IL TESTO INTEGRALE DELLA FINANZIARIA DELLO STATO

LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232
Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019. (GU n.297 del 21-12-2016 - Suppl. Ordinario n. 57)

Vigente al: 1-1-2017
Parte I
Sezione I
Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

               IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 

                          Promulga 

la seguente legge:

Art. 1
Risultati differenziali. Norme in materia di entrata e di spesa e
altre disposizioni. Fondi speciali

  1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, in termini di competenza e di cassa, di cui
    all'articolo 21, comma 1-ter, lettera a), della legge 31 dicembre
    2009, n. 196, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sono indicati
    nell'allegato n. 1 annesso alla presente legge. I livelli del ricorso
    al mercato si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine
    di rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passivita'
    preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.
  2. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica:
    1) le parole: «31 dicembre 2016», ovunque ricorrono, salvo quanto previsto dal numero 2) della presente lettera, sono sostituite
    dalle seguenti: «31 dicembre 2017»;
    2) al comma 2, lettera a), le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021»;
    3) dopo il comma 2-ter sono inseriti i seguenti: «2-quater. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione energetica di parti
    comuni degli edifici condominiali, che interessino l'involucro
    dell'edificio con un'incidenza superiore al 25 per cento della
    superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo, la detrazione di
    cui al comma 1 spetta nella misura del 70 per cento. La medesima
    detrazione spetta, nella misura del 75 per cento, per le spese
    sostenute per interventi di riqualificazione energetica relativi alle
    parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la
    prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la
    qualita' media di cui al decreto del Ministro dello sviluppo
    economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39
    alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015. Le detrazioni di
    cui al presente articolo sono calcolate su un ammontare complessivo
    delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero
    delle unita' immobiliari che compongono l'edificio.
    2-quinquies. La sussistenza delle condizioni di cui al primo e al secondo periodo del comma 2-quater e' asseverata da professionisti
    abilitati mediante l'attestazione della prestazione energetica degli
    edifici di cui al citato decreto del Ministro dello sviluppo
    economico 26 giugno 2015. L'Agenzia nazionale per le nuove
    tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
    effettua controlli, anche a campione, su tali dichiarazioni. La
    mancata veridicita' dell'attestazione comporta la decadenza dal
    beneficio, ferma restando la responsabilita' del professionista ai
    sensi delle disposizioni vigenti.
    2-sexies. Per gli interventi di cui al comma 2-quater, a decorrere dal 1º gennaio 2017, in luogo della detrazione, i soggetti
    beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito
    ai fornitori che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri
    soggetti privati, con la facolta' di successiva cessione del credito.
    Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari
    finanziari. Le modalita' di attuazione del presente comma sono
    definite con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate,
    da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente disposizione.
    2-septies. Le detrazioni di cui al comma 2-quater sono usufruibili anche dagli istituti autonomi per le case popolari, comunque
    denominati, per interventi realizzati su immobili di loro proprieta'
    adibiti ad edilizia residenziale pubblica»;
    b) all'articolo 15, comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2017»;
    c) all'articolo 16, concernente detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili:
    1) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2017»;
    2) il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: «1-bis. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di cui all'articolo 16-bis, comma 1, lettera
    i), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
    22 dicembre 1986, n. 917, le cui procedure autorizzatorie sono
    iniziate dopo la data di entrata in vigore della presente
    disposizione, su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta
    pericolosita' (zone 1 e 2) di cui all'ordinanza del Presidente del
    Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel
    supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8
    maggio 2003, riferite a costruzioni adibite ad abitazione e ad
    attivita' produttive, spetta una detrazione dall'imposta lorda nella
    misura del 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle
    stesse spese non superiore a 96.000 euro per unita' immobiliare per
    ciascun anno. La detrazione e' ripartita in cinque quote annuali di
    pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli
    successivi. Nel caso in cui gli interventi di cui al presente comma
    realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di
    interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del
    limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si tiene
    conto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si
    e' gia' fruito della detrazione»;
    3) dopo il comma 1-bis, come sostituito dal numero 2) della presente lettera, sono inseriti i seguenti:
    «1-ter. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, le disposizioni del comma 1-bis si applicano anche agli edifici
    ubicati nella zona sismica 3 di cui all'ordinanza del Presidente del
    Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel
    supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8
    maggio 2003.
    1-quater. Qualora dalla realizzazione degli interventi di cui ai commi 1-bis e 1-ter derivi una riduzione del rischio sismico che
    determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la
    detrazione dall'imposta spetta nella misura del 70 per cento della
    spesa sostenuta. Ove dall'intervento derivi il passaggio a due classi
    di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell'80 per
    cento. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
    da adottare entro il 28 febbraio 2017, sentito il Consiglio superiore
    dei lavori pubblici, sono stabilite le linee guida per la
    classificazione di rischio sismico delle costruzioni nonche' le
    modalita' per l'attestazione, da parte di professionisti abilitati,
    dell'efficacia degli interventi effettuati.
    1-quinquies. Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni
    dall'imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma
    1-quater spettano, rispettivamente, nella misura del 75 per cento e
    dell'85 per cento. Le predette detrazioni si applicano su un
    ammontare delle spese non superiore a euro 96.000 moltiplicato per il
    numero delle unita' immobiliari di ciascun edificio. Per tali
    interventi, a decorrere dal 1º gennaio 2017, in luogo della
    detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del
    corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli
    interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facolta' di
    successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione ad
    istituti di credito e ad intermediari finanziari. Le modalita' di
    attuazione del presente comma sono definite con provvedimento del
    direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
    1-sexies. A decorrere dal 1º gennaio 2017, tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi di cui ai commi 1-ter, 1-quater
    e 1-quinquies rientrano anche le spese effettuate per la
    classificazione e verifica sismica degli immobili»;
    4) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1, limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio
    iniziati a decorrere dal 1º gennaio 2016, e' altresi' riconosciuta
    una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo
    ammontare, per le ulteriori spese documentate sostenute nell'anno
    2017 per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe
    non inferiore ad A+, nonche' A per i forni, per le apparecchiature
    per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati
    all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione
    di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in
    dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50 per
    cento delle spese sostenute ed e' calcolata su un ammontare
    complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli
    interventi effettuati nell'anno 2016 ovvero per quelli iniziati nel
    medesimo anno e proseguiti nel 2017, al netto delle spese sostenute
    nell'anno 2016 per le quali si e' fruito della detrazione. Ai fini
    della fruizione della detrazione dall'imposta, le spese di cui al
    presente comma sono computate indipendentemente dall'importo delle
    spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle
    detrazioni di cui al comma 1».
  3. Le detrazioni di cui all'articolo 16, commi 1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies, del decreto-legge 4 giugno 2013, n.
    63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,
    come modificato dal comma 2 del presente articolo, non sono
    cumulabili con agevolazioni gia' spettanti per le medesime finalita'
    sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi
    sismici.
  4. Il credito d'imposta di cui all'articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
    luglio 2014, n. 106, e' riconosciuto anche per i periodi d'imposta
    2017 e 2018, nella misura del 65 per cento, a condizione che gli
    interventi abbiano anche le finalita' di cui al comma 2 del presente
    articolo. Sono comprese tra i beneficiari del credito d'imposta di
    cui al periodo precedente anche le strutture che svolgono attivita'
    agrituristica, come definita dalla legge 20 febbraio 2006, n. 96, e
    dalle pertinenti norme regionali.
  5. Il credito d'imposta di cui al comma 4, come prorogato e modificato dal medesimo comma, e' ripartito in due quote annuali di
    pari importo e puo' essere utilizzato a decorrere dal periodo
    d'imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati
    realizzati, nel limite massimo di 60 milioni di euro nell'anno 2018,
    di 120 milioni di euro nell'anno 2019 e di 60 milioni di euro
    nell'anno 2020.
  6. Per quanto non diversamente previsto dai commi 4 e 5 continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nell'articolo 10 del
    decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 29 luglio 2014, n. 106. Entro sessanta giorni dalla data
    di entrata in vigore della presente legge si provvede
    all'aggiornamento del decreto di cui all'articolo 10, comma 4, del
    citato decreto-legge n. 83 del 2014, convertito, con modificazioni,
    dalla legge n. 106 del 2014.
  7. All'articolo 10, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n.
    106, le parole: «e di 50 milioni di euro per gli anni dal 2016 al
    2019» sono sostituite dalle seguenti: «, di 50 milioni di euro per
    l'anno 2016, di 41,7 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 e di
    16,7 milioni di euro per l'anno 2019».
  8. Le disposizioni dell'articolo 1, comma 91, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche agli investimenti in beni
    materiali strumentali nuovi, esclusi i veicoli e gli altri mezzi di
    trasporto di cui all'articolo 164, comma 1, lettere b) e b-bis), del
    testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, effettuati
    entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018 a
    condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine
    risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di
    acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di
    acquisizione.
  9. Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello «Industria 4.0», per gli investimenti,
    effettuati nel periodo indicato al comma 8, in beni materiali
    strumentali nuovi compresi nell'elenco di cui all'allegato A annesso
    alla presente legge, il costo di acquisizione e' maggiorato del 150
    per cento.
  10. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al comma 9 e che, nel periodo indicato al comma 8, effettuano
    investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell'elenco di
    cui all'allegato B annesso alla presente legge, il costo di
    acquisizione di tali beni e' maggiorato del 40 per cento.
  11. Per la fruizione dei benefici di cui ai commi 9 e 10, l'impresa e' tenuta a produrre una dichiarazione resa dal legale rappresentante
    ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e
    regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
    ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore
    a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un
    ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi
    professionali o da un ente di certificazione accreditato, attestante
    che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo
    negli elenchi di cui all'allegato A o all'allegato B annessi alla
    presente legge ed e' interconnesso al sistema aziendale di gestione
    della produzione o alla rete di fornitura.
  12. La determinazione degli acconti dovuti per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017 e per quello successivo e' effettuata
    considerando quale imposta del periodo precedente quella che si
    sarebbe determinata in assenza delle disposizioni di cui ai commi 8,
    9 e 10.
  13. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 93 e 97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
  14. All'articolo 21-quinquies del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2017»;
    b) al comma 3, le parole: «e del 20 per cento per l'anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «, del 20 per cento per l'anno 2016 e
    del 15 per cento per l'anno 2017».
  15. All'articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9,
    riguardante il credito d'imposta per attivita' di ricerca e sviluppo,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: «fino a quello in corso al 31 dicembre 2019» sono sostituite dalle seguenti: «fino a quello in corso al 31
    dicembre 2020» e le parole: «nella misura del 25 per cento delle
    spese» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura del 50 per cento
    delle spese»;
    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello
    Stato di soggetti non residenti che eseguono le attivita' di ricerca
    e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o
    localizzate in altri Stati membri dell'Unione europea, negli Stati
    aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati
    compresi nell'elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4
    settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19
    settembre 1996»;
    c) al comma 3, le parole: «euro 5 milioni» sono sostituite dalle seguenti: «euro 20 milioni»;
    d) al comma 6, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: «a) personale impiegato nelle attivita' di ricerca e sviluppo di cui al comma 4»;
    e) il comma 7 e' abrogato; f) al comma 8 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui sono stati
    sostenuti i costi di cui al comma 6 del presente articolo».
  16. Le disposizioni di cui al comma 15, ad esclusione di quella di cui alla lettera f), hanno efficacia a decorrere dal periodo
    d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.
  17. All'articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
    917, concernente le imprese minori, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Il reddito d'impresa dei soggetti che, secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
    600, applicano il regime di contabilita' semplificata, e' costituito
    dalla differenza tra l'ammontare dei ricavi di cui all'articolo 85 e
    degli altri proventi di cui all'articolo 89 percepiti nel periodo
    d'imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso
    nell'esercizio dell'attivita' d'impresa. La differenza e' aumentata
    dei ricavi di cui all'articolo 57, dei proventi di cui all'articolo
    90, comma 1, delle plusvalenze realizzate ai sensi dell'articolo 86 e
    delle sopravvenienze attive di cui all'articolo 88 e diminuita delle
    minusvalenze e sopravvenienze passive di cui all'articolo 101»;
    b) al comma 3: 1) al primo periodo, le parole: «109, commi 1, 2, 5, 7 e 9, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «109, commi 5, 7 e 9,
    lettera b),»;
    2) il terzo e il quarto periodo sono soppressi.
  18. Il reddito del periodo d'imposta in cui si applicano le disposizioni dell'articolo 66 del testo unico delle imposte sui
    redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, come modificato dal comma 17 del presente
    articolo, e' ridotto dell'importo delle rimanenze finali che hanno
    concorso a formare il reddito dell'esercizio precedente secondo il
    principio della competenza.
  19. Al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, nel caso di passaggio da un periodo d'imposta soggetto alla
    determinazione del reddito delle imprese minori ai sensi
    dell'articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, a
    un periodo d'imposta soggetto a regime ordinario, e viceversa, i
    ricavi, i compensi e le spese che hanno gia' concorso alla formazione
    del reddito, in base alle regole del regime di determinazione del
    reddito d'impresa adottato, non assumono rilevanza nella
    determinazione del reddito degli anni successivi.
  20. All'articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concernente la determinazione del valore della produzione netta
    delle societa' di persone e delle imprese individuali agli effetti
    dell'imposta regionale sulle attivita' produttive, dopo il comma 1 e'
    inserito il seguente:
    «1-bis. Per i soggetti di cui al comma 1, che determinano il reddito ai sensi dell'articolo 66 del testo unico delle imposte sui
    redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, la base imponibile di cui al comma 1 del
    presente articolo e' determinata con i criteri previsti dal citato
    articolo 66».
  21. Ai fini della determinazione della base imponibile dell'imposta regionale sulle attivita' produttive per i soggetti di cui al comma
    1-bis dell'articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
    n. 446, introdotto dal comma 20 del presente articolo, si applicano,
    in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 18 e 19 del
    presente articolo.
  22. L'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e' sostituito dal seguente:
    «Art. 18 (Contabilita' semplificata per le imprese minori). - 1. Le disposizioni dei precedenti articoli si applicano anche ai soggetti
    che, a norma del codice civile, non sono obbligati alla tenuta delle
    scritture contabili di cui allo stesso codice. Tuttavia, i soggetti
    indicati alle lettere c) e d) del primo comma dell'articolo 13,
    qualora i ricavi indicati agli articoli 57 e 85 del testo unico delle
    imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, percepiti in un anno intero,
    ovvero conseguiti nell'ultimo anno di applicazione dei criteri
    previsti dall'articolo 109, comma 2, del medesimo testo unico, non
    abbiano superato l'ammontare di 400.000 euro per le imprese aventi
    per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le
    imprese aventi per oggetto altre attivita', sono esonerati per l'anno
    successivo dalla tenuta delle scritture contabili prescritte dai
    precedenti articoli, salvi gli obblighi di tenuta delle scritture
    previste da disposizioni diverse dal presente decreto. Per i
    contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi
    e altre attivita' si fa riferimento all'ammontare dei ricavi relativi
    all'attivita' prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei
    ricavi, si considerano prevalenti le attivita' diverse dalle
    prestazioni di servizi. Con decreto del Ministro dell'economia e
    delle finanze sono stabiliti i criteri per l'individuazione delle
    attivita' consistenti nella prestazione di servizi.
  23. I soggetti che fruiscono dell'esonero di cui al comma 1 devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti
    indicando per ciascun incasso: a) il relativo importo; b) le
    generalita', l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del
    soggetto che effettua il pagamento; c) gli estremi della fattura o
    altro documento emesso. Devono essere altresi' annotate
    cronologicamente, in diverso registro e con riferimento alla data di
    pagamento, le spese sostenute nell'esercizio. Per ciascuna spesa
    devono essere fornite le indicazioni di cui alle lettere b) e c) del
    primo periodo.
  24. I componenti positivi e negativi di reddito, diversi da quelli indicati al comma 2, sono annotati nei registri obbligatori di cui al
    medesimo comma 2 entro il termine di presentazione della
    dichiarazione dei redditi.
  25. I registri tenuti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto sostituiscono i registri indicati al comma 2, qualora vi siano
    iscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette a
    registrazione ai fini della suddetta imposta. In luogo delle singole
    annotazioni relative a incassi e pagamenti, nell'ipotesi in cui
    l'incasso o il pagamento non sia avvenuto nell'anno di registrazione,
    nei registri deve essere riportato l'importo complessivo dei mancati
    incassi o pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazioni
    si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenuti
    devono essere annotati separatamente nei registri stessi nel periodo
    d'imposta in cui vengono incassati o pagati, indicando ai sensi del
    comma 2, lettera c), il documento contabile gia' registrato ai fini
    dell'imposta sul valore aggiunto.
  26. Previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere i registri ai fini dell'imposta sul
    valore aggiunto senza operare annotazioni relative a incassi e
    pagamenti, fermo restando l'obbligo della separata annotazione delle
    operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta
    imposta. In tal caso, per finalita' di semplificazione si presume che
    la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui e'
    intervenuto il relativo incasso o pagamento.
  27. I soggetti esonerati dagli adempimenti relativi all'imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 34 del decreto del Presidente
    della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non sono tenuti ad
    osservare le disposizioni dei commi 2, 3 e 4 del presente articolo.
  28. Il regime di contabilita' semplificata previsto nel presente articolo si estende di anno in anno qualora non vengano superati gli
    importi indicati nel comma 1.
  29. Il contribuente ha facolta' di optare per il regime ordinario. L'opzione ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del
    quale e' esercitata fino a quando non e' revocata e, in ogni caso,
    per il periodo stesso e per i due successivi.
  30. I soggetti che intraprendono l'esercizio di impresa commerciale, qualora ritengano di percepire ricavi per un ammontare, ragguagliato
    ad un anno, non superiore ai limiti indicati al comma 1, possono, per
    il primo anno, tenere la contabilita' semplificata di cui al presente
    articolo.
  31. Per i rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici, e per
    i distributori di carburante, ai fini del calcolo dei limiti di
    ammissione ai regimi semplificati di contabilita', i ricavi percepiti
    si assumono al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti
    beni. Per le cessioni di generi di monopolio, valori bollati e
    postali, marche assicurative e valori similari, si considerano ricavi
    gli aggi percepiti spettanti ai rivenditori.
  32. Ai fini del presente articolo si assumono come ricavi conseguiti nel periodo d'imposta le somme incassate registrate nel
    registro di cui al comma 2, primo periodo, ovvero nel registro di cui
    al comma 4».
  33. Le disposizioni di cui ai commi da 17 a 22 si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31
    dicembre 2016. Con decreto del Ministro dell'economia e delle
    finanze, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge, possono essere adottate disposizioni per l'attuazione
    dei predetti commi.
  34. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo l'articolo 70 e' inserito il seguente titolo:

                        «TITOLO V-bis 
                         GRUPPO IVA 
    

    Art. 70-bis (Requisiti soggettivi per la costituzione di un gruppo IVA). - 1. I soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato
    esercenti attivita' d'impresa, arte o professione, per i quali
    ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e
    organizzativo di cui all'articolo 70-ter, possono divenire un unico
    soggetto passivo, di seguito denominato "gruppo IVA".

