ESCLUSIVO: TRUMP E GLI AMERICANI DICHIARANO GUERRA AL PECORINO

++++ TUTTI GLI ATTI AMERICANI DELLA GUERRA SCATENATA DA TRUMP CONTRO IL PECORINO

LA GRANDE LOBBY DEI PRODUTTORI LATTIERO CASEARI AMERICANI SOSTENGONO TRUMP E CHIEDONO DAZI DURISSIMI CONTRO IL PECORINO ROMANO

L'ITALIA DORME, A DIFENDERE IL PRODOTTO SARDO UN AVVOCATO ESPERTO IN VIOLENZA SESSUALE E TOSSICODIPENDENZE

Solo un ministro inconsistente come Centinaio poteva esultare per un incremento fittizio dell'export del pecorino negli Stati Uniti.

Bisogna proprio essere degli ebeti per non comprendere che quella crescita di export non è strutturale ma è solo la diretta conseguenza della guerra che si sta per scatenare.

Provviste prima della guerra, appunto. Non ci vuole uno scienziato per comprenderlo!

Gli importatori di pecorino romano, americani o pseudo tali, quelli che speculano sul prodotto sardo, hanno fatto scorte d'importazione per gli imminenti periodi bui che si affacciano all'orizzonte. E loro sanno bene quello che sta per succedere.

L'unico a non averlo capito è proprio l'unico che aveva l'obbligo di comprenderlo, il Ministro dell'agricoltura di questa sottospecie di stato italiano!

Del resto non si spiegherebbe diversamente che un ministro della repubblica delle banane esulta per un dato che è tutto fuorchè positivo. Come se gioisse per una pioggia premonitrice di uno tsunami.

L'incremento dell'export del pecorino, +30%, è accompagnato da due elementi che avrebbero dovuto suggerire contegno, preoccupazione e azioni concrete: questa vendita non è altro che un'anticipo d'acquisto per evitare i dazi. Questo significa che nei prossimi mesi ci sarà il crollo delle esportazioni, proprio in virtù dei dazi avviati a ratifica.

E sopratutto il ministro ignora o fa finta di ignorare il crollo del prezzo del pecorino negli Usa - 16% rispetto ad un prezzo già irrisorio. Sinonimo di ulteriore ricatto: vendete ora, prima dei dazi, e accettate il prezzo più basso.

Un prezzo, detto per inciso, che rischia di far crollare ulteriormente il prezzo del latte, rendendo del tutto irraggiungibile la quotazione di un euro a litro che lo stesso ministro aveva sottoscritto negli accordi farsa con i pastori sardi.

Dunque esultare per quel dato è da incompetenti o peggio da ingannatori professionisti, delle due l'una.

Che la situazione sia gravissima lo si può evincere dalle carte che pubblico integralmente da cui emerge uno schieramento durissimo della più grande lobby americana dei produttori lattiero caseari: la National Milk Producers Federation. Ovvero la Confindustria dei produttori lattiero caseari.

Una potenza nel vero senso della parola, sovvenzionata nei mesi scorsi da Trump con una botta di denaro per compensare le perdite del settore.

Negli Stati Uniti Trump ha imposto, con il programma Farm 2018, un prezzo garantito per i prodotti lattiero caseari, a partire dalla tutela dei produttori di latte, garantendo sovvenzioni per avere un prezzo certo del latte.

Dunque Trump sta dalla loro parte e non è un caso che nella proposta di dazi, proposti sino al 100%, abbia messo nero su bianco decine di prodotti lattiero caseari, a partire dal Pecorino Romano.

Una vera e propria dichiarazione di guerra considerato che il pecorino romano è destinato per il 42 per cento agli Stati Uniti, per il 39 all’Italia e per il 19 a Paesi europei ed extra Ue (12 per cento Unione europea e il 7 altri Paesi).

