MEZZO SIGARO E LA CLASSIFICA DEI PORTI: CON LA CONTSHIP CAGLIARI ULTIMO, LA SPEZIA PRIMO

C'è qualcosa che non quadra: la Contship, la società che gestiva il porto canale di Cagliari era concessionaria di diversi porti, ma due in particolare fanno strabuzzare gli occhi, quello di La Spezia e quello cagliaritano.

Secondo la periodica analisi delle performance operative economico-finanziarie dei terminal container italiani svolta da Fedespedi, l’associazione delle case di spedizione, il porto di La Spezia è il primo in Italia, Cagliari è l'ultimo.

Si tratta di un'analisi spietata fatta di numeri dai quali emerge un dato inequivocabile: non c'è nessuna crisi del transhipment e i guadagni degli azionisti vanno a gonfie vele!

Ve la ricordate la comparsata di Deiana davanti ai lavoratori davanti al molo dogana che, con mezzo sigaro saccente, spiegava che il transhipment era in crisi ovunque?

I lavoratori levarono un boato di disapprovazione: ma cosa stai dicendo gli urlarono!

Lui insisteva, sospinto dalle spallucce, lasciatevelo dire da un esperto: ci sono grosse difficoltà e la Contship è in crisi!

Ovviamente sapeva che non era così, anzi, l'esatto contrario. Bisognava, però, dissuadere i portuali dalla convinzione che ci fossero giochi spregiudicati sulla loro testa.

I dati di oggi confermano che quei giochi c'erano e si sono consumati sulla loro pelle.

I terminal container italiani riescono ad attrarre volumi di traffico capaci di produrre vere e proprie fabbriche di denaro sopratutto per gli azionisti dei gruppi.

I dati del report richiamano i primi 11 terminal container italiani – che occupano una superficie complessiva di 4,987 milioni di mq e dispongono in totale di 88 gru di banchina – che hanno movimentato un traffico di 7,8 milioni di TEUs, ovvero il 74,4% dell’intero volume di contenitori transitati negli scali italiani lo scorso anno.

E per assurdo pur movimentando qualche container in meno hanno guadagnato molto di più dell'anno precedente.

La classifica di Fedespedi parla chiaro: primo il terminal container italiano per profitti è proprio quello di La Spezia Container Terminal (LSCT): controllato al 60% da Contship Italia con il 40% dal gruppo marittimo MSC (il secondo armatore al mondo nel settore dei container, dietro al colosso danese Maersk). Il porto, alla faccia di Cagliari, ha realizzato un utile 39,5 milioni di euro nel 2018, dato in fortissima crescita rispetto alla performance di 30,2 milioni realizzato l’anno precedente, a fronte di un fatturato di 166,7 milioni di euro (+7,6% rispetto ai 155 milioni del 2017).

Da una parte il primato di Contship nella vetta della classifica e dall'altra sotto sotto quello di Cagliari.

Cagliari Container Terminal di Cagliari (CICT), è crollato senza colpo ferire per scelta e complicità politica.

Il porto canale controllato da Contship è stato chiusi e liquidato rimettendo nelle mani dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sardegna la concessione demaniale.

Contship aveva stranamente perso su Cagliari la compagnia tedesca Hapag-Lloyd per poi ritrivarsi soci, altrettanto stranamente a Tangeri.

I volumi di traffico erano stati di fatto portati a zero.

Il porto canale nel 2018 aveva già dimezzato i suoi scambi commerciali con un crollo del fatturato da 23,8 a 15 milioni di euro (-36,7%) e risultato negativo per 3,3 milioni di euro.

Ovviamente nessuno a chiesto conto a Contship di questi dati. Nessuno ha sollevato obiezioni sul mancato raggiungimento dei livelli minimi previsti nella convenzione, nessuno ha contestato la fuga.

Tutti complici e silenziosi. Resta un dato: la procura della repubblica!

E' impensabile che su Taranto ci siano almeno due procure che stanno indagando e su questa vicenda a tinte fosche del porto Canale di Cagliari ancora niente.

Basterebbe capire, guardare i dati, la convenzione, le mancate contestazioni, i mancati risarcimenti, l'attentato all'interesse pubblico, le banchine private che si estendono e le mercedes che si sfracellano sotto il peso di un container.

Tutto regolare? Magari i documenti arriveranno a chi di dovere e non sarà facile spiegare tanti e troppi silenzi!