  35. Non possono partecipare a un gruppo IVA: a) le sedi e le stabili organizzazioni situate all'estero; b) i soggetti la cui azienda sia sottoposta a sequestro giudiziario ai sensi dell'articolo 670 del codice di procedura
    civile; in caso di pluralita' di aziende, la disposizione opera anche
    se oggetto di sequestro e' una sola di esse;
    c) i soggetti sottoposti a una procedura concorsuale di cui all'articolo 70-decies, comma 3, terzo periodo;
    d) i soggetti posti in liquidazione ordinaria. Art. 70-ter (Vincolo finanziario, vincolo economico e vincolo organizzativo). - 1. Si considera sussistente un vincolo finanziario
    tra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato quando, ai
    sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice civile e
    almeno dal 1º luglio dell'anno solare precedente:
    a) tra detti soggetti esiste, direttamente o indirettamente, un rapporto di controllo;
    b) detti soggetti sono controllati, direttamente o indirettamente, dal medesimo soggetto, purche' residente nel
    territorio dello Stato ovvero in uno Stato con il quale l'Italia ha
    stipulato un accordo che assicura un effettivo scambio di
    informazioni.
  36. Si considera sussistente un vincolo economico tra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato sulla base
    dell'esistenza di almeno una delle seguenti forme di cooperazione
    economica:
    a) svolgimento di un'attivita' principale dello stesso genere; b) svolgimento di attivita' complementari o interdipendenti; c) svolgimento di attivita' che avvantaggiano, pienamente o sostanzialmente, uno o piu' di essi.
  37. Si considera sussistente un vincolo organizzativo tra soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato quando tra detti
    soggetti esiste un coordinamento, in via di diritto, ai sensi delle
    disposizioni di cui al libro quinto, titolo V, capo IX, del codice
    civile, o in via di fatto, tra gli organi decisionali degli stessi,
    ancorche' tale coordinamento sia svolto da un altro soggetto.
  38. Salvo quanto disposto dal comma 5, se tra i soggetti passivi intercorre il vincolo finanziario di cui al comma 1, si presumono
    sussistenti tra i medesimi anche i vincoli economico e organizzativo
    di cui ai commi 2 e 3.
  39. Per dimostrare l'insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo, e' presentata all'Agenzia delle entrate istanza di
    interpello ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera b), della
    legge 27 luglio 2000, n. 212.
  40. Il vincolo economico si considera in ogni caso insussistente per i soggetti per i quali il vincolo finanziario di cui al comma 1
    ricorre in dipendenza di partecipazioni acquisite nell'ambito degli
    interventi finalizzati al recupero di crediti o derivanti dalla
    conversione in azioni di nuova emissione dei crediti verso imprese in
    temporanea difficolta' finanziaria, di cui all'articolo 113, comma 1,
    del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Per dimostrare
    la sussistenza del vincolo economico e' presentata all'Agenzia delle
    entrate istanza di interpello ai sensi dell'articolo 11, comma 1,
    lettera b), della citata legge n. 212 del 2000.
    Art. 70-quater (Costituzione del gruppo IVA). - 1. Il gruppo IVA e' costituito a seguito di un'opzione esercitata da tutti i soggetti
    passivi stabiliti nel territorio dello Stato per i quali ricorrano
    congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo di
    cui all'articolo 70-ter. In caso di mancato esercizio dell'opzione da
    parte di uno o piu' dei soggetti di cui al periodo precedente:
    a) e' recuperato a carico del gruppo IVA l'effettivo vantaggio fiscale conseguito;
    b) il gruppo IVA cessa a partire dall'anno successivo rispetto a quello in cui viene accertato il mancato esercizio dell'opzione, a
    meno che i predetti soggetti non esercitino l'opzione per partecipare
    al gruppo medesimo.
  41. L'opzione di cui al comma 1 e' esercitata mediante la presentazione, in via telematica, da parte del rappresentante del
    gruppo, della dichiarazione di cui all'articolo 70-duodecies, comma
    5, nella quale sono indicati:
    a) la denominazione del gruppo IVA; b) i dati identificativi del rappresentante del gruppo IVA, di seguito denominato "rappresentante di gruppo", e dei soggetti
    partecipanti al gruppo medesimo;
    c) l'attestazione della sussistenza, tra i soggetti partecipanti al gruppo, dei vincoli di cui all'articolo 70-ter;
    d) l'attivita' o le attivita' che saranno svolte dal gruppo IVA; e) l'elezione di domicilio presso il rappresentante di gruppo da parte di ciascun soggetto partecipante al gruppo medesimo, ai fini
    della notifica degli atti e dei provvedimenti relativi ai periodi
    d'imposta per i quali e' esercitata l'opzione; l'elezione di
    domicilio e' irrevocabile fino al termine del periodo di decadenza
    dell'azione di accertamento o di irrogazione delle sanzioni relative
    all'ultimo anno di validita' dell'opzione;
    f) la sottoscrizione del rappresentante di gruppo, che presenta la dichiarazione, e degli altri soggetti di cui al presente comma.
  42. Se la dichiarazione di cui al comma 2 e' presentata dal 1º gennaio al 30 settembre, l'opzione di cui al comma 1 ha effetto a
    decorrere dall'anno successivo. Se la dichiarazione di cui al comma 2
    e' presentata dal 1º ottobre al 31 dicembre, l'opzione di cui al
    comma 1 ha effetto a decorrere dal secondo anno successivo.
  43. Permanendo i vincoli di cui all'articolo 70-ter, l'opzione e' vincolante per un triennio decorrente dall'anno in cui la stessa ha
    effetto. Trascorso il primo triennio, l'opzione si rinnova
    automaticamente per ciascun anno successivo, fino a quando non e'
    esercitata la revoca di cui all'articolo 70-novies. Resta fermo
    quanto disposto dal comma 1, lettera b).
  44. Se negli anni di validita' dell'opzione di cui al comma 1 i vincoli economico e organizzativo di cui all'articolo 70-ter, commi 2
    e 3, si instaurano nei riguardi dei soggetti che erano stati esclusi
    dal gruppo IVA ai sensi del comma 5 del medesimo articolo, ovvero se
    il vincolo finanziario di cui all'articolo 70-ter, comma 1, si
    instaura nei riguardi di soggetti passivi stabiliti nel territorio
    dello Stato relativamente ai quali non sussisteva all'atto
    dell'esercizio dell'opzione, i predetti soggetti partecipano al
    gruppo IVA a decorrere dall'anno successivo a quello in cui tali
    vincoli si sono instaurati. In tal caso, la dichiarazione di cui al
    comma 2 deve essere presentata entro il novantesimo giorno successivo
    a quello in cui tali vincoli si sono instaurati. In caso di mancata
    inclusione di un soggetto di cui al primo periodo nel gruppo IVA, si
    applicano le disposizioni del secondo periodo del comma 1.
    Art. 70-quinquies (Operazioni effettuate dal gruppo IVA e nei confronti di esso). - 1. Le cessioni di beni e le prestazioni di
    servizi effettuate da un soggetto partecipante a un gruppo IVA nei
    confronti di un altro soggetto partecipante allo stesso gruppo IVA
    non sono considerate cessioni di beni e prestazioni di servizi agli
    effetti degli articoli 2 e 3.
  45. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto partecipante a un gruppo IVA nei confronti di un soggetto
    che non ne fa parte si considerano effettuate dal gruppo IVA.
  46. Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un soggetto partecipante a un gruppo IVA da un soggetto
    che non ne fa parte si considerano effettuate nei confronti del
    gruppo IVA.
  47. Gli obblighi e i diritti derivanti dall'applicazione delle norme in materia di imposta sul valore aggiunto sono, rispettivamente, a
    carico e a favore del gruppo IVA.
    Art. 70-sexies (Eccedenze creditorie antecedenti alla partecipazione al gruppo IVA). - 1. L'eccedenza di imposta detraibile
    risultante dalla dichiarazione annuale relativa all'anno precedente
    al primo anno di partecipazione al gruppo IVA non si trasferisce al
    gruppo medesimo, ma puo' essere chiesta a rimborso, anche in mancanza
    delle condizioni di cui all'articolo 30 del presente decreto, ovvero
    compensata a norma dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio
    1997, n. 241. La disposizione di cui al primo periodo non si applica
    per la parte dell'eccedenza detraibile di ammontare pari ai
    versamenti dell'imposta sul valore aggiunto effettuati con
    riferimento a tale precedente anno.
    Art. 70-septies (Adempimenti). - 1. Il rappresentante di gruppo adempie gli obblighi ed esercita i diritti di cui all'articolo
    70-quinquies, comma 4, nei modi ordinari.
  48. Il rappresentante di gruppo e' il soggetto che esercita il controllo di cui all'articolo 70-ter, comma 1. Se il predetto
    soggetto non puo' esercitare l'opzione, e' rappresentante di gruppo
    il soggetto partecipante con volume d'affari o ammontare di ricavi
    piu' elevato nel periodo precedente alla costituzione del gruppo
    medesimo.
  49. Se il rappresentante di gruppo cessa di far parte del gruppo IVA senza che vengano meno gli effetti dell'opzione per gli altri
    partecipanti, subentra quale rappresentante di gruppo un altro
    soggetto partecipante al gruppo IVA, individuato ai sensi del comma
    2, con riferimento all'ultima dichiarazione presentata. La
    sostituzione ha effetto dal giorno successivo alla cessazione del
    precedente rappresentante di gruppo ed e' comunicata dal nuovo
    rappresentante di gruppo con la dichiarazione di cui all'articolo
    70-duodecies, comma 5, entro trenta giorni.
    Art. 70-octies (Responsabilita'). - 1. Il rappresentante di gruppo e' responsabile per l'adempimento degli obblighi connessi
    all'esercizio dell'opzione.
  50. Gli altri soggetti partecipanti al gruppo IVA sono responsabili in solido con il rappresentante di gruppo per le somme che risultano
    dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni a seguito delle
    attivita' di liquidazione e controllo.
    Art. 70-novies (Disposizioni in materia di opzioni e revoche). - 1. La revoca dell'opzione esercitata ai sensi dell'articolo 70-quater e'
    comunicata dal rappresentante di gruppo con la dichiarazione di cui
    all'articolo 70-duodecies, comma 5, sottoscritta anche dagli altri
    soggetti partecipanti al gruppo IVA.
  51. La revoca dell'opzione opera nei riguardi di tutti i soggetti partecipanti al gruppo IVA. Se la dichiarazione di cui al comma 1 e'
    presentata dal 1º gennaio al 30 settembre, la revoca ha effetto a
    decorrere dall'anno successivo. Se la dichiarazione di cui al comma 1
    e' presentata dal 1º ottobre al 31 dicembre, la revoca ha effetto a
    decorrere dal secondo anno successivo.
  52. Alle opzioni e alle revoche previste dal presente titolo non si applicano le disposizioni del regolamento di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442.
  53. L'esercizio da parte di un soggetto dell'opzione di cui all'articolo 70-quater comporta il venir meno degli effetti delle
    opzioni in materia di imposta sul valore aggiunto esercitate dallo
    stesso in precedenza, anche se non e' decorso il periodo minimo di
    permanenza nel particolare regime prescelto.
    Art. 70-decies (Esclusione dalla partecipazione al gruppo IVA). -
    1. L'opzione di cui all'articolo 70-quater, comma 1, da parte di un
      soggetto, per il quale non sussistono i requisiti di cui all'articolo
      70-bis, e' priva di effetti limitatamente a tale soggetto.
  54. Ciascun soggetto partecipante a un gruppo IVA cessa di partecipare al gruppo medesimo se si verifica uno dei seguenti casi:
    a) viene meno il vincolo finanziario nei riguardi di tale soggetto;
    b) e' riconosciuto, ai sensi dell'articolo 70-ter, comma 5, il venir meno del vincolo economico od organizzativo nei riguardi di
    tale soggetto;
    c) tale soggetto subisce il sequestro giudiziario dell'azienda ai sensi dell'articolo 670 del codice di procedura civile;
    d) tale soggetto e' sottoposto a una procedura concorsuale; e) tale soggetto e' posto in liquidazione ordinaria.
  55. La partecipazione al gruppo IVA cessa a decorrere dalla data in cui si verificano gli eventi previsti nel comma 2, lettere a), c), d)
    o e), e ha effetto per le operazioni compiute e per gli acquisti e le
    importazioni annotati a partire da tale data. Nell'ipotesi di cui al
    comma 2, lettera b), la partecipazione al gruppo IVA cessa a
    decorrere dall'anno successivo a quello in cui e' riconosciuto il
    venir meno del vincolo. Per l'individuazione della data in cui si
    verifica l'evento, nelle ipotesi di cui alle lettere c), d) o e) del
    comma 2, si fa riferimento alla data di efficacia del provvedimento
    che dispone il sequestro giudiziario, alla data della sentenza
    dichiarativa del fallimento, alla data del decreto di ammissione al
    concordato preventivo, alla data del provvedimento che ordina la
    liquidazione coatta amministrativa, alla data del decreto che dispone
    la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in
    crisi o alla data di assunzione della delibera assembleare della
    liquidazione ordinaria.
  56. Il gruppo IVA cessa quando viene meno la pluralita' dei soggetti partecipanti. In tal caso, l'eccedenza detraibile risultante dalla
    dichiarazione del gruppo IVA non chiesta a rimborso e' computata in
    detrazione dal soggetto partecipante che agiva in qualita' di
    rappresentante di gruppo nelle proprie liquidazioni o nella propria
    dichiarazione annuale.
  57. La cessazione di cui ai commi 2 e 4 e' comunicata dal rappresentante di gruppo entro trenta giorni dalla data in cui si
    sono verificati gli eventi, con la dichiarazione di cui all'articolo
    70-duodecies, comma 5.
    Art. 70-undecies (Attivita' di controllo). - 1. Per le annualita' di validita' dell'opzione, l'esercizio dei poteri previsti dagli
    articoli 51 e seguenti nei confronti del gruppo IVA e' demandato alle
    strutture, gia' esistenti, individuate con il regolamento di
    amministrazione dell'Agenzia delle entrate, di cui all'articolo 71,
    comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nell'ambito
    delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente.
  58. Alle strutture di cui al comma 1 sono demandate le attivita' di: a) liquidazione prevista dall'articolo 54-bis; b) controllo sostanziale; c) recupero dei crediti inesistenti utilizzati in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
    241;
    d) gestione del contenzioso relativo a tutti gli atti di competenza delle strutture stesse;
    e) rimborso in materia di imposta sul valore aggiunto.
  59. Ai fini delle attivita' di controllo, nell'ipotesi di disconoscimento della validita' dell'opzione il recupero dell'imposta
    avviene nei limiti dell'effettivo vantaggio fiscale conseguito.
  60. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabiliti specifici adempimenti finalizzati ad assicurare l'efficacia
    delle attivita' di controllo.
    Art. 70-duodecies (Disposizioni speciali e di attuazione). - 1. Le modalita' e i termini speciali di emissione, numerazione e
    registrazione delle fatture nonche' di esecuzione delle liquidazioni
    e dei versamenti periodici stabiliti dai decreti ministeriali emanati
    ai sensi degli articoli 22, secondo comma, 73 e 74 si applicano alle
    operazioni soggette a tali disposizioni effettuate dal gruppo IVA.
  61. Se al gruppo IVA partecipano una o piu' banche, alle operazioni riferibili a queste ultime si applicano le disposizioni del
    regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle
    finanze 12 febbraio 2004, n. 75.
  62. Se al gruppo IVA partecipano una o piu' societa' assicurative, alle operazioni riferibili a queste ultime si applicano le
    disposizioni di cui al decreto del Ministro delle finanze 30 maggio
    1989, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 5 giugno 1989.
  63. Le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 1, secondo, quarto e quinto periodo, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
    si applicano anche nei casi in cui una societa' di gestione di fondi
    partecipi a un gruppo IVA.
  64. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono approvati il modello per la presentazione delle dichiarazioni di cui
    al presente titolo nonche' le modalita' e le specifiche tecniche per
    la trasmissione telematica delle stesse.
  65. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente
    titolo».
  66. Nella tabella di cui all'allegato B al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, indicante atti, documenti e
    registri esenti dall'imposta di bollo in modo assoluto, dopo
    l'articolo 6 e' inserito il seguente:
    «Art. 6-bis. Fatture, note, conti, ricevute, quietanze e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti relativi a cessioni
    di beni e prestazioni di servizi tra soggetti partecipanti a un
    gruppo IVA. La disposizione si applica per le operazioni per le
    quali, se effettuate nei confronti di un soggetto non partecipante a
    un gruppo IVA, si applicherebbero le esenzioni di cui agli articoli 6
    e 15 della presente tabella e all'articolo 66, comma 5, del
    decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427».
  67. Al testo unico dell'imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 5, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Le scritture private non autenticate sono soggette a registrazione in caso d'uso se tutte le disposizioni in esse
    contemplate sono relative a operazioni soggette all'imposta sul
    valore aggiunto. Si considerano soggette all'imposta sul valore
    aggiunto anche le cessioni e le prestazioni tra soggetti partecipanti
    a un gruppo IVA, le cessioni e le prestazioni per le quali l'imposta
    non e' dovuta a norma degli articoli da 7 a 7-septies del decreto del
    Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e quelle di cui
    al comma 6 dell'articolo 21 del medesimo decreto del Presidente della
    Repubblica n. 633 del 1972. La disposizione del periodo precedente
    non si applica alle operazioni esenti e imponibili ai sensi dei
    numeri 8), 8-bis), 8-ter) e 27-quinquies) del primo comma
    dell'articolo 10 del citato decreto n. 633 del 1972 e alle locazioni
    di immobili esenti ai sensi del secondo comma del medesimo articolo
    10, nonche' alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi tra
    soggetti partecipanti a un gruppo IVA per le quali, se effettuate nei
    confronti di un soggetto non partecipante al gruppo IVA, si
    applicherebbero le suddette disposizioni»;
    b) all'articolo 40: 1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Per gli atti relativi a cessioni di beni e prestazioni di servizi soggetti all'imposta sul valore aggiunto, l'imposta si
    applica in misura fissa. Si considerano soggette all'imposta sul
    valore aggiunto anche le cessioni e le prestazioni tra soggetti
    partecipanti a un gruppo IVA, le cessioni e le prestazioni per le
    quali l'imposta non e' dovuta a norma degli articoli da 7 a 7-septies
    del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
    e quelle di cui al comma 6 dell'articolo 21 del medesimo decreto del
    Presidente della Repubblica n. 633 del 1972. La disposizione del
    periodo precedente non si applica alle operazioni esenti ai sensi dei
    numeri 8), 8-bis) e 27-quinquies) del primo comma dell'articolo 10
    del citato decreto n. 633 del 1972 e alle locazioni di immobili
    esenti ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 10, nonche'
    alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi tra soggetti
    partecipanti a un gruppo IVA per le quali, se effettuate nei
    confronti di un soggetto non partecipante al gruppo IVA, si
    applicherebbero le suddette disposizioni»;
    2) il comma 1-bis e' sostituito dal seguente: «1-bis. Sono soggette all'imposta proporzionale di registro le locazioni di immobili strumentali di cui all'articolo 10, primo
    comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, ancorche' siano imponibili agli effetti
    dell'imposta sul valore aggiunto ovvero intervengano tra soggetti
    partecipanti a un gruppo IVA».
  68. All'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) le parole: «Ministro delle finanze», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «Ministro dell'economia e delle finanze»;
    b) il terzo comma e' sostituito dal seguente: «Il Ministro dell'economia e delle finanze puo' disporre con propri decreti, stabilendo le relative modalita', che i versamenti
    periodici, compreso quello di cui all'articolo 6, comma 2, della
    legge 29 dicembre 1990, n. 405, e i versamenti dell'imposta dovuta in
    base alla dichiarazione annuale siano eseguiti per l'ammontare
    complessivamente dovuto dall'ente o societa' commerciale controllante
    e dagli enti o societa' commerciali controllati, al netto delle
    eccedenze detraibili; l'ente o societa' commerciale controllante
    comunica all'Agenzia delle entrate l'esercizio dell'opzione per la
    predetta procedura di versamento con la dichiarazione ai fini
    dell'imposta sul valore aggiunto presentata nell'anno solare a
    decorrere dal quale intende esercitare l'opzione. Agli effetti dei
    versamenti di cui al precedente periodo non si tiene conto delle
    eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative
    al periodo d'imposta precedente, degli enti e societa' diversi da
    quelli per i quali anche in tale periodo d'imposta l'ente o societa'
    controllante si e' avvalso della facolta' di cui al presente comma.
    Alle eccedenze detraibili degli enti e delle societa' per i quali
    trova applicazione la disposizione di cui al precedente periodo si
    applicano le disposizioni di cui all'articolo 30. Restano fermi gli
    altri obblighi e le responsabilita' delle societa' controllate. Si
    considera controllata la societa' le cui azioni o quote sono
    possedute per oltre la meta' dall'altra, almeno dal 1º luglio
    dell'anno solare precedente a quello di esercizio dell'opzione».
  69. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, adegua le vigenti disposizioni ministeriali alle modificazioni
    introdotte dal comma 27, lettera b).
  70. Il regolamento di amministrazione dell'Agenzia delle entrate, di cui all'articolo 71, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio
    1999, n. 300, puo' attribuire alle medesime strutture, gia'
    esistenti, di cui al comma 1 dell'articolo 70-undecies del decreto
    del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, introdotto
    dal comma 24 del presente articolo, nell'ambito delle risorse umane,
    strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, i
    poteri previsti dagli articoli 31 e seguenti del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nei confronti
    dei soggetti che aderiscono al gruppo IVA.
  71. Le disposizioni di cui ai commi 27 e 28 si applicano dal 1º gennaio 2017; le altre disposizioni di cui ai commi 24, 25, 26 e 29
    si applicano dal 1º gennaio 2018.
  72. Per le disposizioni di cui al comma 24 il Ministero dell'economia e delle finanze procede alla consultazione del Comitato
    consultivo dell'imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell'articolo
    11 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006.
  73. All'articolo 16 del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: «due anni» sono sostituite dalle seguenti: «cinque anni»;
    b) al comma 2, la parola: «biennio» e' sostituita dalla seguente: «quinquennio»; c) al comma 3, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017».
  74. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 10, comma 1, numero 14), le parole: «o altri mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di trasporto
    marittimo, lacuale, fluviale e lagunare» sono soppresse;
    b) alla tabella A, parte II-bis, dopo il numero 1-bis) e' aggiunto il seguente:
    «1-ter) prestazioni di trasporto urbano di persone effettuate mediante mezzi di trasporto abilitati ad eseguire servizi di
    trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare»;
    c) alla tabella A, parte III, numero 127-novies), dopo la parola: «escluse» sono inserite le seguenti: «quelle di cui alla tabella A, parte II-bis, numero 1-ter), e».
  75. La tariffa amministrata per i servizi di trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare e' comunque comprensiva dell'imposta sul
    valore aggiunto.
  76. Le disposizioni di cui ai commi 33 e 34 si applicano alle operazioni effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2017.
  77. Dopo il comma 2 dell'articolo 25-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dall'articolo
    1, comma 43, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono aggiunti i
    seguenti:
    «2-bis. Il versamento della ritenuta di cui al comma 1 e' effettuato dal condominio quale sostituto d'imposta quando
    l'ammontare delle ritenute operate raggiunga l'importo di euro 500.
    Il condominio e' comunque tenuto all'obbligo di versamento entro il
    30 giugno e il 20 dicembre di ogni anno anche qualora non sia stato
    raggiunto l'importo stabilito al primo periodo.
    2-ter. Il pagamento dei corrispettivi di cui al comma 1 deve essere eseguito dai condomini tramite conti correnti bancari o postali a
    loro intestati ovvero secondo altre modalita' idonee a consentire
    all'amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli,
    che possono essere stabilite con decreto del Ministro dell'economia e
    delle finanze da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della
    legge 23 agosto 1988, n. 400. L'inosservanza della presente
    disposizione comporta l'applicazione delle sanzioni previste dal
    comma 1 dell'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
    471».
  78. All'articolo 164, comma 1, lettera b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, l'ultimo periodo e' sostituito
    dal seguente: «I predetti limiti di 35 milioni di lire e di 7 milioni
    di lire sono elevati rispettivamente a euro 25.822,84 e a euro
    5.164,57 per gli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di
    commercio».
  79. Al fine di semplificare e razionalizzare il sistema delle tasse automobilistiche, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica, la facolta' di pagamento cumulativo ai sensi dell'articolo
    7, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e' estesa alle aziende
    con flotte di auto e camion delle quali siano proprietarie,
    usufruttuarie, acquirenti con patto di riservato dominio ovvero
    utilizzatrici a titolo di locazione finanziaria.
  80. I versamenti cumulativi di cui al comma 38 del presente articolo e all'articolo 7 della legge 23 luglio 2009, n. 99, devono
    in ogni caso essere eseguiti in favore della regione o provincia
    autonoma competente in relazione rispettivamente al luogo di
    immatricolazione del veicolo o, in caso di locazione finanziaria, al
    luogo di residenza dell'utilizzatore del veicolo medesimo.
  81. Per l'anno 2017, la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al regio decreto-legge 21 febbraio
    1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, e' pari
    complessivamente all'importo di euro 90.
  82. All'articolo 3, numero 1), della legge 17 luglio 1942, n. 907, dopo le parole: «La concessione» sono inserite le seguenti: «, ad
    eccezione di quella relativa all'estrazione del sale dai
    giacimenti,».
  83. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 26, le parole: «per l'anno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «per gli anni 2016 e 2017»;
    b) al comma 28, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per l'anno 2017, i comuni che hanno deliberato ai sensi del periodo
    precedente possono continuare a mantenere con espressa deliberazione
    del consiglio comunale la stessa maggiorazione confermata per l'anno
    2016».
  84. All'articolo 2, comma 3-bis, del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.
    50, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31
    dicembre 2017».
  85. Per gli anni 2017, 2018 e 2019, i redditi dominicali e agrari non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini
    dell'imposta sul reddito delle persone fisiche dei coltivatori
    diretti e degli imprenditori agricoli professionali di cui
    all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti
    nella previdenza agricola.
  86. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
    forestali, da adottare entro il 31 gennaio 2017, ai sensi
    dell'articolo 34, comma 1, del decreto del Presidente della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le percentuali di compensazione
    applicabili agli animali vivi delle specie bovina e suina sono
    innalzate, per l'anno 2017, rispettivamente in misura non superiore
    al 7,7 per cento e all'8 per cento. L'attuazione delle disposizioni
    di cui al precedente periodo non puo' comportare minori entrate
    superiori a 20 milioni di euro.
  87. Il comma 3 dell'articolo 66 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e' abrogato. Le risorse residue disponibili del Fondo di
    investimento nel capitale di rischio previsto dal decreto del
    Ministro delle politiche agricole e forestali 22 giugno 2004, n. 182,
    per gli interventi di cui al citato comma 3 dell'articolo 66 della
    legge n. 289 del 2002, entro trenta giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge, sono versate dall'ISMEA all'entrata del
    bilancio dello Stato, nel limite di 9 milioni di euro per l'anno
  88. All'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e delle
    disposizioni di cui all'articolo 9, secondo comma, del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601».
  89. A decorrere dal 1º gennaio 2017 l'aliquota di accisa sulla birra di cui all'allegato I annesso al testo unico delle disposizioni
    legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
    relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto
    legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e' rideterminata in euro 3,02
    per ettolitro e per grado-Plato.
  90. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 65, dopo le parole: «di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87,» sono inserite le seguenti: «escluse le societa'
    di gestione dei fondi comuni d'investimento di cui al testo unico
    delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui
    al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,»;
    b) il comma 67 e' sostituito dal seguente: «67. All'articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, il primo periodo e' sostituito dal seguente:
    "Gli interessi passivi sostenuti dalle imprese di assicurazione e dalle societa' capogruppo di gruppi assicurativi e dalle societa' di
    gestione dei fondi comuni d'investimento di cui al testo unico delle
    disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al
    decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono deducibili nel
    limite del 96 per cento del loro ammontare"».
  91. All'articolo 90, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dal periodo
    di imposta in corso alla data del 1º gennaio 2017, l'importo e'
    elevato a 400.000 euro».
  92. Dopo l'articolo 111 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre
    1993, n. 385, e' inserito il seguente:
    «Art. 111-bis (Finanza etica e sostenibile). - 1. Sono operatori bancari di finanza etica e sostenibile le banche che conformano la
    propria attivita' ai seguenti principi:
    a) valutano i finanziamenti erogati a persone giuridiche secondo standard di rating etico internazionalmente riconosciuti, con
    particolare attenzione all'impatto sociale e ambientale;
    b) danno evidenza pubblica, almeno annualmente, anche via web, dei finanziamenti erogati di cui alla lettera a), tenuto conto delle
    vigenti normative a tutela della riservatezza dei dati personali;
    c) devolvono almeno il 20 per cento del proprio portafoglio di crediti a organizzazioni senza scopo di lucro o a imprese sociali con
    personalita' giuridica, come definite dalla normativa vigente;
    d) non distribuiscono profitti e li reinvestono nella propria attivita';
    e) adottano un sistema di governance e un modello organizzativo a forte orientamento democratico e partecipativo, caratterizzato da un
    azionariato diffuso;
    f) adottano politiche retributive tese a contenere al massimo la differenza tra la remunerazione maggiore e quella media della banca,
    il cui rapporto comunque non puo' superare il valore di 5.
  93. Non concorre a formare il reddito imponibile ai sensi dell'articolo 81 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile una quota pari
    al 75 per cento delle somme destinate a incremento del capitale
    proprio.
  94. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, stabilisce, con proprio decreto, le norme di attuazione
    delle disposizioni del presente articolo, dalle quali non possono
    derivare oneri a carico della finanza pubblica superiori a 1 milione
    di euro in ragione annua a decorrere dall'anno 2017.
  95. L'agevolazione di cui al presente articolo e' riconosciuta nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della
    Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli
    articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
    agli aiuti "de minimis"».
  96. Il termine per la concessione dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e
    medie imprese di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 21
    giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
    agosto 2013, n. 98, e' prorogato al 31 dicembre 2018.
  97. Per fare fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei contributi previsti dall'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21
    giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
    agosto 2013, n. 98, e dai commi da 52 a 57 del presente articolo, e'
    autorizzata la spesa di 28 milioni di euro per l'anno 2017, di 84
    milioni di euro per l'anno 2018, di 112 milioni di euro per ciascuno
    degli anni dal 2019 al 2021, di 84 milioni di euro per l'anno 2022 e
    di 28 milioni di euro per l'anno 2023.
  98. Una quota pari al 20 per cento delle risorse di cui al comma 53 e' riservata alla concessione dei contributi di cui al comma 56. Le
    risorse che, alla data del 30 giugno 2018, non risultano utilizzate
    per la predetta riserva rientrano nella disponibilita' della misura.
  99. Al fine di favorire la transizione del sistema produttivo nazionale verso la manifattura digitale e di incrementare
    l'innovazione e l'efficienza del sistema imprenditoriale, anche
    tramite l'innovazione di processo o di prodotto, le imprese di micro,
    piccola e media dimensione possono accedere ai finanziamenti e ai
    contributi di cui all'articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n.
    69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,
    per l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di
    fabbrica aventi come finalita' la realizzazione di investimenti in
    tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing,
    banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica,
    realta' aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification
    (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
  100. A fronte della realizzazione di investimenti aventi le finalita' di cui al comma 55 del presente articolo, il contributo di
    cui all'articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e'
    concesso secondo le modalita' di cui alle disposizioni attuative,
    adottate ai sensi del medesimo articolo 2, comma 5, del citato
    decreto-legge n. 69 del 2013, con una maggiorazione pari al 30 per
    cento della misura massima ivi stabilita, fermo restando il rispetto
    delle intensita' massime di aiuto previste dalla normativa
    dell'Unione europea applicabile in materia di aiuti di Stato.
  101. L'importo massimo dei finanziamenti di cui all'articolo 2, comma 8, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, puo' essere
    incrementato, in funzione delle richieste di finanziamento a valere
    sul plafond di provvista costituito presso la gestione separata della
    Cassa depositi e prestiti Spa e, comunque, fino a un massimo di
    ulteriori 7 miliardi di euro.
  102. Per il potenziamento delle azioni di promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, l'importo di cui
    all'articolo 1, comma 202, quinto periodo, della legge 23 dicembre
    2014, n. 190, e' incrementato di 1 milione di euro per l'anno 2017.
    Il Ministro dello sviluppo economico presenta alle Camere una
    relazione annuale nella quale rende conto in modo analitico
    dell'utilizzazione di tali somme.
  103. Ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 25 giugno 2003, n. 155, come sostituito dall'articolo 13, comma 1, della
    legge 19 agosto 2016, n. 166, che acquistano in Italia, anche in
    locazione finanziaria, beni mobili strumentali utilizzati
    direttamente ed esclusivamente per le finalita' di cui alla medesima
    legge n. 155 del 2003, e' riconosciuto un contributo fino al 15 per
    cento del prezzo di acquisto, per un massimo di 3.500 euro annui, nel
    limite delle risorse di cui al comma 63 del presente articolo per gli
    anni 2017 e 2018.
  104. Il contributo e' corrisposto dal venditore mediante compensazione con il prezzo di acquisto.
  105. Le imprese costruttrici o importatrici dei beni mobili di cui al comma 59 rimborsano al venditore l'importo del contributo e
    recuperano tale importo quale credito d'imposta per il versamento
    delle ritenute dell'imposta sul reddito delle persone fisiche operate
    in qualita' di sostituto d'imposta sui redditi da lavoro dipendente,
    dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta sul
    reddito delle societa' e dell'imposta sul valore aggiunto dovute,
    anche in acconto, per l'esercizio in cui e' effettuato l'acquisto.
  106. Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui e' stata emessa la fattura di vendita, le imprese costruttrici o
    importatrici conservano la copia della fattura di vendita e dell'atto
    di acquisto che deve essere ad esse trasmessa dal venditore.
  107. Per provvedere all'erogazione del credito d'imposta previsto dai commi da 59 a 64 e' autorizzata la spesa di 10 milioni di euro
    per ciascuno degli anni 2017 e 2018.
  108. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro sessanta giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita' per la
    preventiva autorizzazione all'erogazione dei contributi previsti e le
    condizioni per la loro fruizione. Con il medesimo decreto sono
    definite modalita' di monitoraggio e di controllo per garantire il
    rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 63.
  109. All'articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015,
    n. 33, le parole: «dall'articolo 24» sono sostituite dalle seguenti:
    «dagli articoli 24 e 25».
  110. All'articolo 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: «3-bis. A decorrere dall'anno 2017, l'investimento massimo detraibile di cui al comma 3 e' aumentato a euro 1.000.000»;
    b) ai commi 3 e 5, le parole: «due anni» sono sostituite dalle seguenti: «tre anni»;
    c) dopo il comma 7 e' inserito il seguente: «7-bis. A decorrere dall'anno 2017, le aliquote di cui ai commi 1, 4 e 7 sono aumentate al 30 per cento»;
    d) dopo il comma 8 e' inserito il seguente: «8-bis. Per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 3-bis e 7-bis, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del
    decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 febbraio 2016,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell'11 aprile 2016».
  111. L'efficacia delle disposizioni di cui al comma 66, lettere a) e c), del presente articolo, e' subordinata, ai sensi dell'articolo
    108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
    all'autorizzazione della Commissione europea, richiesta a cura del
    Ministero dello sviluppo economico.
  112. All'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 9, le parole da: «che operano» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «nel rispetto delle condizioni
    e dei limiti previsti dagli Orientamenti sugli aiuti di Stato
    destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del
    rischio, di cui alla comunicazione 2014/C 19/04 della Commissione,
    del 22 gennaio 2014»;
    b) il comma 9-bis e' abrogato; c) al comma 12, le parole: «dai commi 9 e 9-bis» sono sostituite dalle seguenti: «dal comma 9»;
    d) al comma 12-bis, le parole da: «e i requisiti» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 9»;
    e) al comma 12-ter, le parole: «comma 9-bis» sono sostituite dalle seguenti: «comma 9».
  113. All'articolo 26, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.
    221, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'atto costitutivo
    della start-up innovativa, costituita ai sensi dell'articolo 4, comma
    10-bis, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, nonche' di quella
    costituita con atto pubblico, in caso di contestuale iscrizione nella
    citata sezione speciale di cui all'articolo 25, comma 8, e' esente
    dal pagamento delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria».
  114. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 5-novies dell'articolo 1 e' sostituito dal seguente: «5-novies. Per "portale per la raccolta di capitali per le PMI" si intende una piattaforma on line che abbia come finalita' esclusiva la
    facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle
    PMI come definite dalla disciplina dell'Unione europea e degli
    organismi di investimento collettivo del risparmio o altre societa'
    che investono prevalentemente in PMI»;
    b) all'articolo 50-quinquies, le parole: «per le start-up innovative, per le PMI innovative» sono sostituite, ovunque
    ricorrono, dalle seguenti: «per le PMI», le parole: «in start-up
    innovative e in PMI innovative» sono sostituite, ovunque ricorrono,
    dalle seguenti: «in PMI» e, alla rubrica, le parole: «per start-up
    innovative e PMI innovative» sono sostituite dalle seguenti: «per le
    PMI»;
    c) alla rubrica del capo III-quater del titolo III della parte II, le parole: «per le start-up innovative e le PMI innovative» sono
    sostituite dalle seguenti: «per le PMI».
  115. Per il finanziamento delle iniziative di cui al titolo I, capo 0I, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e' autorizzata la
    spesa di 47,5 milioni di euro per l'anno 2017 e di 47,5 milioni di
    euro per l'anno 2018. Le predette risorse sono iscritte nello stato
    di previsione del Ministero dello sviluppo economico per essere
    successivamente accreditate su un conto corrente infruttifero,
    intestato all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e
    lo sviluppo d'impresa Spa-INVITALIA, aperto presso la tesoreria
    centrale dello Stato e dedicato al citato titolo I, capo 0I, del
    decreto legislativo n. 185 del 2000. Sul medesimo conto corrente
    sono, altresi', accreditate le disponibilita' finanziarie presenti
    nel fondo rotativo depositato sul conto corrente di tesoreria n.
    22048, istituito ai sensi dell'articolo 4 del decreto del Ministro
    dell'economia e delle finanze 30 novembre 2004, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2005, nella misura di un
    terzo delle risorse complessive, nonche' i rientri dei finanziamenti
    erogati dalla citata Agenzia ai sensi delle disposizioni del titolo I
    del citato decreto legislativo n. 185 del 2000.
  116. La dotazione del Fondo per la crescita sostenibile, di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e'
    incrementata di 47,5 milioni di euro per l'anno 2017 e di 47,5
    milioni di euro per l'anno 2018, da destinare all'erogazione dei
    finanziamenti agevolati per gli interventi di cui al decreto del
    Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014, per il sostegno alla
    nascita e allo sviluppo di imprese start-up innovative.
  117. Il Ministero dello sviluppo economico e le regioni possono destinare, nell'anno 2017, alle misure di cui ai commi 71 e 72
    risorse a valere sul programma operativo nazionale imprese e
    competitivita', sui programmi operativi regionali e sulla connessa
    programmazione nazionale 2014-2020, fino a complessivi 120 milioni di
    euro, di cui 70 milioni di euro per gli interventi di cui al comma 71
    e 50 milioni di euro per gli interventi di cui al comma 72. Al fine
    di coordinare e ottimizzare la predetta destinazione di risorse, il
    Ministero dello sviluppo economico promuove specifici accordi con le
    regioni.
  118. Al fine di garantire la continuita' del sostegno alla promozione e allo sviluppo di nuove imprese e la conseguente crescita
    dei livelli di occupazione, di cui al decreto del Ministro dello
    sviluppo economico 4 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale n. 2 del 3 gennaio 2015, al Fondo per la crescita
    sostenibile, di cui all'articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012,
    n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
    134, sono assegnati 5 milioni di euro per l'anno 2017 e 5 milioni di
    euro per l'anno 2018, destinati all'erogazione di finanziamenti
    agevolati a societa' cooperative costituite da lavoratori di aziende
    in crisi, di cooperative sociali e di cooperative che gestiscono
    aziende confiscate alla criminalita' organizzata, nonche' allo
    sviluppo e al consolidamento di societa' cooperative ubicate nelle
    regioni del Mezzogiorno.
  119. Al fine di ampliare gli strumenti finanziari di intervento e favorire la capitalizzazione dell'impresa da parte di lavoratori,
    all'articolo 17 della legge 27 febbraio 1985, n. 49, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. Con le risorse apportate ai sensi del comma 2, le societa' finanziarie possono assumere partecipazioni temporanee di minoranza
    nelle cooperative, anche in piu' soluzioni, con priorita' per quelle
    costituite da lavoratori provenienti da aziende in crisi, e concedere
    alle cooperative stesse finanziamenti e agevolazioni finanziarie in
    conformita' alla disciplina dell'Unione europea in materia, per la
    realizzazione di progetti di impresa»;
    b) dopo il comma 5 e' inserito il seguente: «5-bis. Le societa' finanziarie possono, altresi', sottoscrivere, anche successivamente all'assunzione delle partecipazioni, prestiti
    subordinati, prestiti partecipativi e gli strumenti finanziari di cui
    all'articolo 2526 del codice civile, nonche' svolgere attivita' di
    servizi e di promozione ed essere destinatarie di fondi pubblici. In
    deroga a quanto previsto dall'articolo 2522 del codice civile, le
    societa' finanziarie possono intervenire nelle societa' cooperative
    costituite da meno di nove soci».
  120. Per le societa' fra le quali intercorre un rapporto di partecipazione che preveda una percentuale del diritto di voto
    esercitabile nell'assemblea ordinaria e di partecipazione agli utili
    non inferiore al 20 per cento e' ammessa la possibilita' di cedere le
    perdite fiscali di cui all'articolo 84 del testo unico delle imposte
    sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, con le stesse modalita' previste per la
    cessione dei crediti d'imposta di cui all'articolo 43-bis del decreto
    del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, a
    condizione che le azioni della societa' cessionaria, o della societa'
    che controlla direttamente o indirettamente la societa' cessionaria,
    siano negoziate in un mercato regolamentato o in un sistema
    multilaterale di negoziazione di uno degli Stati membri dell'Unione
    europea e degli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico
    europeo con il quale l'Italia abbia stipulato un accordo che assicuri
    un effettivo scambio di informazioni e che la societa' cedente non
    svolga in via prevalente attivita' immobiliare. La cessione deve
    riguardare l'intero ammontare delle perdite fiscali.
  121. Le perdite fiscali trasferibili sono solo quelle realizzate nei primi tre esercizi della societa' cedente, subordinatamente al
    verificarsi delle seguenti ulteriori condizioni:
    a) sussistenza di identita' dell'esercizio sociale della societa' cedente e della societa' cessionaria;
    b) sussistenza del requisito partecipativo del 20 per cento al termine del periodo d'imposta relativamente al quale le societa' si
    avvalgono della possibilita' di cui al comma 76;
    c) perfezionamento della cessione entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
  122. Le perdite di cui al comma 76 relative a un periodo d'imposta sono computate dalla societa' cessionaria in diminuzione del reddito
    complessivo dello stesso periodo d'imposta e, per la differenza, nei
    successivi entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essi
    e per l'intero importo che trova capienza nel reddito imponibile di
    ciascuno di essi a condizione che le suddette perdite si riferiscano
    a una nuova attivita' produttiva ai sensi dell'articolo 84, comma 2,
    del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  123. La societa' cessionaria e' obbligata a remunerare la societa' cedente del vantaggio fiscale ricevuto, determinato, in ogni caso,
    mediante applicazione, all'ammontare delle perdite acquisite,
    dell'aliquota dell'imposta sul reddito delle societa' di cui
    all'articolo 77 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    relativa al periodo d'imposta in cui le perdite sono state conseguite
    dalla societa' cedente, entro trenta giorni dal termine per il
    versamento del saldo relativo allo stesso periodo d'imposta. Non
    concorrono alla formazione del reddito imponibile, in quanto escluse,
    le somme percepite o versate tra le societa' di cui al comma 76 del
    presente articolo in contropartita dei vantaggi fiscali ricevuti o
    attribuiti.
  124. La societa' cedente non puo' optare per i regimi di cui agli articoli 115, 117 e 130 del testo unico delle imposte sui redditi, di
    cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
    917, in relazione ai periodi d'imposta nei quali ha conseguito le
    perdite fiscali cedute ai sensi dei commi da 76 a 79 del presente
    articolo.
  125. L'articolo 182-ter del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e' sostituito dal seguente:
    «Art. 182-ter (Trattamento dei crediti tributari e contributivi). -
    1. Con il piano di cui all'articolo 160 il debitore, esclusivamente
      mediante proposta presentata ai sensi del presente articolo, puo'
      proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e
      dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonche'
      dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
      e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, se il piano ne
      prevede la soddisfazione in misura non inferiore a quella
      realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul
      ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato
      attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa di
      prelazione, indicato nella relazione di un professionista in possesso
      dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d). Se il
      credito tributario o contributivo e' assistito da privilegio, la
      percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono
      essere inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai
      creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che
      hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei a quelli
      delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e
      assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha
      natura chirografaria, il trattamento non puo' essere differenziato
      rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso
      di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali e'
      previsto un trattamento piu' favorevole. Nel caso in cui sia proposto
      il pagamento parziale di un credito tributario o contributivo
      privilegiato, la quota di credito degradata al chirografo deve essere
      inserita in un'apposita classe.
  126. Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale, copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmente
    al deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competente
    agente della riscossione e all'ufficio competente sulla base
    dell'ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copia
    delle dichiarazioni fiscali per le quali non e' pervenuto l'esito dei
    controlli automatici nonche' delle dichiarazioni integrative relative
    al periodo fino alla data di presentazione della domanda. L'agente
    della riscossione, non oltre trenta giorni dalla data della
    presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione
    attestante l'entita' del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso.
    L'ufficio, nello stesso termine, deve procedere alla liquidazione dei
    tributi risultanti dalle dichiarazioni e alla notifica dei relativi
    avvisi di irregolarita', unitamente a una certificazione attestante
    l'entita' del debito derivante da atti di accertamento, ancorche' non
    definitivi, per la parte non iscritta a ruolo, nonche' dai ruoli
    vistati, ma non ancora consegnati all'agente della riscossione. Dopo
    l'emissione del decreto di cui all'articolo 163, copia dell'avviso di
    irregolarita' e delle certificazioni deve essere trasmessa al
    commissario giudiziale per gli adempimenti previsti dagli articoli
    171, primo comma, e 172. In particolare, per i tributi amministrati
    dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, l'ufficio competente a
    ricevere copia della domanda con la relativa documentazione prevista
    al primo periodo, nonche' a rilasciare la certificazione di cui al
    terzo periodo, si identifica con l'ufficio che ha notificato al
    debitore gli atti di accertamento.
  127. Relativamente al credito tributario complessivo, il voto sulla proposta concordataria e' espresso dall'ufficio, previo parere
    conforme della competente direzione regionale, in sede di adunanza
    dei creditori, ovvero nei modi previsti dall'articolo 178, quarto
    comma.
  128. Il voto e' espresso dall'agente della riscossione limitatamente agli oneri di riscossione di cui all'articolo 17 del decreto
    legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
  129. Il debitore puo' effettuare la proposta di cui al comma 1 anche nell'ambito delle trattative che precedono la stipulazione
    dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182-bis. In tali
    casi l'attestazione di cui al citato articolo 182-bis, primo comma,
    relativamente ai crediti fiscali deve inerire anche alla convenienza
    del trattamento proposto rispetto alle alternative concretamente
    praticabili; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazione
    da parte del tribunale. La proposta di transazione fiscale,
    unitamente alla documentazione di cui all'articolo 161, e' depositata
    presso gli uffici indicati al comma 2 del presente articolo. Alla
    proposta di transazione deve altresi' essere allegata la
    dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale
    rappresentante ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle
    disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
    amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
    dicembre 2000, n. 445, che la documentazione di cui al periodo
    precedente rappresenta fedelmente e integralmente la situazione
    dell'impresa, con particolare riguardo alle poste attive del
    patrimonio. L'adesione alla proposta e' espressa, su parere conforme
    della competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell'atto
    negoziale da parte del direttore dell'ufficio. L'atto e' sottoscritto
    anche dall'agente della riscossione in ordine al trattamento degli
    oneri di riscossione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo
    13 aprile 1999, n. 112. L'assenso cosi' espresso equivale a
    sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione.
  130. La transazione fiscale conclusa nell'ambito dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182-bis e' risolta di diritto se
    il debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle
    scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli
    enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie».
  131. Per le proprie finalita', l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), previa
    adozione di un apposito regolamento di disciplina, da sottoporre
    all'approvazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e
    del Ministero dell'economia e delle finanze, puo' sottoscrivere quote
    di fondi comuni di investimento di tipo chiuso dedicati
    all'attivazione di start-up innovative, di cui al decreto-legge 18
    ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
    dicembre 2012, n. 221, ovvero costituire e partecipare a start-up di
    tipo societario finalizzate all'utilizzazione industriale dei
    risultati della ricerca, anche con soggetti pubblici e privati,
    italiani e stranieri, operanti nei settori funzionali al
    raggiungimento del proprio scopo, aventi quale oggetto sociale
    esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la
    commercializzazione di prodotti o servizi innovativi di alto valore
    tecnologico, anche rivolte alla realizzazione di progetti in settori
    tecnologici altamente strategici, previa autorizzazione del Ministero
    del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministero
    dell'economia e delle finanze.
  132. Per lo svolgimento delle attivita' di cui al comma 82, l'INAIL opera nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.
  133. Al fine di favorire l'efficiente utilizzo delle risorse previste dal comma 3 dell'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio
    2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
    2011, n. 111, le percentuali destinate alla sottoscrizione delle
    quote dei fondi di cui al comma 82 del presente articolo e di quelli
    di cui ai commi 8-ter e 8-quater del citato articolo 33, fermo
    restando il complessivo limite del 40 per cento, possono essere
    rimodulate, tenuto conto delle esigenze di finanziamento dei diversi
    fondi, su proposta della societa' di gestione del risparmio ivi
    prevista.
  134. L'INAIL, nell'ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei fondi disponibili di cui all'articolo 65
    della legge 30 aprile 1969, n. 153, destina 100 milioni di euro per
    la realizzazione di nuove strutture scolastiche. Le regioni
    dichiarano la propria disponibilita' ad aderire all'operazione per la
    costruzione di nuove strutture scolastiche, facendosi carico del
    canone di locazione, comunicandola formalmente alla Presidenza del
    Consiglio dei ministri - Struttura di missione per il coordinamento e
    impulso nell'attuazione di interventi di riqualificazione
    dell'edilizia scolastica, entro il termine perentorio del 20 gennaio
    2017, secondo modalita' individuate e pubblicate nel sito internet
    istituzionale della medesima Struttura. Successivamente alla
    ricezione delle dichiarazioni di disponibilita' delle regioni, con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e con il Ministro
    dell'economia e delle finanze, sono individuate le regioni ammesse
    alla ripartizione, sono assegnate le risorse disponibili e sono
    stabiliti i criteri di selezione dei progetti.
  135. All'articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «legge 26 luglio 1975, n. 354,» sono inserite le
    seguenti: «dei soggetti impegnati in lavori di pubblica utilita' ai
    sensi dell'articolo 186, comma 9-bis, e dell'articolo 187, comma
    8-bis, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
    aprile 1992, n. 285, dell'articolo 73, comma 5-bis, del testo unico
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.
    309, e dell'articolo 168-bis del codice penale».
  136. Per le finalita' di cui al comma 86 del presente articolo, il Fondo di cui all'articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015,
    n. 208, e' integrato di euro 3 milioni per l'anno 2017.
  137. Gli enti di previdenza obbligatoria di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10
    febbraio 1996, n. 103, possono destinare somme, fino al 5 per cento
    dell'attivo patrimoniale risultante dal rendiconto dell'esercizio
    precedente, agli investimenti qualificati indicati al comma 89 del
    presente articolo.
  138. Le somme indicate al comma 88 devono essere investite in: a) azioni o quote di imprese residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
    n. 917, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti
    all'Accordo sullo Spazio economico europeo con stabile organizzazione
    nel territorio medesimo;
    b) in quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio residenti nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo
    73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati
    membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo
    Spazio economico europeo, che investono prevalentemente negli
    strumenti finanziari di cui alla lettera a).
  139. I redditi, diversi da quelli relativi a partecipazioni qualificate di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c), del testo
    unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, generati dagli
    investimenti qualificati indicati al comma 89 del presente articolo,
    sono esenti ai fini dell'imposta sul reddito.
  140. Gli strumenti finanziari oggetto di investimento qualificato ai sensi del comma 88 devono essere detenuti per almeno cinque anni. In
    caso di cessione degli strumenti finanziari oggetto di investimento
    agevolato prima dei cinque anni, i redditi realizzati attraverso la
    cessione e quelli percepiti durante il periodo minimo di investimento
    sono soggetti a imposizione secondo le regole ordinarie, unitamente
    agli interessi, senza applicazione di sanzioni, e il relativo
    versamento deve essere effettuato dai soggetti di cui al comma 88
    entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla cessione. In caso
    di rimborso o di scadenza dei titoli oggetto di investimento prima
    dei cinque anni, le somme conseguite devono essere reinvestite negli
    strumenti finanziari di cui al comma 89 entro novanta giorni.
  141. Le forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, possono destinare somme, fino al
    5 per cento dell'attivo patrimoniale risultante dal rendiconto
    dell'esercizio precedente, agli investimenti qualificati indicati al
    comma 89 del presente articolo.
  142. Gli strumenti finanziari oggetto di investimento qualificato ai sensi del comma 92 devono essere detenuti per almeno cinque anni.
  143. I redditi, diversi da quelli relativi a partecipazioni qualificate di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c), del testo
    unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dagli
    investimenti di cui al comma 92 del presente articolo sono esenti ai
    fini dell'imposta sul reddito e pertanto non concorrono alla
    formazione della base imponibile dell'imposta prevista dall'articolo
    17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Ai fini della
    formazione delle prestazioni pensionistiche erogate dalle forme di
    previdenza complementare i redditi derivanti dagli investimenti di
    cui al comma 92 del presente articolo incrementano la parte
    corrispondente ai redditi gia' assoggettati ad imposta. In caso di
    cessione degli strumenti finanziari oggetto di investimento prima dei
    cinque anni, i redditi realizzati attraverso la cessione e quelli che
    non hanno concorso alla formazione della predetta base imponibile ai
    sensi del primo periodo durante il periodo minimo di investimento,
    sono soggetti a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi con
    aliquota pari a quella di cui al citato articolo 17 del decreto
    legislativo n. 252 del 2005, senza applicazione di sanzioni, e il
    relativo versamento, unitamente agli interessi, deve essere
    effettuato dai soggetti di cui al comma 8 del medesimo articolo 17
    entro il giorno 16 del secondo mese successivo alla cessione. In caso
    di rimborso o di scadenza degli strumenti finanziari oggetto di
    investimento prima del quinquennio, il controvalore conseguito deve
    essere reinvestito negli strumenti finanziari di cui al comma 89 del
    presente articolo entro novanta giorni dal rimborso.
  144. La ritenuta di cui all'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e l'imposta sostitutiva
    di cui all'articolo 27-ter del medesimo decreto non si applicano agli
    utili corrisposti ai soggetti indicati al secondo periodo del comma 3
    del citato articolo 27 derivanti dagli investimenti qualificati di
    cui al comma 89 del presente articolo fino al 5 per cento dell'attivo
    patrimoniale risultante dal rendiconto dell'esercizio precedente nel
    rispetto della condizione di cui al comma 93 del presente articolo.
    Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al primo periodo,
    il soggetto non residente beneficiario effettivo degli utili deve
    produrre una dichiarazione dalla quale risultino i dati
    identificativi del soggetto medesimo e la sussistenza di tutte le
    condizioni alle quali e' subordinata l'agevolazione di cui ai commi
    da 88 a 114 del presente articolo, nonche' l'impegno a detenere gli
    strumenti finanziari oggetto dell'investimento qualificato per il
    periodo di tempo richiesto dalla legge. Il predetto soggetto non
    residente deve fornire, altresi', copia dei prospetti contabili che
    consentano di verificare l'osservanza delle predette condizioni. I
    soggetti indicati agli articoli 27 e 27-ter del citato decreto del
    Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 che corrispondono utili
    ai soggetti non residenti di cui al medesimo articolo 27, comma 3,
    secondo periodo, sono obbligati a comunicare annualmente
    all'amministrazione finanziaria i dati relativi alle operazioni
    compiute nell'anno precedente.
  145. All'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, i commi da 91 a 94 sono abrogati.
  146. All'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini dei
    provvedimenti di cui ai periodi precedenti la Commissione
    parlamentare di controllo sull'attivita' degli enti gestori di forme
    obbligatorie di previdenza e assistenza sociale segnala ai Ministeri
    vigilanti le situazioni di disavanzo economico-finanziario di cui e'
    venuta a conoscenza nell'esercizio delle proprie funzioni di
    controllo dei bilanci di tali enti ai sensi dell'articolo 56 della
    legge 9 marzo 1989, n. 88».
  147. All'articolo 6, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, dopo le parole: «per ogni frazione inferiore a
    mille» sono inserite le seguenti: «e nel massimo di cinquanta
    unita'».
  148. All'articolo 17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, dopo il comma 9 e' aggiunto il seguente:
    «9-bis. Le operazioni di costituzione, trasformazione, scorporo e concentrazione tra fondi pensione sono soggette alle imposte di
    registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro per
    ciascuna di esse».
  149. Non sono soggetti a imposizione i redditi di capitale di cui all'articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    diversi da quelli relativi a partecipazioni qualificate e i redditi
    diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettere c-bis), c-ter),
    c-quater) e c-quinquies), del medesimo testo unico, conseguiti, al di
    fuori dell'esercizio di impresa commerciale, da persone fisiche
    residenti nel territorio dello Stato, derivanti dagli investimenti
    nei piani di risparmio a lungo termine, con l'esclusione di quelli
    che concorrono alla formazione del reddito complessivo imponibile. Ai
    fini del presente comma e dei commi da 101 a 113 del presente
    articolo si considerano qualificati le partecipazioni e i diritti o
    titoli di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 67 del citato
    testo unico, tenendo conto anche delle percentuali di partecipazione
    o di diritti di voto possedute dai familiari della persona fisica di
    cui al comma 5 dell'articolo 5 del medesimo testo unico e delle
    societa' o enti da loro direttamente o indirettamente controllati ai
    sensi dei numeri 1) e 2) del primo comma dell'articolo 2359 del
    codice civile.
  150. Il piano di risparmio a lungo termine si costituisce con la destinazione di somme o valori per un importo non superiore, in
    ciascun anno solare, a 30.000 euro ed entro un limite complessivo non
    superiore a 150.000 euro, agli investimenti qualificati indicati al
    comma 90 del presente articolo, attraverso l'apertura di un rapporto
    di custodia o amministrazione o di gestione di portafogli o altro
    stabile rapporto con esercizio dell'opzione per l'applicazione del
    regime del risparmio amministrato di cui all'articolo 6 del decreto
    legislativo 21 novembre 1997, n. 461, o di un contratto di
    assicurazione sulla vita o di capitalizzazione, avvalendosi di
    intermediari abilitati o imprese di assicurazione residenti, ovvero
    non residenti operanti nel territorio dello Stato tramite stabile
    organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi con
    nomina di un rappresentante fiscale in Italia scelto tra i predetti
    soggetti. Il rappresentante fiscale adempie negli stessi termini e
    con le stesse modalita' previsti per i suindicati soggetti residenti.
    Il conferimento di valori nel piano di risparmio si considera
    cessione a titolo oneroso e l'intermediario applica l'imposta secondo
    le disposizioni del citato articolo 6 del decreto legislativo n. 461
    del 1997.
  151. In ciascun anno solare di durata del piano, per almeno i due terzi dell'anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano di
    risparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70
    per cento del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non
    negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di
    negoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attivita'
    diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato
    ai sensi dell'articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
    n. 917, o in Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti
    all'Accordo sullo Spazio economico europeo con stabili organizzazioni
    nel territorio medesimo; la predetta quota del 70 per cento deve
    essere investita per almeno il 30 per cento del valore complessivo in
    strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite
    nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di
    altri mercati regolamentati. Ai fini dei commi da 100 a 113 del
    presente articolo si presume, senza possibilita' di prova contraria,
    impresa che svolge attivita' immobiliare quella il cui patrimonio e'
    prevalentemente costituito da beni immobili diversi da quelli alla
    cui produzione o al cui scambio e' effettivamente diretta l'attivita'
    di impresa, dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamente
    nell'esercizio di impresa. Si considerano direttamente utilizzati
    nell'esercizio di impresa gli immobili concessi in locazione
    finanziaria e i terreni su cui l'impresa svolge l'attivita' agricola.
  152. Le somme o i valori destinati nel piano non possono essere investiti per una quota superiore al 10 per cento del totale in
    strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la
    stessa controparte o con altra societa' appartenente al medesimo
    gruppo dell'emittente o della controparte o in depositi e conti
    correnti.
  153. Sono considerati investimenti qualificati anche le quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio
    residenti nel territorio dello Stato, ai sensi dell'articolo 73 del
    testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati
    membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo
    Spazio economico europeo, che investono per almeno il 70 per cento
    dell'attivo in strumenti finanziari indicati al comma 102 del
    presente articolo nel rispetto delle condizioni di cui al comma 103.
  154. Le somme o valori destinati nel piano non possono essere investiti in strumenti finanziari emessi o stipulati con soggetti
    residenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono un
    adeguato scambio di informazioni.
  155. Gli strumenti finanziari in cui e' investito il piano devono essere detenuti per almeno cinque anni. In caso di cessione degli
    strumenti finanziari oggetto di investimento prima dei cinque anni, i
    redditi realizzati attraverso la cessione e quelli percepiti durante
    il periodo minimo di investimento del piano sono soggetti a
    imposizione secondo le regole ordinarie, unitamente agli interessi,
    senza applicazione di sanzioni, e il relativo versamento deve essere
    effettuato dai soggetti di cui al comma 101 entro il giorno 16 del
    secondo mese successivo alla cessione. I soggetti di cui al comma 101
    recuperano le imposte dovute attraverso adeguati disinvestimenti o
    chiedendone la provvista al titolare. In caso di rimborso degli
    strumenti finanziari oggetto di investimento prima del quinquennio,
    il controvalore conseguito deve essere reinvestito in strumenti
    finanziari indicati ai commi 102 e 104 entro trenta giorni dal
    rimborso.
  156. Il venire meno delle condizioni di cui ai commi 102, 103 e 104 comporta la decadenza dal beneficio fiscale relativamente ai redditi
    degli strumenti finanziari detenuti nel piano stesso, diversi da
    quelli investiti nel medesimo piano nel rispetto delle suddette
    condizioni per il periodo di tempo indicato al comma 106, e l'obbligo
    di corrispondere le imposte non pagate, unitamente agli interessi,
    senza applicazione di sanzioni, secondo quanto previsto al comma 106.
  157. Le ritenute alla fonte e le imposte sostitutive eventualmente applicate e non dovute fanno sorgere in capo al titolare del piano il
    diritto a ricevere una somma corrispondente. I soggetti di cui al
    comma 101 presso i quali e' costituito il piano provvedono al
    pagamento della predetta somma, computandola in diminuzione dal
    versamento delle ritenute e delle imposte dovute dai medesimi
    soggetti. Ai fini del predetto computo non si applicano i limiti di
    cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e
    di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  158. Le minusvalenze, le perdite e i differenziali negativi realizzati mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso degli
    strumenti finanziari nei quali e' investito il piano sono deducibili
    dalle plusvalenze, differenziali positivi o proventi realizzati nelle
    successive operazioni poste in essere nell'ambito del medesimo piano
    e sottoposti a tassazione ai sensi dei commi 106 e 107 nello stesso
    periodo d'imposta e nei successivi ma non oltre il quarto. Alla
    chiusura del piano le minusvalenze, perdite o differenziali negativi
    possono essere portati in deduzione non oltre il quarto periodo
    d'imposta successivo a quello del realizzo dalle plusvalenze,
    proventi e differenziali positivi realizzati nell'ambito di altro
    rapporto con esercizio dell'opzione ai sensi dell'articolo 6 del
    decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, intestato allo stesso
    titolare del piano, ovvero portati in deduzione ai sensi del comma 5
    dell'articolo 68 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  159. In caso di strumenti finanziari appartenenti alla medesima categoria omogenea, si considerano ceduti per primi i titoli
    acquistati per primi e si considera come costo quello medio ponderato
    dell'anno di acquisto.
  160. Il trasferimento del piano di risparmio a lungo termine dall'intermediario o dall'impresa di assicurazione presso il quale e'
    stato costituito ad altro soggetto di cui al comma 101 non rileva ai
    fini del computo dei cinque anni di detenzione degli strumenti
    finanziari.
  161. Ciascuna persona fisica di cui al comma 100 non puo' essere titolare di piu' di un piano di risparmio a lungo termine e ciascun
    piano di risparmio a lungo termine non puo' avere piu' di un
    titolare. L'intermediario o l'impresa di assicurazione presso il
    quale e' costituito il piano di risparmio a lungo termine, all'atto
    dell'incarico, acquisisce dal titolare un'autocertificazione con la
    quale lo stesso dichiara di non essere titolare di un altro piano di
    risparmio a lungo termine.
  162. L'intermediario o l'impresa di assicurazione presso il quale e' costituito il piano di risparmio a lungo termine tiene separata
    evidenza delle somme destinate nel piano in anni differenti.
  163. Il trasferimento a causa di morte degli strumenti finanziari detenuti nel piano non e' soggetto all'imposta sulle successioni e
    donazioni di cui al testo unico delle disposizioni concernenti
    l'imposta sulle successioni e donazioni, di cui al decreto
    legislativo 31 ottobre 1990, n. 346.
  164. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare
    entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge, sono definite le modalita' di costituzione e le forme
    di finanziamento, nel limite di 20 milioni di euro per il 2017 e di
    10 milioni di euro per il 2018, di centri di competenza ad alta
    specializzazione, nella forma del partenariato pubblico-privato,
    aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca
    applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie
    avanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionale
    Industria 4.0.
  165. Al fine di incrementare gli investimenti pubblici e privati nei settori della ricerca finalizzata alla prevenzione e alla salute,
    coerentemente con il Programma nazionale per la ricerca (PNR), e'
    istituita la Fondazione per la creazione di un'infrastruttura
    scientifica e di ricerca, di interesse nazionale, multidisciplinare e
    integrata nei settori della salute, della genomica,
    dell'alimentazione e della scienza dei dati e delle decisioni, e per
    la realizzazione del progetto scientifico e di ricerca Human
    technopole di cui all'articolo 5 del decreto-legge 25 novembre 2015,
    n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016,
    n. 9, e al relativo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
    16 settembre 2016 di approvazione del progetto esecutivo, di seguito
    denominata «Fondazione». Per il raggiungimento dei propri scopi la
    Fondazione instaura rapporti con omologhi enti e organismi in Italia
    e all'estero.
  166. Sono membri fondatori il Ministero dell'economia e delle finanze, il Ministero della salute e il Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, ai quali viene attribuita la
    vigilanza sulla Fondazione.
  167. Il comitato di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 settembre 2016 predispone lo schema di
    statuto della Fondazione che e' approvato con decreto del Presidente
    del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e
    delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca e con il Ministro della salute. Lo
    statuto stabilisce la denominazione della Fondazione e disciplina,
    tra l'altro, la partecipazione alla Fondazione di altri enti pubblici
    e privati, nonche' le modalita' con cui tali soggetti possono
    partecipare finanziariamente al progetto scientifico Human
    technopole.
  168. Il patrimonio della Fondazione e' costituito da apporti dei Ministeri fondatori e incrementato da ulteriori apporti dello Stato,
    nonche' dalle risorse provenienti da soggetti pubblici e privati. Le
    attivita', oltre che dai mezzi propri, possono essere finanziate da
    contributi di enti pubblici e di privati. Alla Fondazione possono
    essere concessi in comodato beni immobili facenti parte del demanio e
    del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato. L'affidamento
    in comodato di beni di particolare valore artistico e storico alla
    Fondazione e' effettuato dall'amministrazione competente, d'intesa
    con il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo,
    fermo restando il relativo regime giuridico dei beni demaniali
    affidati, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice
    civile.
  169. Per lo svolgimento dei propri compiti la Fondazione puo' avvalersi di personale, anche di livello dirigenziale, all'uopo messo
    a disposizione su richiesta della stessa, secondo le norme previste
    dai rispettivi ordinamenti, da enti e da altri soggetti individuati
    ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n.
    1. La Fondazione puo' avvalersi, inoltre, della collaborazione di
      esperti e di societa' di consulenza nazionali ed estere, ovvero di
      universita' e di istituti universitari e di ricerca.
  170. Per la costituzione della Fondazione e per la realizzazione del progetto Human technopole di cui al comma 116 e' autorizzata la
    spesa di 10 milioni di euro per il 2017, di 114,3 milioni di euro per
    il 2018, di 136,5 milioni di euro per il 2019, di 112,1 milioni di
    euro per il 2020, di 122,1 milioni di euro per il 2021, di 133,6
    milioni di euro per il 2022 e di 140,3 milioni di euro a decorrere
    dal 2023. Il contributo e' erogato sulla base dello stato di
    avanzamento del progetto Human technopole di cui al comma 116.
  171. Tutti gli atti connessi alle operazioni di costituzione della Fondazione e di conferimento e devoluzione alla stessa sono esclusi
    da ogni tributo e diritto e vengono effettuati in regime di
    neutralita' fiscale.
  172. I criteri e le modalita' di attuazione dei commi da 116 a 122 del presente articolo, compresa la disciplina dei rapporti con
    l'Istituto italiano di tecnologia in ordine al progetto Human
    technopole di cui al medesimo comma 116, e il trasferimento alla
    Fondazione delle risorse residue di cui all'articolo 5, comma 2, del
    decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, sono stabiliti con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
    Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e con il Ministro
    della salute.
  173. La gestione dell'infrastruttura di ricerca FERMI rientra nell'esercizio dei compiti istituzionali di cui all'articolo 10,
    comma 4, lettera d), della legge 19 ottobre 1999, n. 370, e non ha
    natura commerciale. Ad essa si applicano le disposizioni di cui al
    medesimo articolo 10, comma 4, della legge n. 370 del 1999 e il suo
    valore non e' soggetto ad ammortamento.
  174. Alla societa' di cui all'articolo 10, comma 4, della legge 19 ottobre 1999, n. 370, e alle amministrazioni pubbliche che vi
    partecipano non si applicano, limitatamente alla predetta
    partecipazione, le disposizioni del testo unico in materia di
    societa' a partecipazione pubblica, di cui al decreto legislativo 19
    agosto 2016, n. 175.
  175. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare entro
    trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    e' nominato il Commissario straordinario per la liquidazione della
    societa' EXPO 2015 Spa in liquidazione.
  176. Gli organi sociali della societa' EXPO 2015 Spa in liquidazione decadono alla data di entrata in vigore del decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 126.
  177. I poteri attribuiti al collegio dei liquidatori ai sensi dell'articolo 2489, primo comma, del codice civile sono assunti dal
    Commissario straordinario per la liquidazione della societa' EXPO
    2015 Spa in liquidazione. Al fine di limitare l'assunzione di
    ulteriori oneri a carico della procedura liquidatoria della societa'
    EXPO 2015 Spa in liquidazione, contenendone gli effetti sulle
    pubbliche finanze, per lo svolgimento dei compiti di cui ai commi da
    126 a 139 del presente articolo, il Commissario straordinario si
    avvale del personale e delle strutture di cui all'articolo 2, comma
    3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio
    2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2013.
  178. Il contributo economico-patrimoniale a carico dei soci della societa' EXPO 2015 Spa in liquidazione, come individuato nel progetto
    di liquidazione adottato dal collegio dei liquidatori, non puo', in
    nessun caso, essere complessivamente superiore a 23.690.000 euro.
  179. Il Ministero dell'economia e delle finanze, la regione Lombardia, il comune di Milano, la citta' metropolitana di Milano e
    la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di
    Milano assicurano, ciascuno in proporzione alla partecipazione al
    capitale della societa', le risorse necessarie all'integrale
    copertura del fondo di liquidazione, nella misura massima di cui al
    comma 129.
  180. Il contributo economico-patrimoniale a carico dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze e'
    individuato in misura non superiore a 9.460.000 euro. Il Ministro
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
    decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  181. In deroga a quanto previsto all'articolo 2490, primo comma, del codice civile, le risorse di competenza del Ministero
    dell'economia e delle finanze, fissate nella misura massima di cui al
    comma 131, primo periodo, destinate alla copertura del Fondo di
    liquidazione della societa' EXPO 2015 Spa in liquidazione sono
    riconosciute, per ciascuna delle annualita' comprese tra il 1º
    gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, in via anticipata, nella misura
    massima, rispettivamente, di 4.810.000 euro per il 2017, di 1.480.000
    euro per il 2018, di 1.230.000 euro per il 2019, di 1.060.000 euro
    per il 2020 e di 880.000 euro per il 2021. Il Commissario
    straordinario presenta, con cadenza annuale, al Dipartimento del
    Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze il rendiconto
    delle attivita' di liquidazione, che dovranno concludersi entro il
    1. Fermo restando quanto previsto ai commi 129 e 131, il
      riconoscimento, entro il loro limite massimo, delle somme relative
      alle annualita' successive al 2017 e' posto a conguaglio con la
      differenza tra quanto gia' corrisposto in via anticipata
      nell'annualita' precedente e gli oneri effettivamente sostenuti dal
      Commissario straordinario nello stesso periodo di riferimento.
  182. Agli oneri di cui al comma 132 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
    politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del
    decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  183. Al fine di dare compiuta attuazione al progetto di valorizzazione dell'area utilizzata per l'EXPO 2015 di cui
    all'articolo 5 del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9, e'
    autorizzata la spesa di 8 milioni di euro per il 2017 per l'avvio
    delle attivita' di progettazione propedeutiche alla realizzazione
    delle strutture per il trasferimento dei dipartimenti scientifici
    dell'Universita' degli studi di Milano.
  184. Agli oneri di cui al comma 134 si provvede, per l'importo di 3 milioni di euro, mediante corrispondente riduzione
    dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 1, lettera
    d), della legge 19 ottobre 1999, n. 370, e, per l'importo di 5
    milioni di euro, mediante corrispondente riduzione del Fondo per gli
    investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica di cui
    all'articolo 1, comma 870, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  185. La societa' AREXPO Spa puo' avvalersi, sulla base di convenzioni, della collaborazione degli uffici tecnici e
    amministrativi dei propri soci pubblici, nonche' delle rispettive
    societa' in house.
  186. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 49, l'ultimo periodo e' soppresso; b) al comma 49-bis, il quinto periodo e' soppresso; c) al comma 49-ter, il quarto e quinto periodo sono soppressi.
  187. Il comma 775 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' abrogato.
  188. Gli enti pubblici non economici strumentali degli enti locali e regionali soci della societa' EXPO 2015 Spa per le attivita'
    strettamente funzionali alla manutenzione degli investimenti di
    compensazione ambientale e per il paesaggio rurale realizzati per
    l'esposizione universale, fermo restando il rispetto degli obiettivi
    di finanza pubblica, possono procedere, anche in deroga agli
    specifici vincoli assunzionali e finanziari previsti dalla
    legislazione in materia di personale, ad assunzione di personale a
    tempo determinato con durata fino al 31 dicembre 2019.
  189. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un apposito fondo da ripartire, con una
    dotazione di 1.900 milioni di euro per l'anno 2017, di 3.150 milioni
    di euro per l'anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l'anno 2019 e
    di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032,
    per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo
    infrastrutturale del Paese, anche al fine di pervenire alla soluzione
    delle questioni oggetto di procedure di infrazione da parte
    dell'Unione europea, nei settori di spesa relativi a: a) trasporti,
    viabilita', mobilita' sostenibile, sicurezza stradale,
    riqualificazione e accessibilita' delle stazioni ferroviarie; b)
    infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di
    collettamento, fognatura e depurazione; c) ricerca; d) difesa del
    suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche; e)
    edilizia pubblica, compresa quella scolastica; f) attivita'
    industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni; g)
    informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria; h) prevenzione
    del rischio sismico; i) investimenti per la riqualificazione urbana e
    per la sicurezza delle periferie delle citta' metropolitane e dei
    comuni capoluogo di provincia; l) eliminazione delle barriere
    architettoniche. L'utilizzo del fondo di cui al primo periodo e'
    disposto con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei
    ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di
    concerto con i Ministri interessati, in relazione ai programmi
    presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato. Gli schemi dei
    decreti sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per
    materia, le quali esprimono il proprio parere entro trenta giorni
    dalla data dell'assegnazione; decorso tale termine, i decreti possono
    essere adottati anche in mancanza del predetto parere. Con i medesimi
    decreti sono individuati gli interventi da finanziare e i relativi
    importi, indicando, ove necessario, le modalita' di utilizzo dei
    contributi, sulla base di criteri di economicita' e di contenimento
    della spesa, anche attraverso operazioni finanziarie con oneri di
    ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca europea
    per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio
    d'Europa, con la Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggetti
    autorizzati all'esercizio dell'attivita' bancaria ai sensi del testo
    unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
    legislativo 1º settembre 1993, n. 385, compatibilmente con gli
    obiettivi programmati di finanza pubblica.
  190. Al fine di garantire il completo finanziamento dei progetti selezionati nell'ambito del Programma straordinario di intervento per
    la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle
    citta' metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, di cui
    all'articolo 1, commi da 974 a 978, della legge 28 dicembre 2015, n.
    208, a integrazione delle risorse stanziate sull'apposito capitolo di
    spesa e di quelle assegnate ai sensi del comma 140 del presente
    articolo, con delibera del Comitato interministeriale per la
    programmazione economica (CIPE) sono destinate ulteriori risorse a
    valere sulle risorse disponibili del Fondo per lo sviluppo e la
    coesione per il periodo di programmazione 2014-2020.
  191. Gli interventi di cui ai commi 140 e 141 del presente articolo sono monitorati ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.
  192. Presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e' istituito un fondo per la realizzazione
    degli investimenti per la conservazione della fauna e della flora e
    per la salvaguardia della biodiversita' e dell'ecosistema marino con
    una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro per ciascuno degli
    anni dal 2017 al 2021.
  193. Per lo sviluppo del sistema nazionale di ciclovie turistiche di cui all'articolo 1, comma 640, primo periodo, della legge 28
    dicembre 2015, n. 208, e' autorizzata l'ulteriore spesa di 13 milioni
    di euro per l'anno 2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018 e di
    40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2024.
  194. Le risorse di cui al comma 144 sono destinate alla realizzazione di progetti individuati con decreto del Ministro delle
    infrastrutture e dei trasporti.
  195. All'articolo 11, comma 3, della legge 7 luglio 2016, n. 122, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e, in particolare, ai
    figli della vittima in caso di omicidio commesso dal coniuge, anche
    separato o divorziato, o da persona che e' o e' stata legata da
    relazione affettiva alla persona offesa».
  196. Dopo il comma 3 dell'articolo 15 del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio
    2016, n. 9, e' inserito il seguente:
    «3-bis. Nel caso in cui il progetto ammesso sia gia' stato finanziato con altre risorse pubbliche diverse da quelle stanziate
    dal presente articolo, il relativo intervento e' escluso dal piano
    pluriennale degli interventi. Resta salva la possibilita' che, in
    sede di rimodulazione annuale del piano, le risorse equivalenti siano
    destinate, su richiesta del proponente, previa valutazione da parte
    del CONI dei requisiti necessari e previo accordo con l'ente
    proprietario, al finanziamento di altri interventi relativi a
    proposte presentate dallo stesso soggetto proponente, negli stessi
    modi e termini gia' previsti dal CONI, che abbiano analogo o
    inferiore importo e che posseggano i requisiti previsti».
  197. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al
    decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo l'articolo 26 e'
    inserito il seguente:
    «Art. 26-bis (Ingresso e soggiorno per investitori). - 1. L'ingresso e il soggiorno per periodi superiori a tre mesi sono
    consentiti, al di fuori delle quote di cui all'articolo 3, comma 4,
    agli stranieri che intendono effettuare:
    a) un investimento di almeno euro 2.000.000 in titoli emessi dal Governo italiano e che vengano mantenuti per almeno due anni;
    b) un investimento di almeno euro 1.000.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una societa' costituita e operante in
    Italia mantenuto per almeno due anni ovvero di almeno euro 500.000
    nel caso tale societa' sia una start-up innovativa iscritta nella
    sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 25,
    comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221;
    c) una donazione a carattere filantropico di almeno euro 1.000.000 a sostegno di un progetto di pubblico interesse, nei
    settori della cultura, istruzione, gestione dell'immigrazione,
    ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici e
    che:
    1) dimostrano di essere titolari e beneficiari effettivi di un importo almeno pari a euro 2.000.000, nel caso di cui alla lettera
    a), o euro 1.000.000, nei casi di cui alla lettera b) e alla presente
    lettera, importo che deve essere in ciascun caso disponibile e
    trasferibile in Italia;
    2) presentano una dichiarazione scritta in cui si impegnano a utilizzare i fondi di cui al numero 1) per effettuare un investimento
    o una donazione filantropica che rispettino i criteri di cui alle
    lettere a) e b) e alla presente lettera, entro tre mesi dalla data di
    ingresso in Italia;
    3) dimostrano di avere risorse sufficienti, in aggiunta rispetto ai fondi di cui al numero 1) e in misura almeno superiore al
    livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla
    partecipazione alla spesa sanitaria, per il proprio mantenimento
    durante il soggiorno in Italia.
  198. Per l'accertamento dei requisiti previsti dal comma 1, lo straniero richiedente deve presentare mediante procedura da definire
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
    Ministro dell'interno e con il Ministro degli affari esteri e della
    cooperazione internazionale, da emanare entro novanta giorni dalla
    data di entrata in vigore della presente disposizione, i seguenti
    documenti:
    a) copia del documento di viaggio in corso di validita' con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto;
    b) documentazione comprovante la disponibilita' della somma minima prevista al comma 1, lettera c), numero 1), e che tale somma
    puo' essere trasferita in Italia;
    c) certificazione della provenienza lecita dei fondi di cui al comma 1, lettera c), numero 1);
    d) dichiarazione scritta di cui al comma 1, lettera c), numero 2), contenente una descrizione dettagliata delle caratteristiche e
    dei destinatari dell'investimento o della donazione.
  199. L'autorita' amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2, all'esito di una valutazione positiva della documentazione
    ricevuta, trasmette il nulla osta alla rappresentanza diplomatica o
    consolare competente per territorio che, compiuti gli accertamenti di
    rito, rilascia il visto di ingresso per investitori con l'espressa
    indicazione "visto investitori".
  200. Ferma restando l'applicazione del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, ai fini della preliminare verifica sulla
    sussistenza delle condizioni per il rilascio del nulla osta di cui al
    comma 3, l'autorita' amministrativa individuata con il decreto di cui
    al comma 2 del presente articolo trasmette tempestivamente all'Unita'
    di informazione finanziaria le comunicazioni che attestano la
    provenienza lecita dei fondi unitamente ad ogni altra informazione,
    documento o atto disponibile sul soggetto che intende avvalersi della
    procedura di cui al medesimo comma 2, che siano ritenuti utili ai
    fini della verifica. Con il decreto di cui al comma 2 sono altresi'
    disciplinate le forme e le modalita' di attuazione delle predette
    verifiche preliminari, da concludere entro quindici giorni dalla
    trasmissione della documentazione di cui al primo periodo, del
    relativo scambio di informazioni e della partecipazione richiesta
    agli organi di cui all'articolo 8, comma 2, del medesimo decreto
    legislativo n. 231 del 2007.
  201. Al titolare del visto per investitori e' rilasciato, in conformita' alle disposizioni del presente testo unico, un permesso
    di soggiorno biennale recante la dicitura "per investitori",
    revocabile anche prima della scadenza quando l'autorita'
    amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2 comunica
    alla questura che lo straniero non ha effettuato l'investimento o la
    donazione di cui al comma 1 entro tre mesi dalla data di ingresso in
    Italia o ha dismesso l'investimento prima della scadenza del termine
    di due anni di cui al comma 1, lettere a) e b).
  202. Il permesso di soggiorno per investitori e' rinnovabile per periodi ulteriori di tre anni, previa valutazione positiva, da parte
    dell'autorita' amministrativa individuata con il decreto di cui al
    comma 2, della documentazione comprovante che la somma di cui al
    comma 1 e' stata interamente impiegata entro tre mesi dalla data di
    ingresso in Italia e che risulta ancora investita negli strumenti
    finanziari di cui al comma 1.
  203. Ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno, l'autorita' amministrativa individuata con il decreto di cui al comma 2,
    all'esito di una valutazione positiva della documentazione ricevuta,
    trasmette il nulla osta alla questura della provincia in cui il
    richiedente dimora, che provvede al rinnovo del permesso di
    soggiorno.
  204. Ai sensi dell'articolo 29, comma 4, e' consentito l'ingresso, al seguito dello straniero detentore del visto per investitori, dei
    familiari con i quali e' consentito il ricongiungimento ai sensi
    dello stesso articolo 29. Ai familiari e' rilasciato un visto per
    motivi familiari ai sensi dell'articolo 30.
  205. Chiunque, nell'ambito della procedura di cui al presente articolo, esibisce o trasmette atti o documenti falsi, in tutto o in
    parte, ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero e'
    punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. In
    relazione alla certificazione di cui al comma 2, lettera c), del
    presente articolo, resta ferma l'applicabilita' degli articoli
    648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del codice penale e dell'articolo
    12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356».
  206. All'articolo 44, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
    122, le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto
    ed entro i sette anni solari successivi» sono soppresse.
  207. All'articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, alinea: 1) le parole: «Il reddito di lavoro dipendente prodotto» sono sostituite dalle seguenti: «I redditi di lavoro dipendente e di
    lavoro autonomo prodotti»;
    2) le parole: «settanta per cento» sono sostituite dalle seguenti: «cinquanta per cento»;
    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Le condizioni di cui al comma 1, lettere b) e d), non si applicano ai lavoratori autonomi»;
    c) al comma 2 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il criterio di determinazione del reddito di cui al comma 1 si applica
    anche ai cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti all'Unione
    europea, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le
    doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero un
    accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, in possesso
    di un diploma di laurea, che hanno svolto continuativamente
    un'attivita' di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa
    fuori dall'Italia negli ultimi ventiquattro mesi ovvero che hanno
    svolto continuativamente un'attivita' di studio fuori dall'Italia
    negli ultimi ventiquattro mesi o piu', conseguendo un diploma di
    laurea o una specializzazione post lauream».
  208. Le disposizioni di cui al comma 150, lettera a), numero 2), e lettera c), si applicano a decorrere dal periodo d'imposta in corso
    al 1º gennaio 2017. Le medesime disposizioni di cui al comma 150,
    lettera a), numero 2), si applicano, per i periodi d'imposta dal 2017
    al 2020, anche ai lavoratori dipendenti che nell'anno 2016 hanno
    trasferito la residenza nel territorio dello Stato ai sensi
    dell'articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
    ai soggetti che nel medesimo anno 2016 hanno esercitato l'opzione ai
    sensi del comma 4 dell'articolo 16 del decreto legislativo 14
    settembre 2015, n. 147.
  209. Al capo I del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, e' aggiunto, in fine, il seguente articolo:
    «Art. 24-bis (Opzione per l'imposta sostitutiva sui redditi prodotti all'estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono
    la propria residenza fiscale in Italia). - 1. Le persone fisiche che
    trasferiscono la propria residenza in Italia ai sensi dell'articolo
    2, comma 2, possono optare per l'assoggettamento all'imposta
    sostitutiva, di cui al comma 2 del presente articolo, dei redditi
    prodotti all'estero individuati secondo i criteri di cui all'articolo
    165, comma 2, a condizione che non siano state fiscalmente residenti
    in Italia, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, per un tempo almeno
    pari a nove periodi d'imposta nel corso dei dieci precedenti l'inizio
    del periodo di validita' dell'opzione. L'imposta sostitutiva non si
    applica ai redditi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c),
    realizzati nei primi cinque periodi d'imposta di validita'
    dell'opzione, che rimangono soggetti al regime ordinario di
    imposizione di cui all'articolo 68, comma 3.
  210. Per effetto dell'esercizio dell'opzione di cui al comma 1, relativamente ai redditi prodotti all'estero di cui al comma 1 e'
    dovuta un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi delle persone
    fisiche calcolata in via forfetaria, a prescindere dall'importo dei
    redditi percepiti, nella misura di euro 100.000 per ciascun periodo
    d'imposta in cui e' valida la predetta opzione. Tale importo e'
    ridotto a euro 25.000 per ciascun periodo d'imposta per ciascuno dei
    familiari di cui al comma 6. L'imposta e' versata in un'unica
    soluzione entro la data prevista per il versamento del saldo delle
    imposte sui redditi. Per l'accertamento, la riscossione, il
    contenzioso e le sanzioni si applicano, in quanto compatibili, le
    disposizioni previste per l'imposta sul reddito delle persone
    fisiche. L'imposta non e' deducibile da nessun'altra imposta o
    contributo.
  211. L'opzione di cui al comma 1 deve essere esercitata dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello
    presentata all'Agenzia delle entrate, ai sensi dell'articolo 11,
    comma 1, lettera b), della legge 27 luglio 2000, n. 212, entro il
    termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo
    d'imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ai sensi del
    comma 1 del presente articolo ed e' efficace a decorrere da tale
    periodo d'imposta. Le persone fisiche di cui al comma 1 indicano
    nell'opzione la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avuto
    l'ultima residenza fiscale prima dell'esercizio di validita'
    dell'opzione. L'Agenzia delle entrate trasmette tali informazioni,
    attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle
    autorita' fiscali delle giurisdizioni indicate come luogo di ultima
    residenza fiscale prima dell'esercizio di validita' dell'opzione.
  212. L'opzione di cui al comma 1 e' revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi quindici anni dal primo periodo d'imposta di
    validita' dell'opzione. Gli effetti dell'opzione cessano in ogni caso
    in ipotesi di omesso o parziale versamento, in tutto o in parte,
    dell'imposta sostitutiva di cui al comma 2 nella misura e nei termini
    previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Sono fatti salvi gli
    effetti prodotti nei periodi d'imposta precedenti. La revoca o la
    decadenza dal regime precludono l'esercizio di una nuova opzione.
  213. Le persone fisiche di cui al comma 1, per se' o per uno o piu' dei familiari di cui al comma 6, possono manifestare la facolta' di
    non avvalersi dell'applicazione dell'imposta sostitutiva con
    riferimento ai redditi prodotti in uno o piu' Stati o territori
    esteri, dandone specifica indicazione in sede di esercizio
    dell'opzione ovvero con successiva modifica della stessa. Soltanto in
    tal caso, per i redditi prodotti nei suddetti Stati o territori
    esteri si applica il regime ordinario e compete il credito d'imposta
    per i redditi prodotti all'estero. Ai fini dell'individuazione dello
    Stato o territorio estero in cui sono prodotti i redditi si applicano
    i medesimi criteri di cui all'articolo 23.
  214. Su richiesta del soggetto che esercita l'opzione di cui al comma 1, l'opzione ivi prevista puo' essere estesa nel corso di tutto il
    periodo dell'opzione a uno o piu' dei familiari di cui all'articolo
    433 del codice civile, purche' soddisfino le condizioni di cui al
    comma 1. In tal caso, il soggetto che esercita l'opzione indica la
    giurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui si estende
    il regime avevano l'ultima residenza prima dell'esercizio di
    validita' dell'opzione. L'estensione dell'opzione puo' essere
    revocata in relazione a uno o piu' familiari di cui al periodo
    precedente. La revoca dall'opzione o la decadenza dal regime del
    soggetto che esercita l'opzione si estendono anche ai familiari. La
    decadenza dal regime di uno o piu' dei familiari per omesso o
    parziale versamento dell'imposta sostitutiva loro riferita non
    comporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma
    1».
  215. I soggetti che esercitano l'opzione di cui all'articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal
    comma 152 del presente articolo, per i periodi d'imposta di validita'
    dell'opzione ivi prevista, non sono tenuti agli obblighi di
    dichiarazione di cui all'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990,
    n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n.
    227, e sono esenti dalle imposte previste dall'articolo 19, commi 13
    e 18, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La presente
    disposizione si applica anche ai familiari di cui al comma 6 del
    citato articolo 24-bis del testo unico di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.
  216. Gli effetti dell'opzione di cui all'articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152
    del presente articolo, non sono cumulabili con quelli previsti
    dall'articolo 44 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
    dall'articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147.
  217. Al fine di favorire l'ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali,
    con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, di concerto con il Ministro dell'interno, sono
    individuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande di
    visto di ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chi
    trasferisce la propria residenza fiscale in Italia ai sensi
    dell'articolo 24-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di
    cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
    917, introdotto dal comma 152 del presente articolo.
  218. Con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro
    dell'interno, sono individuate, nel rispetto della normativa vigente
    nazionale ed europea, forme di agevolazione nella trattazione delle
    domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno connesse con
    start-up innovative, con iniziative d'investimento, di formazione
    avanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche in
    partenariato con imprese, universita', enti di ricerca e altri
    soggetti pubblici o privati italiani.
  219. Le modalita' applicative per l'esercizio, la modifica o la revoca dell'opzione di cui al comma 1 dell'articolo 24-bis del testo
    unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152
    del presente articolo, e per il versamento dell'imposta sostitutiva
    di cui al comma 2 del medesimo articolo 24-bis sono individuate con
    provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da adottare
    entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
    legge.
  220. Per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d'imposta di validita' dell'opzione esercitata dal dante
    causa, ai sensi dell'articolo 24-bis del testo unico delle imposte
    sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, introdotto dal comma 152 del presente
    articolo, l'imposta sulle successioni e donazioni di cui al testo
    unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e
    donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, e'
    dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti nello Stato al
    momento della successione o della donazione.
  221. Le disposizioni di cui ai commi da 148 a 158 si applicano per la prima volta con riferimento alle dichiarazioni dei redditi
    relative al periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore
    della presente legge.
  222. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 182, le parole: «2.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «3.000 euro»;
    b) al comma 184 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le somme e i valori di cui al comma 4 del medesimo articolo 51
    concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente secondo le
    regole ivi previste e non sono soggetti all'imposta sostitutiva
    disciplinata dai commi da 182 a 191 del presente articolo, anche
    nell'eventualita' in cui gli stessi siano fruiti, per scelta del
    lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui
    al comma 182»;
    c) dopo il comma 184 e' inserito il seguente: «184-bis. Ai fini dell'applicazione del comma 184, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente, ne' sono soggetti
    all'imposta sostitutiva disciplinata dai commi da 182 a 191:
    a) i contributi alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, versati, per scelta del
    lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme di cui
    al comma 182 del presente articolo, anche se eccedenti i limiti
    indicati all'articolo 8, commi 4 e 6, del medesimo decreto
    legislativo n. 252 del 2005. Tali contributi non concorrono a formare
    la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari ai
    fini dell'applicazione delle previsioni di cui all'articolo 11, comma
    6, del medesimo decreto legislativo n. 252 del 2005;
    b) i contributi di assistenza sanitaria di cui all'articolo 51, comma 2, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di
    cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
    917, versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in tutto o in
    parte, delle somme di cui al comma 182 del presente articolo, anche
    se eccedenti i limiti indicati nel medesimo articolo 51, comma 2,
    lettera a);
    c) il valore delle azioni di cui all'articolo 51, comma 2, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in
    parte, delle somme di cui al comma 182 del presente articolo, anche
    se eccedente il limite indicato nel medesimo articolo 51, comma 2,
    lettera g), e indipendentemente dalle condizioni dallo stesso
    stabilite»;
    d) al comma 186, le parole: «euro 50.000» sono sostituite dalle seguenti: «euro 80.000»;
    e) al comma 189, le parole: «2.500 euro» sono sostituite dalle seguenti: «4.000 euro».
  223. All'articolo 51, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera f-ter) e' inserita la
    seguente:
    «f-quater) i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalita' dei dipendenti o di categorie di dipendenti
    per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il
    rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita
    quotidiana, le cui caratteristiche sono definite dall'articolo 2,
    comma 2, lettera d), numeri 1) e 2), del decreto del Ministro del
    lavoro, della salute e delle politiche sociali 27 ottobre 2009,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2010, o
    aventi per oggetto il rischio di gravi patologie».
  224. Le disposizioni di cui all'articolo 51, comma 2, lettera f), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come da ultimo
    modificate dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208, si interpretano nel
    senso che le stesse si applicano anche alle opere e servizi
    riconosciuti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico, in
    conformita' a disposizioni di contratto collettivo nazionale di
    lavoro, di accordo interconfederale o di contratto collettivo
    territoriale.
  225. Per consentire il completamento delle procedure di cui all'articolo 1, comma 207, terzo periodo, della legge 27 dicembre
    2013, n. 147, da concludere inderogabilmente entro il 31 dicembre
    2017, e' autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2017,
    a titolo di compartecipazione dello Stato. La regione Calabria
    dispone con propria legge regionale la copertura finanziaria a carico
    del bilancio della regione medesima degli ulteriori oneri necessari
    derivanti da quanto previsto dal primo periodo e assicura la
    compatibilita' dell'intervento con il raggiungimento dei propri
    obiettivi di finanza pubblica.
  226. All'articolo 2, comma 34, della legge 28 giugno 2012, n. 92, le parole: «Per il periodo 2013-2016» sono sostituite dalle seguenti:
    «A decorrere dal 1º gennaio 2013».
  227. A decorrere dall'anno 2017, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore
    aggiunto, iscritti alla Gestione separata di cui all'articolo 2,
    comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non risultano
    iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria ne' pensionati,
    l'aliquota contributiva di cui all'articolo 1, comma 79, della legge
    24 dicembre 2007, n. 247, e' stabilita in misura pari al 25 per
    cento.
  228. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, e' istituito l'anticipo finanziario a garanzia
    pensionistica (APE). L'APE e' un prestito corrisposto a quote mensili
    per dodici mensilita' a un soggetto in possesso dei requisiti di cui
    al comma 167 del presente articolo fino alla maturazione del diritto
    alla pensione di vecchiaia di cui all'articolo 24, commi 6 e 7, del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La restituzione del prestito
    avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di
    vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti
    anni. Il prestito e' coperto da una polizza assicurativa obbligatoria
    per il rischio di premorienza.
  229. L'APE puo' essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della
    medesima e alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
    della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, al momento della richiesta di
    APE, hanno un'eta' anagrafica minima di 63 anni e che maturano il
    diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purche'
    siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e
    la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente
    all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla
    prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto
    nell'assicurazione generale obbligatoria. Non possono ottenere l'APE
    coloro che sono gia' titolari di un trattamento pensionistico
    diretto.
  230. Il soggetto richiedente, direttamente o tramite un intermediario autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152,
    presenta all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS),
    tramite il suo portale, domanda di certificazione del diritto
    all'APE. L'INPS, verificato il possesso dei requisiti di cui al comma
    167 del presente articolo, certifica il diritto e comunica al
    soggetto richiedente l'importo minimo e l'importo massimo dell'APE
    ottenibile.
  231. Il soggetto in possesso della certificazione di cui al comma 168 del presente articolo, direttamente o tramite un intermediario
    autorizzato ai sensi della legge 30 marzo 2001, n. 152, presenta,
    attraverso l'uso dell'identita' digitale SPID di secondo livello, di
    cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre
    2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 9 dicembre 2014,
    e con i modelli da approvare con il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo,