Trump ha pubblicato nella gazzetta ufficiale dell'ufficio commerciale della Casa Bianca i codici dei prodotti da sottoporre a dazi, e solo per una questione di procedure ha avviato lo scorso 5 agosto la consultazione con gli attori dei vari settori.

I panel di ascolto vanno soppesati rispetto agli interlocutori che scendono in campo. Un ascolto che fa comprendere le forze in campo.

Sui dazi lattieri caseari sono scesi in campo i colossi americani a partire proprio dagli amici di Trump la National Milk Producers Federation.

Per difendere l'Italia si sono presentati gli intermediari commerciali, quelli che speculano in entrata e in uscita.

Si chiamano importatori, in realtà sono una vera e propria dogana. Hanno costruito un vero e proprio muro, senza di loro non vendi. E loro danno le carte e gestiscono i prezzi.

La loro difesa sul tavolo della Casa Bianca può essere un clamoroso boomerang, così come appare discutibile la discesa in campo per il Consorzio del pecorino romano di una avvocato di uno studio legale, schierato con i democratici nel governo del New Jersey, e che si è occupato tutt'al più di violenza sessuale e di cannabis. In seguito pubblicherò le loro modeste difese.

Quel che è importante è capire ora la potenza di fuoco scatenata da Trump verso il pecorino.

E domandarsi perchè il governo italiano è totalmente assente da questa vertenza. Un vero e proprio atto di diserzione!

L'attacco all'Italia e alla Sardegna da parte degli Stati Uniti è durissimo.

L'accusa è forte e chiara: state inflazionando il mercato con prodotti protetti dal marchio di denominazione territoriale che limita il mercato e condiziona i produttori americani.

La richiesta è quella dei dazi più consistenti proprio per il pecorino romano.

Pubblico qui di seguito i report ufficiali, contenuti nei dossier della Casa Bianca che ho ottenuto direttamente dalle strutture dell'Ufficio commerciale degli Stati Uniti.

Il report è agghiacciante e lascia comprendere quello che sta per succedere.

Il presidente del Panel è Mr. Burch responsabile dell'Ufficio Commerciale della Casa Bianca.

Il primo intervento che pubblico è quello di Peter Vitaliano, rappresentante della National Milk Producers Federation, la più grande lobby americana lattiero casearia. Una lobby potente che a distanza di un anno dalle prossime elezioni presidenzali negli Stati Uniti conta molto di più.

Informarsi per capire, per agire.

Ecco l'intervento di Peter Vitaliano.

SIG. BURCH: i membri del Panel 4 possono farsi strada per sedersi.

Il nostro primo testimone è Peter Vitaliano con la National Milk Producers Federation. Signor Vitaliano, ha cinque minuti.

SIG. VITALIANO: Signor Presidente, membri del Comitato, grazie per l'opportunità per la National Milk Producers Federation di testimoniare ancora una volta a nome degli allevatori e delle cooperative di commercializzazione di prodotti lattiero-caseari americani mentre l'Uffico commerciale della casa Bianca considera come far valere i diritti dell'WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, in America la grande disputa sugli aerei civili. L'industria lattiero-casearia statunitense loda l'ufficio Commerciale della Casa Bianca, USTR, per aver riconosciuto l'importanza di una forte attenzione ai prodotti lattiero-caseari nei piani di ritorsione che l'agenzia sta formulando per difendere i propri diritti dell'WTO qualora l'UE decidesse di non conformarsi alla recente sentenza dell'WTO relativa ai sussidi europei Airbus.

Con l'imposizione di tariffe di ritorsione su linee lattiero-casearie mirate, USTR ha l'opportunità di obbligare il rispetto da parte dell'UE degli impegni assunti dall'WTO, contribuendo nel contempo a mitigare il profondo squilibrio del commercio lattiero-caseario tra gli Stati Uniti e l'Unione europea.

Gli Stati Uniti l'industria lattiero-casearia è un grande esportatore che fornisce in modo affidabile prodotti lattiero-caseari in tutto il mondo.

