghetto su quella rotta. Finire per l’ennesima volta sugli scogli rappresenta la conferma dell’ inadeguatezza tecnica e tecnologica di quel traghetto rispetto alle caratteristiche del porto e della tratta in regime di continuità territoriale marittima. La revoca della convenzione con la Moby è un fatto obbligato considerato che al punto 3.2 della determinazione della Regione con la quale è stato affidato l’appalto è previsto in maniera esplicita che il servizio non può essere interrotto, né sospeso né variato. La prestazione può essere interrotta solo che nel caso di impossibilità ad assicurare il servizio in sicurezza di condizioni metereologiche e del mare, a causa di sospensione disposta dalla pubblica autorità per motivi di ordine sicurezza, o per cause di forza maggiore, manifestazione, attentati, epidemia ect”.

“Tutto questo si associa all’interruzione di pubblico servizio considerato che il collegamento tra la Sardegna e la Corsica è disciplinato da norme in materia di servizio pubblico di trasporto marittimo in continuità territoriale. Per questa ragione abbiamo deciso di chiedere l’autorevole intervento della Procura della Repubblica di Tempio perché ponga fine una volta per tutte ad una gestione scandalosa di quella rotta con l’utilizzo di mezzi inadeguati che più volte hanno messo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri”.

“La gravità dell’incidente occorso ieri alla Giraglia e la mancanza di un mezzo sostitutivo adeguato rappresentano elementi gravissimi sia per l’aspetto amministrativo sia sul piano penale. Le due navi candidate a sostituire la Giraglia, la Bastia e la Liburna del gruppo Toremar sono totalmente inadeguate al servizio e soprattutto indisponibili perché in cantiere a Livorno. Si tratta dell’ennesima conferma che l’appalto affidato alla Moby aveva dei vizi di fondo rilevantissimi a partire dalla mancanza di una nave sostitutiva e soprattutto senza caratteristiche puntuali delle navi da mettere in servizio”.

“Da oggi sono centinaia le imprese corse e sarde costrette a subire un danno rilevantissimo per il quale qualcuno deve rispondere anche sul piano del danno economico. Un danno gravissimo alle relazioni economiche tra la Sardegna e la Corsica che non può essere tollerato ulteriormente. Per questa ragione – hanno concluso Pili e Usai - abbiamo deciso di presentare un esposto formale perché si ponga fine una volta per tutte a questo scandalo”.