    domanda di APE e domanda di pensione di vecchiaia da liquidare al
    raggiungimento dei requisiti di legge. La domanda di APE e di
    pensione di cui al periodo precedente non sono revocabili, salvo in
    caso di esercizio del diritto di recesso di cui agli articoli 125-ter
    del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
    al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e 67-duodecies del
    codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,
    n. 206. In deroga all'articolo 67-duodecies, comma 2, del codice del
    consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, il
    termine per recedere dal contratto di assicurazione di cui ai commi
    da 166 a 186 del presente articolo e' di quattordici giorni. La
    facolta' di estinzione anticipata dell'APE e' regolata dal decreto
    del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del
    presente articolo. Nella domanda il soggetto richiedente indica il
    finanziatore cui richiedere l'APE, nonche' l'impresa assicurativa
    alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Le
    informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di
    legge sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, al
    soggetto richiedente dall'INPS, per conto del finanziatore e
    dell'impresa assicurativa; il finanziatore e l'impresa assicurativa
    forniscono all'INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria. I
    finanziatori e le imprese assicurative sono scelti tra quelli che
    aderiscono agli accordi-quadro da stipulare, a seguito dell'entrata
    in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di
    cui al comma 175 del presente articolo, tra il Ministro dell'economia
    e delle finanze e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e,
    rispettivamente, l'Associazione bancaria italiana e l'Associazione
    nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative
    primarie. L'attivita' svolta dall'INPS ai sensi dei commi da 166 a
    186 del presente articolo non costituisce esercizio di agenzia in
    attivita' finanziaria, ne' di mediazione creditizia, ne' di
    intermediazione assicurativa.
  232. La durata minima dell'APE e' di sei mesi. L'entita' minima e l'entita' massima di APE richiedibile sono stabilite dal decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del
    presente articolo. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del
    titolo VI del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre
    1993, n. 385, il prestito costituisce credito ai consumatori. Per le
    finalita' di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
    l'operazione di finanziamento e' sottoposta a obblighi semplificati
    di adeguata verifica della clientela. Con decreto del Ministro
    dell'economia e delle finanze, sentito il Comitato di sicurezza
    finanziaria, sono definite le modalita' semplificate di adempimento
    dei predetti obblighi, tenuto conto della natura del prodotto e di
    ogni altra circostanza riferibile al profilo di rischio connesso
    all'operazione di finanziamento. Il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo
    disciplina le comunicazioni periodiche al soggetto finanziato e
    assicurato, anche in deroga a quanto previsto dalla legge.
  233. L'istituto finanziatore trasmette all'INPS e al soggetto richiedente il contratto di prestito, ovvero l'eventuale
    comunicazione di reiezione dello stesso. L'identificazione del
    soggetto richiedente e' effettuata dall'INPS con il sistema SPID
    anche ai sensi dell'articolo 30, comma 8, del decreto legislativo 21
    novembre 2007, n. 231, per il perfezionamento del contratto di
    finanziamento e della polizza assicurativa del rischio di
    premorienza. In caso di concessione del prestito, dalla data del
    perfezionamento decorre il termine di cui agli articoli 125-ter del
    testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385,
    e 67-duodecies del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre
    2005, n. 206, se il soggetto richiedente ha ricevuto dall'INPS tutte
    le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di
    legge. In caso di reiezione della richiesta, ovvero di recesso da
    parte del soggetto richiedente, la domanda di pensione e' priva di
    effetti. L'erogazione del prestito ha inizio entro trenta giorni
    lavorativi dalla data del predetto perfezionamento. L'INPS trattiene
    a partire dalla prima pensione mensile l'importo della rata per il
    rimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatore
    tempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di
    scadenza della medesima rata.
  234. I datori di lavoro del settore privato del richiedente, gli enti bilaterali o i fondi di solidarieta' di cui agli articoli 26 e
    27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, possono, previo
    accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante
    contributivo individuale maturato da quest'ultimo, versando all'INPS
    in un'unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei
    contributi del mese di erogazione della prima mensilita' dell'APE, un
    contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di
    anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di
    vecchiaia, all'importo determinato ai sensi dell'articolo 7 del
    decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di cui al
    periodo precedente si applicano le disposizioni sanzionatorie e di
    riscossione previste dall'articolo 116, comma 8, lettera a), della
    legge 23 dicembre 2000, n. 388, nel caso di mancato o ritardato
    pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.
  235. E' istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un Fondo di garanzia per l'accesso
    all'APE, con una dotazione iniziale pari a 70 milioni di euro per
    l'anno 2017. Le disponibilita' del Fondo di cui all'articolo 1, comma
    32, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono versate all'entrata
    del bilancio dello Stato per il corrispondente importo di 70 milioni
    di euro nell'anno 2017. Per le finalita' del presente comma e'
    autorizzata l'istituzione di un apposito conto corrente presso la
    tesoreria dello Stato. Il Fondo di garanzia per l'accesso all'APE e'
    ulteriormente alimentato con le commissioni di accesso al Fondo
    stesso, che a tal fine sono versate all'entrata del bilancio dello
    Stato per la successiva riassegnazione al Fondo. Tali somme sono
    versate sul conto corrente presso la tesoreria dello Stato istituito
    ai sensi del terzo periodo del presente comma. La garanzia del Fondo
    copre l'80 per cento del finanziamento di cui al comma 166 del
    presente articolo e dei relativi interessi. La garanzia del Fondo e'
    a prima richiesta, esplicita, incondizionata, irrevocabile e onerosa.
    Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia dello Stato,
    avente le medesime caratteristiche di quella del Fondo, quale
    garanzia di ultima istanza. Il finanziamento e' altresi' assistito
    automaticamente dal privilegio di cui all'articolo 2751-bis, numero
    1), del codice civile. La garanzia dello Stato e' elencata
    nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e
    delle finanze, di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009,
    n. 196. Il Fondo e' surrogato di diritto alla banca, per l'importo
    pagato, nel privilegio di cui al citato articolo 2751-bis, numero 1),
    del codice civile. Tale finanziamento e le formalita' a esso connesse
    nell'intero svolgimento del rapporto sono esenti dall'imposta di
    registro, dall'imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta,
    nonche' da ogni altro tributo o diritto.
  236. All'APE si applica il tasso di interesse e la misura del premio assicurativo relativa all'assicurazione di copertura del
    rischio di premorienza indicati negli accordi-quadro di cui al comma
  237. Le modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 165 a 174 e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti per
    l'accesso al finanziamento, nonche' i criteri, le condizioni e le
    modalita' di funzionamento del Fondo di garanzia di cui al comma 173
    e della garanzia di ultima istanza dello Stato sono disciplinati con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
    Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e
    delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla data
    di entrata in vigore della presente legge.
  238. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 173 e' affidata all'INPS sulla base di un'apposita convenzione da stipulare
    tra lo stesso Istituto e il Ministro dell'economia e delle finanze e
    il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
  239. Le somme erogate in quote mensili di cui al comma 166 del presente articolo non concorrono a formare il reddito ai fini
    dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. A fronte degli
    interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura
    del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore e'
    riconosciuto, alle condizioni di cui al presente comma, un credito
    d'imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell'importo
    pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi
    complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale credito
    d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle
    imposte sui redditi ed e' riconosciuto dall'INPS per l'intero importo
    rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di
    pensione. L'INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da
    versare mensilmente all'erario nella sua qualita' di sostituto
    d'imposta. All'APE si applicano gli articoli da 15 a 22 del decreto
    del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
  240. Gli effetti della trattenuta di cui al sesto periodo del comma 171 non rilevano ai fini del riconoscimento di prestazioni
    assistenziali e previdenziali sottoposte alla prova dei mezzi.
  241. In via sperimentale, dal 1º maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, agli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle
    forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione
    separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
    n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui alle lettere da
    a) a d) del presente comma, al compimento del requisito anagrafico
    dei 63 anni, e' riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e
    186 del presente articolo, un'indennita' per una durata non superiore
    al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il
    conseguimento dell'eta' anagrafica prevista per l'accesso al
    trattamento pensionistico di vecchiaia di cui all'articolo 24, comma
    6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214:
    a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo,
    dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito
    della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n.
    604, hanno concluso integralmente la prestazione per la
    disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso
    di un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni;
    b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in
    situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge
    5 febbraio 1992, n. 104, e sono in possesso di un'anzianita'
    contributiva di almeno 30 anni;
    c) hanno una riduzione della capacita' lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidita'
    civile, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso di
    un'anzianita' contributiva di almeno 30 anni;
    d) sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell'indennita' di cui al comma 181, all'interno delle professioni
    indicate nell'allegato C annesso alla presente legge che svolgono da
    almeno sei anni in via continuativa attivita' lavorative per le quali
    e' richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso
    e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in
    possesso di un'anzianita' contributiva di almeno 36 anni.
  242. La concessione dell'indennita' di cui al comma 179 e' subordinata alla cessazione dell'attivita' lavorativa e non spetta a
    coloro che sono gia' titolari di un trattamento pensionistico
    diretto.
  243. L'indennita' di cui al comma 179 e' erogata mensilmente su dodici mensilita' nell'anno ed e' pari all'importo della rata mensile
    della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione.
    L'importo dell'indennita' non puo' in ogni caso superare l'importo
    massimo mensile di 1.500 euro e non e' soggetto a rivalutazione.
  244. L'indennita' di cui al comma 179 del presente articolo non e' compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo
    stato di disoccupazione involontaria, con il trattamento di cui
    all'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, nonche'
    con l'indennizzo previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 28
    marzo 1996, n. 207.
  245. Il beneficiario decade dal diritto all'indennita' nel caso di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato.
    L'indennita' e' compatibile con la percezione dei redditi da lavoro
    dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei
    redditi derivanti da attivita' di lavoro autonomo nel limite di 4.800
    euro annui.
  246. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il
    personale degli enti pubblici di ricerca, che cessano l'attivita'
    lavorativa e richiedono l'indennita' di cui al comma 179 del presente
    articolo i termini di pagamento delle indennita' di fine servizio
    comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo
    1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio
    1997, n. 140, iniziano a decorrere al compimento dell'eta' di cui
    all'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione
    del trattamento di fine servizio comunque denominato.
  247. Le modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 179 a 184, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui al
    comma 186, sono disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio
    dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
    sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
    da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, avuto particolare riguardo a:
    a) la determinazione delle caratteristiche specifiche delle attivita' lavorative di cui al comma 179, lettera d);
    b) le procedure per l'accertamento delle condizioni per l'accesso al beneficio di cui ai commi da 179 a 186 e la relativa
    documentazione da presentare a tali fini;
    c) le disposizioni attuative di quanto previsto dai commi da 179 a 186, con particolare riferimento:
    1) all'attivita' di monitoraggio e alla procedura di cui al comma 186 del presente articolo, da effettuare con il procedimento di
    cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
    2) alla disciplina del procedimento di accertamento anche in relazione alla documentazione da presentare per accedere al
    beneficio;
    3) alle comunicazioni che l'ente previdenziale erogatore dell'indennita' di cui al comma 179 fornisce all'interessato in esito
    alla presentazione della domanda di accesso al beneficio;
    4) alla predisposizione dei criteri da seguire nell'espletamento dell'attivita' di verifica ispettiva da parte del
    personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali nonche' degli enti che gestiscono forme di assicurazione
    obbligatoria;
    5) alle modalita' di utilizzo da parte dell'ente previdenziale delle informazioni relative alla dimensione, all'assetto
    organizzativo dell'azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali,
    anche come risultanti dall'analisi dei dati amministrativi in
    possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori
    nei confronti degli infortuni sul lavoro;
    6) all'individuazione dei criteri di priorita' di cui al comma 186;
    7) alle forme e modalita' di collaborazione tra enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare
    riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine
    alle tipologie di lavoratori interessati.
  248. Il beneficio dell'indennita' disciplinata ai sensi dei commi da 179 a 185 e' riconosciuto a domanda nel limite di 300 milioni di
    euro per l'anno 2017, di 609 milioni di euro per l'anno 2018, di 647
    milioni di euro per l'anno anno 2019, di 462 milioni di euro per
    l'anno 2020, di 280 milioni di euro per l'anno 2021, di 83 milioni di
    euro per l'anno 2022 e di 8 milioni di euro per l'anno 2023. Qualora
    dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il
    verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di
    domande rispetto alle risorse finanziarie di cui al primo periodo del
    presente comma, la decorrenza dell'indennita' e' differita, con
    criteri di priorita' in ragione della maturazione dei requisiti di
    cui al comma 180, individuati con il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui al comma 185, e, a parita' degli
    stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine
    di garantire un numero di accessi all'indennita' non superiore al
    numero programmato in relazione alle predette risorse finanziarie.
  249. Al decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 127, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) la tabella A e' sostituita dalla tabella A di cui all'allegato D annesso alla presente legge;
    b) all'articolo 5, comma 1, quarto periodo, le parole: «e spetta a condizione che il soggetto non possieda un reddito complessivo
    individuale relativo all'anno stesso superiore a una volta e mezza il
    trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti»
    sono sostituite dalle seguenti: «e spetta: nella misura prevista al
    punto 1) della predetta tabella A a condizione che il soggetto
    possieda un reddito complessivo individuale relativo all'anno stesso
    non superiore a una volta e mezza il trattamento minimo annuo del
    Fondo pensioni lavoratori dipendenti; fermo restando quanto stabilito
    dal comma 2, nella misura prevista al punto 2) della predetta tabella
    A a condizione che il soggetto possieda un reddito complessivo
    individuale relativo all'anno stesso compreso tra una volta e mezza e
    due volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori
    dipendenti»;
    c) il comma 2 dell'articolo 5 e' sostituito dal seguente: «2. Nei confronti dei soggetti che soddisfano le condizioni di cui al comma 1 e per i quali l'importo complessivo del reddito
    individuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia, risulti
    superiore a una volta e mezza il trattamento minimo e inferiore a
    tale limite incrementato dell'importo della somma aggiuntiva
    spettante, l'importo e' comunque attribuito fino a concorrenza del
    predetto limite maggiorato. Nei confronti dei soggetti che soddisfano
    le condizioni di cui al comma 1 e per i quali l'importo complessivo
    del reddito individuale annuo, al netto dei trattamenti di famiglia,
    risulti superiore a due volte il trattamento minimo e inferiore a
    tale limite incrementato dell'importo della somma aggiuntiva
    spettante, l'importo e' attribuito fino a concorrenza del predetto
    limite maggiorato».
  250. A decorrere dal 1º maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, per i lavoratori in possesso dei requisiti di eta',
    contributivi e di maturazione del diritto a pensione di vecchiaia di
    cui al comma 167 del presente articolo e in possesso della
    certificazione di cui al comma 168 del presente articolo, a seguito
    della cessazione del rapporto di lavoro, le prestazioni delle forme
    pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre
    2005, n. 252, con esclusione di quelle in regime di prestazione
    definita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiesta
    dell'aderente, in forma di rendita temporanea, denominata «Rendita
    integrativa temporanea anticipata» (RITA), decorrente dal momento
    dell'accettazione della richiesta fino al conseguimento dei predetti
    requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio e
    consistente nell'erogazione frazionata, per il periodo considerato,
    del montante accumulato richiesto.
  251. La parte imponibile della rendita di cui al comma 188, determinata secondo le disposizioni vigenti nei periodi di
    maturazione della prestazione pensionistica complementare, e'
    assoggettata alla ritenuta a titolo d'imposta con l'aliquota del 15
    per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni
    anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme
    pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6
    punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di
    previdenza complementare e' anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di
    iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di 15.
  252. Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli importi
    della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000 e, per
    la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001 al 31
    dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º gennaio
  253. Le disposizioni di cui ai commi 188, 189 e 190 si applicano anche ai dipendenti pubblici che hanno aderito alle forme
    pensionistiche complementari loro destinate.
  254. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il
    personale degli enti pubblici di ricerca, che accedono a RITA e
    cessano dal rapporto di lavoro, il trattamento di fine rapporto e di
    fine servizio sono corrisposti al momento in cui il soggetto avrebbe
    maturato il diritto alla corresponsione degli stessi secondo le
    disposizioni dell'articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre
    2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
    2011, n. 214, e la disciplina vigente in materia di corresponsione
    del trattamento di fine servizio comunque denominato.
  255. Il Governo trasmette alle Camere entro il 10 settembre 2018 una relazione nella quale da' conto dei risultati delle
    sperimentazioni relative alle misure di cui ai commi da 166 a 186 e
    da 188 a 192 e formula proposte in ordine alla loro eventuale
    prosecuzione.
  256. Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2018, le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo
    e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici,
    non trovano applicazione.
  257. All'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, dopo le parole: «e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima,» sono inserite le seguenti: «nonche' agli
    enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n.
    509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,» e le parole:
    «, qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico» sono soppresse;
    b) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «La predetta facolta' puo' essere esercitata per la liquidazione del trattamento
    pensionistico a condizione che il soggetto interessato abbia i
    requisiti anagrafici previsti dal comma 6 dell'articolo 24 del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e il requisito contributivo di
    cui al comma 7 del medesimo articolo 24, ovvero, indipendentemente
    dal possesso dei requisiti anagrafici, abbia maturato l'anzianita'
    contributiva prevista dal comma 10 del medesimo articolo 24, adeguata
    agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche' per la liquidazione dei
    trattamenti per inabilita' e ai superstiti di assicurato deceduto».
  258. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il
    personale degli enti pubblici di ricerca, che si avvalgono della
    facolta' di cui all'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre
    2012, n. 228, come modificato dal comma 195 del presente articolo, i
    termini di pagamento delle indennita' di fine servizio comunque
    denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.
    79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.
    140, iniziano a decorrere al compimento dell'eta' di cui all'articolo
    24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
  259. Per i casi di esercizio della facolta' di ricongiunzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, da parte
    dei soggetti, titolari di piu' periodi assicurativi che consentono
    l'accesso al trattamento pensionistico a seguito di quanto previsto
    all'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, per
    effetto delle modifiche introdotte dal comma 195 del presente
    articolo, sono consentiti, su richiesta degli interessati, il recesso
    e la restituzione di quanto gia' versato, solo nei casi in cui non si
    sia perfezionato il pagamento integrale dell'importo dovuto. La
    restituzione di quanto versato e' effettuata a decorrere dal
    dodicesimo mese dalla data della richiesta di rimborso in quattro
    rate annuali, non maggiorate di interessi. Il recesso di cui al
    presente comma non puo', comunque, essere esercitato oltre il termine
    di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei
    casi in cui abbia gia' dato titolo alla liquidazione del trattamento
    pensionistico.
  260. I soggetti, titolari di piu' periodi assicurativi che consentono l'accesso al trattamento pensionistico previsto
    all'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, a
    seguito delle modifiche introdotte dal comma 195 del presente
    articolo, che hanno presentato domanda di pensione in totalizzazione
    ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42,
    anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge e
    per i quali il relativo procedimento amministrativo non sia ancora
    concluso, possono, previa rinuncia alla domanda di pensione in
    totalizzazione, accedere al trattamento pensionistico previsto al
    medesimo articolo 1, comma 239, come modificato dal comma 195 del
    presente articolo.
  261. A decorrere dal 1º maggio 2017, il requisito contributivo di cui all'articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
    201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
    214, come rideterminato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo
    24 per effetto degli adeguamenti applicati con decorrenza 2013 e
    2016, e' ridotto a 41 anni per i lavoratori di cui all'articolo 1,
    commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che hanno almeno 12
    mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il
    raggiungimento del diciannovesimo anno di eta' e che si trovano in
    una delle seguenti condizioni di cui alle lettere da a) a d) del
    presente comma, come ulteriormente specificate ai sensi del comma 202
    del presente articolo:
    a) sono in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni
    per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della
    procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e
    hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione
    loro spettante da almeno tre mesi;
    b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in
    situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge
    5 febbraio 1992, n. 104;
    c) hanno una riduzione della capacita' lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidita'
    civile, superiore o uguale al 74 per cento;
    d) sono lavoratori dipendenti di cui alle professioni indicate all'allegato E annesso alla presente legge che svolgono, al momento
    del pensionamento, da almeno sei anni in via continuativa attivita'
    lavorative per le quali e' richiesto un impegno tale da rendere
    particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo
    continuativo ovvero sono lavoratori che soddisfano le condizioni di
    cui all'articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile
    2011, n. 67.
  262. Al requisito contributivo ridotto di cui al comma 199 del presente articolo continuano ad applicarsi gli adeguamenti alla
    speranza di vita di cui all'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio
    2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
    2010, n. 122.
  263. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche' per il
    personale degli enti pubblici di ricerca, che soddisfano i requisiti
    di cui al comma 199 del presente articolo, le indennita' di fine
    servizio comunque denominate di cui all'articolo 3 del decreto-legge
    28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
    maggio 1997, n. 140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto
    avrebbe maturato il diritto alla corresponsione delle stesse secondo
    le disposizioni dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011,
    n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
    n. 214, e sulla base della disciplina vigente in materia di
    corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.
  264. Le modalita' di attuazione delle disposizioni dei commi da 199 a 205 del presente articolo, nel rispetto dei limiti di spesa annuali
    di cui al comma 203, sono disciplinate con decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle
    politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
    finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge, avuto particolare riguardo:
    a) alla determinazione delle caratteristiche specifiche delle attivita' lavorative di cui al comma 199, lettera d);
    b) alle procedure per l'accertamento delle condizioni per l'accesso al beneficio di cui ai commi da 199 a 205 e alla relativa
    documentazione da presentare a tali fini;
    c) all'attivita' di monitoraggio e alla procedura di cui al comma 203 del presente articolo, da effettuare con il procedimento di cui
    all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
    d) alle comunicazioni che l'ente previdenziale erogatore del trattamento pensionistico fornisce all'interessato in esito alla
    presentazione della domanda di accesso al beneficio;
    e) alla predisposizione dei criteri da seguire nello svolgimento dell'attivita' di verifica ispettiva da parte del personale ispettivo
    del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonche' degli enti
    che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria;
    f) alle modalita' di utilizzo da parte dell'ente previdenziale delle informazioni relative alla dimensione, all'assetto
    organizzativo dell'azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali,
    anche come risultanti dall'analisi dei dati amministrativi in
    possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori
    nei confronti degli infortuni sul lavoro;
    g) all'individuazione dei criteri di priorita' di cui al comma 203;
    h) alle forme e modalita' di collaborazione tra enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare
    riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine
    alle tipologie di lavoratori interessati.
  265. Il beneficio dell'anticipo del pensionamento ai sensi dei commi da 199 a 202 e' riconosciuto a domanda nel limite di 360
    milioni di euro per l'anno 2017, di 550 milioni di euro per l'anno
    2018, di 570 milioni di euro per l'anno 2019 e di 590 milioni di euro
    annui a decorrere dall'anno 2020. Qualora dal monitoraggio delle
    domande presentate ed accolte emerga il verificarsi di scostamenti,
    anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse
    finanziarie di cui al primo periodo del presente comma, la decorrenza
    dei trattamenti e' differita, con criteri di priorita' in ragione
    della maturazione dei requisiti agevolati di cui al comma 199,
    individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
    di cui al comma 202, e, a parita' degli stessi, in ragione della data
    di presentazione della domanda, al fine di garantire un numero di
    accessi al pensionamento, sulla base dei predetti requisiti
    agevolati, non superiore al numero di pensionamenti programmato in
    relazione alle predette risorse finanziarie.
  266. A far data dalla sua decorrenza il trattamento pensionistico di cui al comma 199 del presente articolo non e' cumulabile con
    redditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempo
    corrispondente alla differenza tra l'anzianita' contributiva di cui
    all'articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
    201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
    214, e l'anzianita' contributiva al momento del pensionamento.
  267. Il beneficio di cui ai commi da 199 a 204 non e' cumulabile con altre maggiorazioni previste per le attivita' di lavoro di cui al
    comma 199 del presente articolo, fermo restando quanto previsto
    all'articolo 80, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  268. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge:
    a) l'articolo 24, comma 17-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
    2011, n. 214, e' abrogato;
    b) all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:
    1) alla lettera a), le parole: «, compreso l'anno di maturazione dei requisiti,» sono soppresse e le parole: «per le
    pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017;» sono
    sostituite dalla seguente: «ovvero»;
    2) alla lettera b), le parole: «, per le pensioni aventi decorrenza dal 1º gennaio 2018» sono soppresse;
    c) all'articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In via
    transitoria, con riferimento ai requisiti di cui al presente comma
    non trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui
    al citato articolo 12 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito,
    con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, previsti per gli anni
    2019, 2021, 2023 e 2025 ai sensi dell'articolo 24, comma 13, del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;
    d) all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, sono apportate le seguenti modificazioni:
    1) alla lettera b), le parole: «a decorrere dal 1º gennaio 2012» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2016»;
    2) dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti: «b-bis) entro il 1º marzo dell'anno di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano maturati nel corso dell'anno
    2017;
    b-ter) entro il 1º maggio dell'anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati qualora tali requisiti siano
    maturati a decorrere dal 1º gennaio 2018».
  269. Per effetto di quanto stabilito dal comma 206 del presente articolo il Fondo di cui all'articolo 1, comma 3, lettera f), della
    legge 24 dicembre 2007, n. 247, e' incrementato di 84,5 milioni di
    euro per l'anno 2017, di 86,3 milioni di euro per l'anno 2018, di
    124,5 milioni di euro per l'anno 2019, di 126,6 milioni di euro per
    l'anno 2020, di 123,8 milioni di euro per l'anno 2021, di 144,4
    milioni di euro per l'anno 2022, di 145,2 milioni di euro per l'anno
    2023, di 151,8 milioni di euro per l'anno 2024, di 155,4 milioni di
    euro per l'anno 2025 e di 170,5 milioni di euro annui a decorrere
    dall'anno 2026, con conseguente corrispondente incremento degli
    importi di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 21
    aprile 2011, n. 67.
  270. Ai fini della corretta attuazione dei commi 206 e 207, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
    concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
    apportate le necessarie modificazioni al decreto del Ministro del
    lavoro e delle politiche sociali 20 settembre 2011, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 276 del 26 novembre 2011, anche introducendo
    eventuali semplificazioni nella documentazione necessaria per la
    richiesta di accesso al beneficio, fermi restando i contenuti
    informativi previsti per la certificazione del beneficio medesimo ai
    sensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.
  271. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'articolo 9, comma 2, della legge 29 marzo 1985, n. 113, le
    parole: «In attesa della legge di riforma generale del sistema
    pensionistico,» sono soppresse e sono aggiunte, in fine, le seguenti
    parole: «nonche' all'incremento dell'eta' anagrafica a cui applicare
    il coefficiente di trasformazione per il calcolo della quota di
    pensione nel sistema contributivo come previsto dall'articolo 1,
    comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335».
  272. I commi 3 e 4 dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29
    dicembre 1986, n. 917, sono sostituiti dal seguente:
    «3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu' redditi di pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a),
    spetta una detrazione dall'imposta lorda, non cumulabile con quella
    prevista al comma 1 del presente articolo, rapportata al periodo di
    pensione nell'anno, pari a:
    a) 1.880 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L'ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo' essere
    inferiore a 713 euro;
    b) 1.297 euro, aumentata del prodotto fra 583 euro e l'importo corrispondente al rapporto fra 15.000 euro, diminuito del reddito
    complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'
    superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro;
    c) 1.297 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte
    corrispondente al rapporto tra l'importo di 55.000 euro, diminuito
    del reddito complessivo, e l'importo di 40.000 euro».
  273. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere
    e ai loro familiari superstiti, di cui alla legge 13 agosto 1980, n.
    466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all'articolo 1, commi 563
    e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, si applicano i benefici
    fiscali di cui all'articolo 2, commi 5 e 6, della legge 23 novembre
    1998, n. 407, e dell'articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 2004,
    n. 206, in materia di esenzione dall'imposta sui redditi.
  274. A seguito dell'attivita' di monitoraggio e verifica relativa alle misure di salvaguardia previste dall'articolo 24, comma 14, del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dall'articolo 22 del
    decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, dall'articolo 1, commi da 231 a
    234, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dagli articoli 11 e 11-bis
    del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, dall'articolo 1,
    commi da 194 a 198, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
    dall'articolo 2 della legge 10 ottobre 2014, n. 147, e dai relativi
    decreti attuativi del Ministro del lavoro e delle politiche sociali
    1º giugno 2012, 8 ottobre 2012, 22 aprile 2013 e 14 febbraio 2014,
    pubblicati, rispettivamente, nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24
    luglio 2012, n. 17 del 21 gennaio 2013, n. 123 del 28 maggio 2013 e
    n. 89 del 16 aprile 2014, nonche' dall'articolo 1, commi da 265 a
    276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, resa possibile in
    relazione alle misure per le quali la certificazione del diritto al
    beneficio e' da ritenere conclusa nonche' a quanto stabilito dal
    comma 213 del presente articolo, i complessivi importi indicati al
    quarto periodo del comma 235 dell'articolo 1 della legge n. 228 del
    2012 sono rideterminati in 243,4 milioni di euro per l'anno 2013,
    908,9 milioni di euro per l'anno 2014, 1.618,5 milioni di euro per
    l'anno 2015, 2.000,4 milioni di euro per l'anno 2016, 1.796,2 milioni
    di euro per l'anno 2017, 1.270,6 milioni di euro per l'anno 2018,
    734,8 milioni di euro per l'anno 2019, 388,1 milioni di euro per
    l'anno 2020, 194,8 milioni di euro per l'anno 2021, 103,5 milioni di
    euro per l'anno 2022 e 9,9 milioni di euro per l'anno 2023, cui
    corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo in
    137.095 soggetti. La ripartizione dei complessivi limiti di spesa e
    numerici di cui al primo periodo del presente comma e' effettuata ai
    sensi dell'articolo 1, comma 193, della legge n. 147 del 2013. Ai
    sensi di quanto stabilito dall'articolo 1, comma 235, della legge n.
    228 del 2012, l'autorizzazione di spesa di cui al primo periodo del
    predetto comma 235 e' incrementata di 641,85 milioni di euro per
    l'anno 2017, di 405,7 milioni di euro per l'anno 2018, di 106,54
    milioni di euro per l'anno 2019, di 76,97 milioni di euro per l'anno
    2020, di 50,22 milioni di euro per l'anno 2021, di 10,48 milioni di
    euro per l'anno 2022 e di 2 milioni di euro per l'anno 2023.
  275. In considerazione del limitato utilizzo, come anche accertato ai sensi dell'articolo 1, comma 263, della legge 28 dicembre 2015, n.
    208, ai fini dell'accesso al pensionamento secondo i requisiti e le
    decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore
    dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    della salvaguardia di cui all'articolo 22, comma 1, lettera a), del
    decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche' della circostanza che
    risultano trascorsi i termini decadenziali di comunicazione degli
    elenchi nominativi di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro del
    lavoro e delle politiche sociali 8 ottobre 2012, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 17 del 21 gennaio 2013, all'articolo 22, comma
    1, alinea, del citato decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con
    modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, le parole: «ulteriori
    35.000 soggetti» sono sostituite dalle seguenti: «ulteriori 19.741
    soggetti».
  276. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore
    dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    ferme restando, nei limiti definiti ai sensi del comma 212 del
    presente articolo, le salvaguardie ivi indicate, continuano ad
    applicarsi ai seguenti soggetti che maturano i requisiti per il
    pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
    a) nel limite di 11.000 soggetti, ai lavoratori collocati in mobilita' o in trattamento speciale edile ai sensi degli articoli 4,
    11 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, o ai sensi dell'articolo
    3 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, a seguito di
    accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre
    2011, ovvero da aziende cessate o interessate dall'attivazione,
    precedente alla data di licenziamento, delle vigenti procedure
    concorsuali quali il fallimento, il concordato preventivo, la
    liquidazione coatta amministrativa, l'amministrazione straordinaria o
    l'amministrazione straordinaria speciale, previa esibizione della
    documentazione attestante la data di avvio della procedura
    concorsuale, anche in mancanza dei predetti accordi, cessati
    dall'attivita' lavorativa entro il 31 dicembre 2014 e che
    perfezionano, anche mediante il versamento di contributi volontari,
    entro trentasei mesi dalla fine del periodo di fruizione
    dell'indennita' di mobilita' o del trattamento speciale edile, i
    requisiti vigenti prima della data di entrata in vigore del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Il versamento volontario di cui
    alla presente lettera, anche in deroga alle disposizioni
    dell'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n.
    184, puo' riguardare anche periodi eccedenti i sei mesi precedenti la
    domanda di autorizzazione stessa e puo' comunque essere effettuato
    solo con riferimento ai trentasei mesi successivi al termine di
    fruizione dell'indennita' di mobilita' o del trattamento speciale
    edile indicato dalla presente lettera. Eventuali periodi di
    sospensione dell'indennita' di mobilita', ai sensi dell'articolo 8,
    commi 6 e 7, della legge n. 223 del 1991 e dell'articolo 3 del
    decreto-legge n. 299 del 1994, convertito, con modificazioni, dalla
    legge n. 451 del 1994, intervenuti entro la data di entrata in vigore
    della presente legge per svolgere attivita' di lavoro subordinato, a
    tempo parziale, a tempo determinato, ovvero di lavoro parasubordinato
    mantenendo l'iscrizione nella lista, si considerano rilevanti ai fini
    del prolungamento del periodo di fruizione dell'indennita' stessa e
    non comportano l'esclusione dall'accesso alle salvaguardie di cui al
    presente comma;
    b) nel limite di 9.200 soggetti, ai lavoratori di cui all'articolo 1, comma 194, lettera a), della legge 27 dicembre 2013,
    n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la
    decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
    vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6
    dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
    dicembre 2011, n. 214, entro l'ottantaquattresimo mese successivo
    alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del
    2011;
    c) nel limite di 1.200 soggetti, ai lavoratori di cui all'articolo 1, comma 194, lettera f), della legge 27 dicembre 2013,
    n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la
    decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
    vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6
    dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
    dicembre 2011, n. 214, entro il settantaduesimo mese successivo alla
    data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
    d) nel limite di 7.800 soggetti, ai lavoratori di cui all'articolo 1, comma 194, lettere b), c) e d), della legge 27
    dicembre 2013, n. 147, i quali perfezionano i requisiti utili a
    comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la
    disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro l'ottantaquattresimo mese
    successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge
    n. 201 del 2011;
    e) nel limite di 700 soggetti, ai lavoratori di cui all'articolo 24, comma 14, lettera e-ter), del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
    201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
    214, limitatamente ai lavoratori in congedo per assistere figli con
    disabilita' grave ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del testo unico
    delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
    maternita' e della paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo
    2001, n. 151, i quali perfezionano i requisiti utili a comportare la
    decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina
    vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n.
    201 del 2011, entro l'ottantaquattresimo mese successivo alla data di
    entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 201 del 2011;
    f) nel limite di 800 soggetti, con esclusione del settore agricolo e dei lavoratori con qualifica di stagionali, ai lavoratori
    con contratto di lavoro a tempo determinato e ai lavoratori in
    somministrazione con contratto a tempo determinato, cessati dal
    lavoro tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, non rioccupati a
    tempo indeterminato, i quali perfezionano i requisiti utili a
    comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la
    disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, entro il settantaduesimo mese
    successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge
    n. 201 del 2011.
  277. Per i lavoratori di cui al comma 214, lettera a), che siano gia' stati autorizzati ai versamenti volontari in data antecedente a
    quella di entrata in vigore della presente legge e per i quali siano
    decorsi i termini di pagamento, sono riaperti a domanda i termini dei
    versamenti relativi ai trentasei mesi successivi alla fine del
    periodo di fruizione dell'indennita' di mobilita' o del trattamento
    speciale edile come specificato nel medesimo comma 214.
  278. Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori, da effettuare entro il termine di decadenza di sessanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si
    applicano per ciascuna categoria di lavoratori salvaguardati le
    specifiche procedure previste nei precedenti provvedimenti in materia
    di salvaguardia dei requisiti di accesso e di regime delle decorrenze
    vigenti prima della data di entrata in vigore dell'articolo 24 del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, da ultimo stabilite con decreto
    del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 14 febbraio 2014,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2014. L'INPS
    provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai
    lavoratori di cui al comma 214 del presente articolo che intendono
    avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze
    vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo
    decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla
    legge n. 214 del 2011, sulla base della data di cessazione del
    rapporto di lavoro, e provvede a pubblicare nel proprio sito
    internet, in forma aggregata al fine di rispettare le vigenti
    disposizioni in materia di tutela dei dati personali, i dati raccolti
    a seguito dell'attivita' di monitoraggio, avendo cura di evidenziare
    le domande accolte, quelle respinte e le relative motivazioni.
    Qualora dal monitoraggio risulti il raggiungimento del limite
    numerico delle domande di pensione e dei limiti di spesa, anche in
    via prospettica, determinati ai sensi dei commi 214 e 218, primo
    periodo, del presente articolo, l'INPS non prende in esame ulteriori
    domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici
    previsti dai commi da 214 a 218 del presente articolo.
  279. I dati rilevati nell'ambito del monitoraggio svolto dall'INPS ai sensi del comma 216 del presente articolo sono utilizzati ai fini
    della predisposizione della relazione di cui all'articolo 2, comma 5,
    della legge 10 ottobre 2014, n. 147.
  280. I benefici di cui al comma 214 sono riconosciuti nel limite di 30.700 soggetti e nel limite massimo di 137 milioni di euro per
    l'anno 2017, di 305 milioni di euro per l'anno 2018, di 368 milioni
    di euro per l'anno 2019, di 333 milioni di euro per l'anno 2020, di
    261 milioni di euro per l'anno 2021, di 171 milioni di euro per
    l'anno 2022, di 72 milioni di euro per l'anno 2023, di 21 milioni di
    euro per l'anno 2024, di 9 milioni di euro per l'anno 2025 e di 3
    milioni di euro per l'anno 2026. Conseguentemente, all'articolo 1,
    comma 235, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, gli importi indicati
    al quarto periodo, come modificati ai sensi del comma 212 del
    presente articolo, sono corrispondentemente incrementati degli
    importi di cui al precedente periodo, per una rideterminazione pari a
    243,4 milioni di euro per l'anno 2013, 908,9 milioni di euro per
    l'anno 2014, 1.618,5 milioni di euro per l'anno 2015, 2.000,4 milioni
    di euro per l'anno 2016, 1.933,2 milioni di euro per l'anno 2017,
    1.575,6 milioni di euro per l'anno 2018, 1.102,8 milioni di euro per
    l'anno 2019, 721,1 milioni di euro per l'anno 2020, 455,8 milioni di
    euro per l'anno 2021, 274,5 milioni di euro per l'anno 2022, 81,9
    milioni di euro per l'anno 2023, 21 milioni di euro per l'anno 2024,
    9 milioni di euro per l'anno 2025 e 3 milioni di euro per l'anno
    2026, cui corrisponde la rideterminazione del limite numerico massimo
    in 167.795 soggetti.
  281. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 214 a 218 del presente articolo, l'autorizzazione di spesa
    di cui all'articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24
    dicembre 2012, n. 228, come rifinanziata anche ai sensi del comma 212
    del presente articolo, e' ridotta di 134 milioni di euro per l'anno
    2017, di 295 milioni di euro per l'anno 2018, di 106,54 milioni di
    euro per l'anno 2019, di 76,97 milioni di euro per l'anno 2020, di
    50,22 milioni di euro per l'anno 2021, di 57,10 milioni di euro per
    l'anno 2022 e di 54 milioni di euro per l'anno 2023.
  282. Al fine del concorso alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 214 a 218 del presente articolo si provvede altresi'
    mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa
    relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica,
    di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,
    n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,
    n. 307, per 3 milioni di euro per l'anno 2017, per 10 milioni di euro
    per l'anno 2018, per 22 milioni di euro per l'anno 2019, per 30
    milioni di euro per l'anno 2020, per 31 milioni di euro per l'anno
    2021, per 28 milioni di euro per l'anno 2022, per 18 milioni di euro
    per l'anno 2023, per 10 milioni di euro per l'anno 2024, per 6
    milioni di euro per l'anno 2025 e per 3 milioni di euro per l'anno
  283. Le risorse residue dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 235, primo periodo, della legge 24 dicembre
    2012, n. 228, come conseguenti dai commi da 212 a 219 del presente
    articolo, concorrono alla copertura dei maggiori oneri derivanti
    dalle misure in materia pensionistica previste dalla presente legge,
    e, conseguentemente, all'articolo 1, comma 235, della legge 24
    dicembre 2012, n. 228, sono soppressi i primi tre periodi e gli
    ultimi due periodi. Qualora dall'attivita' di monitoraggio di cui al
    comma 216 del presente articolo dovessero venire accertate, anche in
    via prospettica, economie rispetto ai limiti di spesa di cui al comma
    218, primo periodo, del presente articolo, le stesse confluiscono nel
    Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18,
    comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
  284. Al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, a
    decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, la
    facolta' prevista dal medesimo articolo 1, comma 9, e' estesa alle
    lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i
    requisiti previsti dalla stessa disposizione per effetto degli
    incrementi della speranza di vita di cui all'articolo 12 del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
  285. Per le lavoratrici di cui al comma 222 del presente articolo restano fermi, ai fini dell'accesso al trattamento pensionistico, il
    regime degli incrementi della speranza di vita di cui all'articolo 12
    del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il regime delle
    decorrenze, nonche' il sistema di calcolo delle prestazioni applicati
    al pensionamento di anzianita' di cui all'articolo 1, comma 9, della
    legge 23 agosto 2004, n. 243.
  286. Gli oneri derivanti dai commi 222 e 223 sono valutati in 18,3 milioni di euro per l'anno 2017, in 47,2 milioni di euro per l'anno
    2018, in 87,5 milioni di euro per l'anno 2019, in 68,6 milioni di
    euro per l'anno 2020, in 34,1 milioni di euro per l'anno 2021 e in
    1,7 milioni di euro per l'anno 2022.
  287. A quota parte degli oneri di cui al comma 224 si provvede: a) quanto a 4,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 2,5 milioni di euro per l'anno 2020, a 0,9 milioni di euro per l'anno 2021 e a 0,2
    milioni di euro per l'anno 2022, mediante le maggiori entrate
    derivanti dalle misure di cui ai commi 222 e 223;
    b) quanto a 22,2 milioni di euro per l'anno 2018, a 52,5 milioni di euro per l'anno 2019 e a 33,6 milioni di euro per l'anno 2020,
    mediante il versamento all'entrata del bilancio dello Stato da parte
    dell'INPS, in deroga a quanto previsto dall'articolo 5 del decreto
    legislativo 14 settembre 2015, n. 150, di una quota pari a 22,2
    milioni di euro per l'anno 2018, a 52,5 milioni di euro per l'anno
    2019 e a 33,6 milioni di euro per l'anno 2020 delle entrate derivanti
    dall'aumento contributivo di cui all'articolo 25 della legge 21
    dicembre 1978, n. 845, con esclusione delle somme destinate al
    finanziamento dei fondi paritetici interprofessionali nazionali per
    la formazione continua di cui all'articolo 118 della legge 23
    dicembre 2000, n. 388;
    c) quanto a 25 milioni di euro per l'anno 2018, a 30,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 32,5 milioni di euro per l'anno 2020, a 33,2
    milioni di euro per l'anno 2021 e a 1,5 milioni di euro per l'anno
    2022, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa
    relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica,
    di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,
    n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,
    n. 307.
  288. Nelle more dell'esercizio della delega di cui all'articolo 2, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n. 198, per il sostegno degli
    oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipata per i
    giornalisti dipendenti da aziende in ristrutturazione o
    riorganizzazione per crisi aziendale, di cui all'articolo 37 della
    legge 5 agosto 1981, n. 416, e' autorizzata la spesa di 5,5 milioni
    di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, di 5 milioni di
    euro per l'anno 2020 e di 1,5 milioni di euro per l'anno 2021, in
    aggiunta a quanto previsto dall'articolo 1-bis del decreto-legge 24
    giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
    agosto 2014, n. 114. Sono conseguentemente aumentati i limiti di
    spesa di cui all'articolo 41-bis, comma 7, del decreto-legge 30
    dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    febbraio 2009, n. 14.
  289. I trattamenti di vecchiaia anticipata di cui ai commi da 226 a 232 del presente articolo sono erogati ai giornalisti interessati dai
    piani di ristrutturazione o riorganizzazione presentati al Ministero
    del lavoro e delle politiche sociali prima della data di entrata in
    vigore della presente legge, ancorche' ne siano esauriti i termini di
    durata. In tal caso, non si tiene conto, ai fini della decorrenza dei
    trattamenti ovvero della decadenza del termine di sessanta giorni
    previsto dall'alinea del comma 1 dell'articolo 37 della legge 5
    agosto 1981, n. 416, del periodo intercorrente tra la data di
    scadenza del piano di ristrutturazione o riorganizzazione e quella di
    entrata in vigore della presente legge, dalla quale inizia a
    decorrere nuovamente il predetto termine. L'Istituto nazionale di
    previdenza dei giornalisti italiani prende in considerazione le
    domande di pensionamento secondo l'ordine cronologico di
    presentazione dei piani, nel rispetto dei limiti di spesa di cui al
    comma 226 del presente articolo e delle condizioni di cui
    all'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
  290. Agli oneri derivanti dalle prestazioni di vecchiaia anticipata finanziate ai sensi dei commi da 226 a 232 del presente articolo
    concorre il contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro di
    cui all'articolo 41-bis, comma 7, secondo periodo, del decreto-legge
    30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge
    27 febbraio 2009, n. 14.
  291. L'instaurazione di rapporti di lavoro dipendente o autonomo di cui agli articoli 2222 e seguenti del codice civile, anche in forma
    di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero la sottoscrizione
    di contratti per la cessione del diritto d'autore, con i giornalisti
    che abbiano optato per i trattamenti di vecchiaia anticipata
    finanziati ai sensi dei commi da 226 a 232 del presente articolo
    comporta la revoca del finanziamento concesso, anche nel caso in cui
    il rapporto di lavoro sia instaurato con un'azienda diversa facente
    capo al medesimo gruppo editoriale.
  292. All'onere derivante dall'attuazione del comma 226 si provvede: a) quanto a 5,5 milioni di euro per l'anno 2017, mediante corrispondente riduzione della quota del Fondo per il pluralismo e
    l'innovazione dell'informazione destinata per l'anno 2017 agli
    interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri
    ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge 26 ottobre 2016, n.
    198;
    b) quanto a 5,5 milioni di euro per l'anno 2018, a 5,5 milioni di euro per l'anno 2019, a 5 milioni di euro per l'anno 2020 e a 1,5
    milioni di euro per l'anno 2021, mediante corrispondente versamento
    all'entrata del bilancio dello Stato, per pari importo e per i
    medesimi anni, delle risorse disponibili su apposita contabilita'
    speciale, su cui affluiscono 17,5 milioni di euro della quota del
    Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione destinata
    per l'anno 2017 agli interventi di competenza della Presidenza del
    Consiglio dei ministri ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge
    26 ottobre 2016, n. 198.
  293. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica recati dal comma 230 del presente articolo
    si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui
    all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189,
    pari a 5,5 milioni di euro per l'anno 2018, a 5,5 milioni di euro per
    l'anno 2019, a 5 milioni di euro per l'anno 2020 e a 1,5 milioni di
    euro per l'anno 2021.
  294. Il Fondo di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2008, n. 189, e' incrementato di 17,5 milioni di euro per
    l'anno 2017.
  295. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 284, quinto periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' ridotta di
    100 milioni di euro per l'anno 2017 e di 50 milioni di euro per
    l'anno 2018 e, conseguentemente, le somme versate in entrata al
    bilancio dello Stato ai sensi dell'undicesimo periodo del medesimo
    comma 284, in misura pari a 120 milioni di euro per l'anno 2017 e a
    60 milioni di euro per l'anno 2018, sono trasferite all'INPS a
    copertura dei maggiori oneri derivanti dallo stesso comma 284 nella
    misura di 20 milioni di euro per l'anno 2017 e di 10 milioni di euro
    per l'anno 2018 e rimangono acquisite al bilancio dello Stato per
    l'importo di 100 milioni di euro per l'anno 2017 e di 50 milioni di
    euro per l'anno 2018.
  296. All'articolo 12, comma 1, primo periodo, del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
    giugno 2016, n. 119, le parole: «2016 e 2017» sono sostituite dalle
    seguenti: «2016, 2017, 2018 e 2019». Le disposizioni di cui al primo
    periodo del presente comma sono estese anche al Fondo di solidarieta'
    per il sostegno dell'occupabilita', dell'occupazione e del reddito
    del personale del credito cooperativo. L'operativita' delle
    disposizioni di cui ai primi due periodi del presente comma e'
    subordinata all'emanazione dei regolamenti di adeguamento della
    disciplina dei Fondi ai sensi dell'articolo 26, comma 3, del decreto
    legislativo 14 settembre 2015, n. 148, da adottare con decreto del
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
    Ministro dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla
    data di entrata in vigore della presente legge. Dall'attuazione di
    quanto previsto dal presente comma non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri per la finanza pubblica.
  297. Fino al 31 dicembre 2019, con riferimento alle imprese o gruppi di imprese coinvolti in processi di ristrutturazione o
    fusione, rientranti nei settori destinatari dei Fondi di solidarieta'
    di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.
    148, e interessati da provvedimenti legislativi relativi a processi
    di adeguamento o riforma per aumentarne la stabilita' e rafforzarne
    la patrimonializzazione, il contributo straordinario a carico del
    datore di lavoro previsto dall'articolo 33, comma 3, del predetto
    decreto legislativo n. 148 del 2015 per l'assegno straordinario per
    il sostegno al reddito di cui all'articolo 26, comma 9, lettera b),
    del medesimo decreto legislativo n. 148 del 2015, e' ridotto, a
    domanda da presentare dallo stesso datore di lavoro e nei limiti e
    alle condizioni di cui al comma 236 del presente articolo, di un
    importo pari all'85 per cento dell'importo equivalente alla somma
    della prestazione di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 4
    marzo 2015, n. 22, e della contribuzione figurativa di cui
    all'articolo 12 del medesimo decreto legislativo n. 22 del 2015, per
    i nuovi accessi all'assegno straordinario nel 2017, e pari al 50 per
    cento dell'importo equivalente alla medesima somma, per i nuovi
    accessi all'assegno straordinario negli anni 2018 e 2019, con
    riferimento a un limite massimo complessivo di 25.000 accessi nel
    triennio 2017-2019. Detto importo e' calcolato, per ciascun
    lavoratore coinvolto nei processi di agevolazione all'esodo, ai sensi
    degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 22 del 2015, e in
    ogni caso relativamente a un periodo non superiore alla durata
    dell'assegno straordinario. All'integrazione del finanziamento degli
    assegni straordinari necessaria per effetto della riduzione del
    contributo straordinario di cui al primo periodo del presente comma
    provvede la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno
    alle gestioni previdenziali, istituita presso l'INPS ai sensi
    dell'articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
  298. Il beneficio di cui al comma 235 e' riconosciuto ai datori di lavoro nel limite di 174 milioni di euro per l'anno 2017, di 224
    milioni di euro per l'anno 2018, di 139 milioni di euro per l'anno
    2019, di 87 milioni di euro per l'anno 2020 e di 24 milioni di euro
    per l'anno 2021. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande
    presentate ai sensi del comma 235 ai fini del rispetto dei limiti di
    spesa annuali di cui al primo periodo del presente comma e del limite
    numerico complessivo di cui al comma 235. Fermo restando il limite
    numerico complessivo di cui al comma 235, qualora dal monitoraggio
    risulti il raggiungimento, anche in via prospettica, dei limiti di
    spesa annuali di cui al primo periodo del presente comma, l'INPS non
    prende in esame ulteriori domande finalizzate a usufruire del
    beneficio di cui al comma 235. Alle attivita' previste l'INPS
    provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
    a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per
    la finanza pubblica.
  299. Per il triennio 2017-2019, i Fondi di solidarieta' di cui al comma 234 provvedono, a loro carico e previo il versamento agli
    stessi Fondi della relativa provvista finanziaria da parte dei datori
    di lavoro ai sensi del secondo periodo del presente comma, nei
    confronti dei lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il
    pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni,
    anche al versamento della contribuzione correlata a periodi, utili
    per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di
    vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili precedenti all'accesso ai
    Fondi di solidarieta'. Gli oneri di finanziamento sono versati ai
    Fondi dal datore di lavoro e costituiscono specifica fonte di
    finanziamento con destinazione riservata alle finalita' di cui al
    primo periodo del presente comma. L'operativita' della disposizione
    di cui ai primi due periodi del presente comma e' subordinata
    all'emanazione dei regolamenti di adeguamento della disciplina dei
    Fondi di cui al comma 234, da adottare con decreto del Ministro del
    lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente legge. Dall'attuazione di quanto
    previsto dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori
    oneri per la finanza pubblica.
  300. Lo stanziamento del Fondo per la lotta alla poverta' e all'esclusione sociale, di cui all'articolo 1, comma 386, della legge
    28 dicembre 2015, n. 208, e' incrementato di 150 milioni di euro
    annui a decorrere dall'anno 2017. L'autorizzazione di spesa di cui
    all'articolo 16, comma 7, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n.
    22, come rifinanziata dall'articolo 43, comma 5, del decreto
    legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e' ridotta di 150 milioni di
    euro annui a decorrere dall'anno 2017.
  301. Nelle more dell'attuazione dei provvedimenti legislativi di cui all'articolo 1, comma 388, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,
    con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
    concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare
    entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
    legge, per l'anno 2017 sono definiti, nei limiti delle risorse
    disponibili nel Fondo per la lotta alla poverta' e all'esclusione
    sociale, di cui all'articolo 1, comma 386, della citata legge n. 208
    del 2015, nuovi criteri di accesso alla misura di contrasto alla
    poverta' di cui all'articolo 1, comma 387, lettera a), della medesima
    legge n. 208 del 2015, anche al fine di ampliare la platea nel
    rispetto delle priorita' previste dalla legislazione vigente. Con il
    medesimo decreto sono stabilite le modalita' di prosecuzione della
    sperimentazione dell'assegno di disoccupazione (ASDI), di cui
    all'articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, anche
    mediante eventuale utilizzo di quota parte delle risorse disponibili
    nel predetto Fondo per la lotta alla poverta' e all'esclusione
    sociale.
  302. A valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del
    decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si provvede, nei
    limiti degli importi rispettivamente indicati:
    a) alla restituzione dell'anticipazione effettuata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per interventi di pubblica
    utilita' e socialmente utili nei territori di Genova Cornigliano,
    pari a 5 milioni di euro per l'anno 2017;
    b) all'estensione degli incentivi di cui all'articolo 32, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, alle assunzioni
    effettuate fino al 31 dicembre 2017; a tal fine e' autorizzata la
    spesa di 2,6 milioni di euro per l'anno 2017, di 5,6 milioni di euro
    per l'anno 2018 e di 3 milioni di euro per l'anno 2019;
    conseguentemente, all'articolo 32, comma 3, primo periodo, dello
    stesso decreto legislativo n. 150 del 2015, le parole: «2015 e 2016»
    sono sostituite dalle seguenti: «2015, 2016 e 2017» e le parole:
    «sono incrementate di 27 milioni di euro per l'anno 2015 e di 27 milioni di euro per l'anno 2016» sono sostituite dalle seguenti:
    «sono incrementate di 27 milioni di euro per l'anno 2015, di 27 milioni di euro per l'anno 2016 e di 27 milioni di euro per l'anno
    2017»;
    c) all'incremento di 15 milioni di euro annui del finanziamento della misura di cui all'articolo 6, comma 4-bis, del decreto-legge 1º
    ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
    novembre 1996, n. 608, introdotto dall'articolo 5, comma 1, del
    decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 16 maggio 2014, n. 78; conseguentemente, al comma 4-bis
    dell'articolo 6 del citato decreto-legge n. 510 del 1996, le parole:
    «euro 15 milioni annui» sono sostituite dalle seguenti: «euro 30 milioni annui»;
    d) al finanziamento delle misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti dalle imprese del settore del call-center,
    previste dall'articolo 44, comma 7, del decreto legislativo 14
    settembre 2015, n. 148, nella misura di 30 milioni di euro per l'anno
  303. Il diritto all'astensione dal lavoro di cui all'articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80, e'
    riconosciuto alle lavoratrici autonome nella misura massima di tre
    mesi.
  304. Durante il periodo di congedo di cui al comma 241, la lavoratrice autonoma ha diritto a percepire un'indennita' giornaliera
    pari all'80 per cento del salario minimo giornaliero stabilito
    dall'articolo 1 del decreto-legge 29 luglio 1981, n. 402, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 26 settembre 1981, n. 537, nella
    misura risultante, per la qualifica di impiegato, dalla tabella A
    allegata al medesimo decreto e dai decreti ministeriali di cui al
    secondo comma del medesimo articolo 1.
  305. L'articolo 24-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e'
    sostituito dal seguente:
    «Art. 24-bis (Misure a sostegno della tutela dei dati personali, della sicurezza nazionale, della concorrenza e dell'occupazione nelle
    attivita' svolte da call center). - 1. Le misure del presente
    articolo si applicano alle attivita' svolte da call center
    indipendentemente dal numero di dipendenti occupati.
  306. Qualora un operatore economico decida di localizzare, anche mediante affidamento a terzi, l'attivita' di call center fuori dal
    territorio nazionale in un Paese che non e' membro dell'Unione
    europea, deve darne comunicazione, almeno trenta giorni prima del
    trasferimento:
    a) al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonche' all'Ispettorato nazionale del lavoro a decorrere dalla data della sua
    effettiva operativita' a seguito dell'adozione dei decreti di cui
    all'articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149,
    indicando i lavoratori coinvolti; la predetta comunicazione e'
    effettuata dal soggetto che svolge il servizio di call center;
    b) al Ministero dello sviluppo economico, indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione del pubblico e
    utilizzate per i servizi delocalizzati;
    c) al Garante per la protezione dei dati personali, indicando le misure adottate per garantire il rispetto della legislazione
    nazionale, e in particolare delle disposizioni del codice in materia
    di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30
    giugno 2003, n. 196, nonche' delle disposizioni concernenti il
    registro pubblico delle opposizioni, istituito ai sensi del
    regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7
    settembre 2010, n. 178.
  307. Gli operatori economici che, antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, hanno localizzato,
    anche mediante affidamento a terzi, l'attivita' di call center fuori
    dal territorio nazionale in un Paese che non e' membro dell'Unione
    europea, devono darne comunicazione ai soggetti di cui al comma 2
    entro sessanta giorni dalla medesima data di entrata in vigore,
    indicando le numerazioni telefoniche messe a disposizione del
    pubblico e utilizzate per i servizi delocalizzati. In caso di omessa
    o tardiva comunicazione si applica la sanzione amministrativa
    pecuniaria pari a 10.000 euro per ciascun giorno di ritardo.
  308. In attesa di procedere alla ridefinizione del sistema degli incentivi all'occupazione nel settore dei call center, nessun
    beneficio, anche fiscale o previdenziale, previsto per tale tipologia
    di attivita' puo' essere erogato a operatori economici che, dopo la
    data di entrata in vigore della presente disposizione, delocalizzano
    l'attivita' di call center in un Paese che non e' membro dell'Unione
    europea.
  309. Quando un soggetto effettua una chiamata a un call center deve essere informato preliminarmente sul Paese in cui l'operatore con cui
    parla e' fisicamente collocato nonche', a decorrere dal novantesimo
    giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente
    disposizione, nell'ipotesi di localizzazione dell'operatore in un
    Paese che non e' membro dell'Unione europea, della possibilita' di
    richiedere che il servizio sia reso tramite un operatore collocato
    nel territorio nazionale o di un Paese membro dell'Unione europea, di
    cui deve essere garantita l'immediata disponibilita' nell'ambito
    della medesima chiamata.
  310. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando un cittadino e' destinatario di una chiamata proveniente da un call
    center.
  311. In caso di omessa o tardiva comunicazione di cui al comma 2 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari a 150.000 euro per
    ciascuna comunicazione omessa o tardiva. Nei casi di cui al comma 2,
    lettera a), la sanzione e' irrogata dal Ministero del lavoro e delle
    politiche sociali ovvero, dalla data della sua effettiva
    operativita', dall'Ispettorato nazionale del lavoro. Nei casi di cui
    al comma 2, lettere b) e c), la sanzione e' irrogata,
    rispettivamente, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Garante
    per la protezione dei dati personali. Il mancato rispetto delle
    disposizioni dei commi 5 e 6 comporta la sanzione amministrativa
    pecuniaria pari a 50.000 euro per ogni giornata di violazione;
    all'accertamento delle violazioni delle disposizioni dei commi 5 e 6
    e all'irrogazione delle relative sanzioni provvede il Ministero dello
    sviluppo economico. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 161 del
    codice di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove la
    mancata informazione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo
    integri, altresi', la violazione di cui all'articolo 13 del medesimo
    codice di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003. Al fine di
    consentire l'applicazione delle predette disposizioni, il Ministero
    dello sviluppo economico comunica al Garante per la protezione dei
    dati personali l'accertamento dell'avvenuta violazione.
  312. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, nonche' di quanto previsto dall'articolo 130 del codice di cui al decreto
    legislativo 30 giugno 2003, n. 196, anche il soggetto che ha affidato
    lo svolgimento di propri servizi a un call center esterno e'
    considerato titolare del trattamento ai sensi degli articoli 4, comma
    1, lettera f), e 28 del medesimo codice di cui al decreto legislativo
    n. 196 del 2003 ed e' conseguentemente responsabile in solido con il
    soggetto gestore. La constatazione della violazione puo' essere
    notificata all'affidatario estero per il tramite del committente.
  313. Qualunque operatore economico che svolge o si avvale di servizi di call center e' tenuto a comunicare, su richiesta del Ministero del
    lavoro e delle politiche sociali, del Ministero dello sviluppo
    economico o del Garante per la protezione dei dati personali, entro
    dieci giorni dalla richiesta, la localizzazione del call center
    destinatario della chiamata o dal quale origina la stessa. Il mancato
    rispetto delle disposizioni del presente comma comporta la sanzione
    amministrativa pecuniaria pari a 50.000 euro per ogni violazione.
  314. Per le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori che procedono ad affidamenti di servizi a operatori di call center
    l'offerta migliore e' determinata al netto delle spese relative al
    costo del personale, determinato ai sensi dell'articolo 23, comma 16,
    del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ovvero sulla base di
    accordi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
  315. Tutti gli operatori economici che svolgono attivita' di call center su numerazioni nazionali devono, entro sessanta giorni dalla
    data di entrata in vigore della presente disposizione, iscriversi al
    Registro degli operatori di comunicazione di cui alla delibera
    dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del
    26 novembre 2008, comunicando, altresi', tutte le numerazioni
    telefoniche messe a disposizione del pubblico e utilizzate per i
    servizi di call center. L'obbligo di iscrizione sussiste anche a
    carico dei soggetti terzi affidatari dei servizi di call center e
    deve essere contemplato nel contratto di affidamento del servizio.
  316. L'inosservanza dell'obbligo di cui al comma 11 comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa pari a
    50.000 euro».
  317. Al fine di garantire la continuita' del reddito degli operatori del settore della pesca, con decreto del Ministro del
    lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle politiche
    agricole alimentari e forestali, da adottare entro sessanta giorni
    dalla data di sottoscrizione di accordi e contratti collettivi da
    parte delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali del settore
    comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale, ai sensi
    dell'articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e
    comunque entro il 31 marzo 2017, presso l'INPS e' istituito il Fondo
    di solidarieta' per il settore della pesca (FOSPE).
  318. Il FOSPE e' costituito da una dotazione iniziale pari a 1 milione di euro a carico del bilancio dello Stato per l'anno 2017 e
    da contribuzione ordinaria, ripartita tra datori di lavoro e
    lavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo,
    in misura tale da garantire un flusso costante di risorse sufficiente
    all'avvio dell'attivita' e alla gestione del Fondo a regime, da
    individuare anche in relazione all'importo stimato delle prestazioni
    da erogare, alle compatibilita' finanziarie e agli obblighi di
    equilibrio di bilancio di cui all'articolo 35 del decreto legislativo
    14 settembre 2015, n. 148, nonche' ai livelli retributivi stabiliti
    dalla contrattazione collettiva nazionale delle organizzazioni
    sindacali e imprenditoriali comparativamente piu' rappresentative,
    nel limite massimo pari a due terzi dell'aliquota prevista
    dall'articolo 20 della legge 8 agosto 1972, n. 457.
  319. Il FOSPE eroga prestazioni e relative coperture figurative ai dipendenti e comunque a tutti gli imbarcati delle imprese di pesca
    nonche' a quelli delle cooperative di pesca, compresi i soci
    lavoratori e i soci delle cooperative della piccola pesca di cui alla
    legge 13 marzo 1958, n. 250, nel caso di arresto temporaneo
    obbligatorio deciso dalle autorita' pubbliche competenti e nel caso
    di sospensioni temporanee dell'attivita' di pesca per condizioni
    meteorologiche avverse o per ogni altra causa, organizzativa o
    ambientale, non imputabile al datore di lavoro, prevista dagli
    accordi e contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni
    sindacali e imprenditoriali del settore comparativamente piu'
    rappresentative a livello nazionale.
  320. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali effettua un monitoraggio sul tasso di adesione al FOSPE da parte dei soggetti di
    cui al comma 246 e presenta alle Camere, entro il 31 ottobre 2017,
    una relazione sullo stato di attuazione del Fondo, sul suo
    funzionamento e sul tasso di adesione rilevato.
  321. Per quanto non espressamente previsto dai commi da 244 a 247 del presente articolo si applicano al FOSPE le disposizioni del
    titolo II del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
  322. Le pensioni a favore dei superstiti di assicurato e pensionato, nell'ambito del regime dell'assicurazione generale
    obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di tale regime,
    nonche' della Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
    della legge 8 agosto 1995, n. 335, limitatamente a quelle percepite
    dagli orfani, concorrono alla formazione del reddito complessivo di
    cui all'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
    al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    per l'importo eccedente euro 1.000.
  323. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e nei limiti previsti dagli ultimi tre periodi del presente
    comma, il lavoratore iscritto all'assicurazione generale obbligatoria
    o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetto da
    mesotelioma pleurico (c45.0), mesotelioma pericardico (c45.2),
    mesotelioma peritoneale (c45.1), mesotelioma della tunica vaginale
    del testicolo (c45.7), carcinoma polmonare (c34) e asbestosi (c61),
    riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di
    servizio, ha diritto al conseguimento di una pensione di inabilita',
    ancorche' non si trovi nell'assoluta e permanente impossibilita' di
    svolgere qualsiasi attivita' lavorativa. Ai fini del conseguimento
    del diritto alla pensione di inabilita' di cui al primo periodo, il
    requisito contributivo si intende perfezionato quando risultino
    versati a favore dell'assicurato almeno cinque anni nell'intera vita
    lavorativa. Il beneficio pensionistico di cui ai primi due periodi,
    che non e' cumulabile con altri benefici pensionistici previsti dalla
    normativa vigente, e' riconosciuto, a domanda, nel limite di 20
    milioni di euro per l'anno 2017 e di 30 milioni di euro annui a
    decorrere dal 2018. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate
    e accolte, emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via
    prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie
    di cui al terzo periodo il riconoscimento del trattamento
    pensionistico e' differito, con criteri di priorita' in ragione
    dell'eta' anagrafica, dell'anzianita' contributiva e, infine, della
    data di presentazione della domanda, allo scopo di garantire un
    numero di accessi al pensionamento non superiore al numero di
    pensionamenti programmato in relazione alle predette risorse
    finanziarie. Per i lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2, e
    all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
    165, nonche' per il personale degli enti pubblici di ricerca, che
    rientrano nelle fattispecie di cui ai primi due periodi del presente
    comma, le indennita' di fine servizio comunque denominate di cui
    all'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, sono
    corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto
    alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni
    dell'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione
    del trattamento di fine servizio comunque denominato. Entro sessanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con
    decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
    concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono emanate
    le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente comma.
  324. Le risorse del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, di cui all'articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, gia'
    trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di
    Bolzano ed eventualmente non impegnate in favore dei beneficiari,
    sono riattribuite ai Fondi regionali per l'occupazione dei disabili,
    di cui all'articolo 14, comma 1, della medesima legge n. 68 del 1999
    e sono prioritariamente utilizzate allo scopo di finanziare gli
    incentivi alle assunzioni delle persone con disabilita' successive al
    1º gennaio 2015 non coperte dal predetto Fondo di cui all'articolo
    13, comma 4, della legge n. 68 del 1999.
  325. Gli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale delle universita' statali contribuiscono alla copertura dei costi dei
    servizi didattici, scientifici e amministrativi mediante un
    contributo onnicomprensivo annuale, anche differenziato tra i diversi
    corsi di laurea e di laurea magistrale, da versare all'universita'
    alla quale sono iscritti. Restano ferme le norme in materia di
    imposta di bollo, le norme in materia di esonero e di graduazione dei
    contributi, di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 29 marzo
    2012, n. 68, nonche' le norme sulla tassa regionale per il diritto
    allo studio, di cui all'articolo 3, commi da 20 a 23, della legge 28
    dicembre 1995, n. 549. Sono comunque ricompresi, all'interno del
    contributo onnicomprensivo annuale, i contributi per attivita'
    sportive.
  326. L'importo del contributo onnicomprensivo annuale e' stabilito da ciascuna universita' statale con il regolamento di cui al comma
    254 del presente articolo. Tutti gli studenti, ad eccezione di coloro
    che ne sono esonerati ai sensi dell'articolo 3, comma 22, della legge
    28 dicembre 1995, n. 549, sono tenuti al pagamento della tassa
    regionale per il diritto allo studio.
  327. Ciascuna universita' statale, nell'esercizio della propria autonomia normativa, approva il regolamento in materia di
    contribuzione studentesca, nel rispetto dei criteri di equita',
    gradualita' e progressivita', nonche' delle disposizioni dei commi da
    252 a 267. In sede di prima applicazione, ciascuna universita'
    statale approva il proprio regolamento in materia di contribuzione
    studentesca entro il 31 marzo 2017. Il regolamento si applica a
    decorrere dall'anno accademico 2017/2018. In caso di mancata
    approvazione del regolamento entro il 31 marzo 2017, trovano comunque
    applicazione le disposizioni dei commi da 255 a 258.
  328. Sono esonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale gli studenti che soddisfano congiuntamente i seguenti
    requisiti:
    a) appartengono a un nucleo familiare il cui Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), calcolato secondo le
    modalita' previste dall'articolo 8 del regolamento di cui al decreto
    del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159,
    nonche' dall'articolo 2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n.
    42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,
    e' inferiore o eguale a 13.000 euro;
    b) sono iscritti all'universita' di appartenenza da un numero di anni accademici inferiore o uguale alla durata normale del corso di
    studio, aumentata di uno;
    c) nel caso di iscrizione al secondo anno accademico abbiano conseguito, entro la data del 10 agosto del primo anno, almeno 10
    crediti formativi universitari; nel caso di iscrizione ad anni
    accademici successivi al secondo abbiano conseguito, nei dodici mesi
    antecedenti la data del 10 agosto precedente la relativa iscrizione,
    almeno 25 crediti formativi.
  329. Nel caso di iscrizione al primo anno accademico, l'unico requisito da soddisfare e' quello di cui al comma 255, lettera a).
  330. Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEE sia compreso tra 13.001 euro e 30.000 euro e che soddisfano
    entrambi i requisiti di cui alle lettere b) e c) del comma 255, il
    contributo onnicomprensivo annuale non puo' superare il 7 per cento
    della quota di ISEE eccedente 13.000 euro.
  331. Per gli studenti che appartengono a un nucleo familiare il cui ISEE sia inferiore a 30.000 euro e che soddisfano il requisito di cui
    alla lettera c) del comma 255, ma non quello di cui alla lettera b)
    del medesimo comma 255, il contributo onnicomprensivo annuale non
    puo' superare quello determinato ai sensi dei commi 255 e 256,
    aumentato del 50 per cento, con un valore minimo di 200 euro.
  332. Il regolamento di cui al comma 254 stabilisce, nel rispetto di quanto previsto dai commi da 255 a 258 e del principio di equilibrio
    di bilancio di ciascuna universita' statale:
    a) eventuali ulteriori casi di esonero, o graduazione, del contributo onnicomprensivo annuale, per specifiche categorie di
    studenti, individuate in relazione alla carriera universitaria
    individuale o alla particolare situazione personale;
    b) le modalita' di versamento del contributo onnicomprensivo annuale, in una o piu' rate, unitamente alle maggiorazioni dovute in
    caso di ritardo nel versamento.
  333. Oltre al contributo onnicomprensivo annuale di cui comma 252, le universita' statali non possono istituire ulteriori tasse o
    contributi a carico degli studenti, fino al rilascio del titolo
    finale di studio, fatti salvi i contributi per i servizi prestati su
    richiesta dello studente per esigenze individuali e le imposte
    erariali.
  334. Nel caso di studenti aventi la cittadinanza di Stati non appartenenti all'Unione europea, e non residenti in Italia, per i
    quali risulti inapplicabile il calcolo dell'ISEE del nucleo familiare
    di appartenenza ai sensi dell'articolo 8, comma 5, del regolamento di
    cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre
    2013, n. 159, l'importo del contributo onnicomprensivo annuale e'
    stabilito dalle singole universita' statali, anche in deroga ai
    criteri individuati nei commi da 255 a 258 del presente articolo.
  335. Gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio sono esonerati dal pagamento delle
    tasse o contributi a favore dell'universita'. Il regolamento di cui
    al comma 254 stabilisce il contributo annuale dovuto dagli iscritti
    ai corsi o scuole di specializzazione.
  336. Gli articoli 2 e 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1997, n. 306, sono abrogati.
  337. A decorrere dall'anno accademico 2020/2021, i limiti di importo ISEE di cui ai commi 255, 257 e 258 sono aggiornati ogni tre
    anni, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
    della ricerca, a seguito del monitoraggio dell'attuazione e
    dell'efficacia delle norme dei commi da 252 a 267 del presente
    articolo.
  338. Il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e'
    incrementato di 55 milioni di euro per l'anno 2017 e di 105 milioni
    di euro a decorrere dall'anno 2018. Le somme di cui al primo periodo
    sono ripartite tra le universita' statali, a decorrere dall'anno
    2017, con riferimento all'anno accademico 2016/2017, e
    conseguentemente per gli anni successivi, in proporzione al numero
    degli studenti esonerati dal pagamento di ogni contribuzione ai sensi
    dell'articolo 9 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, cui si
    aggiunge, a decorrere dall'anno 2018, il numero degli studenti
    esonerati dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale ai
    sensi del comma 255 del presente articolo, moltiplicati per il costo
    standard di ateneo per studente in corso.
  339. Le disposizioni dei commi da 252 a 267 del presente articolo non si applicano alle universita' non statali, alle universita'
    telematiche e alle istituzioni universitarie ad ordinamento speciale,
    nonche' all'universita' degli studi di Trento.
  340. Le istituzioni statali dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, entro il 31 marzo 2017, adeguano i propri
    regolamenti in materia di contribuzione studentesca alle disposizioni
    dei commi da 252 a 266. In caso di mancato adeguamento entro il 31
    marzo 2017, trovano comunque applicazione le disposizioni dei commi
    da 255 a 258. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, nella ripartizione del fondo annuale di dotazione tra le
    istituzioni di cui al presente comma, tiene conto degli studenti
    esonerati dal pagamento di ogni contribuzione e di quelli esonerati
    dal pagamento del contributo onnicomprensivo annuale.
  341. Al fine di sostenere l'accesso dei giovani all'universita', e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti, il
    fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, di
    cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29
    marzo 2012, n. 68, iscritto nello stato di previsione del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' incrementato di
    50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017.
  342. Ai fini della gestione delle risorse del fondo di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68,
    ciascuna regione razionalizza l'organizzazione degli enti erogatori
    dei servizi per il diritto allo studio mediante l'istituzione, entro
    sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di un
    unico ente erogatore dei medesimi servizi, prevedendo comunque una
    rappresentanza degli studenti nei relativi organi direttivi. Sono
    comunque fatti salvi i modelli sperimentali di gestione degli
    interventi di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 29 marzo
    2012, n. 68.
  343. La norma del comma 269 costituisce principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica.
  344. Nelle more dell'emanazione del decreto di cui all'articolo 7, comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e allo scopo
    di consentire che l'assegnazione delle risorse del fondo di cui al
    comma 268 del presente articolo avvenga, in attuazione dell'articolo
    18, commi 1, lettera a), e 3, del medesimo decreto legislativo n. 68
    del 2012, in misura proporzionale al fabbisogno finanziario delle
    regioni, il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, con decreto emanato entro tre mesi dalla data di entrata in
    vigore della presente legge, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze, previo parere della Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano, che si esprime entro sessanta giorni
    dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto puo' essere
    comunque adottato, determina i fabbisogni finanziari regionali.
  345. Le risorse del fondo di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, sono direttamente
    attribuite al bilancio dell'ente regionale erogatore dei servizi per
    il diritto allo studio, a norma del comma 269 del presente articolo,
    entro il 30 settembre di ciascun anno. Nelle more della
    razionalizzazione di cui al medesimo comma 269, tali risorse sono
    comunque trasferite direttamente agli enti regionali erogatori,
    previa indicazione da parte di ciascuna regione della quota da
    trasferire a ciascuno di essi.
  346. A decorrere dal 1º gennaio 2017, la Fondazione per il Merito, di cui all'articolo 9, comma 3, del decreto-legge 13 maggio 2011, n.
    70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.
    106, assume la denominazione di «Fondazione Articolo 34». La nuova
    denominazione sostituisce la precedente, ovunque presente, nel
    medesimo decreto-legge n. 70 del 2011, convertito, con modificazioni,
    dalla legge n. 106 del 2011, e in ogni altro provvedimento
    legislativo o regolamentare.
  347. All'articolo 9 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 4 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I componenti dell'organo di amministrazione della Fondazione e il suo
    presidente sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita'
    e della ricerca e del Ministro dell'economia e delle finanze»;
    b) al comma 6 e' aggiunta, in fine, la seguente lettera: «e-bis) i criteri e le metodologie per l'assegnazione delle borse di studio nazionali per il merito e la mobilita'».
  348. Entro il 30 aprile di ogni anno, la «Fondazione Articolo 34», sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
    regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, bandisce
    almeno 400 borse di studio nazionali, ciascuna del valore di 15.000
    euro annuali, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di
    mezzi, al fine di favorirne l'immatricolazione e la frequenza a corsi
    di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico, nelle universita'
    statali, o a corsi di diploma accademico di I livello, nelle
    istituzioni statali dell'alta formazione artistica, musicale e
    coreutica, aventi sedi anche differenti dalla residenza anagrafica
    del nucleo familiare dello studente.
  349. Sono ammessi a partecipare al bando di cui al comma 275 gli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola secondaria di secondo
    grado che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti:
    a) l'ISEE, alla data di emanazione del bando, calcolato ai sensi dell'articolo 8 del regolamento di cui al decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, nonche' dell'articolo
    2-sexies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89, e' inferiore o
    eguale a 20.000 euro;
    b) le medie dei voti ottenuti in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e del terzultimo anno della scuola secondaria di
    secondo grado, nonche' negli scrutini intermedi dell'ultimo anno,
    purche' comunque effettuati entro la data di scadenza del bando, sono
    tutte eguali o superiori a 8/10;
    c) i punteggi riportati nelle prove dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
    (INVALSI), relative alle materie di italiano e matematica, ricadono nel primo quartile dei risultati INVALSI della regione ove ha sede la
    scuola di appartenenza.
  350. Il limite di importo dell'ISEE di cui al comma 276, lettera a), puo' essere aggiornato con cadenza triennale con decreto del
    Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca a seguito
    del monitoraggio dell'attuazione e dell'efficacia delle norme dei
    commi da 273 a 289.
  351. Sono altresi' ammessi a partecipare al bando di cui al comma 275, in numero non superiore a due per ciascuna istituzione
    scolastica, gli studenti che soddisfano le condizioni di cui al comma
    276, lettere a) e c), e che, pur non soddisfacendo la condizione di
    cui al comma 276, lettera b), sono motivatamente qualificati come
    eccezionalmente meritevoli dal dirigente scolastico della scuola
    secondaria di secondo grado di appartenenza, su proposta del collegio
    dei docenti.
  352. I candidati ammessi a partecipare al bando ai sensi dei commi 276 e 278 sono inclusi in un'unica graduatoria nazionale di merito.
    Il punteggio assegnato a ciascun candidato e' calcolato sulla base
    dei criteri di valutazione stabiliti nel bando e fondati sui valori
    di cui al comma 276, lettere a), b) e c), nonche' sulla motivazione
    del giudizio di merito eccezionale di cui al comma 278. Nella
    fissazione dei predetti criteri, i valori delle medie di cui al comma
    276, lettera b), sono rapportati ai valori delle medesime medie nelle
    scuole della provincia di appartenenza, come calcolati dall'INVALSI.
  353. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sono assegnate, nell'ordine della graduatoria nazionale di merito, entro
    il 31 agosto di ogni anno e sono corrisposte allo studente in rate
    semestrali anticipate, previa verifica del rispetto delle condizioni
    di cui ai commi 281 e 282.
  354. La prima rata e' versata allo studente al momento della comunicazione dell'avvenuta immatricolazione a un corso di laurea o
    di laurea magistrale a ciclo unico o a un diploma accademico di I
    livello, scelto liberamente dallo studente, fermo restando il
    superamento delle prove di ammissione, ove previste. La seconda rata
    e' versata allo studente entro il 31 marzo dell'anno successivo.
  355. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sono confermate, negli anni accademici successivi al primo, per tutta la
    durata normale del relativo corso di laurea o corso di laurea
    magistrale a ciclo unico, o corso di diploma accademico di I livello,
    e sono versate in due rate semestrali annuali, entro il 30 settembre
    dell'anno di riferimento ed entro il 31 marzo dell'anno successivo, a
    condizione che lo studente, al 10 agosto di ogni anno accademico,
    abbia conseguito:
    a) tutti i crediti formativi degli anni accademici precedenti; b) almeno 40 crediti formativi dell'anno accademico in corso, con una media dei voti riportati in tutti gli esami sostenuti non
    inferiore a 28/30 e nessun voto inferiore a 24/30.
  356. Gli studenti beneficiari delle borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 del presente articolo sono esonerati dal pagamento della
    tassa regionale per il diritto allo studio di cui all'articolo 3,
    commi 20, 21, 22 e 23, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, nonche'
    delle tasse e dei contributi previsti dagli ordinamenti delle
    universita' statali o delle istituzioni statali dell'alta formazione
    artistica, musicale e coreutica di appartenenza, ferma restando la
    disciplina dell'imposta di bollo.
  357. Le borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 sono incompatibili con ogni altra borsa di studio, ad eccezione di quelle
    destinate a sostenere finanziariamente lo studente per soggiorni di
    studio all'estero, con tutti gli strumenti e i servizi del diritto
    allo studio di cui al decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68,
    nonche' con l'ammissione alle istituzioni universitarie ad
    ordinamento speciale o ad altre consimili strutture universitarie che
    offrano gratuitamente agli studenti vitto e alloggio. Lo studente
    puo' comunque chiedere di usufruire dei servizi offerti dagli enti
    regionali per il diritto allo studio, al costo stabilito dai medesimi
    enti.
  358. Alle borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 del presente articolo si applicano, in materia fiscale, le disposizioni
    dell'articolo 4 della legge 13 agosto 1984, n. 476.
  359. Per il finanziamento delle borse di studio di cui ai commi da 273 a 289 del presente articolo, sono attribuiti alla «Fondazione
    Articolo 34» 6 milioni di euro per l'anno 2017, 13 milioni di euro
    per l'anno 2018 e 20 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019.
  360. Al finanziamento dell'organizzazione e delle attivita' ordinarie della «Fondazione Articolo 34» sono attribuiti 2 milioni di
    euro per l'anno 2017 e 1 milione di euro a decorrere dall'anno 2018.
  361. Nelle more del raggiungimento della piena operativita' della «Fondazione Articolo 34» e della nomina dei relativi organi di amministrazione, al fine di attuare tempestivamente le finalita' dei
    commi da 273 a 289 con decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri e' istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei
    ministri, una cabina di regia, composta da tre membri designati,
    rispettivamente, dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal
    Ministro dell'economia e delle finanze e dal Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, incaricata di
    attivare le procedure relative all'emanazione del bando di cui al
    comma 275, ai fini dell'assegnazione e del versamento delle borse di
    studio agli studenti vincitori. Con il medesimo decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri sono definiti le modalita'
    operative e organizzative della cabina di regia e il supporto
    amministrativo e tecnico alle attivita' della stessa, nell'ambito
    delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
    Al raggiungimento della piena operativita' della Fondazione e alla
    nomina dei relativi organi di amministrazione, la cabina di regia
    decade automaticamente dalle sue funzioni.
  362. La quota parte delle risorse di cui al comma 286 eventualmente non utilizzate per le finalita' di cui ai commi da 273 a 288, da
    accertare entro il 15 settembre di ogni anno con decreto del
    Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca,
    confluisce, nel medesimo esercizio finanziario, nel Fondo di
    intervento integrativo per la concessione dei prestiti d'onore e
    delle borse di studio iscritto nello stato di previsione del medesimo
    Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato
    ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
    bilancio.
  363. In attuazione dell'articolo 6, comma 1, lettera a), della legge 19 novembre 1990, n. 341, nonche' dell'articolo 3 del decreto
    legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, sulla base degli obiettivi
    indicati dal comma 1 del medesimo articolo 3, le universita' e le
    istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica
    organizzano specifici corsi di orientamento pre-universitario o
    pre-accademico destinati agli studenti, da svolgere, in
    collaborazione con le scuole e senza interferenze con l'attivita'
    scolastica ordinaria, durante gli ultimi due anni di corso della
    scuola secondaria di secondo grado o nel periodo intercorrente tra il
    conseguimento del diploma e l'immatricolazione.
  364. All'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, dopo le parole: «connesse ai servizi» sono inserite le
    seguenti: «e al tutorato di cui all'articolo 13 della legge 19
    novembre 1990, n. 341».
  365. In attuazione dell'articolo 13 della legge 19 novembre 1990, n. 341, e ai fini di cui al comma 2 del medesimo articolo 13, le
    universita' organizzano specifiche attivita' di tutorato riservate a
    studenti iscritti al primo o al secondo anno di un corso di laurea o
    di laurea magistrale a ciclo unico che abbiano riscontrato ostacoli
    formativi iniziali, anche con collaborazioni a tempo parziale di
    studenti dei corsi di studio o degli anni superiori assegnate ai
    sensi e con le modalita' di cui all'articolo 11 del decreto
    legislativo 29 marzo 2012, n. 68, come modificato dal comma 291 del
    presente articolo.
  366. Per le finalita' dei commi da 290 a 292 del presente articolo, il Fondo per il finanziamento ordinario delle universita', di cui
    all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e' incrementato
    di 5 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. Tale importo e'
    ripartito annualmente tra le universita' tenendo conto delle
    attivita' organizzate dalle stesse per attuare piani pluriennali di
    interventi integrati di orientamento pre-universitario, di sostegno
    didattico e di tutorato adottati ai sensi dell'articolo 2, comma 2,
    del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21, e dei commi da 290 a
    292 del presente articolo, nonche' dei risultati raggiunti.
  367. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 15, comma 1, lettera i-octies), dopo le parole: «nonche' a favore» sono inserite le seguenti: «degli istituti tecnici superiori di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
    25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11
    aprile 2008,»;
    b) all'articolo 100, comma 2, lettera o-bis), dopo le parole: «e successive modificazioni,» sono inserite le seguenti: «nonche' a
    favore degli istituti tecnici superiori di cui al decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile 2008,».
  368. Al fine di incentivare l'attivita' base di ricerca dei docenti delle universita' statali, nel Fondo per il finanziamento ordinario
    delle universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre
    1993, n. 537, iscritto nello stato di previsione del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' istituita una
    apposita sezione denominata «Fondo per il finanziamento delle
    attivita' base di ricerca», con uno stanziamento di 45 milioni di
    euro annui a decorrere dall'anno 2017.
  369. Il Fondo di cui al comma 295 e' destinato al finanziamento annuale delle attivita' base di ricerca dei ricercatori e dei
    professori di seconda fascia in servizio nelle universita' statali.
  370. Sono esclusi dal finanziamento annuale i ricercatori e i professori di seconda fascia che, alla data di presentazione della
    domanda di cui al comma 301 del presente articolo, sono in regime di
    impegno a tempo definito, sono collocati in aspettativa o sono
    risultati vincitori delle procedure di cui all'articolo 1, commi da
    207 a 212, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ovvero usufruiscono
    di finanziamenti provenienti dallo European Research Council (ERC),
    da progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) o da ulteriori
    finanziamenti pubblici, nazionali, europei o internazionali, comunque
    denominati.
  371. L'importo individuale del finanziamento annuale e' pari a 3.000 euro, per un totale di 15.000 finanziamenti individuali.
    L'assegnazione del finanziamento deve tenere conto dell'ordine di
    elenchi di cui al comma 300, lettere b) e c), in modo che le domande
    di cui al comma 301 siano soddisfatte nella misura del 75 per cento
    di quelle presentate dai ricercatori e del 25 per cento di quelle
    presentate dai professori associati.
  372. Entro il 31 luglio di ogni anno, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), con
    riferimento a ciascun settore scientifico-disciplinare, predispone
    gli elenchi dei ricercatori e dei professori di seconda fascia che
    possono richiedere il finanziamento annuale individuale delle
    attivita' base di ricerca.
  373. Nel limite delle disponibilita' finanziarie di cui al comma 295 e fermo restando l'importo del finanziamento individuale di cui
    al comma 298, l'ANVUR predispone gli elenchi di cui al comma 299
    sulla base dei seguenti criteri:
    a) la verifica della sussistenza, per ognuno dei ricercatori e dei professori di seconda fascia, delle condizioni di cui al comma
    297;
    b) l'inclusione, nell'elenco dei ricercatori appartenenti a ciascun settore scientifico-disciplinare, di tutti i ricercatori la
    cui produzione scientifica individuale, relativa agli ultimi cinque
    anni, e' pari o superiore a un apposito indicatore della produzione
    scientifica dei ricercatori appartenenti a ciascun settore
    scientifico-disciplinare, calcolato dall'ANVUR sulla base dei dati
    disponibili per l'ultimo triennio;
    c) l'inclusione, nell'elenco dei professori di seconda fascia appartenenti a ciascun settore scientifico-disciplinare, di tutti i
    professori di seconda fascia la cui produzione scientifica
    individuale, relativa agli ultimi cinque anni, e' pari o superiore a
    un apposito indicatore della produzione scientifica dei professori di
    seconda fascia appartenenti a ciascun settore
    scientifico-disciplinare, calcolato dall'ANVUR sulla base dei dati
    disponibili per l'ultimo triennio.
  374. Entro il 30 settembre di ogni anno ciascun ricercatore e professore di seconda fascia incluso negli elenchi predisposti ai
    sensi dei commi 299 e 300, esclusivamente tramite l'apposita
    procedura telematica accessibile dal sito internet istituzionale
    dell'ANVUR, puo' presentare la domanda diretta a ottenere il
    finanziamento annuale individuale delle attivita' base di ricerca.
  375. Entro il 30 novembre di ogni anno, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca trasferisce a
    ciascuna universita' le risorse per il finanziamento annuale delle
    attivita' base di ricerca spettante ai ricercatori e ai professori di
    seconda fascia.
  376. Al fine di favorire lo sviluppo delle attivita' di ricerca nelle universita' statali e di valorizzare le attivita' di supporto
    allo svolgimento delle stesse senza maggiori oneri per lo Stato, a
    decorrere dall'anno 2017:
    a) gli atti e i contratti di cui all'articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stipulati dalle
    universita' statali non sono soggetti al controllo previsto
    dall'articolo 3, comma 1, lettera f-bis), della legge 14 gennaio
    1994, n. 20;
    b) all'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al
    comma 12, quarto periodo, le parole: «dalle universita' e» sono
    sostituite dalle seguenti: «dalle universita' nonche' a quella
    effettuata» e, al comma 13, quarto periodo, sono aggiunte, in fine,
    le seguenti parole: «, nonche' dalle universita'». Al fine di
    assicurare il rispetto di quanto previsto dall'articolo 6, comma 21,
    del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni,
    dalla legge n. 122 del 2010, in termini di minori entrate per lo
    Stato con riferimento a quanto previsto dal periodo precedente, lo
    stanziamento del Fondo per il finanziamento ordinario delle
    universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n.
    537, e' ridotto di 12 milioni di euro;
    c) all'articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 dicembre 2014, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2015, le parole: «30 per
    cento» sono sostituite dalle seguenti: «50 per cento».
  377. Le somme destinate, a qualsiasi titolo, dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca al finanziamento
    delle attivita' di ricerca non sono soggette ad esecuzione forzata.
    Gli atti di sequestro e di pignoramento afferenti ai fondi di cui ai
    commi da 295 a 305 sono nulli e la nullita' e' rilevabile d'ufficio.
  378. La dotazione finanziaria del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, di cui all'articolo 7 del decreto legislativo
    5 giugno 1998, n. 204, e' incrementata di 25 milioni di euro a
    decorrere dall'anno 2018, da destinare al sostegno specifico delle
    «Attivita' di ricerca a valenza internazionale».
  379. Al fine di consentire il regolare svolgimento dei compiti attribuiti all'ANVUR, e' autorizzata l'assunzione, a decorrere
    dall'anno 2017, di ulteriori 15 unita' appartenenti all'area terza
    del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) - comparto
    Ministeri, di cui 13 funzionari valutatori tecnici e 2 funzionari
    amministrativi, e di ulteriori 2 unita' appartenenti all'area seconda
    del medesimo CCNL - comparto Ministeri, mediante scorrimento delle
    graduatorie concorsuali vigenti presso l'Agenzia e, per l'eventuale
    quota non coperta, mediante avvio di nuove procedure concorsuali,
    previo espletamento delle procedure di mobilita' di cui all'articolo
    30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  380. Al fine di contribuire al funzionamento dell'Istituto nazionale di genetica molecolare (INGM) di cui all'articolo 1, comma
    1, lettera b), del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e' autorizzata
    a decorrere dall'anno 2017 una spesa ulteriore di 1 milione di euro
    annui.
  381. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con riferimento alle nuove assunzioni con
    contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato,
    con esclusione dei contratti di lavoro domestico e di quelli relativi
    agli operai del settore agricolo, decorrenti dal 1º gennaio 2017 al
    31 dicembre 2018, e' riconosciuto, per un periodo massimo di
    trentasei mesi, ferma restando l'aliquota di computo delle
    prestazioni pensionistiche, l'esonero dal versamento dei complessivi
    contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con
    esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL, nel limite
    massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.
    L'esonero di cui al presente comma spetta, a domanda e alle
    condizioni di cui al comma 309 del presente articolo, ai datori di
    lavoro che assumono a tempo indeterminato, secondo quanto stabilito
    al primo periodo del presente comma, entro sei mesi dall'acquisizione
    del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo
    datore di lavoro attivita' di alternanza scuola-lavoro pari almeno al
    30 per cento delle ore di alternanza previste ai sensi dell'articolo
    1, comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almeno
    al 30 per cento del monte ore previsto per le attivita' di alternanza
    all'interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III del decreto
    legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 per
    cento del monte ore previsto per le attivita' di alternanza
    realizzata nell'ambito dei percorsi di cui al capo II del decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile 2008, ovvero pari
    almeno al 30 per cento del monte ore previsto dai rispettivi
    ordinamenti per le attivita' di alternanza nei percorsi universitari.
    L'esonero di cui al primo periodo del presente comma si applica
    inoltre ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato,
    secondo quanto stabilito al medesimo primo periodo, entro sei mesi
    dall'acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto,
    presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la
    qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione
    secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica
    superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. L'INPS
    provvede, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili
    a legislazione vigente, anche ai fini di cui al comma 309 del
    presente articolo, al monitoraggio del numero di contratti
    incentivati ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori
    entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero del
    lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle
    finanze.
  382. Il beneficio contributivo di cui al comma 308 e' riconosciuto nel limite massimo di spesa di 7,4 milioni di euro per l'anno 2017,
