TUTTI I PARTITI ALL'OPPOSIZIONE - LA LEZIONE DI IGLESIAS - 5 DICEMBRE 1993

Il 5 dicembre del 1993 un risultato elettorale straordinario sconvolse lo scenario politico di Iglesias. Per la prima volta nella storia tutti i partiti di destra e sinistra andarono all'opposizione per far posto ad una vera e propria Rivoluzione Civica.

Fu il riscatto dei cittadini liberi, capaci di ribellarsi ai dogmi, per sposare un progetto moderno fondato sulle soluzioni concrete.

Vi ripropongo uno stralcio del libro UNIDOS - la nuova via della libertà della Sardegna.

E' il racconto di quel 5 dicembre. Oggi come allora sento il dovere di dire grazie a tutta la mia città per quella straordinaria esperienza di vita e di passione politica. Vorrei poter abbracciare tutti i protagonisti di allora, per una sfida comune che resta indelebile nel mio cuore!

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Iglesias, 5 dicembre 1993

.....Più andavo avanti e più mi rendevo conto che il ragionamento faceva breccia, nella città culla della politica.

Stremati, i cittadini, avevano cominciato ad assaporare la libertà di pensare senza limiti, ad aprire la testa ad una nuova coscienza civica, non frutto di uno schema imposto da altri ma lasciato alla libera interpretazione di ognuno di noi.

Non un qualunquistico virus dell’antipolitica ma un germoglio
della buona società. Il cinque dicembre, giorno del ballottaggio, arriva in un attimo. E non c’è storia, vinciamo quasi ovunque.

Resistono solo poche sezioni. Tutti i partiti tradizionali, destra e sinistra, saranno all’opposizione. Una rivoluzione in piena regola.

NEL GIORNO PIÚ BELLO L’IMPATTO PIÚ DURO

Il risultato arriva quando la Rai ha già acceso la parabola per
l’ultima diretta dalla piazza Municipio. In migliaia si accalcano sotto i riflettori sistemati nell’angolo opposto alla via Repubblica.

Abbiamo vinto, ma quella piazza mi spaventa. Percepisco dalle
immagini che scorrono sul piccolo schermo, posizionato in un
angolo dentro un circolo euforico, che il clima la fuori non è di festa. Vorrei evitarla quella piazza, ma non posso. Non devo.

Arrivo trafelato, ma basta un rapido passaparola, dalle ultime
alle prime file, perché si levino i primi roboanti cori: ladro, ladro, buffone, buffone. Il sangue mi si gela nelle vene, nel giorno più bello l’impatto più duro. Arrivo al microfono.

Ringrazio la città, i miei concittadini, per una fiducia che sembra una cambiale in bianco. Faccio giusto in tempo a dire che vorrò essere il Sindaco di tutti che una fiumana di sostenitori si riversa dalla nostra via Repubblica nella piazza. Le tifoserie, a quel punto, sono schierate. Basta un niente perché le polveri prendano fuoco. Ma noi non possiamo rovinare la festa.

Lasciamo che i “coloriti” cori di chi ha perso si staglino nella notte per riprendere, alla luce del giorno, le vie del confronto.