Tuttavia, una complessa rete di politiche commerciali limitate imposte dall'UE ha creato un crescente deficit commerciale che ha danneggiato i produttori di latte americani.

Uno dei più gravi di questi ostacoli agli scambi è l'uso aggressivo da parte dell'UE delle indicazioni geografiche.

Questi ingombranti requisiti impediscono alle aziende statunitensi di esportare i loro formaggi verso l'UE, utilizzando gli stessi termini familiari che i consumatori conoscono e amano come asiago, feta o parmigiano.

E l'UE sta lavorando per espandere il suo controllo del mercato facendo pressione sui suoi partner commerciali affinché aderiscano a queste stesse restrizioni sui formaggi a denominazione comune, che avrebbero un impatto diretto sulle esportazioni statunitensi verso quei paesi terzi.

Non solo i formaggi americani hanno un prezzo competitivo, ma i nostri formaggi sono anche tra i più pregiati al mondo. E mentre l'UE limita le nostre esportazioni di formaggi, forniamo un mercato ampio e redditizio alle esportazioni dell'UE di quegli stessi prodotti negli Stati Uniti al punto che gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di $ 1,6 miliardi l'anno scorso con l'UE con il solo formaggio che rappresenta circa un miliardo di dollari.

Alla luce di questa chiara disparità di trattamento, incoraggiamo gli Stati Uniti a garantire che i codici tariffari relativi al formaggio, ci impediscano di spedire nell'UE se i marchi accuratamente etichettati vengono catturati nell'elenco di ritorsioni finali dell'USTR.

È fondamentale guidare l'UE a rispettare i suoi obblighi nell'ambito dell'WTO.

Crediamo che l'UE e il forte interesse commerciale in questo mercato contribuirà a favorire il rispetto degli impegni assunti dall'WTO nel caso Airbus e sottolineerà alle nostre controparti dell'UE quale sarà la parità di condizioni per il commercio di prodotti lattiero-caseari.

Per quanto riguarda la più recente comunicazione del Registro Federale, la US National Milk Producers Federation elogia in particolare la decisione di USTR di includere le cinque linee di volume di alto e alto valore che abbiamo identificato come candidati di ritorsione addizionali forti nella nostra precedente limatura, vale a dire 04063051, 04064054, 04069016 , 04069041 e 04069042.

Continuiamo a sostenere con forza l'inclusione di queste righe nell'elenco di ritorsione definitivo.

Come notato durante le nostre precedenti testimonianze, attribuiamo una priorità particolarmente elevata, comprese le linee tariffarie per le quali le importazioni di prodotti lattiero-caseari dall'UE sono state significative al fine di fornire un mezzo più efficace per risolvere la controversia di base.

Si prega di consultare la nostra risposta di presentazione all'ultimo avviso del Registro federale per le nostre raccomandazioni specifiche per queste linee di alto valore, che sono principalmente formaggi ma non esclusivamente.

Qualora l'Ufficio commerciale della Casa Bianca USTR fosse costretto a restringere l'elenco dei codici tariffari destinati a ritorsioni, i produttori di latte nazionali sollecitano USTR a concentrarsi su quelle linee tariffarie che costringeranno maggiormente l'adesione dell'UE agli impegni assunti dall'Wto attraverso gli impatti commerciali che tariffe elevate imporrebbero alle esportazioni dell'UE .

Inoltre, ribadiamo il nostro sostegno all'inclusione da parte di USTR di ulteriori linee di valore commerciale inferiori nell'elenco di ritorsioni proposto al fine di mitigare la diversione degli scambi da linee con maggiori volumi di scambi.

La National Milk Producers Federation non vede l'ora di continuare a collaborare con USTR per difendere il libero scambio e smantellare le barriere commerciali sleali. Grazie.

SIG. BURCH: Grazie, signor Vitaliano.