    di 40,8 milioni di euro per l'anno 2018, di 86,9 milioni di euro per
    l'anno 2019, di 84 milioni di euro per l'anno 2020, di 50,7 milioni
    di euro per l'anno 2021 e di 4,3 milioni di euro per l'anno 2022.
    Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il
    verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di
    domande rispetto alle risorse finanziarie determinate ai sensi del
    primo periodo del presente comma, l'INPS non prende in esame
    ulteriori domande per l'accesso al beneficio di cui al comma 308.
  383. Entro il 31 dicembre 2018 il Governo verifica i risultati del beneficio di cui ai commi 308 e 309, al fine di una sua eventuale
    prosecuzione.
  384. Il secondo periodo del comma 39 dell'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e' sostituito dal seguente: «Le risorse sono
    ripartite tra le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di
    istruzione».
  385. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, dopo il comma 616-bis e' inserito il seguente:
    «616-ter. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, relativamente al programma operativo nazionale "Per la
    scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento" riferito al
    periodo di programmazione 2014/2020, puo' condurre le verifiche di
    cui all'articolo 125, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1303/2013
    del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013,
    avvalendosi dei revisori dei conti di cui al comma 616 del presente
    articolo, rispettando il principio della separazione delle funzioni
    previsto dalla normativa dell'Unione europea che disciplina
    l'intervento dei Fondi strutturali».
  386. Nel programma operativo nazionale «Per la scuola - competenze e ambienti per l'apprendimento», riferito al periodo di
    programmazione 2014/2020, di cui alla decisione della Commissione
    europea C(2014) 9952 del 17 dicembre 2014, per «istituzioni
    scolastiche» si intendono tutte le istituzioni scolastiche che
    costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi
    dell'articolo 1, comma 1, della legge 10 marzo 2000, n. 62.
  387. Al fine di incentivare l'attivita' dei dipartimenti delle universita' statali che si caratterizzano per l'eccellenza nella
    qualita' della ricerca e nella progettualita' scientifica,
    organizzativa e didattica, nonche' con riferimento alle finalita' di
    ricerca di «Industria 4.0», nel Fondo per il finanziamento ordinario
    delle universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre
    1993, n. 537, iscritto nello stato di previsione del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' istituita
    un'apposita sezione denominata «Fondo per il finanziamento dei
    dipartimenti universitari di eccellenza», con uno stanziamento di 271
    milioni di euro a decorrere dall'anno 2018.
  388. Il Fondo di cui al comma 314 e' destinato al finanziamento quinquennale dei dipartimenti di eccellenza delle universita'
    statali, come individuati e selezionati ai sensi e per gli effetti
    dei commi da 318 a 331.
  389. La quota parte delle risorse di cui al comma 314, eventualmente non utilizzata per le finalita' di cui ai commi da 318
    a 339 del presente articolo, confluisce, nel medesimo esercizio
    finanziario, nel Fondo per il finanziamento ordinario delle
    universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre 1993, n.
  390. Per le istituzioni universitarie statali ad ordinamento speciale, ai fini dell'applicazione dei commi da 318 a 339, il
    riferimento ai dipartimenti si intende sostituito dal riferimento
    alle classi.
  391. Entro il 31 dicembre del quarto anno di erogazione del finanziamento di cui ai commi da 314 a 317, con decreto del Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' nominata una
    commissione deputata allo svolgimento delle attivita' di cui ai commi
    da 325 a 328. La commissione e' composta da sette membri, di cui:
    a) due designati dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di cui uno con funzioni di presidente;
    b) quattro designati dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca nell'ambito di due rose di tre
    membri ciascuna, indicate rispettivamente dall'ANVUR e dal Comitato
    nazionale dei garanti della ricerca, di cui all'articolo 21 della
    legge 30 dicembre 2010, n. 240;
    c) uno indicato dal Presidente del Consiglio dei ministri.
  392. Entro la medesima data di cui al comma 318, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca richiede all'ANVUR,
    sulla base dei risultati ottenuti, all'esito dell'ultima valutazione
    della qualita' della ricerca (VQR), dai docenti appartenenti a
    ciascun dipartimento delle universita' statali:
    a) la definizione del calcolo di un apposito «Indicatore standardizzato della performance dipartimentale» (ISPD), che tenga
    conto della posizione dei dipartimenti nella distribuzione nazionale
    della VQR, nei rispettivi settori scientifico-disciplinari;
    b) l'attribuzione a ognuno dei dipartimenti delle universita' statali del relativo ISPD.
  393. All'esito delle procedure di cui al comma 319, il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca redige e rende
    pubblica, nel proprio sito internet istituzionale, la graduatoria dei
    dipartimenti delle universita' statali, in ordine decrescente
    rispetto all'ISPD attribuito al singolo dipartimento.
  394. Dal 1º maggio al 31 luglio del quinto anno di erogazione del finanziamento di cui ai commi da 314 a 317, esclusivamente tramite
    l'apposita procedura telematica accessibile dal sito internet
    istituzionale del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
    ricerca, le universita' statali di appartenenza dei dipartimenti
    collocati nelle prime 350 posizioni della graduatoria di cui al comma
    320, come aggiornata agli esiti dei pareri negativi di cui al comma
    337, terzo periodo, possono presentare la domanda diretta a ottenere,
    per ognuno dei medesimi dipartimenti, il finanziamento di cui ai
    commi da 314 a 317.
  395. Il numero massimo di domande ammissibili, per i dipartimenti appartenenti alla stessa universita' statale, e' pari a 15. Nel caso
    in cui i dipartimenti per i quali l'universita' statale puo'
    presentare la domanda di cui al comma 321 siano superiori a 15,
    l'universita' stessa procede a una selezione delle proprie domande
    dipartimentali, nel numero massimo di 15, motivando la scelta in
    ragione dell'ISPD attribuito al singolo dipartimento, nonche' di
    ulteriori criteri demandati all'autonoma valutazione del singolo
    ateneo.
  396. La domanda di cui ai commi 321 e 322: a) e' presentata, per ciascun dipartimento, con riferimento a una sola delle quattordici aree disciplinari del Consiglio universitario
    nazionale (CUN);
    b) contiene un progetto dipartimentale di sviluppo, avente durata quinquennale, e relativo: agli obiettivi di carattere scientifico;
    all'utilizzo del finanziamento per il reclutamento, ai sensi degli
    articoli 18 e 24 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e
    dell'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230, del
    personale docente, ovvero per il reclutamento di personale tecnico e
    amministrativo; alla premialita', ai sensi dell'articolo 9 della
    legge n. 240 del 2010; all'investimento in infrastrutture per la
    ricerca; allo svolgimento di attivita' didattiche di elevata
    qualificazione; alla presenza di eventuali cofinanziamenti attribuiti
    al progetto dipartimentale;
    c) qualora, al medesimo dipartimento, afferissero docenti appartenenti a piu' aree disciplinari, il progetto di cui alla
    lettera b) deve dare preminenza alle aree disciplinari che hanno
    ottenuto, all'esito dell'ultima VQR, i migliori risultati.
  397. Il numero complessivo dei dipartimenti che possono ottenere il finanziamento di cui ai commi da 314 a 317 e' pari a 180. Il numero
    dei dipartimenti finanziati, con riferimento a ciascuna delle 14 aree
    disciplinari del CUN, non puo' essere inferiore a 5 ne' superiore a
    1. La suddivisione del numero dei dipartimenti finanziati, con
      riferimento a ciascuna delle 14 aree disciplinari del CUN, e'
      stabilita, nel limite delle risorse economiche di cui ai commi da 314
      a 317, con il decreto di cui al comma 318, e tenuto conto:
      a) della numerosita' della singola area disciplinare, in termini di dipartimenti ad essa riferibili;
      b) di criteri informati ad obiettivi di crescita e miglioramento di particolari aree della ricerca scientifica e tecnologica italiana.
  398. La valutazione delle domande presentate ai sensi dei commi 321, 322 e 323 per la selezione dei dipartimenti di cui al comma 324
    e' affidata alla commissione di cui al comma 318 e si svolge mediante
    due fasi successive.
  399. Nella prima fase, la commissione procede a valutare le domande presentate da ciascuna universita' statale in relazione al solo
    dipartimento che ha ottenuto la migliore collocazione nelle prime 350
    posizioni della graduatoria di cui al comma 320. La valutazione della
    domanda ha ad oggetto il progetto dipartimentale di sviluppo di cui
    al comma 323, lettere b) e c). Esclusivamente in caso di esito
    positivo della valutazione, il dipartimento consegue il finanziamento
    di cui ai commi da 314 a 317, nei limiti massimi delle risorse
    finanziarie assegnate a ciascuna delle 14 aree disciplinari del CUN
    ai sensi del comma 324.
  400. Nella seconda fase, tenuto conto del numero dei dipartimenti ammessi e di quelli esclusi dal finanziamento ai sensi del comma 326,
    la commissione valuta le rimanenti domande assegnando a ognuna di
    esse un punteggio da 1 a 100, di cui 70 punti sono attribuiti in base
    all'ISPD del singolo dipartimento e 30 punti sono attribuiti in base
    al progetto dipartimentale di sviluppo di cui al comma 323, lettere
    b) e c), in relazione alla coerenza e alla fattibilita' dei contenuti
    del medesimo progetto. La graduatoria risultante all'esito di questa
    seconda fase suddivide i dipartimenti in base alla relativa area
    disciplinare di appartenenza e assegna il finanziamento di cui ai
    commi da 314 a 317 ai dipartimenti che, nei limiti del numero
    complessivo di cui al comma 324, sono utilmente posizionati.
  401. Entro il 31 dicembre del quinto anno di erogazione del finanziamento di cui ai commi da 314 a 317, la commissione pubblica,
    nel sito internet istituzionale dell'ANVUR, l'elenco dei dipartimenti
    che sono risultati assegnatari del finanziamento di cui ai commi da
    314 a 317. Entro il 31 marzo di ognuno dei cinque anni successivi
    alla predetta pubblicazione, il Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca trasferisce alle universita' statali
    cui appartengono i dipartimenti il relativo finanziamento.
    L'universita' e' vincolata all'utilizzo di queste risorse a favore
    dei dipartimenti finanziati.
  402. Il quarto periodo del comma 1 dell'articolo 9 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e' sostituito dal seguente: «In tal caso, le
    universita' possono prevedere, con appositi regolamenti, compensi
    aggiuntivi per il personale docente e tecnico amministrativo che
    contribuisce all'acquisizione di commesse conto terzi ovvero di
    finanziamenti pubblici o privati».
  403. La selezione di cui ai commi 326 e 327 e' svolta con cadenza quinquennale. Le attivita' di supporto alla commissione di cui al
    comma 318 da parte della competente direzione generale del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono svolte
    nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente. Per la partecipazione alle
    riunioni della commissione non sono dovuti compensi, gettoni di
    presenza o altri emolumenti comunque denominati. Eventuali rimborsi
    di spese di missione sono posti a carico delle risorse finanziarie
    disponibili a legislazione vigente del Ministero dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca.
  404. Per il primo quinquennio di istituzione del Fondo di cui ai commi da 314 a 317 e relativamente agli anni 2018-2022:
    a) il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di cui al comma 318, e' adottato entro il 30 aprile
    2017;
    b) le attivita' di cui ai commi 319 e 320 devono concludersi entro il 30 aprile 2017;
    c) il termine per la presentazione delle domande di cui al comma 321 e' fissato al 31 luglio 2017;
    d) il termine per la pubblicazione dell'elenco di cui al comma 328, primo periodo, e' fissato al 31 dicembre 2017; i termini per il
    trasferimento del finanziamento annuale di cui al comma 328, secondo
    periodo, sono fissati al 31 marzo 2018, al 31 marzo 2019, al 31 marzo
    2020, al 31 marzo 2021 e al 31 marzo 2022.
  405. L'importo annuale del finanziamento di cui ai commi da 314 a 331 e' pari a 1.350.000 euro.
  406. L'importo di cui al comma 332: a) e' ridotto del 20 per cento per il primo quintile, calcolato in base all'organico su base nazionale, dei dipartimenti che, ai
    sensi del comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;
    b) e' ridotto del 10 per cento per il secondo quintile, calcolato in base all'organico su base nazionale, dei dipartimenti che, ai
    sensi del comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;
    c) e' mantenuto invariato per il terzo quintile, calcolato in base all'organico su base nazionale, dei dipartimenti che, ai sensi
    del comma 327, sono risultati assegnatari del finanziamento;
    d) e' aumentato del 10 per cento per il quarto quintile, calcolato in base all'organico su base nazionale, dei dipartimenti
    che, ai sensi del comma 327, sono risultati assegnatari del
    finanziamento;
    e) e' aumentato del 20 per cento per il quinto quintile, calcolato in base all'organico su base nazionale, dei dipartimenti
    che, ai sensi del comma 327, sono risultati assegnatari del
    finanziamento.
  407. Per i dipartimenti appartenenti alle aree disciplinari dal n. 1 al n. 9 del CUN, l'importo di cui al comma 332 e' aumentato di
    250.000 euro, utilizzabili esclusivamente per investimenti in
    infrastrutture per la ricerca.
  408. L'importo complessivo del finanziamento quinquennale di cui ai commi da 314 a 317 e di cui al comma 332 e' assoggettato alle
    seguenti modalita' di utilizzazione:
    a) non piu' del 70 per cento, tenuto conto di quanto previsto all'articolo 18, comma 3, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, puo'
    essere impiegato per le chiamate dei professori e per il reclutamento
    di ricercatori, a norma degli articoli 18 e 24 della medesima legge
    n. 240 del 2010, e per il reclutamento del personale tecnico e
    amministrativo;
    b) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) del presente comma, almeno il 25 per cento deve essere impiegato per le
    chiamate di professori esterni all'universita' cui appartiene il
    dipartimento ai sensi dell'articolo 18, comma 4, della legge 30
    dicembre 2010, n. 240;
    c) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) del presente comma, almeno il 25 per cento deve essere impiegato per il
    reclutamento di ricercatori, a norma dell'articolo 24, comma 3,
    lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240;
    d) nel rispetto del limite percentuale di cui alla lettera a) del presente comma, per le chiamate dirette di professori ai sensi
    dell'articolo 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230.
  409. L'erogazione del finanziamento di cui al comma 332 e' interrotta a seguito del mutamento di denominazione del dipartimento
    e in conseguenza della sua cessazione.
  410. Entro il 31 gennaio dell'ultimo anno di erogazione del finanziamento di cui al comma 332, l'universita', per ogni
    dipartimento, e' tenuta a presentare alla commissione di cui al comma
    318 una relazione contenente il rendiconto concernente
    l'utilizzazione delle risorse economiche derivanti dal medesimo
    finanziamento e i risultati ottenuti rispetto ai contenuti
    individuati nel progetto di cui al comma 323, lettere b) e c). La
    commissione, entro tre mesi dalla presentazione della relazione,
    riscontrata la corrispondenza tra l'utilizzazione delle risorse
    economiche e gli obiettivi del progetto, verificato il rispetto delle
    modalita' di utilizzazione di cui al comma 335, esprime il proprio
    motivato giudizio. In caso di giudizio negativo, l'universita' non
    puo' presentare per lo stesso dipartimento la domanda diretta
    all'ottenimento, per il quinquennio successivo, del finanziamento di
    cui ai commi da 314 a 317.
  411. Al fine di favorire l'utilizzazione dei finanziamenti di cui ai commi da 314 a 337 del presente articolo, alla legge 30 dicembre
    2010, n. 240, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 23, comma 4, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ma consente di computare le eventuali chiamate di coloro
    che sono stati titolari dei contratti nell'ambito delle risorse
    vincolate di cui all'articolo 18, comma 4»;
    b) all'articolo 24, comma 3, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
    «b) contratti triennali, riservati a candidati che hanno usufruito dei contratti di cui alla lettera a), ovvero che hanno conseguito
    l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di
    prima o di seconda fascia di cui all'articolo 16 della presente
    legge, ovvero che sono in possesso del titolo di specializzazione
    medica, ovvero che, per almeno tre anni anche non consecutivi, hanno
    usufruito di assegni di ricerca ai sensi dell'articolo 51, comma 6,
    della legge 27 dicembre 1997, n. 449, o di assegni di ricerca di cui
    all'articolo 22 della presente legge, o di borse post-dottorato ai
    sensi dell'articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero di
    analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri».
  412. All'articolo 3, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1º febbraio 2010, n. 76, e' aggiunta, in
    fine, la seguente lettera:
    «i-bis) svolge, con cadenza quinquennale, la valutazione della qualita' della ricerca delle universita' e degli enti di ricerca,
    sulla base di un apposito decreto del Ministro dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, emanato entro il 31 marzo dell'anno
    successivo al quinquennio oggetto di valutazione, e diretto a
    individuare le linee-guida concernenti lo svolgimento della medesima
    valutazione e le risorse economiche a tal fine necessarie. La
    valutazione della qualita' della ricerca deve essere conclusa entro
    il 31 dicembre dell'anno successivo all'emanazione del decreto di cui
    al precedente periodo».
  413. Al fine di consentire la definizione dei progetti avviati nell'ambito dell'ufficio per il processo con la partecipazione dei
    soggetti di cui all'articolo 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24
    giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
    agosto 2014, n. 114, alla scadenza del periodo di perfezionamento di
    cui al predetto comma, e' autorizzato, a domanda, lo svolgimento, da
    parte dei medesimi soggetti, di un ulteriore periodo di
    perfezionamento, per una durata non superiore a dodici mesi a
    decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    presso gli stessi uffici giudiziari ove sono stati assegnati con
    decreto del Ministro della giustizia 20 ottobre 2015, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 4 novembre 2015. Durante il
    periodo autorizzato a norma del presente comma e' riconosciuto il
    diritto all'attribuzione della borsa di studio per l'importo e con le
    modalita' di cui all'articolo 9 del citato decreto del Ministro della
    giustizia 20 ottobre 2015.
  414. La domanda di cui al comma 340 e' redatta e trasmessa secondo le modalita' stabilite con provvedimento del direttore generale del
    personale e della formazione del Ministero della giustizia e fatta
    pervenire al predetto Ministero, entro quindici giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente legge, corredata di un'attestazione
    del capo dell'ufficio giudiziario presso il quale si e' svolto il
    periodo di perfezionamento di cui all'articolo 50, comma 1-bis, del
    decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, dalla quale risulti che lo
    svolgimento da parte del richiedente dell'ulteriore periodo di
    perfezionamento di cui al comma 340 del presente articolo e'
    funzionale alle esigenze dell'ufficio.
  415. Per i soggetti di cui al comma 340 del presente articolo resta fermo il riconoscimento dei titoli di preferenza e di merito in
    conformita' a quanto previsto dall'articolo 50, comma 1-quater, del
    decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
  416. Per le finalita' di cui al comma 340 e' autorizzata la spesa di euro 5.807.509 per l'anno 2017, cui si provvede mediante
    corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa prevista
    all'articolo 21-quater, comma 5, del decreto-legge 27 giugno 2015, n.
    83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,
    limitatamente agli anni 2016 e 2017.
  417. Al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali di
    cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, con
    eta' inferiore a quaranta anni, con riferimento alle nuove iscrizioni
    nella previdenza agricola effettuate tra il 1º gennaio 2017 e il 31
    dicembre 2017, e' riconosciuto, ferma restando l'aliquota di computo
    delle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di trentasei
    mesi, l'esonero dal versamento del 100 per cento dell'accredito
    contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per
    l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti. L'esonero di cui al
    primo periodo, decorsi i primi trentasei mesi, e' riconosciuto per un
    periodo massimo di dodici mesi nel limite del 66 per cento e per un
    periodo massimo di ulteriori dodici mesi nel limite del 50 per cento.
    L'esonero di cui al presente comma spetta ai coltivatori diretti e
    agli imprenditori agricoli professionali, in presenza delle nuove
    iscrizioni di cui al primo periodo, nonche' ai coltivatori diretti e
    agli imprenditori agricoli professionali di eta' inferiore a quaranta
    anni che nell'anno 2016 hanno effettuato l'iscrizione nella
    previdenza agricola con aziende ubicate nei territori montani di cui
    al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601,
    e nelle zone agricole svantaggiate delimitate ai sensi dell'articolo
    15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984. L'esonero di cui al presente
    comma non e' cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote
    di finanziamento previsti dalla normativa vigente. L'INPS provvede,
    con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente, al monitoraggio del numero di nuove iscrizioni
    effettuate ai sensi del presente comma e delle conseguenti minori
    entrate contributive, inviando relazioni mensili al Ministero delle
    politiche agricole alimentari e forestali, al Ministero del lavoro e
    delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze.
  418. Le disposizioni di cui al comma 344 del presente articolo si applicano nei limiti previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n.
    1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi
    all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
    funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis».
  419. Al fine di garantire un sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci
    lavoratori delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13
    marzo 1958, n. 250, nel periodo di sospensione dell'attivita'
    lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e'
    riconosciuta per ciascun lavoratore, per l'anno 2017 e nel limite di
    spesa di 11 milioni di euro per il medesimo anno, un'indennita'
    giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro.
  420. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
    forestali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
    disciplinate le modalita' relative al pagamento dell'indennita' di
    cui al comma 346.
  421. Al fine di sostenere le famiglie e di incentivare la natalita', e' istituito presso la Presidenza del Consiglio dei
    ministri un apposito fondo rotativo, denominato «Fondo di sostegno
    alla natalita'» volto a favorire l'accesso al credito delle famiglie
    con uno o piu' figli, nati o adottati a decorrere dal 1º gennaio
    2017, mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie,
    alle banche e agli intermediari finanziari.
  422. La dotazione del Fondo di sostegno alla natalita' e' pari a 14 milioni di euro per l'anno 2017, 24 milioni di euro per l'anno 2018,
    23 milioni di euro per l'anno 2019, 13 milioni di euro per l'anno
    2020 e 6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2021. Con
    decreto del Ministro con delega in materia di politiche per la
    famiglia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
    da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita' di
    organizzazione e di funzionamento del Fondo, nonche' quelli di
    rilascio e di operativita' delle garanzie.
  423. Ai fini della predisposizione e dell'attuazione del terzo Piano di azione da adottare in ottemperanza della risoluzione n. 1325
    (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (S/RES/1325) sulle donne, la pace e la sicurezza e delle risoluzioni seguenti,
    incluse le azioni di promozione, monitoraggio e valutazione, e'
    autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l'anno 2017 e di
    500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
  424. Al decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 9, il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. L'importo dovuto a titolo di sanzione pecuniaria civile e' recuperato secondo le disposizioni stabilite dalla parte VII del
    testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia
    di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 30 maggio 2002, n. 115»;
    b) all'articolo 10, comma 1, le parole: «devoluto a favore della Cassa delle ammende» sono sostituite dalle seguenti: «versato
    all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al
    pertinente capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero
    dell'interno riguardante il Fondo di rotazione per la solidarieta'
    alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive,
    dell'usura e dei reati intenzionali violenti, per le finalita' di cui
    all'articolo 11 della legge 7 luglio 2016, n. 122».
  425. All'articolo 1, comma 367, alinea, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo le parole: «30 maggio 2002, n. 115,» sono inserite
    le seguenti: «nonche' alle sanzioni pecuniarie civili di cui al
    decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 7,».
  426. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e' riconosciuto un premio alla nascita o all'adozione di minore dell'importo di 800 euro. Il premio,
    che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui
    all'articolo 8 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e'
    corrisposto dall'INPS in unica soluzione, su domanda della futura
    madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all'atto
    dell'adozione.
  427. L'applicazione delle disposizioni concernenti il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i
    cinque mesi dalla nascita del figlio, introdotte in via sperimentale
    per gli anni 2013, 2014 e 2015 dall'articolo 4, comma 24, lettera a),
    della legge 28 giugno 2012, n. 92, nonche', per l'anno 2016,
    dall'articolo 1, comma 205, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e'
    prorogata anche per gli anni 2017 e 2018. La durata del congedo
    obbligatorio per il padre lavoratore dipendente e' aumentata a due
    giorni per l'anno 2017 e a quattro giorni per l'anno 2018, che
    possono essere goduti anche in via non continuativa; al medesimo
    congedo si applica la disciplina di cui al decreto del Ministro del
    lavoro e delle politiche sociali 22 dicembre 2012, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13 febbraio 2013. Per l'anno 2018 il
    padre lavoratore dipendente puo' astenersi per un periodo ulteriore
    di un giorno previo accordo con la madre e in sua sostituzione in
    relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a
    quest'ultima. Alla copertura degli oneri derivanti dai primi tre
    periodi del presente comma, valutati in 20 milioni di euro per l'anno
    2017 e alla parziale copertura degli oneri derivanti dai primi tre
    periodi del presente comma, valutati in 41,2 milioni di euro per
    l'anno 2018, si provvede, quanto a 20 milioni di euro per l'anno 2017
    e a 31,2 milioni di euro per l'anno 2018, mediante corrispondente
    riduzione del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui
    all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
    2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
    2009, n. 2.
  428. Con riferimento ai nati a decorrere dal 1º gennaio 2016, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici
    e privati, nonche' per l'introduzione di forme di supporto presso la
    propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni,
    affetti da gravi patologie croniche, e' attribuito, a partire
    dall'anno 2017, un buono di 1.000 euro su base annua e parametrato a
    undici mensilita'. Il buono e' corrisposto dall'INPS al genitore
    richiedente, previa presentazione di idonea documentazione attestante
    l'iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o
    private. Il beneficio di cui ai primi due periodi del presente comma
    e' riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l'anno
    2017, 250 milioni di euro per l'anno 2018, 300 milioni di euro per
    l'anno 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020. Con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
    Ministro con delega in materia di politiche per la famiglia, di
    concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con
    il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite, entro
    trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente comma.
    L'INPS provvede al monitoraggio dei maggiori oneri derivanti dalle
    disposizioni di cui al presente comma inviando relazioni mensili alla
    Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e
    delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze.
    Nel caso in cui, in sede di attuazione del presente comma, si
    verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti, anche in
    via prospettica, rispetto al limite di spesa programmato, l'INPS non
    prende in esame ulteriori domande finalizzate ad usufruire del
    beneficio di cui al presente comma. Il beneficio di cui al presente
    comma non e' cumulabile con la detrazione prevista dall'articolo 1,
    comma 335, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dall'articolo 2,
    comma 6, della legge 22 dicembre 2008, n. 203; il beneficio di cui al
    presente comma non e' altresi' fruibile contestualmente con il
    beneficio di cui ai commi 356 e 357 del presente articolo.
  429. Al fine di sostenere la genitorialita', verificato il buon risultato del periodo sperimentale, il beneficio di cui all'articolo
    4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92, e'
    riconosciuto nel limite di spesa di 40 milioni di euro per ciascuno
    degli anni 2017 e 2018, ferme restando le relative disposizioni
    attuative.
  430. Ai medesimi fini di cui al comma 356 del presente articolo, il beneficio di cui all'articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28
    giugno 2012, n. 92, e' riconosciuto, nel limite di spesa di 10
    milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018, ferme restando
    le relative disposizioni attuative, anche alle madri lavoratrici
    autonome o imprenditrici.
  431. Al finanziamento delle iniziative per l'attuazione delle politiche in materia di pari opportunita' e non discriminazione,
    oltre alle risorse destinate alle predette iniziative gia' stanziate
    nella parte II (sezione II) della presente legge, per l'anno 2017
    possono concorrere ulteriori risorse, fino a complessivi 20 milioni
    di euro, a valere sulle risorse dei pertinenti programmi operativi
    cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei
    2014/2020.
  432. Al fine di sostenere le attivita' di assistenza e sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, di cui all'articolo
    5, comma 2, lettera d), del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119,
    sono destinati a favore del Piano d'azione straordinario contro la
    violenza sessuale e di genere, dei servizi territoriali, dei centri
    antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di
    violenza, di cui agli articoli 5 e 5-bis del medesimo decreto-legge
    n. 93 del 2013, 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018
    e 2019, a valere sulle risorse del Fondo per le politiche relative ai
    diritti e alle pari opportunita'. A tal fine la dotazione del Fondo
    di cui al periodo precedente e' incrementata di 5 milioni di euro per
    ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019.
  433. Le risorse del Fondo per la cura dei soggetti con disturbo dello spettro autistico, di cui all'articolo 1, comma 401, della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208, non utilizzate per l'anno 2016
    confluiscono per l'anno 2017 nel Fondo medesimo.
  434. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
    contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del
    decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e' ridotto di 5 milioni di euro
    nell'anno 2017.
  435. In relazione agli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l'assistenza alla popolazione e la ripresa economica
    nei territori interessati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016:
    a) e' autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l'anno 2017 e 200 milioni di euro annui dall'anno 2018 all'anno 2047, per la
    concessione del credito d'imposta maturato in relazione all'accesso
    ai finanziamenti agevolati, di durata venticinquennale, per la
    ricostruzione privata di cui all'articolo 5 del decreto-legge 17
    ottobre 2016, n. 189;
    b) e' autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l'anno 2017, di 300 milioni di euro per l'anno 2018, di 350 milioni di euro
    per l'anno 2019 e di 150 milioni di euro per l'anno 2020 per la
    concessione dei contributi di cui all'articolo 14 del decreto-legge
    17 ottobre 2016, n. 189.
  436. Le regioni colpite, in coerenza con la programmazione del Commissario per la ricostruzione dei territori interessati
    dall'evento sismico del 24 agosto 2016 nominato con decreto del
    Presidente della Repubblica 9 settembre 2016, di cui al comunicato
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228 del 29 settembre 2016,
    possono destinare, nell'ambito dei pertinenti programmi operativi
    cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei
    2014/2020 e per il conseguimento delle finalita' dagli stessi
    previste, ulteriori risorse, incluso il cofinanziamento nazionale,
    per un importo pari a 300 milioni di euro, anche a valere su quelle
    aggiuntive destinate dall'Unione europea all'Italia ai sensi
    dell'articolo 92, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1303/2013 del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013.
  437. Per il pubblico impiego sono complessivamente stanziati, per le finalita' di cui ai commi 365 e 366, 1.920,8 milioni di euro per
    l'anno 2017 e 2.633 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018.
  438. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un fondo da ripartire con uno o piu' decreti del
    Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per
    la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il
    Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministro
    dell'interno e il Ministro della difesa, da adottare entro novanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con una
    dotazione di 1.480 milioni di euro per l'anno 2017 e di 1.930 milioni
    di euro a decorrere dall'anno 2018, per le seguenti finalita':
    a) determinazione, per l'anno 2017 e a decorrere dal 2018, degli oneri aggiuntivi, rispetto a quelli previsti dall'articolo 1, comma
    466, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e pari a 300 milioni di
    euro annui, posti a carico del bilancio dello Stato per la
    contrattazione collettiva relativa al triennio 2016-2018 in
    applicazione dell'articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30
    marzo 2001, n. 165, e per i miglioramenti economici del personale
    dipendente dalle amministrazioni statali in regime di diritto
    pubblico;
    b) definizione, per l'anno 2017 e a decorrere dall'anno 2018, del finanziamento da destinare ad assunzioni di personale a tempo
    indeterminato, in aggiunta alle facolta' assunzionali previste a
    legislazione vigente, nell'ambito delle amministrazioni dello Stato,
    ivi compresi i Corpi di polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del
    fuoco, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli
    62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
    l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, gli enti
    pubblici non economici e gli enti pubblici di cui all'articolo 70,
    comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenuto conto
    delle specifiche richieste volte a fronteggiare indifferibili
    esigenze di servizio di particolare rilevanza e urgenza in relazione
    agli effettivi fabbisogni, nei limiti delle vacanze di organico
    nonche' nel rispetto dell'articolo 30 del decreto legislativo 30
    marzo 2001, n. 165, e dell'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto
    2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre
    2013, n. 125. Le assunzioni sono autorizzate con decreto del Ministro
    per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con
    il Ministro dell'economia e delle finanze;
    c) definizione, dall'anno 2017, dell'incremento del finanziamento previsto a legislazione vigente per garantire la piena attuazione di
    quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera a), numeri 1) e 4),
    della legge 7 agosto 2015, n. 124, e dall'articolo 1, comma 5, della
    legge 31 dicembre 2012, n. 244, ovvero, per il solo anno 2017,
    proroga del contributo straordinario di cui all'articolo 1, comma
    972, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con la disciplina e le
    modalita' ivi previste. Al riordino delle carriere del personale non
    dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla
    valorizzazione delle peculiari condizioni di impiego professionale
    del personale medesimo nelle attivita' di soccorso pubblico, rese
    anche in contesti emergenziali, sono altresi' destinati una quota
    parte delle risorse disponibili nei fondi incentivanti del predetto
    personale aventi carattere di certezza, continuita' e stabilita', per
    un importo massimo annuo di 5,3 milioni di euro, i risparmi
    strutturali di spesa corrente gia' conseguiti, derivanti
    dall'ottimizzazione e dalla razionalizzazione dei settori di spesa
    del Corpo nazionale dei vigili del fuoco relativi alle locazioni
    passive delle sedi di servizio, ai servizi di mensa al personale e ai
    servizi assicurativi finalizzati alla copertura dei rischi
    aeronautici, nonche' una quota parte del fondo istituito
    dall'articolo 1, comma 1328, secondo periodo, della legge 27 dicembre
    2006, n. 296. In sede di prima applicazione, le risorse destinate
    alle finalita' di cui al precedente periodo sono determinate in
    misura non inferiore a 10 milioni di euro.
  439. Per il concorso alle finalita' di cui al comma 364 del presente articolo, nello stato di previsione del Ministero
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' iscritto un
    fondo con una autonoma dotazione di 140 milioni di euro per l'anno
    2017 e 400 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, da destinare
    all'incremento dell'organico dell'autonomia di cui all'articolo 1,
    comma 201, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Al riparto del fondo
    si provvede con decreto del Ministro dell'istruzione,
    dell'universita' e della ricerca, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze.
  440. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 365 del presente articolo si provvede ad aggiornare i
    criteri di determinazione degli oneri di cui al decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri 18 aprile 2016, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 132 dell'8 giugno 2016, in coerenza con
    quanto previsto dalla lettera a) del medesimo comma 365.
  441. All'articolo 4, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n.
    125, la parola: «2016» e' sostituita dalla seguente: «2017». Sono
    altresi' prorogate, fino al 31 dicembre 2017, le graduatorie vigenti
    del personale dei corpi di cui all'articolo 66, comma 9-bis, del
    decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  442. All'articolo 1, comma 466, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «30 marzo 2001, n. 165,» sono inserite le
    seguenti: «e per i miglioramenti economici del personale dipendente
    dalle amministrazioni statali in regime di diritto pubblico,» e sono
    soppresse le parole da: «, di cui 74 milioni» fino alla fine del
    comma.
  443. Per gli enti di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, che non hanno
    assolto per gli anni 2011-2014 ai vincoli in materia di personale ai
    sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
    78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
    122, il riversamento di cui all'articolo 1, comma 417, della legge 27
    dicembre 2013, n. 147, per l'anno 2017, e' pari al 16 per cento e
    soddisfa gli obblighi di cui al predetto articolo 9.
  444. La dotazione del Fondo per le misure anti-tratta di cui all'articolo 12 della legge 11 agosto 2003, n. 228, e' incrementata
    di 5 milioni di euro per l'anno 2017.
  445. Nelle more della conclusione dei processi di mobilita' di cui all'articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e
    nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, il
    Ministero della giustizia, per il triennio 2017-2019, e' autorizzato
    ad assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato un
    contingente di personale amministrativo non dirigenziale per un
    massimo di 1.000 unita' da inquadrare nei ruoli dell'Amministrazione
    giudiziaria, nei limiti delle dotazioni organiche, mediante procedure
    concorsuali pubbliche ed eventualmente anche mediante l'utilizzo di
    graduatorie in corso di validita' alla data di entrata in vigore
    della presente legge.
  446. L'incremento della dotazione dell'organico dell'autonomia di cui al comma 366 avviene in misura corrispondente ad una quota di
    posti derivante, in applicazione dei vigenti ordinamenti didattici e
    quadri orari, dall'accorpamento degli spezzoni di orario aggregabili
    fino a formare una cattedra o un posto interi, anche costituiti tra
    piu' scuole. La predetta quota di posti viene sottratta in misura
    numericamente pari dal contingente previsto in organico di fatto
    all'articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
  447. Resta fermo quanto previsto dai regolamenti adottati con decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, sulla
    formazione e costituzione delle classi e sull'utilizzo del personale,
    e con decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n.
    19, sulla razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso,
    tenuto conto del mantenimento delle economie previste dall'articolo
    64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  448. L'articolo 1, comma 131, della legge 13 luglio 2015, n. 107, si interpreta nel senso che i contratti di cui tenere conto per il
    computo della durata complessiva del servizio gia' maturato sono
    quelli sottoscritti a decorrere dal 1º settembre 2016.
  449. Il fondo di cui all'articolo 1, comma 132, della legge 13 luglio 2015, n. 107, e' rifinanziato nella misura di 2 milioni di
    euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2019.
  450. Al fine di assicurare, anche in relazione alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalita' e del
    terrorismo e alle ulteriori esigenze connesse allo svolgimento del
    prossimo vertice tra i sette maggiori Paesi industrializzati (G7), la
    prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 24, commi 74 e 75,
    del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonche' di quelli
    previsti dall'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre
    2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio
    2014, n. 6, e' prorogato fino al 31 dicembre 2017, limitatamente ai
    servizi di vigilanza di siti e obiettivi sensibili, l'impiego di un
    contingente pari a 7.050 unita' di personale delle Forze armate. Si
    applicano le disposizioni di cui all'articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3,
    del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. Per l'attuazione
    del presente comma e' autorizzata la spesa di euro 123.000.000 per
    l'anno 2017, con specifica destinazione di euro 120.536.797 per il
    personale di cui al comma 74 e di euro 2.463.203 per il personale di
    cui al comma 75 dell'articolo 24 del decreto-legge 1º luglio 2009, n.
    78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
  451. Al fine di sostenere le prospettive di crescita del settore aereo e di ridurre gli oneri a carico dei passeggeri, l'incremento
    dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco stabilita ai sensi
    dell'articolo 13, comma 23, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n.
    145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n.
    9, e' soppresso a decorrere dal 1º gennaio 2017. Al ristoro della
    diminuzione di entrate derivante all'INPS dal primo periodo del
    presente comma provvede il Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali, nel cui stato di previsione e' iscritto l'importo di 184
    milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2017 e 2018.
  452. Al comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,
    le parole: «30 novembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «31
    agosto 2017» e dopo le parole: «per l'anno 2016» sono aggiunte le
    seguenti: «e di 128 milioni di euro per l'anno 2017».
  453. Al comma 1 dell'articolo 2 del decreto-legge 7 aprile 2014, n. 58, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2014, n. 87,
    le parole: «e comunque fino a non oltre il 31 dicembre 2016» sono
    sostituite dalle seguenti: «e comunque fino a non oltre il 31 agosto
    2017».
  454. Per l'attuazione degli interventi relativi all'organizzazione e allo svolgimento del vertice tra i sette maggiori Paesi
    industrializzati (G7), anche per adeguamenti di natura
    infrastrutturale e per le esigenze di sicurezza, e' istituito nello
    stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un
    fondo da trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Per
    le finalita' di cui al primo periodo e' autorizzata la spesa di 45
    milioni di euro per l'anno 2017.
  455. All'articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 15, le parole: «ovvero partecipare alla definizione, realizzazione ed utilizzo dell'infrastruttura nazionale per
    l'interoperabilita' per il FSE conforme ai criteri stabiliti dai
    decreti di cui al comma 7, resa disponibile dall'Agenzia per l'Italia
    digitale» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero utilizzare
    l'infrastruttura nazionale di cui al comma 15-ter, da rendere
    conforme ai criteri stabiliti dai decreti di cui al comma 7»;
    b) il comma 15-ter e' sostituito dal seguente: «15-ter. Ferme restando le funzioni del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale di cui all'articolo 63 del
    decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, l'Agenzia per l'Italia
    digitale, sulla base delle esigenze avanzate dalle regioni e dalle
    province autonome, nell'ambito dei rispettivi piani, cura, in accordo
    con il Ministero della salute e il Ministero dell'economia e delle
    finanze e con le regioni e le province autonome, la progettazione
    dell'infrastruttura nazionale necessaria a garantire
    l'interoperabilita' dei FSE, la cui realizzazione e' curata dal
    Ministero dell'economia e delle finanze attraverso l'utilizzo
    dell'infrastruttura del Sistema Tessera sanitaria realizzato in
    attuazione dell'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
    269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.
    326, e del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 2
    novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 12
    novembre 2011, garantendo:
    1) l'interoperabilita' dei FSE e dei dossier farmaceutici regionali;
    2) l'identificazione dell'assistito, attraverso l'allineamento con l'Anagrafe nazionale degli assistiti (ANA), di cui all'articolo
    62-ter del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
    istituita nell'ambito del Sistema Tessera sanitaria. Nelle more della
    realizzazione dell'ANA, l'identificazione dell'assistito e'
    assicurata attraverso l'allineamento con l'elenco degli assistiti
    gestito dal Sistema Tessera sanitaria, ai sensi dell'articolo 50 del
    decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326;
    3) per le regioni e province autonome che, entro il 31 marzo 2017, comunicano al Ministero dell'economia e delle finanze e al
    Ministero della salute di volersi avvalere dell'infrastruttura
    nazionale ai sensi del comma 15, l'interconnessione dei soggetti di
    cui al presente articolo per la trasmissione telematica dei dati di
    cui ai decreti attuativi del comma 7, ad esclusione dei dati di cui
    al comma 15-septies, per la successiva alimentazione e consultazione
    del FSE da parte delle medesime regioni e province autonome, secondo
    le modalita' da stabilire con decreto del Ministero dell'economia e
    delle finanze, di concerto con il Ministero della salute;
    4) a partire dal 30 aprile 2017, la gestione delle codifiche nazionali e regionali stabilite dai decreti di cui al comma 7, rese
    disponibili dalle amministrazioni ed enti che le detengono, secondo
    le modalita' da stabilire con decreto del Ministero dell'economia e
    delle finanze, di concerto con il Ministero della salute»;
    c) al comma 15-quater, le parole: «e il Ministero della salute» sono sostituite dalle seguenti: «, il Ministero della salute e il
    Ministero dell'economia e delle finanze» e sono aggiunte, in fine, le
    seguenti parole: «, congiuntamente con il Tavolo tecnico per la
    verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 della predetta
    intesa del 23 marzo 2005»;
    d) dopo il comma 15-quinquies sono aggiunti i seguenti: «15-sexies. Qualora la regione, sulla base della valutazione del Comitato e del Tavolo tecnico di cui al comma 15-quater, non abbia
    adempiuto nei termini previsti dal medesimo comma 15-quater, il
    Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della
    salute di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
    sentita l'Agenzia per l'Italia digitale, diffida la regione ad
    adempiere entro i successivi trenta giorni. Qualora, sulla base delle
    valutazioni operate dai medesimi Comitato e Tavolo tecnico, la
    regione non abbia adempiuto, il Presidente della regione, nei
    successivi trenta giorni in qualita' di commissario ad acta, adotta
    gli atti necessari all'adempimento e ne da' comunicazione alla
    Presidenza del Consiglio dei ministri e ai citati Comitato e Tavolo
    tecnico.
    15-septies. Il Sistema Tessera sanitaria realizzato in attuazione dell'articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
    entro il 30 aprile 2017, rende disponibile ai FSE e ai dossier
    farmaceutici regionali, attraverso l'infrastruttura nazionale di cui
    al comma 15-ter, i dati risultanti negli archivi del medesimo Sistema
    Tessera sanitaria relativi alle esenzioni dell'assistito, alle
    prescrizioni e prestazioni erogate di farmaceutica e specialistica a
    carico del Servizio sanitario nazionale, ai certificati di malattia
    telematici e alle prestazioni di assistenza protesica, termale e
    integrativa».
  456. Per l'attuazione del comma 15-ter dell'articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, come modificato dal comma 382
    del presente articolo, e' autorizzata la spesa di 2,5 milioni di euro
    annui a decorrere dall'anno 2017.
  457. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 12, comma 15-quinquies, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e' ridotta
    di 5 milioni di euro per l'anno 2017, di 4,92 milioni di euro per
    l'anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2019.
  458. Ferme restando le disposizioni inerenti all'accesso alla quota premiale del Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 15,
    comma 24, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche' le
    disposizioni in materia di piani di rientro, di cui all'articolo 2,
    commi da 77 a 97, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, al fine di
    promuovere e conseguire una maggiore efficienza ed efficacia dei
    servizi sanitari regionali, in coerenza con gli obiettivi di crescita
    e di sviluppo del Servizio sanitario nazionale, la quota di
    premialita' di cui all'articolo 2, comma 68, lettera c), della legge
    23 dicembre 2009, n. 191, e' incrementata, a livello sperimentale per
    l'anno 2017, di una quota pari allo 0,1 per cento del livello del
    finanziamento del Servizio sanitario nazionale. Sempre a livello
    sperimentale per l'anno 2017, ogni regione puo' proporre al Comitato
    paritetico permanente per la verifica dell'erogazione dei Livelli
    Essenziali di Assistenza, di seguito denominato «Comitato LEA», di
    cui all'articolo 9 dell'intesa tra lo Stato, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo 2005, pubblicata nel
    supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio
    2005, un programma di miglioramento e riqualificazione di determinate
    aree del servizio sanitario regionale, anche sulla base delle
    valutazioni operate dal Comitato stesso in ordine all'erogazione dei
    Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e tenuto conto delle
    valutazioni del sistema di garanzia di cui all'articolo 9 del decreto
    legislativo 18 febbraio 2000, n. 56.
  459. I programmi di cui al comma 385, di durata annuale, da presentare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
    presente legge e da approvare entro i successivi trenta giorni da
    parte del Comitato LEA, individuano aree prioritarie d'intervento
    specifiche di ciascun contesto regionale, definendo i relativi
    indicatori di valutazione. Per le regioni sottoposte a piano di
    rientro, tali programmi integrano, ove necessario, il programma
    operativo di prosecuzione del piano di rientro e sono approvati dal
    Comitato LEA congiuntamente con il Tavolo tecnico per la verifica
    degli adempimenti di cui all'articolo 12 dell'intesa tra lo Stato, le
    regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo
  460. I programmi di cui al comma 385 recano altresi': a) le modalita' e i tempi per la verifica della realizzazione degli obiettivi indicati;
    b) le forme di monitoraggio degli obiettivi intermedi e finali da effettuare da parte del Comitato LEA e, per le regioni sottoposte a
    piano di rientro, da parte del Comitato LEA congiuntamente con il
    Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti.
  461. Con accordo da sancire, entro il 31 gennaio 2017, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano, sono disciplinate le
    modalita' di riparto tra le regioni dell'incremento sperimentale
    della quota di premialita' per il 2017 di cui al comma 385 e
    l'accesso alle forme premiali in attuazione dei programmi di cui al
    medesimo comma. La mancata presentazione del programma ovvero la
    verifica negativa annuale dell'attuazione del programma medesimo
    determina, per la regione interessata, la perdita, per il medesimo
    anno 2017, del diritto di accesso alla quota prevista. Le somme
    eventualmente rese disponibili in conseguenza dell'applicazione della
    disposizione del periodo precedente sono integralmente riattribuite
    alle restanti regioni in maniera proporzionale all'accesso previsto.
  462. Il Comitato LEA redige una relazione in ordine all'attivita' sperimentale di cui ai commi da 385 a 388.
  463. Al fine di migliorare le performance e di perseguire l'efficienza dei fattori produttivi e dell'allocazione delle risorse
    delle aziende ospedaliere, delle aziende ospedaliere universitarie,
    degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici o
    degli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura,
    all'articolo 1, comma 524, lettera a), della legge 28 dicembre 2015,
    n. 208, le parole: «pari o superiore al 10 per cento dei suddetti
    ricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro»
    sono sostituite dalle seguenti: «pari o superiore al 7 per cento dei
    suddetti ricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 7 milioni di
    euro».
  464. Le disposizioni di cui ai commi da 524 a 536 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano alle regioni a
    statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, che
    provvedono al finanziamento del servizio sanitario esclusivamente con
    risorse dei propri bilanci, compatibilmente con le disposizioni dei
    rispettivi statuti e delle conseguenti norme di attuazione.
  465. Per gli anni 2017 e 2018, il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato,
    indicato dall'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
    di Bolzano dell'11 febbraio 2016 (Rep. Atti n. 21/CSR), in attuazione
    dell'articolo 1, comma 680, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e'
    rideterminato rispettivamente in 113.000 milioni di euro e in 114.000
    milioni di euro. Per l'anno 2019 il livello del finanziamento del
    fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e'
    stabilito in 115.000 milioni di euro. Le regioni a statuto speciale e
    le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano gli effetti
    finanziari previsti dal presente comma, mediante la sottoscrizione di
    singoli accordi con lo Stato, da stipulare entro il 31 gennaio 2017.
    Per la regione Trentino-Alto Adige e per le province autonome di
    Trento e di Bolzano l'applicazione del presente comma avviene nel
    rispetto dell'accordo sottoscritto tra il Governo e i predetti enti
    in data 15 ottobre 2014 e recepito con legge 23 dicembre 2014, n.
    190, con il concorso agli obiettivi di finanza pubblica previsto dai
    commi da 406 a 413 dell'articolo 1 della medesima legge.
  466. A decorrere dall'anno 2017 una quota del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
    concorre lo Stato ai sensi del comma 392, pari a 1.000 milioni di
    euro, e' destinata alle finalita' di cui ai commi 400, 401, 408 e
  467. Con i medesimi accordi di cui al comma 392 le regioni a statuto speciale assicurano il contributo a loro carico previsto
    dall'intesa dell'11 febbraio 2016; decorso il termine del 31 gennaio
    2017, all'esito degli accordi sottoscritti, il Ministro dell'economia
    e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, entro i
    successivi trenta giorni, con proprio decreto attua quanto previsto
    per gli anni 2017 e successivi dalla citata intesa dell'11 febbraio
    2016, al fine di garantire il conseguimento dell'obiettivo
    programmatico di finanza pubblica per il settore sanitario.
  468. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni di cui al comma 569 dell'articolo 1 della
    legge 23 dicembre 2014, n. 190, non si applicano alle regioni
    commissariate ai sensi dell'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1º
    ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
    novembre 2007, n. 222. Il Comitato e il Tavolo tecnico di cui
    rispettivamente agli articoli 9 e 12 dell'intesa tra lo Stato, le
    regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 23 marzo
    2005, con cadenza semestrale, in occasione delle periodiche riunioni
    di verifica, predispongono, per le medesime regioni, una relazione ai
    Ministri della salute e dell'economia e delle finanze, da trasmettere
    al Consiglio dei ministri, con particolare riferimento al
    monitoraggio dell'equilibrio di bilancio e dell'erogazione dei
    livelli essenziali di assistenza, anche al fine delle determinazioni
    di cui all'articolo 2, comma 84, della legge 23 dicembre 2009, n.
  469. Il comma 570 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' abrogato.
  470. In considerazione di quanto previsto dall'articolo 21, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e di quanto
    convenuto nell'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
    di Bolzano il 2 luglio 2015 (Rep. Atti n. 113/CSR), fermi restando
    gli equilibri di finanza pubblica previsti a legislazione vigente, al
    governo del settore farmaceutico si applicano i commi da 398 a 407
    del presente articolo.
  471. A decorrere dall'anno 2017, il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera di cui all'articolo 5, comma 5, del decreto-legge 1º
    ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
    novembre 2007, n. 222, e' calcolato al lordo della spesa per i
    farmaci di classe A in distribuzione diretta e distribuzione per
    conto, ed e' rideterminato nella misura del 6,89 per cento.
    Conseguentemente il tetto della spesa farmaceutica ospedaliera assume
    la denominazione di «tetto della spesa farmaceutica per acquisti
    diretti».
  472. Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dal comma 398 del presente articolo, il tetto della spesa farmaceutica
    territoriale, di cui all'articolo 5 del decreto-legge 1º ottobre
    2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre
    2007, n. 222, e' rideterminato nella misura del 7,96 per cento.
    Conseguentemente il tetto della spesa farmaceutica territoriale
    assume la denominazione di «tetto della spesa farmaceutica
    convenzionata».
  473. A decorrere dal 1º gennaio 2017, nello stato di previsione del Ministero della salute e' istituito un Fondo per il concorso al
    rimborso alle regioni per l'acquisto dei medicinali innovativi, con
    una dotazione di 500 milioni di euro annui. Tale Fondo e' finanziato
    rispettivamente per 325 milioni di euro per l'anno 2017, 223 milioni
    di euro per l'anno 2018, 164 milioni di euro a decorrere dall'anno
    2019, mediante utilizzo delle risorse del comma 393 del presente
    articolo, e per 175 milioni di euro per l'anno 2017, 277 milioni di
    euro per l'anno 2018, 336 milioni di euro a decorrere dall'anno 2019,
    mediante utilizzo delle risorse destinate alla realizzazione di
    specifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensi
    dell'articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
  474. A decorrere dal 1º gennaio 2017, nello stato di previsione del Ministero della salute e' istituito un Fondo per il concorso al
    rimborso alle regioni per l'acquisto dei medicinali oncologici
    innovativi, con una dotazione di 500 milioni di euro annui, mediante
    utilizzo delle risorse del comma 393.
  475. Per gli effetti di quanto previsto ai commi 400 e 401, con determinazione del direttore generale dell'Agenzia italiana del
    farmaco (AIFA), previo parere della Commissione consultiva
    tecnico-scientifica, da adottare entro il 31 marzo 2017, sono
    stabiliti i criteri per la classificazione dei farmaci innovativi e a
    innovativita' condizionata e dei farmaci oncologici innovativi. Con
    la medesima determinazione sono definite le modalita' per la
    valutazione degli effetti dei predetti farmaci ai fini della
    permanenza del requisito di innovativita' e le modalita' per la
    eventuale riduzione del prezzo di rimborso a carico del Servizio
    sanitario nazionale. Nelle more dell'adozione della determinazione di
    cui al presente comma e comunque entro e non oltre il 31 marzo 2017,
    i farmaci innovativi e i farmaci oncologici innovativi validi ai fini
    della presente procedura sono quelli gia' individuati dall'AIFA.
  476. Il requisito di innovativita' permane per un periodo massimo di 36 mesi.
  477. I farmaci di cui al comma 402 sono soggetti a monitoraggio dei registri AIFA.
  478. Le risorse dei fondi di cui ai commi 400 e 401 sono versate in favore delle regioni in proporzione alla spesa sostenuta dalle
    regioni medesime per l'acquisto dei medicinali di cui ai citati commi
    400 e 401, secondo le modalita' individuate con apposito decreto del
    Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e
    delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
    di Bolzano.
  479. La spesa per l'acquisto dei farmaci innovativi e dei farmaci oncologici innovativi concorre al raggiungimento del tetto della
    spesa farmaceutica per acquisti diretti di cui al comma 398 per
    l'ammontare eccedente annualmente l'importo di ciascuno dei fondi di
    cui ai commi 400 e 401.
  480. All'articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
    dopo il comma 11-ter e' inserito il seguente:
    «11-quater. L'esistenza di un rapporto di biosimilarita' tra un farmaco biosimilare e il suo biologico di riferimento sussiste solo
    ove accertato dalla European Medicine Agency (EMA) o dall'Agenzia
    italiana del farmaco, tenuto conto delle rispettive competenze. Non
    e' consentita la sostituibilita' automatica tra farmaco biologico di
    riferimento e un suo biosimilare ne' tra biosimilari. Nelle procedure
    pubbliche di acquisto per i farmaci biosimilari non possono essere
    posti in gara nel medesimo lotto principi attivi differenti, anche se
    aventi le stesse indicazioni terapeutiche. Al fine di razionalizzare
    la spesa per l'acquisto di farmaci biologici a brevetto scaduto e per
    i quali siano presenti sul mercato i relativi farmaci biosimilari, si
    applicano le seguenti disposizioni:
    a) le procedure pubbliche di acquisto devono svolgersi mediante utilizzo di accordi-quadro con tutti gli operatori economici quando i
    medicinali sono piu' di tre a base del medesimo principio attivo. A
    tal fine le centrali regionali d'acquisto predispongono un lotto
    unico per la costituzione del quale si devono considerare lo
    specifico principio attivo (ATC di V livello), i medesimi dosaggio e
    via di somministrazione;
    b) al fine di garantire un'effettiva razionalizzazione della spesa e nel contempo un'ampia disponibilita' delle terapie, i
    pazienti devono essere trattati con uno dei primi tre farmaci nella
    graduatoria dell'accordo-quadro, classificati secondo il criterio del
    minor prezzo o dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa. Il
    medico e' comunque libero di prescrivere il farmaco, tra quelli
    inclusi nella procedura di cui alla lettera a), ritenuto idoneo a
    garantire la continuita' terapeutica ai pazienti;
    c) in caso di scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare di un farmaco biologico durante il periodo
    di validita' del contratto di fornitura, l'ente appaltante, entro
    sessanta giorni dal momento dell'immissione in commercio di uno o
    piu' farmaci biosimilari contenenti il medesimo principio attivo,
    apre il confronto concorrenziale tra questi e il farmaco originatore
    di riferimento nel rispetto di quanto prescritto dalle lettere a) e
    b);
    d) l'ente appaltante e' tenuto ad erogare ai centri prescrittori i prodotti aggiudicati con le procedure previste dal decreto
    legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
    e) eventuali oneri economici aggiuntivi, derivanti dal mancato rispetto delle disposizioni del presente comma, non possono essere
    posti a carico del Servizio sanitario nazionale».
  481. A decorrere dall'anno 2017, nell'ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale e' prevista una specifica
    finalizzazione, pari a 100 milioni di euro per l'anno 2017, a 127
    milioni di euro per l'anno 2018 e a 186 milioni di euro a decorrere
    dall'anno 2019, per il concorso al rimborso alle regioni per
    l'acquisto di vaccini ricompresi nel nuovo piano nazionale vaccini
    (NPNV) di cui all'intesa sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
    e di Bolzano il 7 settembre 2016 (Rep. Atti n. 157/CSR). Le somme di
    cui al presente comma sono ripartite a favore delle regioni sulla
    base dei criteri individuati con intesa da sancire in sede di
    Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano entro il 31 gennaio 2017.
  482. Nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 1, comma 541, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a decorrere dall'anno 2017,
    nell'ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale e'
    prevista una specifica finalizzazione, pari a 75 milioni di euro per
    l'anno 2017 e a 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018, per
    il concorso al rimborso alle regioni per gli oneri derivanti dai
    processi di assunzione e stabilizzazione del personale del Servizio
    sanitario nazionale da svolgere ai sensi delle disposizioni recate
    dal primo e secondo periodo del comma 543 del medesimo articolo 1
    della legge n. 208 del 2015. Le somme di cui al presente comma sono
    ripartite a favore delle regioni sulla base dei criteri individuati
    con intesa da sancire in sede di Conferenza permanente per i rapporti
    tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
    Bolzano entro il 31 gennaio 2017.
  483. Al fine di garantire la continuita' delle attivita' di ricerca, in deroga a quanto disposto dall'articolo 2, comma 4,
    secondo periodo, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, gli
    Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e gli Istituti
    zooprofilattici sperimentali possono continuare ad avvalersi del
    personale addetto alla ricerca, sia con qualifica di ricercatore, sia
    con qualifiche afferenti alle professionalita' della ricerca, assunto
    con contratti flessibili, in servizio presso tali istituti alla data
    del 31 dicembre 2016.
  484. In sede di revisione dei criteri di riparto del Fondo per le non autosufficienze, di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge
    27 dicembre 2006, n. 296, previsti dall'articolo 1, comma 3, del
    decreto ministeriale di riparto del Fondo per il 2016 e' compresa la
    condizione delle persone affette dal morbo di Alzheimer.
  485. Ai fini della copertura degli oneri per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato del Servizio sanitario
    nazionale, come determinati a seguito dell'aggiornamento dei criteri
    di cui al comma 367, e' vincolata, a decorrere dalla data di adozione
    del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma
    365, una quota del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario
    nazionale standard cui concorre lo Stato ai sensi del comma 392.
  486. Il Ministero dell'economia e delle finanze, nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica
    amministrazione, avvia, tramite la societa' Consip Spa, un'analisi
    volta ad individuare nuovi strumenti di acquisto centralizzato di
    beni e correlati servizi, anche mediante modelli organizzativi che
    prevedano l'acquisizione di beni durevoli e la concessione
    dell'utilizzo degli stessi da parte delle amministrazioni o dei
    soggetti pubblici interessati senza che dai suddetti modelli
    organizzativi derivino discriminazioni o esclusioni per le micro e le
    piccole imprese.
  487. Dalla disposizione di cui al comma 413 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  488. Al fine di migliorare l'efficienza, la rapidita' e il monitoraggio dei processi di approvvigionamento di beni e servizi
    delle amministrazioni dello Stato, il Ministero dell'economia e delle
    finanze, nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli
    acquisti, avvia una sperimentazione, che non deve comportare
    discriminazioni o esclusioni per le micro e le piccole imprese, sulla
    cui base procede come acquirente unico per le merceologie
    dell'energia elettrica e del servizio sostitutivo di mensa mediante
    buoni pasto, per il medesimo Ministero e per il Ministero
    dell'interno e le loro rispettive articolazioni territoriali.
  489. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze sono definiti le modalita' e i tempi di attuazione, nonche' le strutture
    dei Ministeri coinvolte nella sperimentazione di cui al comma 415.
  490. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti i
    Ministri interessati, possono essere individuate ulteriori
    amministrazioni e ulteriori categorie merceologiche cui e' applicata
    la sperimentazione di cui al comma 415.
  491. Dalle disposizioni di cui ai commi da 415 a 417 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  492. All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 512, le parole: «provvedono ai propri approvvigionamenti esclusivamente tramite Consip SpA o i soggetti
    aggregatori» sono sostituite dalle seguenti: «provvedono ai propri
    approvvigionamenti esclusivamente tramite gli strumenti di acquisto e
    di negoziazione di Consip Spa o dei soggetti aggregatori»;
    b) dopo il comma 514 e' inserito il seguente: «514-bis. Per i beni e servizi la cui acquisizione riveste particolare rilevanza strategica secondo quanto indicato nel Piano
    triennale di cui al comma 513, le amministrazioni statali, centrali e
    periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni
    ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni
    universitarie, nonche' gli enti nazionali di previdenza ed assistenza
    sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo
    30 luglio 1999, n. 300, ricorrono a Consip Spa, nell'ambito del
    Programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica
    amministrazione del Ministero dell'economia e delle finanze. A tal
    fine Consip Spa puo' supportare i soggetti di cui al periodo
    precedente nell'individuazione di specifici interventi di
    semplificazione, innovazione e riduzione dei costi dei processi
    amministrativi. Per le attivita' di cui al presente comma e' previsto
    un incremento delle dotazioni destinate al finanziamento del
    Programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica
    amministrazione del Ministero dell'economia e delle finanze pari a
    euro 3.000.000 per l'anno 2017 e a euro 7.000.000 a decorrere dal
    2018»;
    c) al comma 515, dopo le parole: «di cui al comma 513,» sono inserite le seguenti: «compresa quella relativa alle acquisizioni di
    particolare rilevanza strategica di cui al comma 514-bis,».
  493. All'articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
    dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
    «2-bis. Nell'ambito del Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori opera un Comitato guida, disciplinato dal decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui al comma 2, il quale, oltre ai compiti
    previsti dal medesimo decreto, fornisce attraverso linee guida
    indicazioni utili per favorire lo sviluppo delle migliori pratiche
    con riferimento alle procedure di cui al comma 3 da parte dei
    soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2, ivi inclusa la
    determinazione delle fasce di valori da porre a base d'asta e delle
    modalita' per non discriminare o escludere le micro e le piccole
    imprese. I soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 trasmettono al
    Comitato guida, nel caso di non allineamento alle linee guida di cui
    al periodo precedente, una preventiva comunicazione specificamente
    motivata sulla quale il Comitato guida puo' esprimere proprie
    osservazioni».
  494. All'articolo 9 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
    dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
    «3-bis. Le amministrazioni pubbliche obbligate a ricorrere a Consip Spa o agli altri soggetti aggregatori ai sensi del comma 3 possono
    procedere, qualora non siano disponibili i relativi contratti di
    Consip Spa o dei soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 e in caso
    di motivata urgenza, allo svolgimento di autonome procedure di
    acquisto dirette alla stipula di contratti aventi durata e misura
    strettamente necessaria. In tale caso l'Autorita' nazionale
    anticorruzione rilascia il codice identificativo di gara (CIG)».
  495. All'articolo 9, comma 9, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
    sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, che tengono conto
    anche dell'allineamento, da parte dei soggetti aggregatori di cui ai
    commi 1 e 2, delle indicazioni del Comitato guida fornite ai sensi
    del comma 2-bis del presente articolo».
  496. Con Accordo da sancire in sede di Conferenza permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano entro
    il 28 febbraio 2017 sono definite le attivita' da porre in essere per
    pervenire alla definizione di linee di indirizzo per
    l'efficientamento e la definizione di standard con riferimento ai
    magazzini e alla logistica distributiva, alle tecnologie
    dell'informazione e della comunicazione nonche' alle politiche e ai
    processi di gestione delle risorse umane.
  497. L'obbligo di approvazione del programma biennale degli acquisti di beni e servizi, di cui all'articolo 21 del decreto
    legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in deroga alla vigente normativa
    sugli allegati al bilancio degli enti locali, stabilita dal testo
    unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dal decreto legislativo
    23 giugno 2011, n. 118, si applica a decorrere dal bilancio di
    previsione per l'esercizio finanziario 2018.
  498. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti, di concerto con il Ministro
    dell'economia e delle finanze, le riduzioni di spesa apportate con la
    presente legge, quale concorso dei Ministeri agli obiettivi di
    finanza pubblica, possono essere rimodulate nell'ambito dei
    pertinenti stati di previsione della spesa, fermo restando il
    conseguimento dei risparmi di spesa realizzati in termini di
    indebitamento netto della pubblica amministrazione.
  499. All'articolo 1, comma 624, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) le parole: «ed euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018» sono sostituite dalle seguenti: «, euro 26 milioni per ciascuno
    degli anni 2017 e 2018 ed euro 16 milioni per l'anno 2019»;
    b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nelle more del versamento delle predette risorse all'entrata del bilancio dello
    Stato, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
    accantonare e a rendere indisponibile per gli anni 2017, 2018 e 2019,
    nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della
    cooperazione internazionale, a valere sulle disponibilita' di cui
    all'articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n.
    125, la somma di 26 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e
    2018 e di 16 milioni di euro per l'anno 2019, al netto di quanto
    effettivamente versato per ciascun anno del triennio 2017-2019».
  500. All'articolo 1, comma 623, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: «per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018» sono
    sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 2016».
  501. Le maggiori entrate accertate e riscosse dagli uffici all'estero del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, rispetto all'esercizio finanziario 2014, derivanti
    dall'applicazione della tariffa dei diritti consolari di cui al
    decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71, e dall'articolo 41-bis,
    comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, pari a 4 milioni di
    euro a decorrere dal 2017, rimangono acquisite all'entrata e non si
    applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 568, della
    legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonche' all'articolo 2, comma 58,
    della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 41-bis, comma 2,
    del citato decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. Nelle more del
    versamento delle predette risorse all'entrata del bilancio dello
    Stato, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
    accantonare e a rendere indisponibile a decorrere dal 2017, nello
    stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della
    cooperazione internazionale, a valere sulle disponibilita' di cui
    all'articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n.
    125, la somma di 4 milioni di euro al netto di quanto effettivamente
    versato in ciascun anno dal 2017.
  502. I proventi derivanti dal versamento di 300 euro effettuato da persona maggiorenne a corredo della domanda di riconoscimento della
    cittadinanza italiana, di cui all'articolo 7-bis della sezione I
    della tabella dei diritti consolari da riscuotersi dagli uffici
    diplomatici e consolari, allegata al decreto legislativo 3 febbraio
    2011, n. 71, introdotto dall'articolo 5-bis del decreto-legge 24
    aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
    giugno 2014, n. 89, sono riassegnati nella misura del 30 per cento, a
    decorrere dall'anno 2017, con decreto del Ministro dell'economia e
    delle finanze, allo stato di previsione della spesa dell'esercizio in
    corso del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, con proprio decreto, trasferisce le risorse ricevute
    dal Ministero dell'economia e delle finanze agli uffici dei consolati
    di ciascuna circoscrizione consolare che hanno ricevuto il versamento
    del contributo di 300 euro di cui al primo periodo in proporzione ai
    versamenti ricevuti. Le somme accreditate ai consolati sono destinate
    al rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani
    residenti o presenti all'estero, con priorita' per la
    contrattualizzazione di personale locale da adibire, sotto le
    direttive e il controllo dei funzionari consolari, allo smaltimento
    dell'arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza presentate
    presso i medesimi uffici consolari.
  503. Il finanziamento di cui all'articolo 18, comma 2, lettera c), della legge 11 agosto 2014, n. 125, e' ridotto di 0,8 milioni di euro
    per l'anno 2017 e di 3 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
  504. A decorrere dall'anno 2017 i benefici di cui all'articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, sono corrisposti
    nel limite del 48,7 per cento.
  505. Ai fini della razionalizzazione della spesa del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo e dell'efficientamento
    delle modalita' di bigliettazione degli istituti e luoghi della
    cultura di rilevante interesse nazionale, le Soprintendenze speciali
    di cui all'articolo 30, comma 2, lettera a), del regolamento di cui
    al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014,
    n. 171, si adeguano, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica, agli standard internazionali in materia di musei e luoghi
    della cultura, di cui all'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio
    2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
    2014, n. 106. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge sono apportate, con le modalita' di cui
    all'articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le
    necessarie modificazioni al decreto del Ministro dei beni e delle
    attivita' culturali e del turismo 23 gennaio 2016, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'11 marzo 2016, nei limiti delle
    dotazioni organiche del Ministero dei beni e delle attivita'
    culturali e del turismo, di cui alle tabelle A e B allegate al citato
    regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri n. 171 del 2014.
  506. Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un fondo, denominato
    «Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali solo in termini di saldo netto da finanziare»,
    alimentato dalle seguenti risorse:
    a) le risorse in conto residui di cui al comma 13 dell'articolo 11 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, non erogate alla
    data di entrata in vigore della presente legge;
    b) le risorse in conto residui di cui all'articolo 2 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi modificazioni e
    rifinanziamenti, ivi comprese le somme di cui al comma 2
    dell'articolo 8 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, non erogate
    alla data di entrata in vigore della presente legge;
    c) le risorse in conto residui di cui all'articolo 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e rifinanziamenti, ivi comprese le
    quote funzionali all'attuazione dell'articolo 35 del decreto-legge 24
    aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
    giugno 2014, n. 89, non erogate alla data di entrata in vigore della
    presente legge;
    d) le somme disponibili sulla contabilita' speciale di cui all'articolo 45, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, non
    utilizzate per le finalita' di cui al medesimo articolo nonche' di
    cui al comma 2 dell'articolo 11 del decreto-legge 24 giugno 2016, n.
    113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n.
    160, alla data del 31 dicembre 2016.
  507. Il comma 714 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' sostituito dal seguente:
    «714. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli enti locali che hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario
    pluriennale o ne hanno conseguito l'approvazione ai sensi
    dell'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo
    18 agosto 2000, n. 267, prima dell'approvazione del rendiconto per
    l'esercizio 2014, se alla data della presentazione o
    dell'approvazione del medesimo piano di riequilibrio finanziario
    pluriennale non avevano ancora provveduto ad effettuare il
    riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di cui
    all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
    118, possono rimodulare o riformulare il predetto piano, entro il 31
    maggio 2017, scorporando la quota di disavanzo risultante dalla
    revisione straordinaria dei residui di cui all'articolo 243-bis,
    comma 8, lettera e), limitatamente ai residui antecedenti al 1º
    gennaio 2015, e ripianando tale quota secondo le modalita' previste
    dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 2 aprile
    2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015.
    La restituzione delle anticipazioni di liquidita' erogate agli enti
    di cui al periodo precedente, ai sensi degli articoli 243-ter e
    243-quinquies del citato testo unico di cui al decreto legislativo n.
    267 del 2000, e' effettuata in un periodo massimo di trenta anni
    decorrente dall'anno successivo a quello in cui e' stata erogata
    l'anticipazione. A decorrere dalla data di rimodulazione o
    riformulazione del piano, gli enti di cui ai periodi precedenti
    presentano alla Commissione di cui all'articolo 155 del medesimo
    testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 apposita
    attestazione del rispetto dei tempi di pagamento di cui alla
    direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16
    febbraio 2011».
  508. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, gli enti locali che hanno proceduto alla revisione dei residui, per effetto di
    espressa pronuncia della Corte dei conti, nel corso degli esercizi
    2012, 2013 o 2014, antecedentemente al riaccertamento straordinario
    di cui all'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 23 giugno
    2011, n. 118, determinando un piano triennale di copertura del
    disavanzo riscontrato, ai sensi dell'articolo 193 del testo unico
    delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
    legislativo 18 agosto 2000, n. 267, possono riformulare tale piano,
    entro il 31 marzo 2017, per la parte non ancora attuata, secondo le
    modalita' e nell'arco temporale previsti dal decreto del Ministero
    dell'economia e delle finanze 2 aprile 2015, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2015. A decorrere dalla data
    di riformulazione del piano, gli enti di cui al periodo precedente
    presentano alla sezione regionale della Corte dei conti apposita
    attestazione del rispetto dei tempi di pagamento di cui alla
    direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16
    febbraio 2011.
  509. Al comma 9 dell'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti: «b) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 10 per cento delle spese per acquisti di beni e prestazioni di servizi
    di cui al macroaggregato 03 della spesa corrente, finanziate
    attraverso risorse proprie. Ai fini del computo della percentuale di
    riduzione, dalla base di calcolo sono esclusi gli stanziamenti
    destinati:
    1) alla copertura dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
    2) alla copertura dei costi di gestione del servizio di acquedotto;
    3) al servizio di trasporto pubblico locale; 4) al servizio di illuminazione pubblica; 5) al finanziamento delle spese relative all'accoglienza, su disposizione della competente autorita' giudiziaria, di minori in
    strutture protette in regime di convitto e semiconvitto;
    c) entro il termine di un quinquennio, riduzione almeno del 25 per cento delle spese per trasferimenti di cui al macroaggregato 04
    della spesa corrente, finanziate attraverso risorse proprie. Ai fini
    del computo della percentuale di riduzione, dalla base di calcolo
    sono escluse le somme relative a trasferimenti destinati ad altri
    livelli istituzionali, a enti, agenzie o fondazioni
    lirico-sinfoniche»;
    b) dopo la lettera c) e' inserita la seguente: «c-bis) ferma restando l'obbligatorieta' delle riduzioni indicate nelle lettere b) e c), l'ente locale ha facolta' di procedere a
    compensazioni, in valore assoluto e mantenendo la piena equivalenza
    delle somme, tra importi di spesa corrente, ad eccezione della spesa
    per il personale e ferme restando le esclusioni di cui alle medesime
    lettere b) e c) del presente comma. Tali compensazioni sono
    puntualmente evidenziate nel piano di riequilibrio approvato».
  510. Le risorse di cui al comma 433 sono versate all'entrata del bilancio dello Stato nell'anno 2017 per essere riassegnate al Fondo
    di cui al comma 433. Ciascun ente territoriale beneficiario del
    Fondo, ai sensi dell'articolo 9, comma 5, della legge 24 dicembre
    2012, n. 243, consegue un valore positivo del saldo di cui al comma
    466 del presente articolo in misura pari al Fondo stesso.
  511. Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un fondo, denominato
    «Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali», con una dotazione di 969,6 milioni di euro per
    ciascuno degli anni dal 2017 al 2026, di 935 milioni di euro per
    ciascuno degli anni dal 2027 al 2046 e di 925 milioni di euro annui a
    decorrere dall'anno 2047.
  512. I beneficiari, le finalita', i criteri e le modalita' di riparto dei fondi di cui ai commi 433 e 438 sono disciplinati con uno
    o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
    del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31
    gennaio 2017, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui
    all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
  513. All'articolo 7, comma 2, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
    le parole: «Per gli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle seguenti:
    «Per gli anni 2015, 2016 e 2017».
  514. Per l'anno 2017 gli enti locali possono realizzare le operazioni di rinegoziazione di mutui di cui all'articolo 1, commi
    430 e 537, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche nel corso
    dell'esercizio provvisorio di cui all'articolo 163 del testo unico di
    cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, fermo restando
    l'obbligo, a carico dei medesimi enti, di effettuare le relative
    iscrizioni nel bilancio di previsione.
  515. All'articolo 1, comma 430, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «negli anni 2015 e 2016» sono sostituite dalle
    seguenti: «negli anni 2015, 2016 e 2017».
  516. I commi 433, 437, 438, 439 e il presente comma entrano in vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge
    nella Gazzetta Ufficiale.
  517. Al comma 6 dell'articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
    135, il quarto periodo e' sostituito dai seguenti: «Le riduzioni da
    applicare a ciascun comune a decorrere dall'anno 2013 sono
    determinate, con decreto del Ministero dell'interno, d'intesa con la
    Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali. In caso di mancata
    intesa entro quarantacinque giorni dalla data di prima iscrizione
    all'ordine del giorno della Conferenza Stato-citta' ed autonomie
    locali della proposta di riparto delle riduzioni di cui al periodo
    precedente, il decreto del Ministero dell'interno puo', comunque,
    essere adottato ripartendo le riduzioni in proporzione alla media
    delle spese sostenute per consumi intermedi nel triennio 2010-2012,
    desunte dal SIOPE, fermo restando che la riduzione per abitante di
    ciascun ente non puo' assumere valore superiore al 250 per cento
    della media costituita dal rapporto fra riduzioni calcolate sulla
    base dei dati SIOPE 2010-2012 e la popolazione residente di tutti i
    comuni, relativamente a ciascuna classe demografica di cui
    all'articolo 156 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
    agosto 2000, n. 267».
  518. All'articolo 1, comma 347, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alle spese relative
    al personale assunto con contratto a tempo determinato ai fini
    dell'attuazione del presente comma, fermo restando il rispetto degli
    obiettivi di finanza pubblica previsti per gli enti territoriali,
    fino al 31 dicembre 2019 non si applicano i limiti di cui
    all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
    le vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa di
    personale».
  519. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dopo il comma 380-octies e' inserito il seguente:
    «380-novies. Le disposizioni di cui ai commi da 380 a 380-octies che riguardano i criteri di ripartizione del Fondo di solidarieta'
    comunale, ad eccezione di quelle di cui al comma 380-ter, lettera a),
    riguardanti il contributo di 30 milioni di euro annui spettante alle
    unioni di comuni ai sensi dell'articolo 53, comma 10, della legge 23
    dicembre 2000, n. 388, nonche' il contributo di 30 milioni di euro
    annui destinato, ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge 6 luglio
    2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
    2012, n. 135, ai comuni istituiti a seguito di fusione, trovano
    applicazione sino alla determinazione del Fondo stesso relativo
    all'anno 2016».
  520. All'articolo 20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
    agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «commisurato al 40 per cento dei
    trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010,» sono inserite le
    seguenti: «elevato al 50 per cento a decorrere dall'anno 2017,».
  521. A decorrere dall'anno 2017, la dotazione del Fondo di solidarieta' comunale di cui al comma 380-ter dell'articolo 1 della
    legge 24 dicembre 2012, n. 228, al netto dell'eventuale quota
    dell'imposta municipale propria (IMU) di spettanza dei comuni
    connessa alla regolazione dei rapporti finanziari e' stabilita in
    euro 6.197.184.364,87, di cui 2.768.800.000 assicurata attraverso una
    quota dell'IMU, di spettanza dei comuni, di cui all'articolo 13 del
    decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, eventualmente variata della
    quota derivante dalla regolazione dei rapporti finanziari connessi
    con la metodologia di riparto tra i comuni interessati del Fondo
    stesso.
  522. Il Fondo di solidarieta' comunale di cui al comma 448 e': a) ripartito, quanto a euro 3.767.450.000, tra i comuni interessati sulla base del gettito effettivo dell'IMU e del tributo
    per i servizi indivisibili (TASI), relativo all'anno 2015 derivante
    dall'applicazione dei commi da 10 a 16, e dei commi 53 e 54
    dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
    b) ripartito, nell'importo massimo di 80 milioni di euro, tra i comuni per i quali il riparto dell'importo di cui alla lettera a) non
    assicura il ristoro di un importo equivalente al gettito della TASI
    sull'abitazione principale stimato ad aliquota di base. Tale importo
    e' ripartito in modo da garantire a ciascuno dei comuni di cui al
    precedente periodo l'equivalente del gettito della TASI
    sull'abitazione principale stimato ad aliquota di base;
    c) destinato, per euro 1.885.643.345,70, eventualmente incrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita e
    della quota dell'imposta municipale propria di spettanza dei comuni
    connessa alla regolazione dei rapporti finanziari, ai comuni delle
    regioni a statuto ordinario, di cui il 40 per cento per l'anno 2017,
    il 55 per cento per l'anno 2018, il 70 per cento per l'anno 2019,
    l'85 per cento per l'anno 2020 e il 100 per cento a decorrere
    dall'anno 2021, da distribuire tra i predetti comuni sulla base della
    differenza tra le capacita' fiscali e i fabbisogni standard approvati
    dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 30
    settembre dell'anno precedente a quello di riferimento. L'ammontare
    complessivo della capacita' fiscale perequabile dei comuni delle
    regioni a statuto ordinario e' determinata in misura pari al 50 per
    cento dell'ammontare complessivo della capacita' fiscale da
    perequare. La restante quota e', invece, distribuita assicurando a
    ciascun comune un importo pari all'ammontare algebrico della medesima
    componente del Fondo di solidarieta' comunale dell'anno precedente,
    eventualmente rettificata, variato in misura corrispondente alla
    variazione della quota di fondo non ripartita secondo i criteri di
    cui al primo periodo;
    d) destinato, per euro 464.091.019,18, eventualmente incrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita e della quota
    dell'IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti
    finanziari, ai comuni delle regioni Sicilia e Sardegna. Tale importo
    e' ripartito assicurando a ciascun comune una somma pari
    all'ammontare algebrico del medesimo Fondo di solidarieta' comunale
    dell'anno precedente, eventualmente rettificato, variata in misura
    corrispondente alla variazione del Fondo di solidarieta' comunale
    complessivo.
  523. Con riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario, nel caso in cui l'applicazione dei criteri di riparto di cui alla
    lettera c) del comma 449 determini una variazione delle risorse di
    riferimento, tra un anno e l'altro, superiore a +8 per cento o
    inferiore a -8 per cento rispetto all'ammontare delle risorse
    storiche di riferimento, si puo' applicare un correttivo finalizzato
    a limitare le predette variazioni. Le risorse di riferimento sono
    definite dai gettiti dell'IMU e della TASI, entrambi valutati ad
    aliquota di base, e dalla dotazione netta del Fondo di solidarieta'
    comunale. Per il calcolo delle risorse storiche di riferimento la
    dotazione netta del Fondo di solidarieta' comunale e' calcolata
    considerando pari a zero la percentuale di applicazione della
    differenza tra capacita' fiscali e fabbisogni standard di cui alla
    lettera c) del comma 449. Ai fini di cui al primo periodo,
    nell'ambito del Fondo di solidarieta' comunale, e' costituito un
    accantonamento alimentato dai comuni che registrano un incremento
    delle risorse complessive rispetto all'anno precedente superiore
    all'8 per cento. I predetti enti contribuiscono in modo proporzionale
    all'accantonamento in misura non superiore all'eccedenza di risorse
    rispetto alla soglia dell'8 per cento e, comunque, nel limite
    complessivo delle risorse necessarie per ridurre le variazioni
    negative dei comuni con una perdita superiore all'8 per cento. Il
    predetto accantonamento e' ripartito proporzionalmente tra i comuni
    che registrano una riduzione delle risorse complessive rispetto
    all'anno precedente superiore all'8 per cento nei limiti delle
    risorse accantonate.
  524. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
    il Ministro dell'interno, previo accordo da sancire in sede di
    Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali entro il 15 ottobre
    dell'anno precedente a quello di riferimento e da emanare entro il 31
    ottobre dell'anno precedente a quello di riferimento, sono stabiliti
    i criteri di riparto del Fondo di solidarieta' comunale di cui al
    comma 449. In caso di mancato accordo, il decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri di cui al periodo precedente e', comunque,
    emanato entro il 15 novembre dell'anno precedente a quello di
    riferimento.
  525. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 451, puo' essere previsto un accantonamento sul Fondo di
    solidarieta' comunale nell'importo massimo di 15 milioni di euro, da
    destinare per eventuali conguagli a singoli comuni derivanti da
    rettifiche dei valori utilizzati ai fini del riparto del fondo. Le
    rettifiche decorrono dall'anno di riferimento del Fondo di
    solidarieta' comunale cui si riferiscono.
  526. L'articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, si interpreta nel senso che il gestore uscente resta
    obbligato al pagamento del canone di concessione previsto dal
    contratto. Le risorse derivanti dall'applicazione della presente
    disposizione concorrono al raggiungimento degli obiettivi di finanza
    pubblica da parte degli enti locali.
  527. Il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali per l'esercizio 2017, di cui
    all'articolo 151 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
    agosto 2000, n. 267, e' differito al 28 febbraio 2017.
  528. Per l'esercizio finanziario 2017, il termine per la deliberazione della nota di aggiornamento del Documento unico di
    programmazione degli enti locali, di cui all'articolo 170 del testo
    unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e'
    differito al 31 dicembre 2016.
  529. In deroga a quanto previsto dall'articolo 2, comma 186, lettera e), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, i consorzi di cui
    all'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
    agosto 2000, n. 267, possono essere costituiti tra gli enti locali al
    fine della gestione associata dei servizi sociali assicurando
    comunque risparmi di spesa.
  530. In deroga a quanto previsto dall'articolo 255, comma 10, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per
    i comuni in stato di dissesto, l'amministrazione dei residui attivi e
    passivi relativi ai fondi a gestione vincolata compete all'organo
    straordinario di liquidazione.
  531. All'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) le parole: «Societa' per gli studi di settore-Sose s.p.a.», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «Societa'
    Soluzioni per il sistema economico - Sose s.p.a.»;
    b) alla lettera a), le parole: «Comuni e Province» sono sostituite dalle seguenti: «Enti locali»;
    c) la lettera c) e' sostituita dalla seguente: «c) ai fini di cui alle lettere a) e b), la Societa' Soluzioni per il sistema economico - Sose s.p.a. puo' predisporre appositi
    sistemi di rilevazione di informazioni funzionali a raccogliere i
    dati necessari per il calcolo dei fabbisogni standard degli Enti
    locali. Ove predisposti e somministrati, gli Enti locali
    restituiscono per via telematica, entro sessanta giorni dalla
    pubblicazione, le informazioni richieste. Il mancato invio, nel
    termine predetto, delle informazioni e' sanzionato con la
    sospensione, sino all'adempimento dell'obbligo di invio delle
    informazioni, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati all'Ente
    locale e la pubblicazione dell'ente inadempiente nel sito internet
    del Ministero dell'interno. Agli stessi fini di cui alle lettere a) e
    b), anche il certificato di conto consuntivo di cui all'articolo 161
    del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
    contiene i dati necessari per il calcolo del fabbisogno standard»;
    d) alla lettera d), la parola: «questionari» e' sostituita dalle seguenti: «sistemi di rilevazione di informazioni» e le parole: «ai
    Comuni e alle Province» sono sostituite dalle seguenti: «agli Enti
    locali»;
    e) alla lettera e), primo periodo, dopo le parole: «Commissione tecnica per i fabbisogni standard» sono inserite le seguenti: «,
    istituita ai sensi dell'articolo 1, comma 29, della legge 28 dicembre
    2015, n. 208,» e, al secondo periodo, dopo le parole: «Commissione
    tecnica» sono inserite le seguenti: «per i fabbisogni standard»;
    f) la lettera f) e' sostituita dalla seguente: «f) i dati raccolti ed elaborati per le attivita' di cui al presente articolo, ai sensi dell'articolo 60 del codice
    dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo
    2005, n. 82, confluiscono nella banca dati delle amministrazioni
    pubbliche di cui all'articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n.
    196, nonche' in quella di cui all'articolo 5, comma 1, lettera g),
    della legge 5 maggio 2009, n. 42, e sono, altresi', pubblicati nel
    sito "www.opencivitas.it", il quale consente ai cittadini ed agli
    Enti locali di accedere ai dati monitorati e alle elaborazioni
    relative, ai sensi degli articoli 50 e 52 del citato codice di cui al
    decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. L'invio delle informazioni
    di cui alla lettera c) costituisce espressa adozione di una licenza
    di cui all'articolo 2, comma 1, lettere e) e h), del decreto
    legislativo 24 gennaio 2006, n. 36».
  532. All'articolo 47, comma 9, lettera a), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
    giugno 2014, n. 89, dopo le parole: «relativa ai codici SIOPE
    indicati nella tabella A allegata al presente decreto.» sono inseriti
    i seguenti periodi: «A decorrere dall'anno 2018, qualora la spesa
    relativa ai codici SIOPE di cui alla tabella A sia stata sostenuta da
    comuni che gestiscono, in quanto capofila, funzioni e servizi in
    forma associata per conto dei comuni facenti parte della stessa
    gestione associata, le riduzioni di cui alla presente lettera sono
    applicate a tutti i comuni compresi nella gestione associata,
    proporzionalmente alla quota di spesa ad essi riferibile. A tal fine,
    la regione acquisisce dal comune capofila idonea certificazione della
    quota di spesa riferibile ai comuni facenti parte della gestione
    associata e la trasmette, entro il 30 aprile dell'anno precedente a
    quello di riferimento, al Ministero dell'economia e delle finanze e
    al Ministero dell'interno, che ne tengono conto in sede di
    predisposizione del decreto annuale del Presidente del Consiglio dei
    ministri per la determinazione del Fondo di solidarieta' comunale. In
    caso di mancata comunicazione da parte della regione entro il
    predetto termine del 30 aprile, il riparto non tiene conto della
    ripartizione proporzionale tra i comuni compresi nella gestione
    associata; restano in tal caso confermate le modalita' di riparto di
    cui al presente articolo».
  533. A decorrere dal 1º gennaio 2018, i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal testo unico di cui
    al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,
    sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla
    realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle
    opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di
    complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie
    degradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di
    demolizione di costruzioni abusive, all'acquisizione e alla
    realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi di
    tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai
    fini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologico
    e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
    pubblico, nonche' a interventi volti a favorire l'insediamento di
    attivita' di agricoltura nell'ambito urbano.
  534. Il comma 8 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' abrogato alla data indicata al comma 460 del presente
    articolo.
  535. In attuazione della sentenza della terza sezione del Consiglio di Stato n. 1291 del 12 marzo 2015 e in riferimento al ricorso n.
    7234 del 2014 pendente innanzi al tribunale amministrativo regionale
    del Lazio, e' istituito nello stato di previsione del Ministero
    dell'interno un fondo con una dotazione di 8,52 milioni di euro per
    l'anno 2017 e di 2,8 milioni di euro per l'anno 2018. Le risorse del
    predetto fondo sono erogate dal Ministero dell'interno
    subordinatamente alla rinuncia al contenzioso amministrativo
    pendente.
  536. A decorrere dall'anno 2017 cessano di avere applicazione i commi da 709 a 712 e da 719 a 734 dell'articolo 1 della legge 28
    dicembre 2015, n. 208. Restano fermi gli adempimenti degli enti
    territoriali relativi al monitoraggio e alla certificazione del saldo
    di cui all'articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre 2015, n.
    208, nonche' l'applicazione delle sanzioni in caso di mancato
    conseguimento del saldo 2016, di cui al medesimo comma 710, accertato
    ai sensi dei commi da 720 a 727 dell'articolo 1 della legge 28
    dicembre 2015, n. 208. Sono fatti salvi gli effetti connessi
    all'applicazione nell'anno 2016 dei patti di solidarieta' di cui ai
    commi da 728 a 732 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.
  537. L'ultimo periodo del comma 721 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' soppresso.
  538. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica e ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, le
    regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, le citta'
    metropolitane, le province e i comuni concorrono alla realizzazione
    degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni
    di cui ai commi da 463 a 484 del presente articolo, che costituiscono
    principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ai
    sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della
    Costituzione.
  539. A decorrere dall'anno 2017 gli enti di cui al comma 465 del presente articolo devono conseguire il saldo non negativo, in termini
    di competenza, tra le entrate finali e le spese finali, ai sensi
    dell'articolo 9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Ai
    sensi del comma 1-bis del medesimo articolo 9, le entrate finali sono
    quelle ascrivibili ai titoli 1, 2, 3, 4 e 5 dello schema di bilancio
    previsto dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e le spese
    finali sono quelle ascrivibili ai titoli 1, 2 e 3 del medesimo schema
    di bilancio. Per gli anni 2017-2019, nelle entrate e nelle spese
    finali in termini di competenza e' considerato il fondo pluriennale
    vincolato, di entrata e di spesa, al netto della quota riveniente dal
    ricorso all'indebitamento. A decorrere dall'esercizio 2020, tra le
    entrate e le spese finali e' incluso il fondo pluriennale vincolato
    di entrata e di spesa, finanziato dalle entrate finali. Non rileva la
    quota del fondo pluriennale vincolato di entrata che finanzia gli
    impegni cancellati definitivamente dopo l'approvazione del rendiconto
    dell'anno precedente.
  540. Le risorse accantonate nel fondo pluriennale di spesa dell'esercizio 2015 in applicazione del punto 5.4 del principio
    contabile applicato concernente la contabilita' finanziaria di cui
    all'allegato n. 4/2 annesso al decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
    118, per finanziare le spese contenute nei quadri economici relative
    a investimenti per lavori pubblici e quelle per procedure di
    affidamento gia' attivate, se non utilizzate possono essere
    conservate nel fondo pluriennale vincolato di spesa dell'esercizio
    2016 purche' riguardanti opere per le quali l'ente disponga del
    progetto esecutivo degli investimenti redatto e validato in
    conformita' alla vigente normativa, completo del cronoprogramma di
    spesa e a condizione che il bilancio di previsione 2017-2019 sia
    approvato entro il 31 gennaio 2017. Tali risorse confluiscono nel
    risultato di amministrazione se entro l'esercizio 2017 non sono
    assunti i relativi impegni di spesa.
  541. Al fine di garantire l'equilibrio di cui al comma 466 del presente articolo, nella fase di previsione, in attuazione del comma
    1 dell'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, al bilancio
    di previsione e' allegato il prospetto dimostrativo del rispetto del
    saldo di cui al citato comma 466, previsto nell'allegato n. 9 del
    decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, vigente alla data
    dell'approvazione di tale documento contabile. A tal fine, il
    prospetto allegato al bilancio di previsione non considera gli
    stanziamenti non finanziati dall'avanzo di amministrazione del fondo
    crediti di dubbia esigibilita' e dei fondi spese e rischi futuri
    concernenti accantonamenti destinati a confluire nel risultato di
    amministrazione. Il prospetto e' aggiornato dal Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
    generale dello Stato a seguito di successivi interventi normativi
    volti a modificare le regole vigenti di riferimento, dandone
    comunicazione alla Commissione per l'armonizzazione degli enti
    territoriali. Entro sessanta giorni dall'aggiornamento, il Consiglio
    approva le necessarie variazioni al bilancio di previsione. Nel corso
    dell'esercizio, ai fini della verifica del rispetto del saldo, il
    prospetto di cui al terzo periodo e' allegato alle variazioni di
    bilancio approvate dal Consiglio e a quelle di cui:
    a) all'articolo 175, comma 5-bis, lettera e), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
    b) all'articolo 175, comma 5-quater, lettera b), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, se relativa al
    Fondo pluriennale vincolato non rilevante ai fini del saldo di cui al
    comma 466 del presente articolo;
    c) all'articolo 175, comma 5-quater, lettera e-bis), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
    riguardanti le operazioni di indebitamento;
    d) all'articolo 51, comma 2, lettere a) e g), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
    e) all'articolo 51, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, riguardanti la reiscrizione di economie di spesa e il
    fondo pluriennale vincolato.
  542. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi a quanto disposto dai commi da 463 a 484 e per l'acquisizione di elementi
    informativi utili per la finanza pubblica, gli enti di cui al comma
    465 trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le informazioni
    riguardanti le risultanze del saldo di cui al comma 466, con tempi e
    modalita' definiti con decreti del predetto Ministero sentite,
    rispettivamente, la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e la
    Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano.
  543. Ai fini della verifica del rispetto dell'obiettivo di saldo, ciascun ente e' tenuto a inviare, utilizzando il sistema web,
    appositamente previsto nel sito «http://pareggiobilancio.mef.gov.it»,
    entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno successivo a
    quello di riferimento, al Ministero dell'economia e delle finanze -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazione
    dei risultati conseguiti, firmata digitalmente, ai sensi
    dell'articolo 24 del codice dell'amministrazione digitale di cui al
    decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dal rappresentante legale,
    dal responsabile del servizio finanziario e dall'organo di revisione
    economico-finanziaria, ove previsto, secondo un prospetto e con le
    modalita' definiti dai decreti di cui al comma 469 del presente
    articolo. La trasmissione per via telematica della certificazione ha
    valore giuridico ai sensi dell'articolo 45, comma 1, del medesimo
    codice di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005. La mancata
    trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31
    marzo costituisce inadempimento all'obbligo del pareggio di bilancio.
    Nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa
    entro il successivo 30 aprile e attesti il conseguimento
    dell'obiettivo di saldo di cui al comma 466, si applicano, nei dodici
    mesi successivi al ritardato invio, le sole disposizioni di cui al
    comma 475, lettera e), limitatamente alle assunzioni di personale a
    tempo indeterminato.
  544. Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione, in caso di mancata trasmissione da parte
    dell'ente locale della certificazione, il presidente dell'organo di
    revisione economico-finanziaria nel caso di organo collegiale ovvero
    l'unico revisore nel caso di organo monocratico, in qualita' di
    commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di
    revisore, ad assicurare l'assolvimento dell'adempimento e a
    trasmettere la predetta certificazione entro i successivi trenta
    giorni. Nel caso in cui la certificazione sia trasmessa dal
    commissario ad acta entro sessanta giorni dal termine stabilito per
    l'approvazione del rendiconto di gestione e attesti il conseguimento
    dell'obiettivo di saldo di cui al comma 466, si applicano le sole
    disposizioni di cui al comma 475, lettere e) e f), tenendo conto
    della gradualita' prevista al comma 476. Sino alla data di
    trasmissione da parte del commissario ad acta, le erogazioni di
    risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell'interno relative
    all'anno successivo a quello di riferimento sono sospese e, a tal
    fine, il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
    Ragioneria generale dello Stato provvede a trasmettere apposita
    comunicazione al predetto Ministero.
  545. Decorsi trenta giorni dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione, in caso di mancata trasmissione da parte
    delle regioni e delle province autonome della certificazione si
    procede al blocco di qualsiasi prelievo dai conti della tesoreria
    statale sino a quando la certificazione non e' acquisita.
  546. I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo di cui al comma 466, trasmessi con la certificazione dei risultati di
    cui al comma 470, devono corrispondere alle risultanze del rendiconto
