UNO STATO PROSTITUITO ALLE INDUSTRIE DI MORTE

Stasera si è riunito il Consiglio Supremo di Difesa sotto la Presidenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Non me ne vorrà, nè lui nè il codice penale, se oso definire quel consesso una combriccola di guerrafondai.

Non si potrebbe definire diversamente, se non a rischio di reato, l'insieme di Capo dello Stato, ministri della difesa, dell'interno, dell'economia, degli esteri ect.

Sono passate appena 48 ore dall'ennesima strage in Iraq che questi signorotti hanno ben visto di riaffermare il dogma delle armi, delle bombe, delle missioni estere.

Non l'agenda di uno Stato serio, ma di una nazione al servizio delle industrie belliche.

E del resto a guidare l'altisonante consiglio supremo della Difesa c'è un guerrafondaio vero, il capo dello Stato Sergio Mattarella, già ministro della Difesa e addentro ai meccanismi di quell'associazione di generali e capi di stato maggiore!

Tutti quanti con la memoria corta. A partire dal capo supremo, proprio lui che dovrebbe essere il garante della Costituzione. Peccato che si dimentichi perennemente dell'art.11, quello che afferma:

"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Lo smemorato del Quirinale oggi è affiancato da altrettanti ministri, presidente del Consiglio compreso, incapaci di qualsiasi sussulto al sistema.

Deboli sul piano culturale, inutili su quello etico e morale.

Non si spiega diversamente il comunicato ufficiale del Consiglio Supremo nel quale non si prende nemmeno in considerazione l'improcrastinabile cessazione di quelle ridicole, inutili e dispendiose missioni internazionali.

Non solo, la linea è quella di spendere e spandere sempre di più.

Il presidente della repubblica e quello del Consiglio, quest'ultimo anche nell'incontro di oggi con la Merkel, hanno affermato che per il conflitto libico serve solo la mediazione politica.

Nell'unico caso davvero alle porte di casa dove sarebbe stato necessario un intervento autorevole della nazioni unite, compresi i caschi blu, affermano l'esigenza di trattative al tavolino.

Ma allora per quale motivo il Consiglio supremo ha testualmente ha dichiarato che serve un "processo di riforma del comparto Difesa" con la "necessità di procedere speditamente nel processo di integrazione interforze e di attuare i programmi di investimento per garantire le capacità indispensabili per affrontare le sfide poste dall'attuale contesto internazionale"?
Se si deve mediare, se non si devono fare guerre, se non si deve intervenire nei conflitti, per quale motivo si devono investire miliardi di euro, utili in mille altre cose, per comprare ogni possibile giocattolo di morte?
E' evidente, per foraggiare l'industria bellica!

Per poi aggiungere:" la complessità della minaccia e dei domini nei quali essa si concretizza, richiedono una coerente e lungimirante politica di modernizzazione dello strumento militare. La certezza e continuità delle risorse è fattore indispensabile per garantire una corretta programmazione e un'efficace sinergia con il comparto industriale nazionale".

Basterebbe leggere questo comunicato per capire di cosa stiamo parlando: "programmi di investimento", "modernizzazione dello strumento militare", "sinergia con il comparto industriale nazionale".

Utilizzano quei poveri cristi di militari dilaniati in Iraq per continuare a foraggiare le industrie della morte.

Peccato che quei militari fossero a piedi! Non fossero in alcun modo protetti, nonostante le decine di miliardi spesi per foraggiare l'industria bellica.

Come hanno fatto a saltare per aria? Non avevano forse quei mezzi costati l'ira di Dio per salvaguardare i nostri militari? Non avevano quegli strumenti per individuare gli esplosivi a distanza?

Anche questo attentato, se attentato è stato, finirà senza colpevoli. Nessuno dirà cosa realmente è successo, alla pari di Nassiriya!

Eppure uno Stato intelligente, lungimirante, capace di analisi militare seria sarebbe facilmente arrivato alla conclusione: in Iraq l'Italia non ci fa niente, dieci anni lì non hanno cambiato di una virgola la situazione, pacifisti in terra di guerra non servono a niente!

Non solo non ne prendono atto ma, sospinti dai generali, chiedono altri soldi, sempre più soldi per continuare a foraggiare le industrie belliche.

Industrie voraci da sempre, ma che ora prendono il sopravvento su una politica di bassa lega, sempre più prona ai venditori di morte.

Senza un sussulto collettivo, senza una vera presa di coscienza collettiva, sarà l'italietta dei bombaroli e dei guerrafondai.

Uno Stato indegnamente prostituito e asservito ai padroni delle armi, con un popolo silente e prono a questo vorace sistema che rende una nazione povera di etica e morale, e conseguentemente poverissima sul piano economico e sociale!