LICENZIATE QUESTO TROGLODITA, OPPURE SIETE COMPLICI! NELLA PROSSIMA CONTINUITA' SI ASSUMANO SARDI!

"Ve la fate a nuoto sardignoli di merda".

L’elegante e forbita affermazione di questo troglodita è contenuta in un commento a margine della notizia pubblicata dal sito infomarittimi relativamente alla decisione del governo di negare la proroga alla Tirrenia.

In questi decenni sardi, cittadini e turisti italiani e non ne hanno subito di tutti colori.

Dalle porte delle cuccette prese a calci alle cinque del mattino per una sveglia dolce come una mandria indispettita di asini alle angherie di ogni genere a bordo delle navi Tirrenia.

Prezzi alle stelle, servizi da schifo ed ora persino insultati razzisti sui social.

Non posso appellarmi ad una giunta regionale inesistente e inerme, prona e servile agli ordini di Roma ma posso certamente esortare ad una obbligatoria clausola di educazione sociale da inserire nel contratto per la nuova continuità territoriale.

La disposizione dovrebbe pressappoco recitare così:

1) chiunque si sia reso responsabile di insulti, discriminazioni razziali e territoriali, comportamenti maleducati e atteggiamenti para delinquenziali non può essere assunto nei servizi di continuità territoriale da e per la Sardegna.

2) non possono essere altresì tenuti in servizio coloro che nella fedina penale hanno reati di violenza personale, oltraggio o di qualsiasi altro reato di natura criminale;

3)è indispensabile che si ripristini il certificato penale come documento fondamentale per l’esercizio pubblico a partire appunto dalla continuità territoriale marittima;

Passino gli insulti e le minacce al sottoscritto, ne risponderanno in sede penale, autori e mandanti, ma non è minimamente tollerabile un comportamento razzista e offensivo nei confronti di un popolo intero.

Segnalerò, come è evidente, anche questo dotto personaggio alle autorità giudiziarie ma ciò che più mi preme è che si metta un argine definitivo a questa inaccettabile deriva violenta e offensiva nei confronti del popolo sardo.

“Sardignoli di merda" è un’affermazione talmente grave che, se fossimo in uno stato di diritto, prevederebbe il licenziamento in tronco.

Il popolo sardo ho sopportato di tutto e di più, sbagliando, ma ora occorre reagire senza perdere altro tempo.

Ogni soggetto che si renda artefice di tali comportamenti dovrebbe essere licenziato dalla compagnia senza alcun sotterfugio amicale e qualsiasi tipo di avallo.

Chiunque dovesse gestire la prossima territoriale, qualsiasi sia la formula contrattuale, dovrà obbligatoriamente farsi carico in maniera rigorosa del comportamento del proprio personale rispettoso dei singoli e della comunità sarda, dentro e fuori le navi.

Non sono più tollerabili abusi e soprusi da parte di chicchesia sul trasporto marittimo.

Va posto in essere un codice etico comportamentale che costituisca il presupposto fondamentale di qualsiasi nuovo contratto.

Aggiungo: non deve essere più tollerabile nemmeno il concentramento in determinate aree del paese del 100% dei dipendenti e delle assunzioni.

Un'ulteriore discriminazione nelle assunzioni finirebbe per umiliare ulteriormente il popolo sardo con atteggiamenti prevaricatori, maleducati e insopportabili.

È giusto che le compagnie di navigazione mettano un argine immediato a questa vile maleducazione e in tal senso deve essere messa in atto una radicale modifica del reclutamento del personale marittimo.

Se il servizio riguarda il collegamento tra la Sardegna e il continente non potrà essere più accettabile che il personale venga assunto tutto da una sola ragione.

L’equilibrio anche nelle assunzioni per un servizio pubblico deve essere garantito.

A personaggi come questo soggetto resosi artefice di un commento così vile e offensivo nei confronti della comunità sarda deve essere comminata la massima sanzione interna della compagnia prima che emerga una complice connivenza della stessa in queste azioni.

Non voglio pensare che ci siano compagnie di navigazione che accettino tale linguaggio verso una comunità, quella sarda, da sempre vittima di compagnie di navigazione protese alla speculazione e alla discriminazione verso il popolo sardo.

È finito il tempo di tacere e sopportare.

Bisogna reagire con regole certe e chiare affinché ognuno si assuma la responsabilità di questi fatti gravi e non più tollerabili.