    di gestione. A tal fine, qualora la certificazione trasmessa entro il
    termine perentorio di cui al comma 470 sia difforme dalle risultanze
    del rendiconto di gestione, gli enti sono tenuti ad inviare una nuova
    certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine
    perentorio di sessanta giorni dall'approvazione del rendiconto e,
    comunque, non oltre il 30 giugno del medesimo anno per gli enti
    locali e il 30 settembre per le regioni e le province autonome di
    Trento e di Bolzano.
  547. Decorsi i termini previsti dal comma 473, sono comunque tenuti ad inviare una nuova certificazione, a rettifica della precedente,
    solo gli enti che rilevano, rispetto a quanto gia' certificato, un
    peggioramento del proprio posizionamento rispetto all'obiettivo di
    saldo di cui al comma 466.
  548. Ai sensi dell'articolo 9, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, in caso di mancato conseguimento del saldo di cui al
    comma 466 del presente articolo:
    a) l'ente locale e' assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo di solidarieta' comunale in
    misura pari all'importo corrispondente allo scostamento registrato.
    Le province della Regione siciliana e della regione Sardegna sono
    assoggettate alla riduzione dei trasferimenti erariali nella misura
    indicata al primo periodo. Gli enti locali delle regioni Friuli
    Venezia Giulia e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e
    di Bolzano sono assoggettati ad una riduzione dei trasferimenti
    correnti erogati dalle medesime regioni o province autonome in misura
    pari all'importo corrispondente allo scostamento registrato. Le
    riduzioni di cui ai precedenti periodi assicurano il recupero di cui
    all'articolo 9, comma 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e sono
    applicate nel triennio successivo a quello di inadempienza in quote
    costanti. In caso di incapienza, per uno o piu' anni del triennio di
    riferimento, gli enti locali sono tenuti a versare all'entrata del
    bilancio dello Stato le somme residue di ciascuna quota annuale,
    entro l'anno di competenza delle medesime quote, presso la competente
    sezione di tesoreria provinciale dello Stato, al capo X dell'entrata
    del bilancio dello Stato, al capitolo 3509, articolo 2. In caso di
    mancato versamento delle predette somme residue nell'anno successivo,
    il recupero e' operato con le procedure di cui ai commi 128 e 129
    dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228;
    b) nel triennio successivo la regione o la provincia autonoma e' tenuta ad effettuare un versamento all'entrata del bilancio dello
    Stato, di importo corrispondente a un terzo dello scostamento
    registrato, che assicura il recupero di cui all'articolo 9, comma 2,
    della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Il versamento e' effettuato
    entro il 31 maggio di ciascun anno del triennio successivo a quello
    di inadempienza. In caso di mancato versamento si procede al recupero
    di detto scostamento a valere sulle giacenze depositate a qualsiasi
    titolo nei conti aperti presso la tesoreria statale;
    c) nell'anno successivo a quello di inadempienza l'ente non puo' impegnare spese correnti, per le regioni al netto delle spese per la
    sanita', in misura superiore all'importo dei corrispondenti impegni
    dell'anno precedente ridotti dell'1 per cento. La sanzione si applica
    con riferimento agli impegni riguardanti le funzioni esercitate in
    entrambi gli esercizi. A tal fine, l'importo degli impegni correnti
    dell'anno precedente e quello dell'anno in cui si applica la sanzione
    sono determinati al netto di quelli connessi a funzioni non
    esercitate in entrambi gli esercizi, nonche' al netto degli impegni
    relativi ai versamenti al bilancio dello Stato effettuati come
    contributo alla finanza pubblica;
    d) nell'anno successivo a quello di inadempienza l'ente non puo' ricorrere all'indebitamento per gli investimenti. Per le regioni e le
    province autonome di Trento e di Bolzano, restano esclusi i mutui
    gia' autorizzati e non ancora contratti. I mutui e i prestiti
    obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o
    finanziarie per il finanziamento degli investimenti o le aperture di
    linee di credito devono essere corredati di apposita attestazione da
    cui risulti il rispetto del saldo di cui al comma 466. L'istituto
    finanziatore o l'intermediario finanziario non puo' procedere al
    finanziamento o al collocamento del prestito in assenza della
    predetta attestazione;
    e) nell'anno successivo a quello di inadempienza l'ente non puo' procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con
    qualsivoglia tipologia contrattuale, compresi i rapporti di
    collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche
    con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E' fatto
    altresi' divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con
    soggetti privati che si configurino come elusivi della presente
    disposizione. Le regioni, le citta' metropolitane e i comuni possono
    comunque procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato,
    con contratti di durata massima fino al 31 dicembre del medesimo
    esercizio, necessari a garantire l'esercizio delle funzioni di
    protezione civile, di polizia locale, di istruzione pubblica e del
    settore sociale nel rispetto del limite di spesa di cui al primo
    periodo del comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge 31 maggio
    2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
    2010, n. 122;
    f) nell'anno successivo a quello di inadempienza, il presidente, il sindaco e i componenti della giunta in carica nell'esercizio in
    cui e' avvenuta la violazione sono tenuti a versare al bilancio
    dell'ente il 30 per cento delle indennita' di funzione e dei gettoni
    di presenza spettanti nell'esercizio della violazione.
  549. Nel caso in cui il mancato conseguimento del saldo di cui al comma 466 risulti inferiore al 3 per cento degli accertamenti delle
    entrate finali dell'esercizio del mancato conseguimento del saldo,
    nell'anno successivo a quello dell'inadempienza la sanzione di cui al
    comma 475, lettera c), e' applicata imponendo agli impegni di parte
    corrente, per le regioni al netto della sanita', un limite pari
    all'importo dei corrispondenti impegni dell'anno precedente; la
    sanzione di cui al comma 475, lettera e), e' applicata solo per
    assunzioni di personale a tempo indeterminato; la sanzione di cui al
    comma 475, lettera f), e' applicata dal presidente, dal sindaco e dai
    componenti della giunta in carica nell'esercizio in cui e' avvenuta
    la violazione versando al bilancio dell'ente il 10 per cento delle
    indennita' di funzione e dei gettoni di presenza spettanti
    nell'esercizio della violazione. Resta ferma l'applicazione delle
    restanti sanzioni di cui al comma 475.
  550. Agli enti per i quali il mancato conseguimento del saldo di cui al comma 466 sia accertato dalla Corte dei conti successivamente
    all'anno seguente a quello cui la violazione si riferisce, le
    sanzioni di cui al comma 475 si applicano nell'anno successivo a
    quello della comunicazione del mancato conseguimento del saldo, di
    cui al comma 478.
  551. Gli enti di cui al comma 477 sono tenuti a comunicare l'inadempienza entro trenta giorni dall'accertamento della violazione
    mediante l'invio di una nuova certificazione al Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
    generale dello Stato.
  552. Ai sensi dell'articolo 9, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, a decorrere dall'anno 2018, con riferimento ai
    risultati dell'anno precedente e a condizione del rispetto dei
    termini perentori di certificazione di cui ai commi 470 e 473:
    a) alle regioni che rispettano il saldo di cui al comma 466 e che conseguono un saldo finale di cassa non negativo fra le entrate e le
    spese finali, sono assegnate, con decreto del Ministero dell'economia
    e delle finanze, entro il 30 luglio di ciascun anno, le eventuali
    risorse incassate dal bilancio dello Stato alla data del 30 giugno ai
    sensi del comma 475, lettera b), per essere destinate alla
    realizzazione di investimenti. L'ammontare delle risorse per ciascuna
    regione e' determinato mediante intesa in sede di Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano. Le regioni che conseguono il saldo
    finale di cassa non negativo trasmettono al Ministero dell'economia e
    delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le
    informazioni concernenti il monitoraggio al 31 dicembre del saldo di
    cui al comma 466 e la certificazione dei relativi risultati, in
    termini di competenza e in termini di cassa, secondo le modalita'
    previste dai decreti di cui al comma 469. Ai fini del saldo di cassa
    rileva l'anticipazione erogata dalla tesoreria statale nel corso
    dell'esercizio per il finanziamento della sanita' registrata
    nell'apposita voce delle partite di giro, al netto delle relative
    regolazioni contabili imputate al medesimo esercizio;
    b) alle citta' metropolitane, alle province e ai comuni, che rispettano il saldo di cui al comma 466 e che conseguono un saldo
    finale di cassa non negativo fra le entrate finali e le spese finali,
    sono assegnate, con decreto del Ministero dell'economia e delle
    finanze, entro il 30 luglio di ciascun anno, le eventuali risorse
    derivanti dalla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o
    del fondo di solidarieta' comunale e dai versamenti e recuperi,
    effettivamente incassati, di cui al comma 475, lettera a), per essere
    destinate alla realizzazione di investimenti. L'ammontare delle
    risorse per ciascuna citta' metropolitana, provincia e comune e'
    determinato d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
    locali. Le citta' metropolitane, le province e i comuni che
    conseguono il saldo finale di cassa non negativo trasmettono al
    Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
    Ragioneria generale dello Stato le informazioni concernenti il
    monitoraggio al 31 dicembre del saldo di cui al comma 466 e la
    certificazione dei relativi risultati, in termini di competenza e in
    termini di cassa, secondo le modalita' previste dai decreti di cui al
    comma 469;
    c) per le regioni e le citta' metropolitane che rispettano il saldo di cui al comma 466, lasciando spazi finanziari inutilizzati
    inferiori all'1 per cento degli accertamenti delle entrate finali
    dell'esercizio nel quale e' rispettato il medesimo saldo, nell'anno
    successivo la spesa per rapporti di lavoro flessibile di cui
    all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
    puo' essere innalzata del 10 per cento della spesa sostenibile ai
    sensi del predetto comma 28;
    d) per i comuni che rispettano il saldo di cui al comma 466, lasciando spazi finanziari inutilizzati inferiori all'1 per cento
    degli accertamenti delle entrate finali dell'esercizio nel quale e'
    rispettato il medesimo saldo, nell'anno successivo la percentuale
    stabilita al primo periodo del comma 228 dell'articolo 1 della legge
    28 dicembre 2015, n. 208, e' innalzata al 75 per cento qualora il
    rapporto dipendenti-popolazione dell'anno precedente sia inferiore al
    rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica, come
    definito triennalmente con il decreto del Ministro dell'interno di
    cui all'articolo 263, comma 2, del testo unico di cui al decreto
    legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
  553. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere dagli enti, che si configurano come elusivi delle regole di cui ai commi da
    463 a 484, sono nulli.
  554. Qualora le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti accertino che il rispetto delle regole di cui ai commi da 463 a
    484 e' stato artificiosamente conseguito mediante una non corretta
    applicazione dei principi contabili di cui al decreto legislativo 23
    giugno 2011, n. 118, o altre forme elusive, le stesse irrogano agli
    amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle predette
    regole la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a un massimo di
    dieci volte l'indennita' di carica percepita al momento in cui e'
    stata commessa l'elusione e al responsabile amministrativo,
    individuato dalla stessa sezione giurisdizionale regionale della
    Corte dei conti, una sanzione pecuniaria fino a tre mensilita' del
    trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e
    previdenziali. Gli importi di cui al periodo precedente sono
    acquisiti al bilancio dell'ente.
  555. Qualora risultino, anche sulla base dei dati del monitoraggio di cui al comma 469, andamenti di spesa degli enti non coerenti con
    gli impegni finanziari assunti con l'Unione europea, il Ministro
    dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza Stato-citta' ed
    autonomie locali e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
    Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
    propone adeguate misure di contenimento della predetta spesa.
  556. Per le regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, nonche' per le province autonome di Trento e di Bolzano, non si
    applicano le disposizioni di cui ai commi 475 e 479 del presente
    articolo e resta ferma la disciplina del patto di stabilita' interno
    recata dall'articolo 1, commi 454 e seguenti, della legge 24 dicembre
    2012, n. 228, come attuata dagli accordi sottoscritti con lo Stato.
    Ai fini del saldo di competenza mista previsto per la regione
    Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano, e'
    considerato il fondo pluriennale vincolato, di entrata e di spesa, al
    netto della quota riveniente dal ricorso all'indebitamento.
  557. Alla regione Valle d'Aosta non si applicano le disposizioni in materia di patto di stabilita' interno di cui all'articolo 1, commi
    454 e seguenti, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
  558. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    e il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sono
    assegnati agli enti locali spazi finanziari nell'ambito dei patti
    nazionali, di cui all'articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre
    2012, n. 243, nel limite complessivo di 700 milioni di euro annui, di
    cui 300 milioni di euro destinati a interventi di edilizia
    scolastica.
  559. Gli enti locali non possono richiedere spazi finanziari per le finalita' di investimento di cui ai commi da 463 a 508, qualora le
    operazioni di investimento, realizzate con il ricorso
    all'indebitamento e all'utilizzo dei risultati di amministrazione
    degli esercizi precedenti, possano essere effettuate nel rispetto del
    proprio saldo di cui al comma 1 dell'articolo 9 della legge 24
    dicembre 2012, n. 243.
  560. Gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di cui necessitano, entro il termine perentorio del 20 gennaio di ciascun
    anno, alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di
    missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi
    di riqualificazione dell'edilizia scolastica.
  561. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi
    di riqualificazione dell'edilizia scolastica attribuisce a ciascun
    ente locale gli spazi finanziari, tenendo conto del seguente ordine
    prioritario:
    a) interventi di edilizia scolastica gia' avviati, a valere su risorse acquisite mediante contrazione di mutuo, e per i quali sono
    stati attribuiti spazi finanziari nell'anno 2016 ai sensi del decreto
    del Presidente del Consiglio dei ministri 27 aprile 2016;
    b) interventi di nuova costruzione di edifici scolastici per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla vigente normativa, completo del cronoprogramma
    della spesa e che non abbiano pubblicato il bando alla data di
    entrata in vigore della presente legge;
    c) interventi di edilizia scolastica per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformita'
    alla vigente normativa, completo del cronoprogramma della spesa e che
    non abbiano pubblicato il bando di gara alla data di entrata in
    vigore della presente legge.
  562. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell'attuazione di interventi
    di riqualificazione dell'edilizia scolastica comunica, entro il
    termine perentorio del 5 febbraio di ciascun anno, al Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
    generale dello Stato, gli spazi finanziari da attribuire a ciascun
    ente locale.
  563. Gli enti locali comunicano gli spazi finanziari di cui necessitano per gli investimenti, entro il termine perentorio del 20
    gennaio di ciascun anno, al Ministero dell'economia e delle finanze -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, mediante
    l'applicativo web appositamente previsto nel sito
    «http://pareggiobilancio.mef.gov.it».
  564. Le richieste di spazi finanziari di cui al comma 490, per la quota non riferita agli interventi di edilizia scolastica di cui ai
    commi da 487 a 489, sono completi delle informazioni relative:
    a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente; b) all'avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente.
  565. L'ammontare dello spazio finanziario attribuito a ciascun ente locale e' determinato, entro il 15 febbraio di ciascun anno, con
    decreto del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
    della Ragioneria generale dello Stato, tenendo conto del seguente
    ordine prioritario:
    a) investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mediante operazioni di indebitamento:
    1) dei comuni istituiti, nel quinquennio precedente all'anno di riferimento, a seguito dei processi di fusione previsti dalla
    legislazione vigente; per ciascun esercizio del triennio 2017-2019,
    sono considerati esclusivamente i comuni per i quali i processi di
    fusione si sono conclusi entro il 1º gennaio dell'esercizio di
    riferimento;
    2) dei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in
    conformita' alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della
    spesa;
    b) interventi di edilizia scolastica non soddisfatti dagli spazi finanziari concessi ai sensi dei commi da 487 a 489;
    c) investimenti finalizzati all'adeguamento e al miglioramento sismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, per
    i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla vigente normativa, completo del cronoprogramma
    della spesa;
    d) investimenti finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza e alla bonifica di siti
    inquinati ad alto rischio ambientale, individuati come prioritari per
    il loro rilevante impatto sanitario, finanziati con avanzo di
    amministrazione, per i quali gli enti dispongono del progetto
    esecutivo redatto e validato in conformita' alla vigente normativa,
    completo del cronoprogramma della spesa.
  566. Ferme restando le priorita' di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 492, qualora l'entita' delle richieste pervenute dagli
    enti locali superi l'ammontare degli spazi disponibili,
    l'attribuzione e' effettuata a favore degli enti che presentano la
    maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all'avanzo di
    amministrazione.
  567. In sede di prima applicazione, nell'anno 2017, i termini di cui ai commi 487, 489, 490 e 492 sono, rispettivamente, il 20
    febbraio, il 5 marzo, il 20 febbraio e il 15 marzo.
  568. Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti
    e il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sono
    assegnati alle regioni spazi finanziari nell'ambito dei patti
    nazionali, di cui all'articolo 10, comma 4, della legge 24 dicembre
    2012, n. 243, nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui.
  569. Le regioni non possono richiedere spazi finanziari per le finalita' di investimento di cui al comma 495, qualora le operazioni
    di investimento, realizzate con il ricorso all'indebitamento e
    all'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi
    precedenti, possano essere effettuate nel rispetto del proprio saldo
    di cui al comma 1 dell'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n.
  570. Gli enti di cui al comma 495 comunicano gli spazi finanziari di cui necessitano per gli investimenti, entro il termine perentorio
    del 20 gennaio di ciascun anno, al Ministero dell'economia e delle
    finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
    mediante l'applicativo web appositamente previsto nel sito
    «http://pareggiobilancio.mef.gov.it».
  571. Le richieste di spazi finanziari di cui al comma 497 sono complete delle informazioni relative:
    a) al fondo di cassa al 31 dicembre dell'anno precedente; b) all'avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilita', risultante dal
    rendiconto o dal preconsuntivo dell'anno precedente.
  572. L'ammontare dello spazio finanziario attribuito a ciascuna regione e' determinato, entro il 15 febbraio di ciascun anno, con
    decreto del Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
    della Ragioneria generale dello Stato, tenendo conto del seguente
    ordine prioritario:
    a) investimenti finalizzati all'adeguamento e al miglioramento sismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, per
    i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato
    in conformita' alla vigente normativa, completo del cronoprogramma
    della spesa;
    b) investimenti finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza e alla bonifica di siti
    inquinati ad alto rischio ambientale, individuati come prioritari per
    il loro rilevante impatto sanitario, finanziati con avanzo di
    amministrazione, per i quali gli enti dispongono del progetto
    esecutivo redatto e validato in conformita' alla vigente normativa,
    completo del cronoprogramma della spesa.
  573. Ferme restando le priorita' di cui alle lettere a) e b) del comma 499, qualora l'entita' delle richieste pervenute dalle regioni
    e dalle province autonome superi l'ammontare degli spazi disponibili,
    l'attribuzione e' effettuata a favore degli enti che presentano la
    maggiore incidenza del fondo di cassa rispetto all'avanzo di
    amministrazione.
  574. In sede di prima applicazione, nell'anno 2017, i termini di cui ai commi 497 e 499 sono, rispettivamente, il 20 febbraio e il 15
    marzo.
  575. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 9 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, e in coerenza con il patto di cui alla legge
    23 dicembre 2014, n. 190, al fine di favorire gli investimenti, da
    realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione
    degli esercizi precedenti, per gli anni dal 2017 al 2030, sono
    assegnati alle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi e
    per gli effetti dell'articolo 10 della citata legge n. 243 del 2012,
    spazi finanziari nell'importo di 70 milioni di euro per ciascuna
    provincia nell'anno 2017 e 50 milioni di euro annui per ciascuna
    provincia negli anni dal 2018 al 2030.
  576. Il concorso della regione Trentino-Alto Adige e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in termini di saldo netto da
    finanziare a decorrere dall'esercizio 2017 e in termini anche di
    indebitamento netto a decorrere dal 2018, previsto dall'articolo 79
    del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto
    speciale per il Trentino-Alto Adige, di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, puo' essere assicurato
    attraverso contributi posti a carico dei medesimi enti da
    corrispondere anche mediante compensazioni a valere su somme dovute
    dallo Stato a qualsiasi titolo, con esclusione dei residui passivi
    perenti e compresi i gettiti arretrati inerenti a devoluzioni di
    tributi erariali, previa intesa tra ciascun ente e il Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
    generale dello Stato, entro il 30 aprile di ogni anno.
  577. Le disposizioni dei commi 502 e 503 del presente articolo sono approvate ai sensi e per gli effetti dell'articolo 104 del testo
    unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto
    1972, n. 670.
  578. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di fabbisogno e di indebitamento netto derivanti dal comma 502, pari a
    50 milioni di euro nel 2017, a 73 milioni di euro nel 2018, a 98
    milioni di euro nel 2019, a 103 milioni di euro nel 2020, a 101
    milioni di euro nel 2021, a 100 milioni di euro annui dal 2022 al
    2030, a 65 milioni di euro nel 2031, a 38 milioni di euro nel 2032 e
    a 12 milioni di euro nel 2033, si provvede mediante corrispondente
    riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
    previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
    contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del
    decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
  579. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano che non sanciscono l'intesa regionale disciplinata dal decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 10, comma
    5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, si applicano, nell'esercizio
    al quale si riferisce la mancata intesa, le sanzioni di cui al comma
    475, lettere c) ed e), del presente articolo.
  580. Qualora gli spazi finanziari concessi in attuazione delle intese e dei patti di solidarieta' previsti dal decreto del
    Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 10, comma
    5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non siano totalmente
    utilizzati, l'ente territoriale non puo' beneficiare di spazi
    finanziari nell'esercizio finanziario successivo.
  581. Qualora l'ente territoriale beneficiario di spazi finanziari concessi in attuazione delle intese e dei patti di solidarieta'
    previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
    all'articolo 10, comma 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, non
    effettui la trasmissione delle informazioni richieste dal medesimo
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, non puo' procedere
    ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, anche con
    riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non
    abbia adempiuto.
  582. In applicazione del punto 1 dell'Accordo in materia di finanza pubblica con il Governo, sottoscritto in data 20 giugno 2016, la
    Regione siciliana garantisce un saldo positivo non inferiore ad euro
    577.512.000 per l'anno 2017 e un saldo non negativo a decorrere
    dall'anno 2018, calcolato secondo le modalita' di cui al comma 466.
    In caso di inadempienza, si applicano le sanzioni di cui ai commi 475
    e 476. Alla Regione siciliana non si applicano le disposizioni in
    materia di patto di stabilita' interno in contrasto con le
    disposizioni del presente comma.
  583. Al fine di riqualificare la spesa regionale e favorire il progressivo incremento della spesa destinata agli investimenti, la
    Regione siciliana provvede, in attuazione del punto 2 dell'Accordo
    sottoscritto con il Governo in data 20 giugno 2016, a realizzare, per
    gli anni dal 2017 al 2020, riduzioni strutturali della spesa corrente
    in misura non inferiore al 3 per cento per ciascun anno rispetto
    all'anno precedente. Qualora in un anno la riduzione sia maggiore del
    3 per cento, la parte eccedente puo' essere portata in diminuzione
    della riduzione dell'anno successivo. Resta fermo che la riduzione
    della spesa corrente non puo' in nessun caso essere inferiore al 2
    per cento annuo. Tale riduzione avviene mediante una compressione
    degli impegni di parte corrente risultanti dal consuntivo dell'anno
    precedente, a parita' di funzioni attribuite alla regione, e al netto
    delle esclusioni elencate al punto 2 del citato Accordo.
  584. La riduzione della spesa di cui al comma 510 e' realizzata attraverso le modalita' di cui al punto 3 dell'Accordo con la Regione
    siciliana sottoscritto in data 20 giugno 2016. Il Ministero
    dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
    generale dello Stato verifica annualmente, previa certificazione
    regionale, il rispetto dei saldi di bilancio di cui al comma 509 e il
    rispetto delle riduzioni strutturali della spesa corrente regionale
    prevista al punto 2 dell'Accordo sottoscritto in data 20 giugno 2016
    tra il Governo e la Regione siciliana; con la stessa cadenza la
    Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione
    pubblica verifica, previa certificazione regionale, il rispetto delle
    misure regionali previste al punto 3 del predetto Accordo.
  585. In caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo annuale di riduzione degli impegni di spesa di parte corrente di cui al comma
    510, il Ministero dell'economia e delle finanze, anche per il tramite
    dell'Agenzia delle entrate - Ufficio struttura di gestione, e'
    autorizzato a trattenere il corrispettivo importo dello sforamento a
    valere sulle somme a qualsiasi titolo spettanti alla Regione
    siciliana.
  586. La Regione siciliana, ai sensi dell'articolo 31, comma 3, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, nelle more
    dell'applicazione delle modalita' attraverso le quali lo Stato
    assicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali di
    perequazione e di solidarieta' per le regioni a statuto speciale ai
    sensi dell'articolo 27, comma 2, della legge 5 maggio 2009, n. 42,
    pone in essere le azioni necessarie affinche' gli enti locali del
    territorio regionale si sottopongano, anche ai sensi dell'articolo 8
    della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, alle rilevazioni in
    materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard poste
    in essere dalla SOSE - Soluzioni per il Sistema Economico Spa, nelle
    modalita' previste dalle norme richiamate a partire dalla prossima
    rilevazione.
  587. In applicazione delle norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia finanziaria, approvate dalla Commissione
    paritetica in data 3 ottobre 2016, viene assegnato alla Regione
    siciliana un importo pari a 6,74 decimi per l'anno 2017 e pari a 7,10
    decimi a decorrere dall'anno 2018 dell'imposta sul reddito delle
    persone fisiche (IRPEF) determinata con riferimento al gettito
    maturato nel territorio regionale, mediante attribuzione diretta da
    parte della struttura di gestione, individuata dal regolamento di cui
    al decreto del Ministro delle finanze 22 maggio 1998, n. 183, nei
    modi e nei tempi da definire con apposito decreto del Ministro
    dell'economia e delle finanze, adottato previa intesa con la Regione.
  588. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad effettuare, con proprio decreto, le conseguenti variazioni di
    bilancio.
  589. A decorrere dall'anno 2018, nel caso in cui il regime di cui all'articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, introdotto dall'articolo 1, comma 629, lettera
    b), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, venga prorogato, la Regione
    siciliana versa, entro il 30 ottobre di ciascun anno e fino alla
    scadenza della proroga, al capo X, capitolo n. 3465, articolo 1,
    dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato,
    l'importo di 285 milioni di euro annui. In mancanza del predetto
    versamento nei termini previsti dai commi da 509 a 534 del presente
    articolo, il Ministero dell'economia e delle finanze, anche per il
    tramite dell'Agenzia delle entrate - Ufficio struttura di gestione,
    e' autorizzato a trattenere il corrispettivo importo a valere sulle
    somme a qualsiasi titolo spettanti alla Regione.
  590. Sono restituiti alla regione Valle d'Aosta gli accantonamenti effettuati per gli anni dal 2012 al 2015, ai sensi dell'articolo 15,
    comma 22, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e dell'articolo 1,
    comma 132, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e non sono applicati
    nei confronti della stessa regione gli accantonamenti previsti dalla
    predetta normativa a decorrere dall'anno 2017.
  591. In attuazione del punto 7 dell'Accordo firmato il 21 luglio 2015 tra il presidente della regione Valle d'Aosta e il Ministro
    dell'economia e delle finanze, a definitiva compensazione della
    perdita di gettito subita, per gli anni dal 2011 al 2014, dalla
    regione Valle d'Aosta nella determinazione dell'accisa di cui
    all'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), della legge 26 novembre
    1981, n. 690, e' attribuito alla medesima regione l'importo
    complessivo di 448,8 milioni di euro da corrispondere nell'importo di
    74,8 milioni di euro per l'anno 2017, di 65,8 milioni di euro per
    ciascuno degli anni dal 2018 al 2022 e di 45 milioni di euro per
    l'anno 2023.
  592. Il Ministero dell'economia e delle finanze e la regione Friuli Venezia Giulia procedono, mediante intesa da raggiungere entro il 30
    giugno 2017, alla verifica della misura degli accantonamenti
    effettuati nei confronti della regione Friuli Venezia Giulia, ai
    sensi dell'articolo 1, commi 711, 712 e 729, della legge 27 dicembre
    2013, n. 147, per gli anni dal 2012 al 2015, per effetto delle
    modifiche intervenute rispetto all'anno 2010 in materia di
    imposizione locale immobiliare.
  593. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica e per la salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica, con l'intesa
    di cui al comma 519 sono definite le modalita' alternative di
    concorso della regione Friuli Venezia Giulia per gli anni dal 2016 al
    1. Nelle more dell'intesa di cui al periodo precedente, in
      applicazione del principio di equita' sostanziale, con riferimento
      all'incremento del carico fiscale sostenuto nei comuni del restante
      territorio nazionale, il Ministero dell'economia e delle finanze e'
      autorizzato a recuperare il maggior gettito comunale connesso alle
      modifiche intervenute rispetto all'anno 2010 in materia di
      imposizione locale immobiliare, provvisoriamente quantificato
      nell'importo pari a 72 milioni di euro annui salvo conguaglio,
      mediante corrispondente riduzione delle somme a qualsiasi titolo
      spettanti alla regione.
  594. Il comma 456 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' sostituito dal seguente:
    «456. In considerazione degli effetti positivi sul proprio disavanzo, derivante dal trasferimento dei debiti di cui al comma
    454, nel titolo primo della spesa del bilancio della regione Piemonte
    e' costituito un fondo, allocato su un apposito capitolo di spesa del
    bilancio gestionale, con una dotazione annua di 151 milioni di euro
    per l'anno 2015, di 222.500.000 euro per l'anno 2016 e di 218.309.385
    euro a decorrere dall'anno 2017 e fino all'esercizio 2045, per il
    concorso agli oneri assunti dalla gestione commissariale».
  595. Il comma 521 determina oneri pari a 4.190.615 euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2045.
  596. Al comma 458 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e risulti pagata l'ultima rata dell'ammortamento delle anticipazioni di liquidita'»;
    b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «Le risorse residue al 31 dicembre 2016 sulla contabilita' speciale della
    gestione commissariale derivanti dall'applicazione del comma 456 e
    inerenti al contributo ivi disciplinato, sono trasferite al bilancio
    della regione Piemonte. A valere sulle relative entrate la regione
    consegue un valore positivo del saldo di cui all'articolo 9 della
    legge 24 dicembre 2012, n. 243».
  597. Nel caso in cui il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013 risulti inferiore rispetto
    alle anticipazioni di liquidita' ricevute a tal fine dalle regioni
    beneficiarie ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge 8 aprile
    2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno
    2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, nonche' dalla gestione
    commissariale istituita dall'articolo 1, commi da 452 a 458, della
    legge 23 dicembre 2014, n. 190, le risorse eccedenti possono essere
    utilizzate per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili di
    cui all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.
  598. Ciascuna amministrazione pubblica interessata fornisce formale certificazione al Tavolo tecnico di cui all'articolo 2 del
    decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, dell'avvenuto pagamento dei
    rispettivi debiti di cui al comma 524 del presente articolo e delle
    relative registrazioni contabili entro il 28 febbraio 2017.
  599. Le somme ricevute a titolo di anticipazione di liquidita' per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31
    dicembre 2013 e alla data del 31 dicembre 2014, non rendicontate
    entro il 31 marzo 2017, costituiscono oggetto di estinzione
    anticipata entro la data del 30 giugno 2017, da parte delle regioni e
    delle province autonome.
  600. Al comma 6 dell'articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.
    89, al primo e al terzo periodo, la parola: «2019» e' sostituita
    dalla seguente: «2020».
  601. Al comma 680 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, le parole: «2018 e 2019» sono sostituite dalle
    seguenti: «2018, 2019 e 2020» e, al secondo periodo, dopo le parole:
    «modalita' di acquisizione delle risorse da parte dello Stato,» sono inserite le seguenti: «inclusa la possibilita' di prevedere
    versamenti da parte delle regioni interessate,».
  602. Al comma 13-duodecies dell'articolo 8 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
    agosto 2015, n. 125, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:
    «Il riparto del contributo fra le regioni e le province autonome e' effettuato sulla base della proposta formulata dalle regioni e dalle
    province autonome in sede di auto-coordinamento, anche tenendo conto
    delle elaborazioni fornite dal Ministero dell'economia e delle
    finanze - Dipartimento delle finanze, da approvare entro il 30
    settembre di ciascun anno mediante intesa in sede di Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano».
  603. Le anticipazioni di tesoreria, concesse, per gli esercizi 2013 e precedenti, alle regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo
    77-quater del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per assicurare
    mensilmente il finanziamento della spesa sanitaria e non regolate
    alla data di entrata in vigore della presente legge a valere sulle
    somme della compartecipazione all'IVA assegnate alle regioni per i
    medesimi esercizi, si intendono trasferimenti definitivi alle regioni
    a titolo di compartecipazione all'IVA, nei limiti dell'importo dei
    residui passivi perenti relativi a trasferimenti per la
    compartecipazione all'IVA iscritti nel conto del patrimonio al 31
    dicembre 2016.
  604. Alle sistemazioni contabili derivanti dall'applicazione del comma 530 provvede, per lo Stato, il Ministro dell'economia e delle
    finanze con proprio decreto. Le relative registrazioni contabili sono
    riportate nel rendiconto generale dello Stato per l'esercizio 2016.
  605. Le sistemazioni contabili derivanti dall'applicazione del comma 530 del presente articolo sono registrate dalle regioni nelle
    scritture contabili dell'esercizio 2016, e non rilevano ai fini del
    saldo individuato dall'articolo 1, comma 710, della legge 28 dicembre
    2015, n. 208.
  606. All'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo il comma 8 sono inseriti i seguenti:
    «8-bis. Al fine di favorire il monitoraggio del ciclo completo delle entrate e delle spese, le amministrazioni pubbliche ordinano
    gli incassi e i pagamenti al proprio tesoriere o cassiere
    esclusivamente attraverso ordinativi informatici emessi secondo lo
    standard Ordinativo Informatico emanato dall'Agenzia per l'Italia
    digitale (AGID), per il tramite dell'infrastruttura della banca dati
    SIOPE gestita dalla Banca d'Italia nell'ambito del servizio di
    tesoreria statale. Le modalita' con cui enti e tesorieri scambiano
    gli ordinativi informatici con l'infrastruttura SIOPE sono definite
    da apposite regole di colloquio definite congiuntamente con l'AGID e
    disponibili nelle sezioni dedicate al SIOPE del sito internet
    istituzionale del Ministero dell'economia e delle finanze -
    Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. I tesorieri e i
    cassieri non possono accettare disposizioni di pagamento con
    modalita' differenti da quelle descritte nel periodo precedente.
    8-ter. Con decreti del Ministero dell'economia e delle finanze, sentite la Conferenza unificata e l'AGID, sono stabiliti le modalita'
    e i tempi per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 8-bis».
  607. In virtu' dell'articolo 51, secondo comma, della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, e' attribuita alla regione
    Friuli-Venezia Giulia, a decorrere dal 1º gennaio 2017, l'imposta
    sulle formalita' di trascrizione, iscrizione ed annotazione dei
    veicoli richieste al pubblico registro automobilistico, avente
    competenza nel territorio regionale, di cui all'articolo 56 del
    decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e ad essa sono versate
    le relative entrate. La regione Friuli-Venezia Giulia puo'
    disciplinare, nei limiti previsti dal decreto legislativo n. 446 del
    1997, l'imposta di cui al periodo precedente, ivi compresa la
    denominazione della medesima. Fino alla data di entrata in vigore
    della disciplina regionale continua a trovare applicazione la
    normativa vigente in ciascuna provincia, con attribuzione del gettito
    direttamente alla regione Friuli-Venezia Giulia.
  608. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
    amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
    504, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 6, dopo il comma 15 e' aggiunto il seguente: «15-bis. Le autobotti e le bettoline utilizzate per il trasporto di prodotti sottoposti ad accisa in regime sospensivo sono munite di
    sistemi di tracciamento della posizione e di misurazione delle
    quantita' scaricate. Con determinazione del Direttore dell'Agenzia
    delle dogane e dei monopoli sono stabiliti i termini e le modalita'
    di applicazione della predetta disposizione»;
    b) all'articolo 8, comma 1, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «presso il proprio deposito. I prodotti
    sottoposti ad accisa ricevuti in regime sospensivo sono separatamente
    detenuti e contabilizzati rispetto a quelli assoggettati ad accisa
    ricevuti nel medesimo deposito»;
    c) all'articolo 12, comma 1, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alle autobotti e alle bettoline utilizzate per il trasporto
    di prodotti assoggettati ad accisa si applicano le disposizioni
    dell'articolo 6, comma 15-bis»;
    d) all'articolo 18, comma 1, dopo le parole: «e presso i destinatari registrati» sono inserite le seguenti: «nonche' presso
    gli altri impianti soggetti a denuncia» e dopo le parole: «del
    destinatario registrato» sono inserite le seguenti: «ovvero degli
    altri soggetti obbligati alla denuncia»;
    e) l'articolo 23 e' sostituito dal seguente: «Art. 23 (Depositi fiscali di prodotti energetici). - 1. Il regime del deposito fiscale e' consentito:
    a) per le raffinerie e per gli altri stabilimenti di produzione dove si ottengono i prodotti energetici di cui all'articolo 21, comma
    2, ovvero i prodotti energetici di cui all'articolo 21, comma 3, ove
    destinati a carburazione e combustione, nonche' i prodotti sottoposti
    ad accisa ai sensi dell'articolo 21, commi 4 e 5;
    b) per gli impianti petrolchimici.
  609. L'esercizio degli impianti di cui al comma 1 e' subordinato al rilascio della licenza di cui all'articolo 63.
  610. La gestione in regime di deposito fiscale puo' essere autorizzata, laddove sussistano effettive necessita' operative e di
    approvvigionamento dell'impianto, per i depositi commerciali di gas
    di petrolio liquefatti di capacita' non inferiore a 400 metri cubi e
    per i depositi commerciali di altri prodotti energetici di capacita'
    non inferiore a 10.000 metri cubi.
  611. La gestione in regime di deposito fiscale puo' essere, altresi', autorizzata per i depositi commerciali di gas di petrolio liquefatti
    di capacita' inferiore a 400 metri cubi e per i depositi commerciali
    di altri prodotti energetici di capacita' inferiore a 10.000 metri
    cubi quando, oltre ai presupposti di cui al comma 3, ricorra almeno
    una delle seguenti condizioni:
    a) il deposito effettui forniture di prodotto in esenzione da accisa o ad accisa agevolata o trasferimenti di prodotti energetici
    in regime sospensivo verso Paesi dell'Unione europea ovvero
    esportazioni verso Paesi non appartenenti all'Unione europea, in
    misura complessiva pari ad almeno il 30 per cento del totale delle
    estrazioni di un biennio;
    b) il deposito sia propaggine di un deposito fiscale ubicato nelle immediate vicinanze appartenente allo stesso gruppo societario
    o, se di diversa titolarita', sia stabilmente destinato ad operare al
    servizio del predetto deposito.
  612. L'esercizio dei depositi fiscali autorizzati ai sensi dei commi 3 e 4 e' subordinato al rilascio della licenza di cui all'articolo
  613. L'autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e' negata ai soggetti nei cui confronti, nel quinquennio antecedente la richiesta, sia stata
    pronunciata sentenza irrevocabile di condanna ai sensi dell'articolo
    648 del codice di procedura penale, ovvero sentenza definitiva di
    applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del
    codice di procedura penale, per reati di natura tributaria,
    finanziaria e fallimentare e per i delitti non colposi previsti dai
    titoli II, V, VII, VIII e XIII del libro secondo del codice penale,
    per i quali sia prevista la pena della reclusione. La predetta
    autorizzazione e' altresi' negata ai soggetti nei confronti dei quali
    siano in corso procedure concorsuali o siano state definite
    nell'ultimo quinquennio, nonche' ai soggetti che abbiano commesso
    violazioni gravi e ripetute, per loro natura od entita', alle
    disposizioni che disciplinano l'accisa, l'imposta sul valore aggiunto
    e i tributi doganali, in relazione alle quali siano state contestate
    sanzioni amministrative nell'ultimo quinquennio.
  614. L'istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e' sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza
    conclusiva del procedimento penale, qualora nei confronti del
    soggetto istante sia stato emesso, ai sensi dell'articolo 424 del
    codice di procedura penale, decreto che dispone il giudizio per uno
    dei reati indicati nel comma 6.
  615. L'autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 puo' essere sospesa dall'Autorita' giudiziaria, anche su richiesta dell'Agenzia delle
    dogane e dei monopoli, nei confronti del depositario autorizzato per
    il quale sia stato emesso, ai sensi dell'articolo 424 del codice di
    procedura penale, decreto che dispone il giudizio per reati di natura
    tributaria, finanziaria e fallimentare. L'autorizzazione di cui al
    primo periodo e' in ogni caso sospesa dall'Agenzia delle dogane e dei
    monopoli laddove venga pronunciata nei confronti del depositario
    autorizzato sentenza di condanna non definitiva, con applicazione
    della pena della reclusione, per reati di natura tributaria,
    finanziaria e fallimentare. Il provvedimento di sospensione ha
    effetto fino alla emissione della sentenza irrevocabile.
  616. L'autorizzazione di cui ai commi 3 e 4 e' revocata ai soggetti nei cui confronti e' stata pronunciata sentenza irrevocabile di
    condanna ai sensi dell'articolo 648 del codice di procedura penale,
    ovvero sentenza definitiva di applicazione della pena su richiesta,
    ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati
    di natura tributaria, finanziaria e fallimentare, per i quali sia
    prevista la pena della reclusione.
  617. La licenza di cui al comma 2 e' negata, sospesa e revocata allorche' ricorrano rispettivamente le condizioni di cui ai commi 6,
    8 e 9 e l'istruttoria per il rilascio e' sospesa allorche' ricorrano
    le condizioni di cui al comma 7.
  618. Nel caso di persone giuridiche e di societa', l'autorizzazione e la licenza sono negate, revocate o sospese, ovvero il procedimento
    per il rilascio delle stesse e' sospeso, allorche' le situazioni di
    cui ai commi da 6 a 10 ricorrano, alle condizioni ivi previste, con
    riferimento a persone che ne rivestono funzioni di rappresentanza, di
    amministrazione o di direzione, nonche' a persone che ne esercitano,
    anche di fatto, la gestione e il controllo.
  619. L'Agenzia delle dogane e dei monopoli verifica la permanenza delle condizioni previste dal comma 4 e, nel caso esse non possano
    ritenersi sussistenti, l'autorizzazione di cui al medesimo comma
    viene sospesa fino a quando non ne sia comprovato il ripristino entro
    il termine di un anno, alla scadenza del quale viene revocata.
    Contestualmente all'emissione del provvedimento di sospensione di cui
    al periodo precedente, viene rilasciata, su richiesta dell'esercente
    il deposito, la licenza di cui all'articolo 25, comma 4.
  620. Per il controllo della produzione, della trasformazione, del trasferimento e dell'impiego dei prodotti energetici, l'Agenzia delle
    dogane e dei monopoli puo' prescrivere l'installazione di strumenti e
    apparecchiature per la misura e per il campionamento delle materie
    prime e dei prodotti semilavorati e finiti; puo', altresi', adottare
    sistemi di verifica e di controllo con l'impiego di tecniche
    telematiche ed informatiche.
  621. Negli impianti di cui ai commi 1, 3 e 4 dotati di un idoneo sistema informatizzato di controllo in tempo reale del processo di
    gestione della produzione, detenzione e movimentazione dei prodotti,
    l'Agenzia delle dogane e dei monopoli procede al controllo
    dell'accertamento e della liquidazione dell'imposta avvalendosi dei
    dati necessari alla determinazione della quantita' e della qualita'
    dei prodotti energetici rilevati dal sistema medesimo con accesso in
    modo autonomo e diretto.
  622. Nei recinti dei depositi fiscali non possono essere detenuti prodotti energetici di cui all'articolo 21, comma 2, ad imposta
    assolta, eccetto quelli strettamente necessari per il funzionamento
    degli impianti, stabiliti per quantita' e qualita' dal competente
    ufficio dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
  623. Per i prodotti immessi in consumo che devono essere sottoposti ad operazioni di miscelazione o a rilavorazioni in un impianto di
    lavorazione o di deposito, gestito in regime di deposito fiscale, si
    applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, comma 13.
  624. La presente disposizione non si applica al gas naturale (codici NC 2711 11 00 e 2711 21 00), al carbone (codice NC 2701), alla
    lignite (codice NC 2702) e al coke (codice NC 2704)».
  625. Per i depositi commerciali gestiti in regime di deposito fiscale, di cui all'articolo 23 del testo unico di cui al decreto
    legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, come sostituito dal comma 535,
    lettera e), del presente articolo, le disposizioni del comma 4 del
    citato articolo 23, come sostituito dal comma 535, lettera e), del
    presente articolo, hanno effetto a decorrere dal terzo anno
    successivo a quello di entrata in vigore della presente legge.
  626. All'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, dopo il comma 3
    e' aggiunto il seguente:
    «3-bis. Lo scontrino fiscale e la ricevuta fiscale contengono l'indicazione del numero di codice fiscale del cessionario o
    committente, se richiesto dal cliente non oltre il momento di
    effettuazione dell'operazione».
  627. In attuazione di quanto disposto dal comma 537, con successivo provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono adeguati
    i decreti che disciplinano il contenuto dello scontrino fiscale e
    della ricevuta fiscale.
  628. La disposizione di cui al comma 537 si applica alle operazioni effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2018.
  629. A decorrere dal 1º gennaio 2018 i contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato che effettuano acquisti
    di beni o servizi, fuori dell'esercizio di attivita' d'impresa, arte
    o professione, presso esercenti che hanno optato per la trasmissione
    telematica dei corrispettivi ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del
    decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, possono partecipare
    all'estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria
    nazionale. Per partecipare all'estrazione e' necessario che i
    contribuenti, al momento dell'acquisto, comunichino il proprio codice
    fiscale all'esercente e che quest'ultimo trasmetta all'Agenzia delle
    entrate i dati della singola cessione o prestazione secondo le
    modalita' di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 2 del decreto
    legislativo 5 agosto 2015, n. 127.
  630. La partecipazione all'estrazione a sorte di cui al comma 540 e' consentita anche con riferimento a tutti gli acquisti di beni o
    servizi, effettuati fuori dell'esercizio di attivita' d'impresa, arte
    o professione, documentati con fattura, a condizione che i dati di
    quest'ultima siano trasmessi telematicamente all'Agenzia delle
    entrate ai sensi dell'articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010,
    n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
    122, ovvero ai sensi dell'articolo 1, comma 3, del decreto
    legislativo 5 agosto 2015, n. 127.
  631. Al fine di incentivare l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori, la probabilita' di vincita dei
    premi di cui al comma 540 e' aumentata del 20 per cento, rispetto
    alle transazioni effettuate mediante denaro contante, per le
    transazioni effettuate attraverso strumenti che consentano il
    pagamento con carta di debito e di credito, di cui al comma 3
    dell'articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127.
  632. Nelle more dell'attuazione delle misure di cui al comma 540, a decorrere dal 1º marzo 2017, la lotteria nazionale e' attuata, senza
    oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, in via sperimentale
    limitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dell'esercizio
    di attivita' d'impresa, arte o professione, effettuati dai
    contribuenti, persone fisiche residenti nel territorio dello Stato,
    mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e
    di credito, di cui al comma 3 dell'articolo 2 del decreto legislativo
    5 agosto 2015, n. 127.
  633. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, e' emanato, entro
    sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    un regolamento disciplinante le modalita' tecniche relative alle
    operazioni di estrazione, l'entita' e il numero dei premi messi a
    disposizione, nonche' ogni altra disposizione necessaria per
    l'attuazione della lotteria.
  634. Al fine di contrastare l'elusione e l'evasione fiscale, nonche' di assicurare la tutela dei consumatori e garantire l'ordine
    pubblico, la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di
    titoli di accesso ad attivita' di spettacolo effettuata da soggetto
    diverso dai titolari, anche sulla base di apposito contratto o
    convenzione, dei sistemi per la loro emissione e' punita, salvo che
    il fatto non costituisca reato, con l'inibizione della condotta e con
    sanzioni amministrative pecuniarie da 5.000 euro a 180.000 euro,
    nonche', ove la condotta sia effettuata attraverso le reti di
    comunicazione elettronica, secondo le modalita' stabilite dal comma
    546, con la rimozione dei contenuti, o, nei casi piu' gravi, con
    l'oscuramento del sito internet attraverso il quale la violazione e'
    stata posta in essere, fatte salve le azioni risarcitorie.
    L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e le altre autorita'
    competenti effettuano i necessari accertamenti e interventi, agendo
    d'ufficio ovvero su segnalazione degli interessati. Non e' comunque
    sanzionata la vendita o qualsiasi altra forma di collocamento di
    titoli di accesso ad attivita' di spettacolo effettuata da una
    persona fisica in modo occasionale, purche' senza finalita'
    commerciali.
  635. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro dei beni e
    delle attivita' culturali e del turismo, da emanare, sentite
    l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e la Societa'
    italiana degli autori ed editori, entro trenta giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente legge, sono adottate, nel rispetto
    della normativa dell'Unione europea, le specificazioni e regole
    tecniche attuative del comma 545, in particolare al fine di aumentare
    l'efficienza e la sicurezza informatica delle vendite dei titoli di
    accesso mediante i sistemi di biglietterie automatizzate, nonche' di
    assicurare la tutela dei consumatori.
  636. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 23, comma 1, lettera g), dopo le parole: «non residenti» sono aggiunte le seguenti: «, nonche' quelli di cui
    all'articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo»;
    b) dopo l'articolo 55 e' inserito il seguente: «Art. 55-bis (Imposta sul reddito d'impresa). - 1. Il reddito d'impresa degli imprenditori individuali e delle societa' in nome
    collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilita'
    ordinaria, determinato ai sensi del presente capo, e' escluso dalla
    formazione del reddito complessivo e assoggettato a tassazione
    separata con l'aliquota prevista dall'articolo 77. Dal reddito
    d'impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate, a carico
    dell'utile di esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del
    reddito del periodo d'imposta e dei periodi d'imposta precedenti
    assoggettati a tassazione separata al netto delle perdite residue
    computabili in diminuzione dei redditi dei periodi d'imposta
    successivi, a favore dell'imprenditore, dei collaboratori familiari o
    dei soci.
  637. In deroga all'articolo 8, comma 3, le perdite maturate nei periodi d'imposta di applicazione delle disposizioni di cui al comma
    1 del presente articolo sono computate in diminuzione del reddito dei
    periodi d'imposta successivi per l'intero importo che trova capienza
    in essi. Le perdite non ancora utilizzate al momento di fuoriuscita
    dal regime di cui al presente articolo sono computabili in
    diminuzione dai redditi ai sensi dell'articolo 8, comma 3,
    considerando l'ultimo anno di permanenza nel regime come anno di
    maturazione delle stesse. Nel caso di societa' in nome collettivo e
    in accomandita semplice tali perdite sono imputate a ciascun socio
    proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.
  638. Le somme prelevate a carico dell'utile dell'esercizio e delle riserve di utili, nei limiti del reddito dell'esercizio e dei periodi
    d'imposta precedenti assoggettati a tassazione separata e non ancora
    prelevati, a favore dell'imprenditore, dei collaboratori familiari o
    dei soci costituiscono reddito d'impresa e concorrono integralmente a
    formare il reddito complessivo dell'imprenditore, dei collaboratori
    familiari o dei soci.
  639. Gli imprenditori e le societa' in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilita' ordinaria possono
    optare per l'applicazione delle disposizioni di cui al presente
    articolo. L'opzione ha durata pari a cinque periodi d'imposta, e'
    rinnovabile e deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi,
    con effetto dal periodo d'imposta cui e' riferita la dichiarazione.
  640. L'applicazione del presente articolo esclude quella dell'articolo 5 limitatamente all'imputazione e alla tassazione del
    reddito indipendentemente dalla sua percezione.
  641. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle somme prelevate a carico delle riserve formate con utili dei periodi
    d'imposta precedenti a quello dal quale ha effetto tale articolo; le
    riserve da cui sono prelevate le somme si considerano formate
    prioritariamente con utili di tali periodi d'imposta»;
    c) all'articolo 116: 1) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Opzioni per le societa' a ristretta base proprietaria»;
    2) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: «2-bis. In alternativa a quanto disposto dai commi 1 e 2, le societa' ivi previste possono esercitare l'opzione per l'applicazione
    del regime di cui all'articolo 55-bis. Gli utili di esercizio e le
    riserve di utili derivanti dalle partecipazioni nelle societa' che
    esercitano l'opzione di cui all'articolo 55-bis si considerano
    equiparati alle somme di cui al comma 3 dello stesso articolo».
  642. Per i soggetti che applicano le disposizioni di cui all'articolo 55-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui
    al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
    introdotto dal comma 547 del presente articolo, l'ammontare del
    contributo annuo dovuto dai soggetti di cui all'articolo 1 della
    legge 2 agosto 1990, n. 233, e' determinato senza tenere conto delle
    disposizioni di cui al citato articolo 55-bis.
  643. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 84, comma 3, alinea, dopo il secondo periodo e' inserito il seguente: «La limitazione si applica anche alle eccedenze
    oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell'articolo 96,
    relativamente agli interessi indeducibili, nonche' a quelle di cui
    all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    relativamente all'aiuto alla crescita economica»;
    b) all'articolo 88, comma 4-ter, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «In caso di concordato di risanamento, di accordo di
    ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis
    del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato
    ai sensi dell'articolo 67, terzo comma, lettera d), del citato regio
    decreto n. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese, o di
    procedure estere a queste equivalenti, la riduzione dei debiti
    dell'impresa non costituisce sopravvenienza attiva per la parte che
    eccede le perdite, pregresse e di periodo, di cui all'articolo 84,
    senza considerare il limite dell'ottanta per cento, la deduzione di
    periodo e l'eccedenza relativa all'aiuto alla crescita economica di
    cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
    201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
    214, e gli interessi passivi e gli oneri finanziari assimilati di cui
    al comma 4 dell'articolo 96 del presente testo unico»;
    c) all'articolo 172, comma 7, il quinto periodo e' sostituito dal seguente: «Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli
    interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4
    dell'articolo 96 del presente testo unico, nonche' all'eccedenza
    relativa all'aiuto alla crescita economica di cui all'articolo 1,
    comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214»;
    d) all'articolo 173, comma 10, dopo le parole: «Alle perdite fiscali» sono inserite le seguenti: «, agli interessi indeducibili
    oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell'articolo 96 del
    presente testo unico, nonche' all'eccedenza relativa all'aiuto alla
    crescita economica di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge
    6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge
    22 dicembre 2011, n. 214,»;
    e) all'articolo 181, comma 1, dopo le parole: «le perdite fiscali» sono inserite le seguenti: «, l'eccedenza di interessi
    indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4
    dell'articolo 96 del presente testo unico, nonche' l'eccedenza
    relativa all'aiuto alla crescita economica di cui all'articolo 1,
    comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,».
  644. All'articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e' valutato mediante applicazione dell'aliquota percentuale di cui al comma 3
    alla variazione in aumento del capitale proprio rispetto a quello
    esistente alla chiusura dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010»;
    b) il comma 2-bis e' abrogato; c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Dall'ottavo periodo d'imposta l'aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e'
    fissata al 2,7 per cento. In via transitoria, per il primo triennio
    di applicazione, l'aliquota e' fissata al 3 per cento; per il periodo
    d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, al 31 dicembre 2015, al 31
    dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 l'aliquota e' fissata,
    rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per cento, al 4,75 per cento
    e al 2,3 per cento»;
    d) dopo il comma 6 e' inserito il seguente: «6-bis. Per i soggetti diversi dalle banche e dalle imprese di assicurazione la variazione in aumento del capitale proprio non ha
    effetto fino a concorrenza dell'incremento delle consistenze dei
    titoli e valori mobiliari diversi dalle partecipazioni rispetto a
    quelli risultanti dal bilancio relativo all'esercizio in corso al 31
    dicembre 2010»;
    e) il comma 7 e' sostituito dal seguente: «7. Il presente articolo si applica anche al reddito d'impresa di persone fisiche, societa' in nome collettivo e in accomandita
    semplice in regime di contabilita' ordinaria».
  645. In deroga all'articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al comma 550, lettere d) ed e), del presente
    articolo si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a
    quello in corso alla data del 31 dicembre 2015.
  646. Per i soggetti di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, come sostituito dalla lettera
    e) del comma 550 del presente articolo, a partire dal periodo
    d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre
    2015, rileva, come incremento di capitale proprio, anche la
    differenza fra il patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e il
    patrimonio netto al 31 dicembre 2010.
  647. La determinazione dell'acconto dovuto ai fini dell'imposta sui redditi delle societa' relativo al periodo d'imposta successivo a
    quello in corso al 31 dicembre 2016 e' effettuata considerando quale
    imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata
    applicando le disposizioni di cui al comma 550.
  648. All'articolo 2, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003,
    n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole: «1º gennaio 2016» sono sostituite dalle seguenti: «1º gennaio 2017»;
    b) al secondo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017»;
    c) al terzo periodo, le parole: «30 giugno 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017».
  649. Sui valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni, edificabili o con destinazione
    agricola, rideterminati con le modalita' e nei termini indicati dal
    comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27,
    come modificato dal comma 554 del presente articolo, le aliquote
    delle imposte sostitutive di cui all'articolo 5, comma 2, della legge
    28 dicembre 2001, n. 448, sono pari entrambe all'8 per cento e
    l'aliquota di cui all'articolo 7, comma 2, della medesima legge e'
    raddoppiata.
  650. I soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che non
    adottano i principi contabili internazionali nella redazione del
    bilancio, possono, anche in deroga all'articolo 2426 del codice
    civile e ad ogni altra disposizione di legge vigente in materia,
    rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezione
    II del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342, ad esclusione
    degli immobili alla cui produzione o al cui scambio e' diretta
    l'attivita' di impresa, risultanti dal bilancio dell'esercizio in
    corso al 31 dicembre 2015.
  651. La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio o rendiconto dell'esercizio successivo a quello di cui al comma 556,
    per il quale il termine di approvazione scade successivamente alla
    data di entrata in vigore della presente legge, deve riguardare tutti
    i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea e deve essere
    annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.
  652. Il saldo attivo della rivalutazione puo' essere affrancato, in tutto o in parte, con l'applicazione in capo alla societa' di
    un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell'imposta
    regionale sulle attivita' produttive e di eventuali addizionali nella
    misura del 10 per cento da versare con le modalita' indicate al comma
  653. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e
    dell'imposta regionale sulle attivita' produttive a decorrere dal
    terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la
    rivalutazione e' stata eseguita, mediante il versamento di un'imposta
    sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle
    attivita' produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16
    per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni non
    ammortizzabili.
  654. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci, di destinazione a finalita' estranee all'esercizio dell'impresa
    ovvero al consumo personale o familiare dell'imprenditore dei beni
    rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto esercizio
    successivo a quello nel cui bilancio la rivalutazione e' stata
    eseguita, ai fini della determinazione delle plusvalenze o
    minusvalenze si ha riguardo al costo del bene prima della
    rivalutazione.
  655. Le imposte sostitutive di cui ai commi 558 e 559 sono versate in un'unica rata entro il termine di versamento del saldo delle
    imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta con riferimento
    al quale la rivalutazione e' eseguita. Gli importi da versare possono
    essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
  656. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle
    del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 13
    aprile 2001, n. 162, nonche' le disposizioni del regolamento di cui
    al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 aprile 2002,
    n. 86, e dei commi 475, 477 e 478 dell'articolo 1 della legge 30
    dicembre 2004, n. 311.
  657. Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio ai sensi dell'articolo 14 della legge 21 novembre 2000, n.
    342, si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d'imposta in
    corso alla data del 1º dicembre 2018.
  658. Le previsioni di cui all'articolo 14, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono il
    bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al
    regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
    del 19 luglio 2002, anche con riferimento alle partecipazioni, in
    societa' ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi
    dell'articolo 85, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui
    redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
    dicembre 1986, n. 917. Per tali soggetti, per l'importo
    corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto
    dell'imposta sostitutiva di cui al comma 559, e' vincolata una
    riserva in sospensione d'imposta ai fini fiscali che puo' essere
    affrancata ai sensi del comma 558.
  659. Le disposizioni dell'articolo 1, commi da 115 a 120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle assegnazioni,
    trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30
    settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017. I versamenti rateali
    dell'imposta sostitutiva di cui al comma 120 del citato articolo 1
    della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entro
    il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.
  660. Le disposizioni dell'articolo 1, comma 121, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle esclusioni dal
    patrimonio dell'impresa dei beni ivi indicati, posseduti alla data
    del 31 ottobre 2016, poste in essere dal 1º gennaio 2017 al 31 maggio
    1. I versamenti rateali dell'imposta sostitutiva di cui al comma
      121 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sono
      effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno
    2. Per i soggetti che si avvalgono della presente disposizione gli
      effetti dell'estromissione decorrono dal 1º gennaio 2017.
  661. All'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2, dopo le parole: «rescissione e simili» sono inserite le seguenti: «o per mancato pagamento in tutto o in parte a
    causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali
    rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei
    debiti omologato ai sensi dell'articolo 182-bis del regio decreto 16
    marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi
    dell'articolo 67, terzo comma, lettera d), del medesimo regio decreto
    n. 267 del 1942, pubblicato nel registro delle imprese»;
    b) al comma 8, le parole: «ai commi 2, 3, 4 e 5» sono sostituite dalle seguenti: «ai commi 2, 3 e 5»;
    c) al comma 12, alinea, le parole: «Ai fini del comma 4, lettera b),» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del comma 2»;
    d) i commi 4, 6 e 11 sono abrogati e il secondo periodo del comma 5 e' soppresso.
  662. Al fine di favorire lo sviluppo dei servizi e delle tecnologie di tipo a banda larga e di garantire una maggiore efficienza nell'uso
    dello spettro, i diritti d'uso delle frequenze in banda 900 e 1800
    Mhz in scadenza al 30 giugno 2018 possono, su domanda dei titolari,
    essere oggetto di revisione delle condizioni tecniche e di proroga
    con decorrenza dal 1º luglio 2017 nel rispetto del principio di
    neutralita' tecnologica.
  663. Ai sensi di quanto previsto dal comma 568, i titolari dei diritti d'uso delle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza al
    30 giugno 2018 possono richiedere l'autorizzazione al cambio della
    tecnologia sull'intera banda attribuita a far data dal 1º luglio 2017
    e contestualmente la proroga alle nuove condizioni tecniche al 31
    dicembre 2029 della durata dei suddetti diritti d'uso, previa
    presentazione di un'unica istanza ai sensi dell'articolo 25, comma 6,
    del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto
    legislativo 1º agosto 2003, n. 259, da presentare entro il 15
    febbraio 2017, corredata di un dettagliato piano tecnico finanziario.
  664. La proroga di cui all'articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1º agosto
    2003, n. 259, comporta il pagamento anticipato e in un'unica
    soluzione dei contributi per i diritti d'uso delle frequenze di cui
    all'articolo 35 del medesimo codice, da effettuare entro e non oltre
    il 30 settembre 2017. La misura dei suddetti contributi, rapportati
    alla quantita' di banda e alla durata, e' data dal valore fissato per
    le suddette frequenze dalle delibere dell'Autorita' per le garanzie
    nelle comunicazioni 541/08/CONS del 17 settembre 2008 e 282/11/CONS
    del 18 maggio 2011, maggiorato del 30 per cento.
  665. Il contributo di cui al comma 570 e' attualizzato al tasso di rendimento dei buoni del Tesoro poliennali decennali registrato alla
    data dell'ultima asta dei buoni del tesoro poliennali antecedente
    alla data di presentazione dell'istanza.
  666. In caso di accoglimento dell'istanza di cui al comma 569, il Ministero dello sviluppo economico provvede a rilasciare i nuovi
    diritti d'uso con decorrenza dal 1º luglio 2017 e con scadenza al 31
    dicembre 2029 con recupero degli eventuali importi gia' versati e
    dovuti per il primo semestre del 2017 per le autorizzazioni al cambio
    della tecnologia sulle frequenze in banda 900 e 1800 Mhz in scadenza
    al 30 giugno 2018.
  667. In caso di accoglimento dell'istanza di cui al comma 569, fino al 30 giugno 2018 i gestori radiomobili autorizzati al cambio della
    tecnologia sono, comunque, tenuti al rispetto degli obblighi di cui
    alle rispettive licenze di global system for mobile communications
    (GSM) e in considerazione di tale onere i contributi di cui al comma 570 sono decurtati di un importo pari al 30 per cento in misura
    proporzionale alla percentuale di banda utilizzata sul territorio
    nazionale con tecnologia GSM fino alla suddetta data.
  668. I diritti d'uso delle frequenze per i quali il Ministero dello sviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe sono
    messi a gara pubblica entro il 30 giugno 2017 e assegnati entro il 31
    ottobre 2017, secondo i criteri adottati dall'Autorita' per le
    garanzie nelle comunicazioni entro e non oltre il 31 marzo 2017, con
    importo minimo di base d'asta pari ad almeno il valore dei contributi
    previsto dal comma 570, ulteriormente maggiorato del 10 per cento.
  669. I maggiori introiti per il 2017 derivanti dai commi da 568 a 574 sono quantificati in 2.010 milioni di euro. Al fine di garantire
    la realizzazione integrale dei predetti maggiori introiti, con
    riferimento ai diritti d'uso delle frequenze per i quali il Ministero
    dello sviluppo economico non riceve istanze o non concede proroghe,
    il Ministero dell'economia e delle finanze, sulla base delle
    informazioni comunicate dal Ministero dello sviluppo economico,
    provvede entro il 15 aprile 2017 ad accantonare e rendere
    indisponibili le corrispondenti somme con le modalita' di cui
    all'articolo 17, comma 12-bis, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
    Qualora, a seguito degli esiti della gara di cui al comma 574, come
    comunicati tempestivamente dal Ministero dello sviluppo economico,
    gli introiti di cui al periodo precedente non dovessero realizzarsi
    in tutto o in parte, con decreto del Ministro dell'economia e delle
    finanze si provvede alla riduzione degli stanziamenti accantonati in
    misura corrispondente per assicurare la copertura delle minori
    entrate accertate per il 2017. Nel caso in cui gli stanziamenti da
    ridurre siano di importo tale da recare pregiudizio alla
    funzionalita' e all'operativita' delle amministrazioni interessate,
    il Ministro dell'economia e delle finanze provvede, ai sensi
    dell'articolo 17, comma 13, della citata legge n. 196 del 2009, ad
    assicurare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica,
    assumendo tempestivamente le conseguenti iniziative legislative. Il
    Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle
    Camere con apposita relazione in merito alle cause dello scostamento
    e all'adozione delle misure di cui al presente comma.
  670. Per garantire la tutela degli interessi pubblici nelle attivita' di raccolta del gioco, nel rispetto dei principi di cui
    alla direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
    26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione,
    nonche' dell'articolo 30 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.
    50, la gestione di tali attivita' e' affidata a uno o piu' soggetti
    scelti mediante procedure aperte, competitive e non discriminatorie.
    Conseguentemente, in vista della scadenza della concessione vigente,
    la gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale, dei giochi
    complementari e opzionali e delle relative forme di partecipazione a
    distanza, nonche' di ogni ulteriore gioco numerico basato su un unico
    totalizzatore a livello nazionale, e' affidata in concessione
    aggiudicata dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto
    dei principi e delle regole europei e nazionali, a una qualificata
    impresa con pregresse esperienze nella gestione o raccolta di gioco
    ovvero in possesso di una capacita' tecnico-infrastrutturale non
    inferiore a quella richiesta dal capitolato tecnico, con sede legale
    in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, munita di idonei
    requisiti di affidabilita' tecnica ed economica, scelta mediante
    procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria. La
    procedura e' indetta alle seguenti condizioni essenziali:
    a) durata della concessione di nove anni, non rinnovabile; b) selezione basata sul criterio dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa e, quanto alla componente del prezzo, base d'asta, per le
    offerte al rialzo, di 100 milioni di euro;
    c) versamento del prezzo indicato nell'offerta del concorrente risultato primo in graduatoria, nella misura del 50 per cento
    all'atto dell'aggiudicazione e della quota residua all'atto
    dell'effettiva assunzione del servizio del gioco da parte
    dell'aggiudicatario;
    d) aggio per il concessionario pari al 5 per cento della raccolta con offerta al ribasso;
    e) espressa previsione, negli atti di gara, delle pratiche o dei rapporti negoziali consentiti ai sensi dell'articolo 2, comma 2, del
    decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 22 maggio 2010, n. 73;
    f) facolta' per il concessionario aggiudicatario di utilizzare la rete di telecomunicazioni per prestazioni, dirette o indirette, di
    servizi diversi dalla raccolta del gioco, previa autorizzazione
    dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli in ragione della loro
    compatibilita' con la raccolta stessa;
    g) obbligo di aggiornamento tecnologico del sistema della rete e dei terminali di gioco secondo standard qualitativi che garantiscano
    la massima sicurezza e affidabilita', secondo il piano d'investimento
    che costituisce parte dell'offerta tecnica;
    h) obbligo per il concessionario di versamento annuale all'erario delle somme comunque eventualmente non investite secondo il piano di
    cui alla lettera g) e delle somme addebitate in violazione delle
    previsioni dei bandi di gara ai sensi della lettera e).
  671. Al fine di rendere effettiva l'assunzione del servizio del gioco da parte dell'aggiudicatario, con riferimento alla devoluzione
    della rete allo Stato, prevista dall'articolo 1, comma 90, lettera
    e), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l'Agenzia delle dogane e
    dei monopoli puo' disporre il passaggio diretto del diritto d'uso
    della rete tra il concessionario uscente e l'aggiudicatario, fermo
    restando che il diritto d'uso ha termine alla scadenza della nuova
    concessione.
  672. Alle fondazioni bancarie di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, e' riconosciuto, per l'anno 2017, un contributo,
    sotto forma di credito d'imposta, pari al 100 per cento dei
    versamenti volontari effettuati, nell'ambito della propria attivita'
    istituzionale, in favore dei fondi speciali istituiti presso le
    regioni ai sensi dell'articolo 15 della legge 11 agosto 1991, n. 266.
  673. Il contributo di cui al comma 578 e' assegnato, fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 10 milioni di euro,
    secondo l'ordine temporale con cui le fondazioni comunicano
    all'Associazione di fondazioni e di casse di risparmio Spa (ACRI)
    l'impegno a effettuare i versamenti di cui al comma 578. Al fine di
    consentire la fruizione del credito d'imposta, l'ACRI trasmette
    all'Agenzia delle entrate l'elenco delle fondazioni finanziatrici per
    le quali sia stata riscontrata la corretta delibera d'impegno in
    ordine cronologico di presentazione. Il riconoscimento del credito
    d'imposta e' comunicato dall'Agenzia delle entrate a ogni fondazione
    finanziatrice e per conoscenza all'ACRI.
  674. Il credito d'imposta puo' essere utilizzato esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9
    luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d'imposta nel quale lo
    stesso e' stato riconosciuto. Il credito d'imposta di cui al presente
    comma e' cedibile dai soggetti di cui al comma 578, nel rispetto
    delle disposizioni di cui agli articoli 1260 e seguenti del codice
    civile e previa adeguata dimostrazione dell'effettivita' del diritto
    al credito medesimo, a intermediari bancari, finanziari e
    assicurativi. La cessione del credito d'imposta e' esente
    dall'imposta di registro. Al credito d'imposta non si applicano i
    limiti di cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007,
    n. 244, e all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
  675. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono
    definite le disposizioni applicative necessarie, comprese le
    procedure per la concessione del contributo nel rispetto del limite
    di spesa stabilito.
  676. Al fine di consentire la partecipazione italiana a centri di ricerca europei e internazionali e alle iniziative promosse dai
    gruppi intergovernatori informali, dalle istituzioni e dagli
    organismi dell'Unione europea e dalle banche e dai fondi di sviluppo
    e di investimento europei, comunque denominati, nonche' per
    assicurare l'adempimento degli oneri connessi alla partecipazione
    italiana ai predetti soggetti, anche in esecuzione di accordi
    internazionali approvati e resi esecutivi, e' autorizzata la spesa di
    10 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018 e di 20 milioni di euro
    per l'anno 2019.
  677. Al fine di ridurre il debito fiscale delle fondazioni lirico-sinfoniche e di favorire le erogazioni liberali assoggettate
    all'agevolazione fiscale di cui all'articolo 1 del decreto-legge 31
    maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
    luglio 2014, n. 106, e' autorizzata la spesa, in favore di tali enti,
    di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 15
    milioni di euro annui a decorrere dal 2019. Con decreto del Ministro
    dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, da emanare entro
    trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
    sono stabilite le regole tecniche di ripartizione delle risorse di
    cui al precedente periodo, anche in modo da erogare prioritariamente
    a ciascun ente una quota pari, o comunque proporzionalmente
    commisurata, all'ammontare dei rispettivi contributi provenienti da
    soggetti privati, dalle regioni e dagli enti locali.
  678. Al fine di assicurare il pieno ed efficace svolgimento delle attivita' strumentali alle funzioni di tutela e valorizzazione del
    patrimonio culturale esercitate dal Ministero dei beni e delle
    attivita' culturali e del turismo, alla societa' ALES - Arte lavoro e
    servizi Spa non si applicano le norme di contenimento delle spese
    previste a legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi
    nell'elenco dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle
    amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, della
    legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  679. Per il supporto alle attivita' del Commissario straordinario per l'attuazione dell'Agenda digitale di cui all'articolo 63 del
    decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, e' autorizzata la spesa
    di 11 milioni di euro per l'anno 2017 e di 20 milioni di euro per
    l'anno 2018. Le risorse di cui al primo periodo sono trasferite al
    bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri con
    autonoma evidenza contabile.
  680. Al finanziamento delle iniziative di cui al comma 585 possono concorrere ulteriori risorse per l'anno 2017, fino a complessivi 9
    milioni di euro, a valere sulle risorse dei pertinenti programmi
    operativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento
    europei 2014/2020.
  681. E' istituito, nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo da
    ripartire con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per
    l'anno 2017, di 30 milioni di euro per l'anno 2018 e di 50 milioni di
    euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, per il potenziamento della
    promozione della cultura e della lingua italiane all'estero.
  682. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
    finanze e con il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del
    turismo, sono individuati gli interventi da finanziare con il fondo
    di cui al comma 587.
  683. A favore degli italiani nel mondo e' autorizzata la spesa di 4 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017 per la promozione della
    lingua e della cultura italiane all'estero, con particolare
    riferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di lingua e
    cultura italiane all'estero.
  684. Al fine di assicurare il sostegno alle famiglie che hanno concluso le procedure di adozione internazionale, il Fondo per le
    adozioni internazionali, di cui al comma 411 dell'articolo 1 della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208, e' incrementato di 5 milioni di euro
    per l'anno 2017.
  685. E' autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2017, di 32 milioni di euro per l'anno 2018 e di 42 milioni di euro per
    ciascuno degli anni dal 2019 al 2022, quale contributo al nuovo
    contratto di programma - Parte investimenti 2017-2021 tra il
    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete ferroviaria
    italiana (RFI) Spa, con destinazione al finanziamento della nuova
    linea ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella.
  686. Allo scopo di favorire la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo attraverso la stampa italiana all'estero,
    per l'anno 2017 e' autorizzata la spesa di:
    a) 300.000 euro, in favore delle agenzie specializzate per i servizi stampa dedicati agli italiani residenti all'estero;
    b) 1 milione di euro, a integrazione della dotazione finanziaria per i contributi diretti in favore della stampa italiana all'estero
    di cui all'articolo 1-bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103.
  687. E' assegnato al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) un contributo annuo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017,
    2018 e 2019, destinato allo sviluppo dei settori giovanili delle
    societa' di pallacanestro e al sostegno degli investimenti per
    l'impiantistica dedicata alla pallacanestro.
  688. All'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il
    comma 4 e' sostituito dal seguente:
    «4. Fatti salvi gli investimenti a reddito da effettuare in via indiretta in Abruzzo ai sensi dell'articolo 14, comma 3, del
    decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, le restanti risorse sono destinate
    dai predetti enti previdenziali all'acquisto di immobili, anche di
    proprieta' di amministrazioni pubbliche, come individuate
    dall'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
    adibiti o da adibire ad ufficio in locazione passiva alle
    amministrazioni pubbliche, secondo le indicazioni fornite
    dall'Agenzia del demanio sulla base del piano di razionalizzazione di
    cui al comma 3. Con riferimento agli immobili di proprieta' di
    amministrazioni pubbliche, possono essere compresi nelle procedure di
    acquisto di cui al presente comma solo gli immobili di proprieta'
    delle medesime per i quali non siano in corso contratti di locazione
    a terzi. L'Agenzia del demanio esprime apposito parere di congruita'
    in merito ai singoli contratti di locazione da porre in essere o da
    rinnovare da parte degli enti di previdenza pubblici. Eventuali opere
    e interventi necessari alla rifunzionalizzazione degli immobili sono
    realizzati a cura e spese dei medesimi enti sulla base di un progetto
    elaborato dall'Agenzia del demanio. Ai contratti di locazione degli
    immobili acquistati ai sensi del presente comma non si applicano le
    riduzioni del canone previste dall'articolo 3 del decreto-legge 6
    luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
    agosto 2012, n. 135. Con decreto di natura non regolamentare del
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il
    Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita'
    di attuazione del presente comma, nel rispetto dei saldi strutturali
    di finanza pubblica».
  689. La societa' Italia Lavoro Spa assume la denominazione di «ANPAL Servizi Spa».
  690. L'articolo 2195 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e' sostituito dal
    seguente:
    «Art. 2195 (Contributi a favore di Associazioni combattentistiche).
      1. Al fine di sostenere le finalita' istituzionali e le attivita' di promozione sociale e di tutela degli associati delle Associazioni
        combattentistiche, sottoposte alla vigilanza del Ministero della
        difesa, di cui alla legge 31 gennaio 1994, n. 93, e' autorizzata la
        spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e
        2019».
  691. Al fine di ridurre il debito dell'Ente strumentale alla Croce Rossa italiana nei confronti del sistema bancario, inclusa
    l'anticipazione bancaria, in essere al 28 febbraio 2017, e'
    autorizzata la spesa massima di 80 milioni di euro per l'anno 2017,
    da iscrivere in un fondo nello stato di previsione del Ministero
    dell'economia e delle finanze.
  692. All'erogazione della somma di cui al comma 597 si provvede per l'importo risultante da istanza congiunta del presidente e
    dell'amministratore dell'Ente strumentale alla Croce Rossa italiana,
    presentata al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
    del tesoro, corredata di specifica deliberazione del medesimo Ente,
    approvata dal Ministero della salute ai sensi dell'articolo 7 del
    decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e certificazione della
    posizione debitoria netta nei confronti del sistema bancario, inclusa
    l'anticipazione bancaria, asseverata dal collegio dei revisori dei
    conti.
  693. Presso il Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito un fondo per l'incremento degli assegni al nucleo familiare in
    presenza di quattro o piu' figli da corrispondere al cittadino
    italiano lavoratore in un Paese membro dell'Unione europea, con una
    dotazione finanziaria di 2 milioni di euro per l'anno 2017 e di 3
    milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto del
    Ministero dell'economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla
    data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i
    criteri e le modalita' di erogazione dell'agevolazione di cui al
    presente comma.
  694. Il fondo per la concessione di un assegno sostitutivo ai grandi invalidi di guerra o per servizio, di cui all'articolo 2 della
    legge 27 dicembre 2002, n. 288, e' incrementato di 300.000 euro a
    decorrere dal 1º gennaio 2017.
  695. La dotazione finanziaria del Fondo per l'attuazione del piano nazionale per le citta', di cui all'articolo 12, comma 5, del
    decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e' incrementata per l'anno 2017 di
    euro 7 milioni.
  696. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 30 giugno 2017, su proposta del Ministro della
    salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche
    sociali, sono individuate le iniziative urgenti di elevata utilita'
    sociale nel campo dell'edilizia sanitaria, anche con riferimento alle
    sinergie tra i servizi sanitari regionali e l'INAIL, valutabili da
    quest'ultimo ente nell'ambito dei propri piani triennali di
    investimento immobiliare.
  697. Per le finalita' di cui al comma 602, l'INAIL, allo scopo di definire le risorse finanziarie necessarie, tiene anche conto dello
    stato di attuazione degli investimenti attivati per effetto del
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 dicembre 2015,
    adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 317, della legge 23 dicembre
    2014, n. 190.
  698. Ai fini delle necessita' di adeguamento della rete viaria interessata dai progetti sportivi delle finali di coppa del mondo di
    sci del marzo 2020 e dei campionati mondiali di sci alpino del
    febbraio 2021, e' autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per
    ciascuno degli anni dal 2017 al 2021.
  699. I finanziamenti di cui all'articolo 1, comma 43, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, disposti per il triennio 2014-2016 dalla
    delibera del CIPE 1º agosto 2014, n. 34, sono prorogati per il
    quadriennio 2017-2020. Il CIPE, in sede di riparto delle risorse del
    Fondo per lo sviluppo e la coesione a valere sulle disponibilita'
    relative al periodo di programmazione 2014-2020, provvede con propria
    delibera all'assegnazione delle risorse nel limite massimo di 2
    milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2017 al 2020.
  700. Per la partecipazione italiana ai programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione europea e per il rafforzamento della ricerca nel
    campo della meteorologia e della climatologia, nonche' per la
    realizzazione delle infrastrutture necessarie a sostenerne il
    relativo progetto di localizzazione, e' autorizzata una spesa pari a
    15 milioni di euro per l'anno 2017, a 20 milioni di euro per l'anno
    2018, a 15 milioni di euro per l'anno 2019 e a 2 milioni di euro
    annui a decorrere dall'anno 2020. Con decreto del Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono attribuite le
    risorse necessarie per la realizzazione delle infrastrutture di cui
    al periodo precedente e sono definiti gli ulteriori interventi
    previsti dal medesimo periodo.
  701. Le somme delle quali sia eventualmente disposta la confisca ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,
    nell'ambito di procedimenti penali per reati ambientali o connessi
    all'attuazione dell'autorizzazione integrata ambientale nei confronti
    delle societa' del Gruppo ILVA e delle persone giuridiche che, prima
    del commissariamento di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89,
    abbiano esercitato attivita' di gestione, amministrazione o direzione
    e coordinamento di tali societa', sono destinate al finanziamento di
    interventi di decontaminazione e di bonifica ambientale degli
    stabilimenti di interesse strategico nazionale delle medesime
    societa'. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  702. Ai fini dell'attuazione della direttiva (UE) 2016/681 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sull'uso dei
    dati del codice di prenotazione (PNR) a fini di prevenzione,
    accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di
    terrorismo e dei reati gravi, e nelle more del suo recepimento, e'
    autorizzata la spesa di 5,5 milioni di euro per l'anno 2017 e di 16
    milioni di euro per l'anno 2018 per la realizzazione della
    piattaforma informatica necessaria e di 4,5 milioni di euro a
    decorrere dall'anno 2019 per la gestione e la manutenzione della
    stessa. Le risorse di cui al periodo precedente sono assegnate al
    Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza e
    iscritte nello stato di previsione del medesimo Ministero nella
    missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Pianificazione e
    coordinamento Forze di polizia».
  703. All'articolo 1, comma 6-bis, del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º febbraio
    2016, n. 13, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) le parole: «maggiorato di uno spread pari al 3 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «maggiorato di uno spread pari al 4,1 per
    cento»;
    b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I finanziamenti statali concessi ai sensi del presente comma e non erogati cessano di
    avere efficacia a decorrere dalla data di sottoscrizione delle
    obbligazioni emesse ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del
    decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 marzo 2015, n. 20».
  704. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20,
    dopo le parole: «alla realizzazione del piano delle misure e delle
    attivita' di tutela ambientale e sanitaria dell'impresa in
    amministrazione straordinaria» sono inserite le seguenti: «, previa
    restituzione dei finanziamenti statali di cui all'articolo 1, comma
    6-bis, del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 1º febbraio 2016, n. 13, per la parte
    eventualmente erogata,».
  705. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
    destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita'
    organizzata provvede alla predisposizione della strategia nazionale
    per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati alla
    criminalita' organizzata, in collaborazione con la Presidenza del
    Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche di coesione,
    in coerenza con le indicazioni adottate dal Programma nazionale di
    riforma contenuto nel Documento di economia e finanza per l'anno 2015
    e per l'anno 2016. Il documento di strategia nazionale, con allegati
    le strategie di area e i relativi piani di azione territoriali, e'
    sottoposto all'approvazione del CIPE, sentita la Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano. In coerenza con la strategia
    nazionale approvata dal CIPE, i soggetti titolari di programmi
    cofinanziati da fondi strutturali e di investimento europei 2014/2020
    pianificano, con le modalita' di cui al comma 194 dell'articolo 1
    della legge 28 dicembre 2015, n. 208, specifiche azioni volte alla
    valorizzazione dei predetti beni e aziende. Entro il 30 settembre di
    ciascun anno, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
    destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita'
    organizzata presenta al CIPE una relazione annuale sull'attuazione
    della strategia nazionale per la valorizzazione dei beni e delle
    aziende confiscati alla criminalita' organizzata, nella quale da'
    evidenza dei risultati conseguiti e dell'utilizzo delle relative
    risorse assegnate. I fondi di cui al comma 196 del citato articolo 1
    della legge n. 208 del 2015 possono essere incrementati con risorse
    previste dai Programmi operativi nazionali e regionali cofinanziati
    dalla Commissione europea 2014/2020, dai programmi operativi
    complementari di cui alla delibera CIPE 28 gennaio 2015, n. 10,
    nonche' dal Fondo per lo sviluppo e la coesione attraverso i Piani
    operativi e i Patti per il Sud, previa verifica di coerenza con le
    priorita' e gli obiettivi riportati nei suddetti strumenti.
  706. Al fine di assicurare il sostegno alle aziende sequestrate e confiscate alla criminalita' organizzata l'autorizzazione di spesa di
    cui al comma 195 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.
    208, e' incrementata di ulteriori 10 milioni di euro per l'anno 2019,
    incremento che confluisce nelle apposite sezioni dei Fondi di cui al
    comma 196 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015, con le
    modalita' dallo stesso riportate e con la medesima ripartizione delle
    risorse tra le sezioni.
  707. Al fine di realizzare un Piano strategico nazionale della mobilita' sostenibile destinato al rinnovo del parco degli autobus
    dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, alla promozione
    e al miglioramento della qualita' dell'aria con tecnologie
    innovative, in attuazione degli accordi internazionali nonche' degli
    orientamenti e della normativa dell'Unione europea, il Fondo di cui
    all'articolo 1, comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e'
    incrementato di 200 milioni di euro per l'anno 2019 e di 250 milioni
    di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033. Per la promozione
    dello sviluppo e della diffusione di autobus ad alimentazione
    alternativa, il Fondo puo' essere destinato anche al finanziamento
    delle relative infrastrutture tecnologiche di supporto. Nell'ambito
    del Piano strategico nazionale e' previsto un programma di interventi
    finalizzati ad aumentare la competitivita' delle imprese produttrici
    di beni e di servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico su
    gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto, attraverso il
    sostegno agli investimenti produttivi finalizzati alla transizione
    verso forme produttive piu' moderne e sostenibili, con particolare
    riferimento alla ricerca e allo sviluppo di modalita' di
    alimentazione alternativa, per il quale e' autorizzata la spesa di 2
    milioni di euro per l'anno 2017 e di 50 milioni di euro per ciascuno
    degli anni 2018 e 2019.
  708. A valere sulle risorse di cui al comma 613, ultimo periodo, il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il Ministero delle
    infrastrutture e dei trasporti, puo' immediatamente stipulare
    convenzioni con l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli
    investimenti e lo sviluppo d'impresa-Invitalia e con dipartimenti
    universitari specializzati nella mobilita' sostenibile per analisi e
    studi in ordine ai costi e ai benefici degli interventi previsti e ai
    fabbisogni territoriali, al fine di predisporre il Piano strategico
    nazionale e il programma di interventi di cui al comma 613, ultimo
    periodo.
  709. Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
    trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con
    il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro
    dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e' approvato
    entro il 30 giugno 2017 il Piano strategico nazionale della mobilita'
    sostenibile. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
    concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
    Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31
    dicembre 2017, sono disciplinati gli interventi di cui al comma 613,
    ultimo periodo, in coerenza con il Piano strategico nazionale.
  710. All'articolo 1-quinquies del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2016, n. 89,
    il comma 1 e' sostituito dai seguenti:
    «1. A decorrere dall'anno 2017 e' corrisposto un contributo alle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, che
    accolgono alunni con disabilita', nel limite di spesa di 23,4 milioni
    di euro annui.
    1-bis. Il contributo di cui al comma 1 e' ripartito secondo modalita' e criteri definiti con decreto del Ministro
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da adottare entro
    trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
    disposizione, tenendo conto, per ciascuna scuola paritaria, del
    numero degli alunni con disabilita' accolti e della percentuale di
    alunni con disabilita' rispetto al numero complessivo degli alunni
    frequentanti».
  711. All'articolo 15, comma 1, lettera e-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le parole: «400 euro» sono
    sostituite dalle seguenti: «564 euro per l'anno 2016, a 717 euro per
    l'anno 2017, a 786 euro per l'anno 2018 e a 800 euro a decorrere
    dall'anno 2019».
  712. All'articolo 1, comma 330, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: «2017/2018» sono sostituite dalle seguenti:
    «2019/2020».
  713. Per l'anno 2017 e' assegnato alle scuole materne paritarie un contributo aggiuntivo di 50 milioni di euro. Il contributo e'
    ripartito secondo modalita' e criteri definiti con decreto del
    Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, da
    adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge. Il contributo e' erogato entro il 31 ottobre
    dell'anno scolastico di riferimento.
  714. All'articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, dopo il comma 148 sono inseriti i seguenti:
    «148-bis. In deroga a quanto previsto dal comma 148, le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti effettuate in favore
    delle scuole paritarie sono effettuate su un conto corrente bancario
    o postale intestato alle scuole paritarie beneficiarie stesse, con
    sistemi di pagamento tracciabili. In tal caso le scuole beneficiarie
    sono tenute a:
    a) comunicare mensilmente al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca l'ammontare delle erogazioni
    liberali ricevute nel mese di riferimento, provvedendo altresi' a
    dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonche' della
    destinazione e dell'utilizzo delle erogazioni stesse tramite il
    proprio sito internet istituzionale, nell'ambito di una pagina
    dedicata e facilmente individuabile, e sul portale telematico del
    Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, nel
    rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei
    dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
    b) versare, entro trenta giorni dal ricevimento delle erogazioni liberali di cui alla lettera a), il 10 per cento nel fondo di cui al
    comma 148 stesso per le finalita' di cui al terzo periodo del
    medesimo comma.
    148-ter. All'attuazione del comma 148-bis si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il
    bilancio dello Stato».
  715. E' istituito, nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, un fondo con una
    dotazione finanziaria di 200 milioni di euro per l'anno 2017, per
    interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la
    cooperazione con i Paesi africani d'importanza prioritaria per le
    rotte migratorie.
  716. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 8: 1) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Una quota del fondo rotativo di cui al comma 1, stabilita dal Comitato interministeriale di cui all'articolo 15 nel limite di
    50 milioni di euro, e' destinata a costituire un fondo di garanzia
    per i prestiti concessi dalla Cassa depositi e prestiti Spa ai sensi
    dell'articolo 22, comma 4. Con decreto di natura non regolamentare
    del Ministro dell'economia e delle finanze sono definiti i criteri e
    le modalita' di operativita' del predetto fondo di garanzia»;
    2) dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente: «2-bis. Le risorse dei fondi di cui al presente articolo sono impignorabili»;
    b) all'articolo 27, comma 3, la lettera c) e' sostituita dalla seguente:
    «c) costituire un fondo di garanzia per prestiti a favore di imprese miste nei Paesi di cui alla lettera a), concessi dalla Cassa
    depositi e prestiti Spa, da banche dell'Unione europea, da banche di
    Paesi non appartenenti all'Unione europea se soggette alla vigilanza
    prudenziale dell'autorita' competente del Paese in cui si effettua
    l'intervento o da fondi direttamente o indirettamente partecipati o
    promossi dai predetti soggetti».
  717. Per l'acquisto e l'ammodernamento dei mezzi strumentali, anche utilizzando i meccanismi di centralizzazione acquisti attraverso la
    societa' Consip Spa, in uso alle Forze di polizia e al Corpo
    nazionale dei vigili del fuoco, anche mediante leasing finanziario,
    e' istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e
    delle finanze un fondo con una dotazione finanziaria di 70 milioni di
    euro per l'anno 2017 e di 180 milioni di euro annui per il periodo
    2018-2030. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
    proposta del Ministro dell'economia e delle finanze in relazione alle
    richieste del Ministro dell'interno, del Ministro della difesa e del
    Ministro della giustizia, da adottare entro sessanta giorni dalla
    data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le
    amministrazioni cui destinare le predette somme.
  718. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.
    282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.
    307, come rifinanziato dall'articolo 15, comma 1, del decreto-legge
    22 ottobre 2016, n. 193, e' ridotto di 4.260 milioni di euro per
    l'anno 2017, di 4.185,5 milioni di euro per l'anno 2018, di 3.270
    milioni di euro per l'anno 2019 e di 2.970 milioni di euro annui a
    decorrere dall'anno 2020.
  719. Il Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e' incrementato di 63,95 milioni di euro per
    il 2017, di 91,75 milioni di euro per il 2018, di 105,402 milioni di
    euro per il 2019, di 114,45 milioni di euro per il 2020, di 108,45
    milioni di euro per il 2021, di 99,45 milioni di euro per il 2022, di
    90,45 milioni di euro per il 2023, di 78,45 milioni di euro per il
    2024, di 65,45 milioni di euro per il 2025 e di 51,45 milioni di euro
    annui a decorrere dal 2026.
  720. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, trovano applicazione nei termini ivi
    previsti anche con riferimento ai soggetti che compiono diciotto anni
    di eta' nell'anno 2017, i quali possono utilizzare la Carta
    elettronica di cui al citato comma 979, anche per l'acquisto di
    musica registrata, nonche' di corsi di musica, di teatro o di lingua
    straniera. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
    presente legge sono apportate le necessarie modificazioni al
    regolamento di attuazione emanato ai sensi dell'ultimo periodo del
    predetto comma 979, nei limiti degli stanziamenti iscritti in
    bilancio nella parte II (sezione II) della presente legge. Per l'anno
    2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, secondo i criteri
    e le modalita' di cui all'articolo 1, comma 984, della legge 28
    dicembre 2015, n. 208, agli studenti iscritti ai licei musicali e
    agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del
    precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei
    conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e
    delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a
    rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica
    ai sensi dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, e' concesso un
    contributo una tantum pari al 65 per cento del prezzo finale, per un
    massimo di euro 2.500, per l'acquisto di uno strumento musicale
    nuovo, coerente con il corso di studi. Con provvedimento del
    direttore dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni
    dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti
    le modalita' attuative, comprese le modalita' per usufruire del
    credito d'imposta, il regime dei controlli nonche' ogni altra
    disposizione necessaria per il monitoraggio dell'agevolazione e per
    il rispetto del limite di spesa previsto.
  721. Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo e' istituito il Fondo nazionale per
    la rievocazione storica, finalizzato alla promozione di eventi, feste
    e attivita' nonche' alla valorizzazione dei beni culturali attraverso
    la rievocazione storica, con una dotazione di 2 milioni di euro per
    ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019. L'accesso alle risorse del
    Fondo e' consentito in via diretta alle regioni, ai comuni, alle
    istituzioni culturali e alle associazioni di rievocazione storica
    riconosciute attraverso l'iscrizione ad appositi albi tenuti presso i
    comuni o gia' operanti da almeno dieci anni, in base a criteri
    determinati con decreto del Ministro dei beni e delle attivita'
    culturali e del turismo da emanare entro trenta giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente legge.
  722. All'articolo 1, comma 243, primo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, le parole: «500 milioni di euro annui» sono
    sostituite dalle seguenti: «1 miliardo di euro all'anno».
  723. All'articolo 1, comma 249, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo la parola: «2016» sono inserite le seguenti: «nonche' fino
    al limite di 40 milioni di euro per l'anno 2017».
  724. Ulteriori risorse, fino all'importo massimo di 280 milioni di euro, oltre a quelle gia' stanziate nella parte II (sezione II) della
    presente legge per le attivita' di accoglienza, inclusione e
    integrazione in materia di trattenimento e di accoglienza per
    stranieri irregolari, possono essere destinate a valere sui programmi
    operativi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento
    europei 2014/2020.
  725. Al comma 718 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) alla lettera a), le parole: «1º gennaio 2017» sono sostituite dalle seguenti: «1º gennaio 2018»;
    b) alla lettera b), le parole: «di due punti percentuali dal 1º gennaio 2017 e di un ulteriore punto percentuale dal 1º gennaio 2018»
    sono sostituite dalle seguenti: «di tre punti percentuali dal 1º
    gennaio 2018 e di ulteriori 0,9 punti percentuali dal 1º gennaio
    2019».
  726. Il comma 626 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e' abrogato.
  727. Le maggiori entrate per l'anno 2017 derivanti dall'articolo 7 del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, sono quantificate
    nell'importo di 1.600 milioni di euro.
  728. Qualora dal monitoraggio effettuato sulla base delle istanze presentate alla data del 31 luglio 2017, ai sensi dell'articolo
    5-octies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, introdotto
    dall'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193,
    risulti che il gettito atteso dai conseguenti versamenti non consenta
    la realizzazione integrale dell'importo di cui al comma 633 del
    presente articolo, alla compensazione dell'eventuale differenza si
    provvede mediante riduzione degli stanziamenti iscritti negli stati
    di previsione della spesa disposta, su proposta del Ministro
    dell'economia e delle finanze, con decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
    ministri da adottare entro il 31 agosto 2017. Lo schema del decreto
    di cui al periodo precedente e' trasmesso alle Camere per
    l'espressione del parere delle Commissioni parlamentari competenti
    per i profili finanziari, da rendere entro il termine di sette giorni
    dalla data della trasmissione. Qualora le Commissioni non si
    esprimano entro il termine di cui al periodo precedente, il decreto
    puo' essere adottato in via definitiva.
  729. Nel caso di scostamenti non compensabili nel corso dell'esercizio con le misure di cui al comma 634, il Ministro
    dell'economia e delle finanze, qualora riscontri che dalla mancata
    integrale compensazione delle minori entrate di cui al medesimo comma
    634 derivi un pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di finanza
    pubblica, provvede ai sensi dell'articolo 17, comma 13, della legge
    31 dicembre 2009, n. 196, ad assumere, entro il 30 settembre 2017, le
    conseguenti iniziative legislative al fine di assicurare il rispetto
    dell'articolo 81 della Costituzione.
  730. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause dello
    scostamento e all'adozione delle misure di cui al comma 634.
  731. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all'articolo 21, comma 1-ter, lettera d), della legge 31 dicembre
    2009, n. 196, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che
    si prevede possano essere approvati nel triennio 2017-2019 restano
    determinati, per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, nelle misure
    indicate nelle tabelle A e B allegate alla presente legge,
    rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e
    per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.
  732. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano
    compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di
    attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18
    ottobre 2001, n. 3.
    Parte II
    Sezione II
    Approvazione degli stati di previsione
    Art. 2
    Stato di previsione dell'entrata

