PILI: NUOVO ASSALTO DELLA REGIONE ALL’AIAS

DAL 31 DICEMBRE A CASA 3000 PAZIENTI E 1300 DIPENDENTI

NONOSTANTE LE DECISIONI DEI GIUDICI DI REVOCARE LA RESCISSIONE DEL CONTRATTO LA REGIONE CONFERMA UNA LETTERA LA CHIUSURA DEL RAPPORTO CON L’AIAS

NUOVA CONDANNA DELLA REGIONE PER 3 MILIONI E 700 MILA EURO

“La Regione tenta un nuovo assalto/agguato all’AIAS ma il tribunale di Cagliari nel frattempo la condanna nuovamente con un decreto ingiuntivo di tre milioni e settecentomila euro. Con una demenziale comunicazione del direttore generale dell’ATS, il piemontese Fulvio Moirano, è stato comunicato che, nonostante il verdetto dei giudici, dal 31 dicembre del 2018 le convenzioni tra la regione e l’Aias sono rescisse. Si tratta dell’ennesimo tentativo di mettere le mani su una struttura che garantisce l’assistenza a 3000 pazienti gravi con oltre 1300 professionisti che garantiscono un servizio fondamentale altrimenti inesistente sul territorio regionale. La decisione di proseguire in questa irresponsabile e scellerata decisione di rescindere il contratto con l’AIAS è contenuta in una lettera inviata nei giorni scorsi in cui si dispone l’obbligo di garantire l’assistenza ai pazienti sino al 31 dicembre 2018.

Nella comunicazione si prevede che tale proroga, dal 31 luglio al 31 dicembre, è stata necessaria per l’impossibilità della Regione di garantire la continuità assistenziale con soluzioni alternative, aggiungendo poi la formula “almeno nell’immediato”. Questo significa che l’ATS con Moirano e l’assessore Arru starebbero perseguendo per il prossimo futuro, dopo il 31 dicembre, strade alternative per la gestione della struttura dell’AIAS. Tutto questo sta avvenendo in dispregio di norme e disposizioni dei giudici che hanno dichiarato illegittimo e inapplicabile il tentativo di risolvere il contratto con l’AIAS.

Nella farneticante lettera del braccio armato di Arru si chiede all’AIAS di sottoscrivere entro ventiquattr’ore quella comunicazione. Di fatto, dunque, l’Aias, secondo questi signori, dovrebbe sottoscrivere per accettare la propria fine. Siamo dinanzi a dei veri e propri irresponsabili che mettono a repentaglio le cure di 3000 pazienti, molto spesso pazienti con patologie gravissime. Tutto questo per perseguire una strategia distruttiva a favore di un soggetto subentrante che evidentemente rientra nella sfera delle amicizie politico affaristiche di questa giunta regionale.

Il solo pensare che un assessore o un direttore generale possano, senza alcuna procedura, individuare soggetti esterni che si facciano carico di questa eventuale assistenza, fa configurare violazioni non solo di natura civilistica ma anche penale.

Tutto questo avviene nonostante il giudice del tribunale di Sassari il 3 agosto scorso avesse disposto con propria ordinanza la revoca di tutti i provvedimenti della Regione che avevano illegittimamente revocato la convenzione con l’AIAS. Il giudice aveva esplicitamente scritto che “al contratto tra l’ATS e l’AIAS non può essere applicato l’articolo 1456 del codice civile e che pertanto quel contratto non si è risolto di diritto con il conseguente perdurare della sua efficacia anche oltre il 31 luglio 2018 con il permanere di tutti gli obblighi di prestazione sanitaria e di remunerazione della stessa da parte rispettivamente di Aias per le prestazioni e di ATS per le remunerazioni”.

Nonostante questo verdetto chiaro e netto, incurante della decisione dei giudici, Moirano va avanti per un progetto irresponsabile di chiusura dell’AIAS. A questo punto è indispensabile che altri organi dello Stato, a partire dalla magistratura, si occupino di quanto sta avvenendo intorno a questo scellerato obiettivo di mettere per strada 3000 pazienti e 1300 dipendenti.

In Sardegna da tempo aleggiano società francesi e dirigenti di primo piano della lega cooperative. Si tratta di veri propri approfittatori pronti a speculare sul disastro assistenziale volutamente provocato dalla Regione.

Nel frattempo la Regione viene nuovamente condannata dal tribunale di Cagliari con un decreto ingiuntivo per 3 milioni e 700 mila euro a favore dell’Aias. Nonostante questo la Regione persiste a non pagare con l’unico obiettivo di mettere la stessa Aias nelle condizioni di non pagare i dipendenti. Con questo stratagemma, da una parte non si consente il pagamento del personale e dall’altra si persegue la rescissione del contratto perché non si pagano i dipendenti. Basterebbe l’esame comparato dei provvedimenti della regione, adottati e non, per capire che vi è un progetto irresponsabile e spregiudicato di far chiudere l’AIAS per far entrare un nuovo soggetto scelto magari tra gli amicizie politiche, considerato che non esiste nessuna procedura di evidenza pubblica messa in campo e considerato che in tre mesi non può essere certo individuato un nuovo soggetto nel rispetto delle norme”.

Lo ha denunciato il leader di Unidos Mauro Pili divulgando la comunicazione dell’ATS che conferma l’obiettivo di rescindere il contratto con l’AIAS lasciando per strada dal 31 dicembre 2018 3000 pazienti e 1300 dipendenti.

“È indispensabile che la regione interrompa immediatamente questo spregiudicato comportamento prima che siano altri organi dello Stato a partire della magistratura ad intervenire per fermare un comportamento perseguibile sotto ogni punto di vista considerato che si tratta di un accanimento reiterato e ingiustificato contro una realtà che garantisce la puntuale assistenza ad oltre 3000 pazienti in tutta la Sardegna. Per quanto mi riguarda - ha concluso Pili - sono pronto a segnalare tutti questi atti agli altri organi dello Stato perché possano valutare la gravità delle azioni messe in campo da una Regione irresponsabile e spregiudicata che per i propri giochi di potere è pronto a mettere per strada 3000 pazienti gravi insieme a 1300 dipendenti”.