SCANDALO FOGNE DALL’ITALIA VERSO LA SARDEGNA - PRIMA DI MAGOMADAS SCARICAVANO TUTTO AD OLBIA

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Migliaia di tonnellate di fanchi fognari provenienti dalla Puglia sono stati riversati per mesi in tutta la Sardegna.

Dopo la mia denuncia di un anno fa sull’utilizzo della discarica di Murta Maria ad Olbia per scaricare una montagna fognaria proveniente da altre regioni italiane, si scopre ora, con questo documento che pubblico, che Olbia è stata crocevia di un sistematico scarico dei fanghi provenienti da tutti gli impianti di depurazione della Puglia messi fuori uso da sequestri giudiziari e malfunzionamenti perenni.

Tra questi anche l’impianto di depurazione Gennarini, a ridosso dell’Ilva di Taranto, considerata da tutti una delle aree più inquinate d’Europa.

I dati emergono in maniera inconfutabile dall’ufficio acquisti emergenza dell’acquedotto pugliese che ha stabilito anche il giro d’affari sul trasferimento dalla Puglia alla Sardegna di quegli scarti fognari.

Il tabulato d’acquisto fa emergere cifre imponenti messe a disposizione di un circuito fognario che non c’ho pensato due volte a trasformare la Sardegna in una grande cloaca d'Italia.

Per capire la gravità di quello che è successo e sta succedendo basti solo richiamare le argomentazioni alla base del provvedimento di trasferimento in Sardegna.

Dicono i responsabili dell’acquedotto pugliese: i fanghi devo essere trasferiti in Sardegna per impossibilità di garantire il corretto funzionamento allontanamento dei fanghi prodotti da tutti i depuratori ricadenti nell’area di Bari.

Le cause di questa decisione:

blocco della riutilizzazione agronomica dei fanghi prodotti dagli impianti ricadenti nella provincia di Lecce, Taranto, brindisi, Bari e Bat;

blocco totale dei conferimenti presso il sito di compostaggio di Aseco;

assenza nella regione Puglia di siti di compostaggio/recupero sufficienti a soddisfare la necessità di conferimento finale dei fanghi disidratati prodotti.

I motivi di questa emergenza sono ancora messi nero su bianco dall'Acquedotto Pugliese: pregiudizio ambientale con possibile scadimento dei normali rendimenti a causa del mancato regolare allontanamento dei fanghi fognari prodotti dagli impianti ricadenti nelle aree di Lecce, Bari, Taranto, Brindisi, Foggia, compreso il sequestro giudiziario di molti impianti già dal 2015 in poi.

Da qui la decisione del conferimento di fanghi presso il consorzio CIPNES di Olbia.

Per tutti questi trasporti e il conferimento dei fanghi ad Olbia l’acquedotto pugliese ha stabilito la cifra record di 185 € a tonnellata più tutti i costi di omologa.

Appare di una gravità inaudita che tutto questo sia avvenuto con il silenzio di tutti a partire dalla Regione Sardegna che ha consentito, senza opporsi in alcun modo, la trasformazione della Sardegna in una grande cloaca del sistema Italia.

Mentre tutte le altre regioni bloccavano qualsiasi tipo di accesso di questi fanghi nel loro sistema agricolo in Sardegna si aprivano le porte di tutti i porti dell’isola consentendo questo agguato ambientale alla nostra terra.

Dopo la mia denuncia su quanto stava avvenendo nella discarica di Murta Maria ad Olbia si era arrivati al blocco di quei trasferimenti.

Lo stop a quei trasferimenti non ha fatto desistere dal continuare ad utilizzare la Sardegna come una colonia fognaria a disposizione delle altre regioni, come la Puglia, senza impianti e con tutti i parametri fuori legge.

Questo ennesimo documento, come tanti altri che ne arriveranno, dimostra il sistema e la connivenza degli apparati rispetto a questa era e propria emergenza per la Sardegna.

È semplicemente impensabile che la Puglia non sia dotata degli impianti per gestire questi fanghi fognari mentre si consideri la Sardegna capace di sopportare l'intero peso fognario di un’altra regione.

Solo degli stolti ignoranti e irresponsabili sino al midollo possono pensare di trasformare la Sardegna in una vera e propria discarica fognaria, aggredendo terreni agricoli che dovrebbero essere preservati e tutelati proprio per le qualità straordinarie delle nostre produzioni.

Pensare di scaricare questi fanghi, trattati chissà come, senza alcun tipo di controllo, significa attentare alla più importante economia dell'isola: quella agricola.

Per questo motivo occorre, senza ulteriori indugi, bloccare questo traffico fognario dal resto l’Italia verso la Sardegna.

Chi pensa di poter speculare e fare affari trasformando la Sardegna in una cloaca d'Italia deve essere fermato subito, senza se e senza ma.