  733. L'ammontare delle entrate previste per l'anno finanziario 2017, relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni altro
    provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello Stato, in
    virtu' di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
    dall'annesso stato di previsione dell'entrata (Tabella n. 1).

Art. 3
Stato di previsione del Ministero dell'economia
e delle finanze e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'economia e delle finanze, per l'anno finanziario 2017,
    in conformita' all'annesso stato di previsione (Tabella n. 2).
  2. L'importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all'estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per
    regolazioni debitorie, e' stabilito, per l'anno 2017, in 59.500
    milioni di euro.
  3. I limiti di cui all'articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE
    Spa - Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per
    l'anno finanziario 2017, rispettivamente, in 5.000 milioni di euro
    per le garanzie di durata fino a ventiquattro mesi e in 14.000
    milioni di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro
    mesi.
  4. La SACE Spa e' altresi' autorizzata, per l'anno finanziario 2017, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente
    alle attivita' di cui all'articolo 11-quinquies, comma 4, del
    decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per
    cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 3 del presente
    articolo.
  5. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 26, 27, 28 e 29 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, inseriti nel programma «Fondi
    di riserva e speciali», nell'ambito della missione «Fondi da
    ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
    delle finanze, sono stabiliti, per l'anno finanziario 2017,
    rispettivamente, in 1.000 milioni di euro, 1.200 milioni di euro,
    2.000 milioni di euro, 400 milioni di euro e 6.920 milioni di euro.
  6. Per gli effetti di cui all'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono considerate spese obbligatorie, per l'anno
    finanziario 2017, quelle descritte nell'elenco n. 1, allegato allo
    stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
  7. Le spese per le quali si puo' esercitare la facolta' prevista dall'articolo 28 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, sono indicate,
    per l'anno finanziario 2017, nell'elenco n. 2, allegato allo stato di
    previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
  8. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la mobilita' sanitaria in attuazione dell'articolo 12, comma 3, lettera b), del
    decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, il Ministro
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri
    decreti, alla riassegnazione al programma «Concorso dello Stato al
    finanziamento della spesa sanitaria», nell'ambito della missione
    «Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
    finanziario 2017, delle somme versate all'entrata del bilancio dello
    Stato dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.
  9. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma
    «Protezione sociale per particolari categorie», azione «Promozione e garanzia delle pari opportunita'», nell'ambito della missione
    «Diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
    finanziario 2017, delle somme affluite all'entrata del bilancio dello
    Stato, derivanti dai contributi destinati dall'Unione europea alle
    attivita' poste in essere dalla Commissione per le pari opportunita'
    fra uomo e donna.
  10. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme
    occorrenti per l'effettuazione delle elezioni politiche,
    amministrative e dei membri del Parlamento europeo spettanti
    all'Italia e per l'attuazione dei referendum, dal programma «Fondi da
    assegnare», nell'ambito della missione «Fondi da ripartire» dello
    stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
    l'anno finanziario 2017, ai competenti programmi degli stati di
    previsione del medesimo Ministero dell'economia e delle finanze e dei
    Ministeri della giustizia, degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, dell'interno e della difesa per lo stesso anno
    finanziario, per l'effettuazione di spese relative a competenze
    spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei
    presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi
    agli estranei all'amministrazione, a missioni, a premi, a indennita'
    e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e
    trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di
    viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e
    telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione
    e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad
    altre esigenze derivanti dall'effettuazione delle predette
    consultazioni elettorali.
  11. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a trasferire, con propri decreti, per l'anno 2017, ai capitoli del
    titolo III (Rimborso di passivita' finanziarie) degli stati di
    previsione delle amministrazioni interessate le somme iscritte, per
    competenza e per cassa, nel programma «Rimborsi del debito statale»,
    nell'ambito della missione «Debito pubblico» dello stato di
    previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, in relazione
    agli oneri connessi alle operazioni di rimborso anticipato o di
    rinegoziazione dei mutui con onere a totale o parziale carico dello
    Stato.
  12. Nell'elenco n. 5, allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, sono indicate le spese per
    le quali si possono effettuare, per l'anno finanziario 2017,
    prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all'articolo 9, comma
    4, della legge 1º dicembre 1986, n. 831, iscritto nel programma
    «Prevenzione e repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali», nell'ambito della missione «Politiche
    economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica»,
    nonche' nel programma «Concorso della Guardia di Finanza alla
    sicurezza pubblica», nell'ambito della missione «Ordine pubblico e
    sicurezza» del medesimo stato di previsione.
  13. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo
    937 del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto
    legislativo 15 marzo 2010, n. 66, da mantenere in servizio nell'anno
    2017, ai sensi dell'articolo 803 del medesimo codice, e' stabilito in
    70 unita'.
  14. Le somme iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, assegnate dal CIPE con propria delibera alle
    amministrazioni interessate ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della
    legge 17 maggio 1999, n. 144, per l'anno finanziario 2017, destinate
    alla costituzione di unita' tecniche di supporto alla programmazione,
    alla valutazione e al monitoraggio degli investimenti pubblici, sono
    versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,
    con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, negli stati
    di previsione delle amministrazioni medesime.
  15. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, alla
    riassegnazione ad apposito capitolo di spesa dello stato di
    previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, nella misura
    stabilita con proprio decreto, delle somme versate nell'ambito della
    voce «Entrate derivanti dal controllo e repressione delle
    irregolarita' e degli illeciti» dello stato di previsione
    dell'entrata, dalla societa' Equitalia Giustizia Spa, a titolo di
    utili relativi alla gestione finanziaria del fondo di cui
    all'articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
  16. Il Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti, provvede, nell'anno finanziario 2017, all'adeguamento degli
    stanziamenti dei capitoli destinati al pagamento dei premi e delle
    vincite dei giochi pronostici, delle scommesse e delle lotterie, in
    corrispondenza con l'effettivo andamento delle relative riscossioni.
  17. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione al programma
    «Analisi, monitoraggio e controllo della finanza pubblica e politiche di bilancio», nell'ambito della missione «Politiche
    economico-finanziarie e di bilancio e tutela della finanza pubblica»
    dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
    per l'anno finanziario 2017, delle somme versate all'entrata del
    bilancio dello Stato relative alla gestione liquidatoria del Fondo
    gestione istituti contrattuali lavoratori portuali ed alla gestione
    liquidatoria denominata «Particolari e straordinarie esigenze, anche
    di ordine pubblico, della citta' di Palermo».
  18. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini
    di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli 2214 e
    2223 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
    finanze per l'anno finanziario 2017, iscritti nel programma «Oneri
    per il servizio del debito statale» e tra gli stanziamenti dei
    capitoli 9502 e 9503 del medesimo stato di previsione, iscritti nel
    programma «Rimborsi del debito statale», al fine di provvedere alla
    copertura del fabbisogno di tesoreria derivante dalla contrazione di
    mutui ovvero da analoghe operazioni finanziarie, qualora tale
    modalita' di finanziamento risulti piu' conveniente per la finanza
    pubblica rispetto all'emissione di titoli del debito pubblico.

