SCANDALO MASCHERINE, LA REGIONE NELLO STESSO GIORNO COMPRA AL TRIPLO DEL PREZZO

Ne ho scritto nelle scorse settimane nel silenzio di molti.

Mascherine millantate e mai avute, acquisti rocamboleschi e senza regole. Trattative private per decine di milioni di euro, fatte in ritardo, all'ultimo momento. Tutte fuori legge, visto che gli acquisti potevano e dovevano essere pianificati dal momento in cui era stata dichiarata l'emergenza, già a fine gennaio.

E,invece, niente, gli ultimi degli ultimi, con acquisti mai coordinati.

La Regione, da centrale unica d'acquisto, come sarebbe dovuta essere, si trasforma in una vergognosa centrale spezzatino inanellando un quadro complessivo di compravendite da Procura della Repubblica.

Non solo il tardivo e scomposto acquisto, smentendo le fandonie di palazzo che annunciavano in patetiche conferenze stampa la piena disponibilità di mascherine, ma anche costi che, nello stesso giorno, diventano doppi o tripli.

Basta comparare tutte le delibere che ho richiamato in queste ultime settimane con quella ultima della Protezione civile regionale e capire cosa realmente è successo.

http://www.unidos.io/basta-propaganda-ventilatori-e-mascherine-acquistati-solo-due-giorni-fa/

http://www.unidos.io/bugie-di-palazzo-le-mascherine-comprate-ieri/

http://www.unidos.io/scandalo-mascherine-lacquisto-2/

Il caso principale è quello del 25 marzo ma, rispetto alle delibere che avevo pubblicato, sono tantissime le verifiche da fare.

E' il 25 marzo. A Cagliari, sede della protezione civile, si pianifica l'acquisto tardivo, fuori tempo massimo, delle mascherine per fronteggiare il disastro negli ospedali abbandonati a se stessi. I medici e operatori sanitari, ovunque in trincea, sono senza presidi di protezione.

Esamino tre soli acquisti: le mascherine cosiddette chirurgiche, le FFP2 e quelle di categoria superiore, le FFP3.

A Cagliari le mascherine chirurgiche vengono acquistate dalla presidenza della regione - direzione della protezione civile a 0.93 centesimi. Ne comprano due milioni di pezzi per una somma complessiva, iva esclusa, di un milione 860mila euro.

Nello stesso istante, sempre la regione Sardegna, in questo caso l'azienda ospedaliero Università di Sassari acquista un quantitativo inferiore (100.000) di mascherine chirurgiche a 0,35 centesimi.

La regione, con due uffici diversi, riesce in un'operazione da brividi amministrativi e non solo: acquista le mascherine chirurgiche pagando quasi il triplo di quanto le aveva comprate nelle stesse ore da un'altra parte.

Anzi, con l'assurdo che Villa Devoto le paga a 0,93 centesimi acquistandone 2 milioni, mentre a Sassari comprandone molte meno, centomila, le paga quasi un terzo, 0,35 centesimi.

Qualcuno dovrà dare delle spiegazioni. Che per quanto mi riguarda non esistono. Sarebbe solo argomentazioni per allocchi!

La realtà diventa inquietante quando si passa a quelle ben più costose, le FFP2.

In questo caso a Sassari, sempre lo stesso giorno, il 25 marzo, le pagano 2 euro e ne comprano 500.000 pezzi.

A Cagliari, stesso giorno, il 25 marzo le pagano la stratosferica cifra di 5,45 euro, quasi il triplo del prezzo di acquisto di Sassari.

Non cambia per le FFP3: a Sassari le pagano a 3,03 euro a Cagliari 7,80 euro.

Tutto questo è semplicemente inaudito.Una Regione allo sbando con costi esorbitanti e totalmente ingiustificabili.

Le differenze di costo sono talmente rilevanti nello stesso giorno che lasciano molti dubbi sulla gestione degli acquisti aprendo uno scenario gestionale della crisi che diventa più che imbarazzante!

E' possibile che la presidenza della regione, in questo caso la direzione della Protezione civile, non potesse raccordarsi e confrontarsi con altri soggetti della stessa regione per valutare gli acquisti e coordinarli?

Queste delibere di acquisto che ho denunciato in queste settimane sono la testimonianza di una gestione pressapochista, superficiale e per molti versi imbarazzante.

Qualcuno dovrà renderne conto, non solo ai cittadini!