TIRRENIA CHIUDE IN SARDEGNA E MINACCIA 1000 LICENZIAMENTI

Tirrenia chiude i battenti. Minaccia mille licenziamenti e annuncia la chiusura degli uffici amministrativi di Cagliari. Dopo le buffonate della sede legale che doveva essere riportata in Sardegna adesso l'annuncio: chiudiamo la sede amministrativa di Cagliari.

La comunicazione è giunta poco fa nella sede della società a Roma dove, al cospetto dei sindacati, i rappresentanti di Tirrenia - Cin hanno annunciato tagli per mille lavoratori e accorpamenti, razionalizzazione e minacciato conseguenze se non verrà prorogata la convenzione con lo Stato.

Il verbale d'incontro è durissimo: Tirrenia annuncia tagli e chiusure e il sindacato respinge l'informativa e annuncia la mobilitazione.

Siamo dinanzi ad una società spregiudicata e inaffidabile che non solo non ci pensa due volte ad usare i lavoratori come scudo umano degli affari della famiglia Onorato ma che si permette il lusso di fare e disfare a suo piacimento su una convenzione pagata lautamente dallo Stato.

La sede di Cagliari era stata annunciata 4 anni fa con un imbroglio che è costato alla Sardegna un taglio gravissimo di servizi, la riduzione di corse e frequenze, in cambio della sede legale in sardegna che avrebbe dovuto generare entrate fiscali di 30 milioni di euro all'anno.

Tutte balle: dopo tre anni la sede ha chiuso con uno scippo di 100 milioni di entrate fiscali e un taglio di servizi per non meno di 60 milioni.

La Sardegna truffata in lungo e in largo con la Regione inerte e incapace, complice e connivente, prima ed ora.

Un presidente della Regione che accorre alle pantomime di Onorato e non spende una sola parola sul perenne inganno alla Sardegna.

Nella comunicazione la chiusura di Cagliari e il coatto trasferimento del personale è solo l'ennesimo atto contro la Sardegna.

Tirrenia ha anche annunciato il licenziamento di mille esuberi da settembre 2020, imputando il tutto alla mancata proroga della convenzione.

Peccato che non abbiano raccontato cos'è successo a capodanno dello scorso anno quando i conti correnti di Tirrenia sono stati svuotati per portare tutto nei conti della Moby, cassaforte di famiglia.

87 milioni di euro prelevati senza colpo ferire. Un agguato alle casse di Tirrenia e oggi parla di mille esuberi perchè non gli prorogano la convenzione.

Cominci a restituire i soldi a Tirrenia, visto che la convenzione prevedeva contabilità separate!

La chiusura di Cagliari poi è la conferma della connivenza della classe politica sarda, umiliata da questo signorotto del mare che si permette di tutto e di più.

Sul piano etico e morale speculare sui lavoratori per difendere le proprie scorribande finanziarie è roba di uno squallore inaudito!

Non resta che trasmettere anche questa ennesima vicenda agli organi competenti:da

ha tolto la residenza fiscale dalla Sardegna e ha sottratto 30 milioni di euro per ormai 3 anni, ovvero 90 milioni di euro;

per quella sede fiscale la Regione di Deiana e Pigliaru aveva accettato la riduzione di 20 milioni di euro di servizi all'anno, ovvero 80 milioni di euro!

per quei servizi tagliati ha continuato a ricevere i soldi dallo Stato, dunque altri 80 milioni.

Un'operazione scellerata e adesso vuole scaricare sui lavoratori!

E' ignobile, così come è ignobile che le istituzioni sarde continuino a coprire questo scandalo di Stato sulla testa della Sardegna e dei sardi.