Art. 4
Stato di previsione del Ministero
dello sviluppo economico e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dello sviluppo economico, per l'anno finanziario 2017, in
    conformita' all'annesso stato di previsione (Tabella n. 3).
  2. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410, convertito
    dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513, recante interventi urgenti a
    sostegno dell'occupazione nelle aree di crisi siderurgica, resesi
    disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate
    all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate,
    nell'anno finanziario 2017, con decreti del Ministro dell'economia e
    delle finanze, allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo
    economico, ai fini di cui al medesimo articolo 1 del decreto-legge n.
    410 del 1993.
  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello
    sviluppo economico, per l'anno finanziario 2017, variazioni
    compensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra i
    capitoli dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
    economico, anche tra missioni e programmi diversi, ivi compresa la
    modifica della denominazione dei centri di responsabilita'
    amministrativa, connesse con l'attuazione del decreto legislativo 18
    agosto 2015, n. 145.

Art. 5
Stato di previsione del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l'anno
    finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di previsione
    (Tabella n. 4).
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche
    sociali, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, variazioni
    compensative in termini di residui, di competenza e di cassa tra i
    capitoli dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle
    politiche sociali, anche tra missioni e programmi diversi, connesse
    con l'attuazione dei decreti legislativi 14 settembre 2015, n. 149 e
    n. 150.

Art. 6
Stato di previsione del Ministero della giustizia
e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della giustizia, per l'anno finanziario 2017, in
    conformita' all'annesso stato di previsione (Tabella n. 5).
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, in termini di
    competenza e di cassa, delle somme versate dal Comitato olimpico
    nazionale italiano (CONI), dalle regioni, dalle province, dai comuni
    e da altri enti pubblici e privati all'entrata del bilancio dello
    Stato, relativamente alle spese per il mantenimento, per l'assistenza
    e per la rieducazione di detenuti e internati, per gli interventi e
    gli investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni
    detentive e delle attivita' trattamentali, nonche' per le attivita'
    sportive del personale del Corpo di polizia penitenziaria e di
    detenuti e internati, nel programma «Amministrazione penitenziaria» e
    nel programma «Giustizia minorile e di comunita'», nell'ambito della
    missione «Giustizia» dello stato di previsione del Ministero della
    giustizia per l'anno finanziario 2017.

Art. 7
Stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
    per l'anno finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di
    previsione (Tabella n. 6).
  2. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e' autorizzato ad effettuare, previe intese con il
    Ministero dell'economia e delle finanze, operazioni in valuta estera
    non convertibile pari alle disponibilita' esistenti nei conti
    correnti valuta Tesoro costituiti presso le rappresentanze
    diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi dell'articolo 5 della
    legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni, e che
    risultino intrasferibili per effetto di norme o disposizioni locali.
    Il relativo controvalore in euro e' acquisito all'entrata del
    bilancio dello Stato ed e' contestualmente iscritto, con decreti del
    Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base delle indicazioni
    del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale, nei pertinenti programmi dello stato di previsione
    del medesimo Ministero per l'anno finanziario 2017, per
    l'effettuazione di spese connesse alle esigenze di funzionamento,
    mantenimento e acquisto delle sedi diplomatiche e consolari, degli
    istituti di cultura e delle scuole italiane all'estero. Il Ministero
    degli affari esteri e della cooperazione internazionale e' altresi'
    autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita', operazioni in
    valuta estera pari alle disponibilita' esistenti nei conti correnti
    valuta Tesoro in valute inconvertibili o intrasferibili individuate,
    ai fini delle operazioni di cui al presente comma, dal Dipartimento
    del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze su richiesta
    della competente Direzione generale del Ministero degli affari esteri
    e della cooperazione internazionale.

Art. 8
Stato di previsione del Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, per
    l'anno finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di
    previsione (Tabella n. 7).

Art. 9
Stato di previsione del Ministero dell'interno
e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'interno, per l'anno finanziario 2017, in conformita'
    all'annesso stato di previsione (Tabella n. 8).
  2. Le somme versate dal CONI nell'ambito della voce «Entrate derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni statali» dello stato
    di previsione dell'entrata sono riassegnate, con decreti del Ministro
    dell'economia e delle finanze, al programma «Prevenzione dal rischio
    e soccorso pubblico», nell'ambito della missione «Soccorso civile»
    dello stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno
    finanziario 2017, per essere destinate alle spese relative
    all'educazione fisica, all'attivita' sportiva e alla costruzione, al
    completamento e all'adattamento di infrastrutture sportive
    concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
  3. Nell'elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del Ministero dell'interno, sono indicate le spese per le quali si possono
    effettuare, per l'anno finanziario 2017, prelevamenti dal fondo a
    disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all'articolo 1 della
    legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nel programma
    «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell'ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza».
  4. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa
    dello stato di previsione del Ministero dell'interno, occorrenti per
    l'attuazione delle disposizioni recate dall'articolo 61 del decreto
    legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni,
    dall'articolo 10, comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e
    successive modificazioni, e dall'articolo 8, comma 5, della legge 3
    maggio 1999, n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti
    locali.
  5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a trasferire, con propri decreti, su proposta del Ministro
    dell'interno, agli stati di previsione dei Ministeri interessati per
    l'anno finanziario 2017, le risorse iscritte nel capitolo 2313,
    istituito nel programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo
    della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con le
    confessioni religiose», nell'ambito della missione «Immigrazione,
    accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del
    Ministero dell'interno, e nel capitolo 2872, istituito nel programma
    «Pianificazione e coordinamento Forze di polizia», nell'ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di
    previsione, in attuazione dell'articolo 1, comma 562, della legge 23
    dicembre 2005, n. 266, dell'articolo 34 del decreto-legge 1º ottobre
    2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre
    2007, n. 222, e delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 106,
    della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
  6. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, per l'anno finanziario 2017, con propri decreti, nello
    stato di previsione del Ministero dell'interno, le variazioni
    compensative di bilancio anche tra i titoli della spesa, occorrenti
    per l'attuazione delle disposizioni recate dai decreti legislativi 14
    marzo 2011, n. 23, e 6 maggio 2011, n. 68, in materia di federalismo
    fiscale municipale e di autonomia di entrata delle province.
  7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a riassegnare, con propri decreti, nello stato di previsione del
    Ministero dell'interno, per l'anno finanziario 2017, i contributi
    relativi al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno, di cui
    all'articolo 5, comma 2-ter, del testo unico di cui al decreto
    legislativo 25 luglio 1998, n. 286, versati all'entrata del bilancio
    dello Stato e destinati, ai sensi dell'articolo 14-bis del medesimo
    testo unico, al Fondo rimpatri, finalizzato a finanziare le spese per
    il rimpatrio degli stranieri verso i Paesi di origine ovvero di
    provenienza.
  8. Al fine di reperire le risorse occorrenti per il finanziamento dei programmi di rimpatrio volontario ed assistito di cittadini di
    Paesi terzi verso il Paese di origine o di provenienza, ai sensi
    dell'articolo 14-ter del testo unico di cui al decreto legislativo 25
    luglio 1998, n. 286, il Ministro dell'economia e delle finanze e'
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del
    Ministro dell'interno, per l'anno finanziario 2017, le occorrenti
    variazioni compensative di bilancio, nello stato di previsione del
    Ministero dell'interno, anche tra missioni e programmi diversi.
  9. Ferma restando l'adozione dello specifico sistema di erogazione unificata di competenze fisse e accessorie al personale da parte
    delle amministrazioni dello Stato, al fine di consentire l'erogazione
    nell'anno successivo delle somme rimaste da pagare alla fine di
    ciascun esercizio finanziario a titolo di competenze accessorie, per
    tutti gli appartenenti alle Forze di polizia si applicano le
    disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 2 del decreto del
    Ministro dell'economia e delle finanze 1º dicembre 2010, pubblicato
    nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 16 dicembre 2010.
  10. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni compensative di bilancio tra i programmi di spesa dello
    stato di previsione del Ministero dell'interno «Elaborazione,
    quantificazione e assegnazione delle risorse finanziarie da
    attribuire agli enti locali» e «Gestione dell'albo dei segretari
    comunali e provinciali», in relazione alle minori o maggiori
    occorrenze connesse alla gestione dell'albo dei segretari provinciali
    e comunali necessarie ai sensi dell'articolo 7, comma 31-ter, del
    decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e dell'articolo 10 del
    decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

Art. 10
Stato di previsione del Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per
    l'anno finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di
    previsione (Tabella n. 9).

Art. 11
Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l'anno
    finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di previsione
    (Tabella n. 10).
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle
    infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di
    cassa nello stato di previsione dell'entrata e in quello del
    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l'anno
    finanziario 2017, per gli adempimenti previsti dalla legge 6 giugno
    1974, n. 298, nonche' dall'articolo 10 del regolamento di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634,
    concernente la disciplina dell'ammissione all'utenza del servizio di
    informatica del centro elaborazione dati del Dipartimento per i
    trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale del
    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  3. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media
    nell'anno 2017, ai sensi dell'articolo 803 del codice di cui al
    decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e' stabilito come segue:
    200 ufficiali in ferma prefissata o in rafferma, di cui alla lettera
    c) del comma 1 dell'articolo 937 del codice di cui al decreto
    legislativo n. 66 del 2010; 70 ufficiali piloti di complemento, di
    cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 937 del codice di cui
    al decreto legislativo n. 66 del 2010.
  4. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l'Accademia navale
    e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l'anno 2017, e'
    fissato in 136 unita'.
  5. Nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo delle
    capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali possono
    effettuarsi, per l'anno finanziario 2017, i prelevamenti dal fondo a
    disposizione iscritto nel programma «Sicurezza e controllo nei mari,
    nei porti e sulle coste», nell'ambito della missione «Ordine pubblico
    e sicurezza» del medesimo stato di previsione.
  6. Ai sensi dell'articolo 2 del regolamento per i servizi di cassa e contabilita' delle Capitanerie di porto, di cui al regio decreto 6
    febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza possono
    essere versati in conto corrente postale dai funzionari delegati.
  7. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla
    gestione dei fondi di pertinenza delle Capitanerie di porto. Alle
    spese per la manutenzione e l'esercizio dei mezzi nautici, terrestri
    e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e infrastrutture
    occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei porti e delle
    caserme delle Capitanerie di porto, di cui al programma «Sicurezza e
    controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell'ambito della
    missione «Ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del
    Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per
    l'anno finanziario 2017, le disposizioni dell'articolo 61-bis del
    regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla contabilita' generale
    dello Stato.

Art. 12
Stato di previsione del Ministero della difesa
e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della difesa, per l'anno finanziario 2017, in conformita'
    all'annesso stato di previsione (Tabella n. 11).
  2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media nell'anno 2017, ai sensi dell'articolo 803
    del codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e'
    stabilito come segue:
    a) ufficiali ausiliari, di cui alle lettere a) e c) del comma 1 dell'articolo 937 del codice di cui al decreto legislativo n. 66 del
    2010:
    1) Esercito n. 56; 2) Marina n. 27; 3) Aeronautica n. 63; 4) Carabinieri n. 0; b) ufficiali ausiliari piloti di complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 937 del codice di cui al decreto
    legislativo n. 66 del 2010:
    1) Esercito n. 0; 2) Marina n. 22; 3) Aeronautica n. 13; c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento, di cui alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 937 del codice di cui al decreto
    legislativo n. 66 del 2010:
    1) Esercito n. 98; 2) Marina n. 18; 3) Aeronautica n. 25; 4) Carabinieri n. 10.
  3. La consistenza organica degli allievi ufficiali delle accademie delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, di cui alla
    lettera b) del comma 1 dell'articolo 803 del codice di cui al decreto
    legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni, e'
    fissata, per l'anno 2017, come segue:
    1) Esercito n. 280; 2) Marina n. 290; 3) Aeronautica n. 245; 4) Carabinieri n. 105.
  4. La consistenza organica degli allievi delle scuole sottufficiali delle Forze armate, esclusa l'Arma dei carabinieri, di cui alla
    lettera b-bis) del comma 1 dell'articolo 803 del codice di cui al
    decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e' stabilita, per l'anno
    2017, come segue:
    1) Esercito n. 420; 2) Marina n. 306; 3) Aeronautica n. 286.
  5. La consistenza organica degli allievi delle scuole militari, di cui alla lettera b-ter) del comma 1 dell'articolo 803 del codice di
    cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e' stabilita, per
    l'anno 2017, come segue:
    1) Esercito n. 480; 2) Marina n. 195; 3) Aeronautica n. 135.
  6. Alle spese per accordi internazionali, specificamente afferenti alle infrastrutture multinazionali dell'Alleanza atlantica (NATO), di
    cui al programma «Servizi e affari generali per le amministrazioni di
    competenza», nell'ambito della missione «Servizi istituzionali e
    generali delle amministrazioni pubbliche» ed ai programmi
    «Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza» e «Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari», nell'ambito della missione «Difesa e sicurezza del
    territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, si
    applicano, per l'anno 2017, le disposizioni contenute nell'articolo
    61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, sulla
    contabilita' generale dello Stato.
  7. Alle spese per le infrastrutture multinazionali della NATO, sostenute a carico dei programmi «Servizi ed affari generali per le
    amministrazioni di competenza», «Approntamento e impiego Carabinieri
    per la difesa e la sicurezza» e «Pianificazione generale delle Forze
    Armate e approvvigionamenti militari», nell'ambito della missione
    «Difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero della difesa, per l'anno finanziario 2017, si applicano le
    direttive che definiscono le procedure di negoziazione ammesse dalla
    NATO in materia di affidamento dei lavori.
  8. Negli elenchi n. 1 e n. 2 allegati allo stato di previsione del Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali si
    possono effettuare, per l'anno finanziario 2017, i prelevamenti dai
    fondi a disposizione relativi alle tre Forze armate e all'Arma dei
    carabinieri, ai sensi dell'articolo 613 del codice di cui al decreto
    legislativo 15 marzo 2010, n. 66.
  9. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti
    programmi dello stato di previsione del Ministero della difesa, per
    l'anno finanziario 2017, delle somme versate all'entrata del bilancio
    dello Stato dal CONI, destinate alle attivita' sportive del personale
    militare e civile della difesa.
  10. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione ai pertinenti
    capitoli del programma «Approntamento e impiego Carabinieri per la
    difesa e la sicurezza», nell'ambito della missione «Difesa e
    sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero
    della difesa, per l'anno finanziario 2017, delle somme versate
    all'entrata del bilancio dello Stato dalla Banca d'Italia per i
    servizi di vigilanza e custodia resi presso le proprie sedi dal
    personale dell'Arma dei carabinieri.

Art. 13
Stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l'anno
    finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di previsione
    (Tabella n. 12).
  2. Per l'attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
    decreti, nell'ambito della parte corrente e nell'ambito del conto
    capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche
    agricole alimentari e forestali, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di
    cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione delle risorse
    tra i vari settori d'intervento del Programma nazionale della pesca e
    dell'acquacoltura.
  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme iscritte
    nel capitolo 2827 del programma «Politiche europee ed internazionali
    e dello sviluppo rurale», nell'ambito della missione «Agricoltura,
    politiche agroalimentari e pesca» dello stato di previsione del
    Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l'anno
    finanziario 2017, ai competenti capitoli dello stato di previsione
    del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per il
    medesimo anno, secondo la ripartizione percentuale indicata
    all'articolo 24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
  4. Per l'anno finanziario 2017 il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, nello stato
    di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
    forestali, le variazioni compensative di bilancio, in termini di
    competenza e di cassa, occorrenti per l'attuazione di quanto
    stabilito dagli articoli 12 e 23-quater del decreto-legge 6 luglio
    2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
    2012, n. 135, e successive modificazioni, in ordine alla soppressione
    e riorganizzazione di enti vigilati dal medesimo Ministero.
  5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a ripartire, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, tra i
    pertinenti programmi dello stato di previsione del Ministero delle
    politiche agricole alimentari e forestali, le somme iscritte, in
    termini di residui, di competenza e di cassa, nel capitolo 7810
    «Somme da ripartire per assicurare la continuita' degli interventi pubblici nel settore agricolo e forestale» istituito nel programma
    «Politiche competitive, della qualita' agroalimentare, della pesca, dell'ippica e mezzi tecnici di produzione», nell'ambito della
    missione «Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca» del medesimo
    stato di previsione, destinato alle finalita' di cui alla legge 23
    dicembre 1999, n. 499, recante razionalizzazione degli interventi nel
    settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.
  6. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, ai pertinenti
    programmi dello stato di previsione del Ministero delle politiche
    agricole alimentari e forestali, per l'anno finanziario 2017, delle
    somme versate all'entrata del bilancio dello Stato da amministrazioni
    ed enti pubblici in virtu' di accordi di programma, convenzioni ed
    intese per il raggiungimento di finalita' comuni in materia di
    telelavoro, ai sensi dell'articolo 4 della legge 16 giugno 1998, n.
    191, dell'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, e dell'articolo 15 della legge
    7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

Art. 14
Stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita'
culturali e del turismo e disposizioni relative

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, per
    l'anno finanziario 2017, in conformita' all'annesso stato di
    previsione (Tabella n. 13).
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dei beni e
    delle attivita' culturali e del turismo, per l'anno finanziario 2017,
    le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui, di
    competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nel programma
    «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo» e nel programma «Sostegno, valorizzazione e tutela del settore
    cinema e audiovisivo», nell'ambito della missione «Tutela e
    valorizzazione dei beni e attivita' culturali e paesaggistici» dello
    stato di previsione del Ministero dei beni e delle attivita'
    culturali e del turismo relativi al Fondo unico per lo spettacolo.
  3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di bilancio, per l'anno finanziario 2017, il Ministro dell'economia e
    delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti,
    adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attivita'
    culturali e del turismo, comunicati alle competenti Commissioni
    parlamentari e trasmessi alla Corte dei conti per la registrazione,
    le occorrenti variazioni compensative di bilancio, in termini di
    competenza e di cassa, tra i capitoli iscritti nei pertinenti
    programmi dello stato di previsione del Ministero dei beni e delle
    attivita' culturali e del turismo, relativi agli acquisti ed alle
    espropriazioni per pubblica utilita', nonche' per l'esercizio del
    diritto di prelazione da parte dello Stato su immobili di interesse
    archeologico e monumentale e su cose di arte antica, medievale,
    moderna e contemporanea e di interesse artistico e storico, nonche'
    su materiale archivistico pregevole e materiale bibliografico,
    raccolte bibliografiche, libri, documenti, manoscritti e
    pubblicazioni periodiche, ivi comprese le spese derivanti
    dall'esercizio del diritto di prelazione, del diritto di acquisto
    delle cose denunciate per l'esportazione e dell'espropriazione, a
    norma di legge, di materiale bibliografico prezioso e raro.

Art. 15
Stato di previsione del Ministero della salute

  1. Sono autorizzati l'impegno e il pagamento delle spese del Ministero della salute, per l'anno finanziario 2017, in conformita'
    all'annesso stato di previsione (Tabella n. 14).

Art. 16
Totale generale della spesa

  1. Sono approvati, rispettivamente, in euro 861.047.385.808, in euro 840.467.437.456 e in euro 846.363.079.483 in termini di
    competenza, nonche' in euro 879.681.277.369, in euro 846.168.154.985
    e in euro 850.418.146.132 in termini di cassa, i totali generali
    della spesa dello Stato per il triennio 2017-2019.

Art. 17
Quadro generale riassuntivo

  1. E' approvato, in termini di competenza e di cassa, per il triennio 2017-2019, il quadro generale riassuntivo del bilancio dello
    Stato, con le tabelle allegate.

Art. 18
Disposizioni diverse

  1. In relazione all'accertamento dei residui di entrata e di spesa per i quali non esistono nel bilancio di previsione i corrispondenti
    capitoli nell'ambito dei programmi interessati, il Ministro
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad istituire gli
    occorrenti capitoli nei pertinenti programmi con propri decreti da
    comunicare alla Corte dei conti.
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti,
    su proposta dei Ministri interessati, per l'anno finanziario 2017, le
    disponibilita' esistenti su altri programmi degli stati di previsione
    delle amministrazioni competenti a favore di appositi programmi
    destinati all'attuazione di interventi cofinanziati dall'Unione
    europea.
  3. In relazione ai provvedimenti di riordino delle amministrazioni pubbliche, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei
    Ministri competenti, e' autorizzato ad apportare, con propri decreti,
    da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti, per l'anno
    finanziario 2017, le variazioni compensative di bilancio in termini
    di residui, di competenza e di cassa, ivi comprese l'istituzione, la
    modifica e la soppressione di programmi, che si rendano necessarie in
    relazione all'accorpamento di funzioni o al trasferimento di
    competenze.
  4. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni
    parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che
    nell'esercizio finanziario 2017 e in quello in corso siano stati
    interessati dai processi di ristrutturazione di cui al comma 3,
    nonche' da quelli previsti da altre normative vigenti, possono essere
    effettuate variazioni compensative, in termini di residui, di
    competenza e di cassa, limitatamente alle autorizzazioni di spesa
    aventi natura di fabbisogno, nonche' tra capitoli di programmi dello
    stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento
    per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente
    connessi con l'operativita' delle amministrazioni.
  5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio connesse con l'attuazione dei contratti
    collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle
    amministrazioni dello Stato, stipulati ai sensi dell'articolo 40 del
    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
    modificazioni, nonche' degli accordi sindacali e dei provvedimenti di
    concertazione, adottati ai sensi dell'articolo 2 del decreto
    legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni, per
    quanto concerne il trattamento economico fondamentale e accessorio
    del personale interessato.
  6. Le risorse finanziarie relative ai fondi destinati all'incentivazione del personale civile dello Stato, delle Forze
    armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dei Corpi di
    polizia, nonche' quelle per la corresponsione del trattamento
    economico accessorio del personale dirigenziale, non utilizzate alla
    chiusura dell'esercizio, sono conservate nel conto dei residui per
    essere utilizzate nell'esercizio successivo. Il Ministro
    dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
    decreti, per l'anno finanziario 2017, le variazioni di bilancio
    occorrenti per l'utilizzazione dei predetti fondi conservati.
  7. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di
    previsione delle amministrazioni statali interessate, per l'anno
    finanziario 2017, delle somme rimborsate dalla Commissione europea
    per spese sostenute dalle amministrazioni medesime a carico dei
    pertinenti programmi dei rispettivi stati di previsione, affluite al
    fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987,
    n. 183, e successivamente versate all'entrata del bilancio dello
    Stato.
  8. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio negli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate, occorrenti per l'attuazione dei decreti
    del Presidente del Consiglio dei ministri emanati ai sensi
    dell'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
    modificazioni, e dei decreti legislativi concernenti il conferimento
    di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli
    enti locali, in attuazione del capo I della medesima legge n. 59 del
    1997, e successive modificazioni.
  9. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, nei pertinenti programmi degli stati
    di previsione delle amministrazioni interessate, per l'anno
    finanziario 2017, le variazioni di bilancio occorrenti per
    l'applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,
    concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale.
  10. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di
    previsione delle amministrazioni interessate, per l'anno finanziario
    2017, delle somme versate all'entrata a titolo di contribuzione alle
    spese di gestione degli asili nido istituiti presso le
    amministrazioni statali ai sensi dell'articolo 70, comma 5, della
    legge 28 dicembre 2001, n. 448, nonche' di quelle versate a titolo di
    contribuzione alle spese di gestione di servizi ed iniziative
    finalizzati al benessere del personale.
  11. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell'ambito degli stati di previsione
    di ciascun Ministero, per l'anno finanziario 2017, le variazioni
    compensative di bilancio tra i capitoli interessati al pagamento
    delle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi di
    pagamento con il sistema denominato «cedolino unico», ai sensi
    dell'articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
  12. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio compensative occorrenti per l'attuazione
    dell'articolo 14, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
  13. In attuazione dell'articolo 30, comma 4, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro dell'economia e delle finanze e'
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario
    2017, le variazioni compensative, in termini di competenza e di
    cassa, tra gli stanziamenti dei capitoli degli stati di previsione
    dei Ministeri, delle spese per interessi passivi e per rimborso di
    passivita' finanziarie relative ad operazioni di mutui il cui onere
    di ammortamento e' posto a carico dello Stato.
  14. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio compensative occorrenti in relazione alle
    riduzioni dei trasferimenti agli enti territoriali, disposte ai sensi
    dell'articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e
    successive modificazioni.
  15. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a riassegnare, per l'anno finanziario 2017, con propri decreti, negli
    stati di previsione delle amministrazioni competenti per materia, che
    subentrano, ai sensi della normativa vigente, nella gestione delle
    residue attivita' liquidatorie degli organismi ed enti vigilati dallo
    Stato, sottoposti a liquidazione coatta amministrativa in base
    all'articolo 12, comma 40, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e
    successive modificazioni, le somme residuali al 31 dicembre 2016
    versate all'entrata del bilancio dello Stato dai commissari
    liquidatori cessati dall'incarico.
  16. Le somme stanziate sul capitolo 1896 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, destinate al CONI per il
    finanziamento dello sport, e sul capitolo 2295 dello stato di
    previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
    forestali, destinate agli interventi gia' di competenza della
    soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, per il
    finanziamento del monte premi delle corse, in caso di mancata
    adozione del decreto previsto dall'articolo 1, comma 281, della legge
    30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, o, comunque,
    nelle more dell'emanazione dello stesso, costituiscono determinazione
    della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti
    da giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione allo
    Stato ai sensi del comma 282 del medesimo articolo 1 della legge n.
    311 del 2004.
  17. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio negli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate, occorrenti per l'attuazione
    dell'articolo 10 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125,
    relativo al trasferimento delle risorse umane, strumentali e
    finanziarie del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica
    del Ministero dello sviluppo economico alla Presidenza del Consiglio
    dei ministri e all'Agenzia per la coesione territoriale.
  18. Le risorse finanziarie iscritte nei fondi connessi alla sistemazione di partite contabilizzate in conto sospeso nonche' da
    destinare alle regioni, alle province autonome e agli altri enti
    territoriali, istituiti negli stati di previsione dei Ministeri
    interessati, in relazione all'eliminazione dei residui passivi di
    bilancio e alla cancellazione dei residui passivi perenti, a seguito
    dell'attivita' di ricognizione svolta in attuazione dell'articolo 49,
    comma 2, lettere c) e d), del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,
    sono ripartite con decreti del Ministro competente.
  19. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle variazioni compensative per il
    triennio 2017-2019 tra i programmi degli stati di previsione dei
    Ministeri interessati e il capitolo 3465, articolo 2, dello stato di
    previsione dell'entrata, in relazione al contributo alla finanza
    pubblica previsto dal comma 6 dell'articolo 46 del decreto-legge 24
    aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
    giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, da attribuire con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri a carico delle
    regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
  20. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione, tra le diverse
    finalita' di spesa, delle risorse finanziarie iscritte negli stati di
    previsione del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero
    dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in attuazione
    dell'articolo 19, commi 2 e 3, del decreto legislativo 13 marzo 2013,
    n. 30.
  21. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, negli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate, per l'anno finanziario 2017, le
    variazioni di bilancio occorrenti per la riduzione degli stanziamenti
    dei capitoli relativi alle spese correnti per l'acquisto di beni e
    servizi in applicazione di quanto disposto dall'articolo 2, comma
    222-quater, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive
    modificazioni.
  22. Le assegnazioni disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per corrispondere a eccezionali
    indilazionabili esigenze di servizio, per l'anno finanziario 2017,
    tengono conto anche delle risorse finanziarie gia' iscritte sui
    pertinenti capitoli degli stati di previsione dei Ministeri
    interessati al fine di assicurare la tempestiva corresponsione delle
    somme dovute al personale e ammontanti al 50 per cento delle risorse
    complessivamente autorizzate per le medesime finalita' nell'anno
    1. L'utilizzazione delle risorse e' subordinata alla registrazione
      del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da parte
      dei competenti organi di controllo.
  23. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, su proposta dei Ministri competenti,
    per l'anno finanziario 2017, le variazioni compensative, anche tra
    programmi diversi del medesimo stato di previsione, in termini di
    residui, di competenza e di cassa, che si rendano necessarie nel caso
    di sentenze definitive anche relative ad esecuzione forzata nei
    confronti delle amministrazioni dello Stato.
  24. In relazione al pagamento delle competenze accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato «cedolino
    unico», ai sensi dell'articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre
    2009, n. 191, il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta
    del Ministro dell'interno, e' autorizzato a ripartire, con propri
    decreti, fra gli stati di previsione delle amministrazioni
    interessate, per l'anno finanziario 2017, i fondi iscritti nello
    stato di previsione del Ministero dell'interno, nell'ambito della
    missione «Ordine pubblico e sicurezza», programma «Servizio
    permanente dell'Arma dei Carabinieri per la tutela dell'ordine e la
    sicurezza pubblica» e programma «Pianificazione e coordinamento Forze
    di polizia», concernenti il trattamento accessorio del personale
    delle Forze di polizia e del personale alle dipendenze della
    Direzione investigativa antimafia.
  25. In relazione al pagamento delle competenze fisse e accessorie mediante ordini collettivi di pagamento con il sistema denominato
    «cedolino unico», ai sensi dell'articolo 2, comma 197, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il Ministro dell'economia e delle finanze e'
    autorizzato a riassegnare nello stato di previsione del Ministero
    della difesa, per l'anno finanziario 2017, le somme versate in
    entrata concernenti le competenze fisse e accessorie del personale
    dell'Arma dei carabinieri in forza extraorganica presso le altre
    amministrazioni.
  26. Su proposta del Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, per l'anno
    finanziario 2017, le variazioni compensative negli stati di
    previsione delle amministrazioni interessate, tra le spese per la
    manutenzione dei beni acquistati nell'ambito delle dotazioni tecniche
    e logistiche per le esigenze delle sezioni di polizia giudiziaria,
    iscritte nell'ambito della missione «Ordine pubblico e sicurezza»,
    programma «Contrasto al crimine, tutela dell'ordine e della sicurezza
    pubblica».
  27. Ai fini dell'attuazione del programma di interventi previsto dall'articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n.
    102, finanziato ai sensi del comma 12 del medesimo articolo, il
    Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
    con propri decreti, su proposta del Ministro dello sviluppo
    economico, per l'anno finanziario 2017, variazioni compensative, in
    termini di residui, di competenza e di cassa, tra i capitoli dello
    stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico relativi
    all'attuazione del citato programma di interventi e i correlati
    capitoli degli stati di previsione del Ministero dell'economia e
    delle finanze e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
  28. In relazione alla razionalizzazione delle funzioni di polizia e all'assorbimento del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei
    carabinieri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, il
    Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare,
    con propri decreti, per l'anno finanziario 2017, le opportune
    variazioni compensative di bilancio tra gli stati di previsione delle
    amministrazioni interessate.
  29. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di
    previsione delle amministrazioni interessate, per l'anno finanziario
    2017, delle somme versate all'entrata del bilancio dello stato
    dall'Unione europea, dalle pubbliche amministrazioni e da enti
    pubblici e privati, a titolo di contribuzione alle spese di
    promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle
    amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto
    2015, n. 124.
  30. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a ripartire, tra gli stati di previsione dei Ministeri interessati, le
    risorse del capitolo «Fondo da ripartire per la sistemazione
    contabile delle partite iscritte al conto sospeso», iscritto nello
    stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
    l'anno finanziario 2017. Le risorse del suddetto fondo non utilizzate
    nel corso dello stesso esercizio sono conservate in bilancio al
    termine dell'anno 2017 per essere utilizzate nell'esercizio
    successivo.

Art. 19
Entrata in vigore

  1. La presente legge, salvo quanto diversamente previsto, entra in vigore il 1º gennaio 2017.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, addi' 11 dicembre 2016

                         MATTARELLA 
    
    
    
               Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri   
    
    
               Padoan, Ministro dell'economia e delle finanze 
    

Visto, il Guardasigilli: Orlando